Via Mantova, 44- 37019 Peschiera (d.G.). Tel. 045.75. 51.400 parroco: don Attilio Bonato (ottobre 2009).
sabato 11 luglio 2015
12 luglio 2015
Letture - XV domenica del T.O. - Anno B
Prima Lettura Am 7, 12-15
Due regni rivali, due
santuari: Gerusalemme e Betel, due profeti in opposizione: Amasia a Betel
asservito al potere politico, e Amos scelto e inviato da Dio a profetizzare nel
suo nome. Egli lotta per obbedire alla vocazione e all'elezione divina. In
sintonia con il Vangelo, il profeta non sceglie da se stesso la missione né
coloro a cui è inviato, sa che la sua missione continua nonostante
il rifiuto.
Dal libro del
profeta Amos
In quei giorni, Amasìa,
[sacerdote di Betel,] disse ad Amos: «Vattene, veggente, ritìrati nella terra
di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare, ma a Betel non
profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del
regno».
Amos rispose ad Amasìa e
disse:
«Non ero profeta né figlio
di profeta;
ero un mandriano e
coltivavo piante di sicomòro.
Il Signore mi prese,
mi chiamò mentre seguivo
il gregge.
Il Signore mi disse:
Va', profetizza al mio
popolo Israele».
Salmo
Responsoriale
Ogni invio in missione è
per annunciare agli uomini il volto misericordioso e giusto del Padre. Il
salmo, risposta pregata alla parola, è invito alla fiducia: Dio è prossimo al
suo messaggero e lo sostiene.
Dal Salmo 84
Mostraci, Signore, la tua
misericordia.
Ascolterò che cosa dice
Dio, il Signore:
egli
annuncia la pace
per
il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì,
la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché
la sua gloria abiti la nostra terra.
Amore
e verità s'incontreranno,
giustizia
e pace si baceranno.
Verità
germoglierà dalla terra
e
giustizia si affaccerà dal cielo.
Certo,
il Signore donerà il suo bene
e
la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia
camminerà davanti a lui:
i
suoi passi tracceranno il cammino.
Seconda Lettura Ef 1, 3-14
Paolo, attraverso un inno
di benedizione e di lode, ci offre una sintesi del piano divino di salvezza.
Dio è benedetto per aver eletto l'uomo a partecipare alla sua stessa vita
divina, ad essere suo figlio e destinatario del suo amore misericordioso. In
Cristo ha rivelato il mistero della sua volontà di salvezza e ha costituito
tutti i credenti sua eredità. Egli realizza tutti questi benefici per il dono
dello Spirito.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli
Efesìni
[Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale
nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a
essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d'amore
della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha
gratificati nel Figlio amato. In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la
redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia. Egli
l'ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza,
facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo la benevolenza che in
lui si era proposto per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al
Cristo, unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra.]
In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati -
secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà - a essere
lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo. In lui
anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra
salvezza, e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello
Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità,
in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato a lode
della sua gloria.
Vangelo Mc 6, 7-13
Gesù chiama i discepoli ad
associarsi alla sua opera. Inviandoli in missione, li rende partecipi del suo
stesso potere contro le forze del male e li abilita a compiere ciò che lui
stesso compie. L'equipaggiamento per il viaggio indica lo stile di povertà, di
radicalità, di libertà e di adattamento che deve avere chi è chiamato a
diffondere il Vangelo.
Dal vangelo
secondo Marco
In quel tempo, Gesù chiamò
a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti
impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient'altro che un
bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di
non portare due tuniche.E diceva loro: «Dovunque
entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche
luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la
polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti,
proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano
con olio molti infermi e li guarivano.
Storia - XV domenica del T.O. - Anno B- I gessetti colorati
Nessuno
sapeva quando quell'uomo fosse arrivato in città. Sembrava sempre stato là, sul
marciapiede della via più affollata, quella dei negozi, dei ristoranti, dei
cinema eleganti, del passeggio serale, degli incontri degli innamorati.Ginocchioni
per terra, con dei gessetti colorati, dipingeva angeli e paesaggi meravigliosi,
pieni di sole, bambini felici, fiori che sbocciavano e sogni di libertà.
Da
tanto tempo, la gente della città si era abituata all'uomo. Qualcuno getteva
una moneta sul disegno. Qualche volta si fermavano e gli parlavano. Gli
parlavano delle loro preoccupazioni, delle loro speranze; gli parlavano dei
loro bambini: del più piccolo che voleva ancora dormire nel lettone e del più
grande che non sapeva che Facoltà scegliere, perché il futuro è difficile da
decifrare... L'uomo
ascoltava. Ascoltava molto e parlava poco.
Un
giorno, l'uomo cominciò a raccogliere le sue cose per andarsene.
Si
riunirono tutti intorno a lui e lo guardavano. Lo guardavano ed aspettavano.
"Lasciaci
qualcosa. Per ricordare". L'uomo
mostrava le sue mani vuote: che cosa poteva donare?
Ma
la gente lo circondava e aspettava. Allora
l'uomo estrasse dallo zainetto i suoi gessetti di tutti i colori, quelli che
gli erano serviti per dipingere angeli, fiori e sogni, e li distribuì alla
gente.
Un
pezzo di gessetto colorato ciascuno, poi senza dire una parola se ne andò.
Che
cosa fece la gente dei gessetti colorati? Qualcuno lo inquadrò, qualcuno lo
portò al museo civico di arte moderna, qualcuno lo mise in un cassetto, la
maggioranza se ne dimenticò.
È venuto un Uomo ed ha lasciato anche a te la possibilità di
colorare il mondo. Tu che hai fatto dei tuoi gessetti?
avvisi
liturgia settimanale
13 - Lunedì
- 15.a Tempo Ordinario. Il nostro aiuto è nel nome del Signore. Liturgia:
Es 1,8-14,22; Sal 123; Mt 10,34 - 11,1
14 - Martedì
- 15.a Tempo Ordinario - S. Camillo de Lellis
Voi che cercate Dio, fatevi coraggio. Liturgia: Es 2,1-15; Sal 68; Mt
11,20-24
15 -
Mercoledì - 15.a Tempo Ordinario - S. Bonaventura (m) Misericordio e pietoso
è il Signore. Liturgia: Es 3,1-6.9-12; Sal 102; Mt 11,25-27
16 - Giovedì
- 15.a Tempo Ordinario. Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza.
Liturgia: Es 3,13-20; Sal 104; Mt 11,28-30
17 - Venerdì
- 15.a Tempo Ordinario. Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome
del Signore. Liturgia: Es 11,10-1,14; Sal 115; Mt 12,1-8
18 - Sabato
- 15.a Tempo Ordinario. Il suo amore è per sempre. Liturgia: Es
12,37-42; Sal 135; Mt 12,14-21
…………………………….………………………….…….……….….
preghiera
sul Vangelo
Sarà questa parola, inedita e straordinaria,
a trasformare la vita di quelli che incontriamo. Li strapperà dalle mani del male,
infonderà speranza agli oppressi, forza agli sfiduciati, entusiasmo ai
rassegnati. Ci hai chiesto di partire, senza provviste e
senza risorse, senza denari e senza bagagli, liberi e
leggeri, senza pesi che fanno rallentare. E ci hai domandato di mettere in
conto anche il rifiuto, l’ostilità, la reazione negativa o infastidita, addirittura
la persecuzione.
Non ci hai esonerato da fallimenti più o
meno cocenti, né da situazioni incresciose. ln fondo anche tu hai provato il
sapore amaro dell'ingratitudine, la sferzata del tradimento e dell'abbandono. Poiché non forzi nessuno,
tu ci chiedi soltanto di mettere ognuno davanti all sua
responsabilità.
Grest 2a settimana
sabato 4 luglio 2015
5 luglio 2015
Letture -
XIV domenica del T.O. - Anno B
Prima Lettura Ez 2, 2-5
Il
racconto della vocazione di Ezechiele si articola attorno a tre personaggi:
Dio, il profeta, il popolo. Dio, che ha subito la ribellione del popolo, manda
un profeta a portare la sua parola e a testimoniare la sua azione amorevole.
Il
profeta è segno della misericordia e della fedeltà di Dio. Il popolo, peccatore
e ribelle, ha il cuore indurito e non ascolta, respinge Dio.
Dal libro del profeta Ezechiele
In quei giorni, uno spirito entrò in me,
mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava.Mi disse: «Figlio
dell'uomo, io ti mando ai figli d'Israele, a una razza di ribelli, che si sono
rivoltati contro di me. Essi e i loro padri si sono sollevati contro di me fino
ad oggi. Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu
dirai loro: "Dice il Signore Dio". Ascoltino o non ascoltino - dal
momento che sono una genìa di ribelli -, sapranno almno che un profeta si trova
in mezzo a loro».
Salmo Responsoriale
Il
salmo rispecchia una realtà di sempre: il profeta o il credente è motteggiato e
attaccato. Dio ci farà grazia se su di lui fissiamo il nostro sguardo umile e
vigilante.
Dal Salmo 122
I nostri
occhi sono rivolti al Signore.A te alzo i miei occhi,
a te che siedi nei cieli. Ecco, come gli
occhi dei servi
alla mano dei loro padroni. Come gli
occhi di una schiava
alla mano della sua padrona,
così i nostri occhi al Signore nostro
Dio,
finché abbia pietà di noi. Pietà di noi,
Signore, pietà di noi,
siamo già troppo sazi di disprezzo,
troppo sazi noi siamo dello scherno dei
gaudenti,
del disprezzo dei superbi.
Seconda Lettura 2 Cor 12, 7-10
Questo
testo viene chiamato «il brano della spina» perché Paolo afferma che gli è
stata messa una spina nella carne. Sono probabilmente le persone che gli
causano sofferenza. Dio chiede a Paolo di non affliggersi, gli è sufficiente la
sua grazia. L'uomo metta a disposizione di Dio la propria debolezza, il proprio
nulla. Allora opererà la sua forza e la sua potenza.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo
ai Corinzi
Fratelli, affinché io non monti in
superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per
percuotermi, perché io non monti in superbia.
A causa di questo per tre volte ho
pregato il Signore che l'allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la
mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi
vanterò, quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la
potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi,
nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo:
infatti quando sono debole, è allora che sono forte.
Vangelo Mc 6, 1-6
Gesù
ritorna a Nazaret, dopo il soggiorno a Cafarnao, ed è preceduto dalla notizia
dei miracoli. Fra la sua gente c'è il desiderio di incontrarlo ma non hanno
fede. Come i profeti, Gesù incontra incomprensione e opposizione. Fa
l'esperienza d'essere respinto. Gesù si meraviglia della loro poca fede.
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù venne nella sua
patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare
nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove
gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i
prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il
figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le
sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è
disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì
non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li
guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d'intorno, insegnando.
5
luglio - 14a domenica del tempo ordinario - anno B
………………………………………………………………………
liturgia
settimanale
6 - Lunedì - 14.a Tempo Ordinario - S. Maria Goretti Mio Dio, in te confido
Liturgia: Gen 28,10-22a; Sal 90; Mt
9,18-26 -
7 - Martedì - 14.a Tempo Ordinario - Nella giustizia, Signore, contemplerò il
tuo volto. Liturgia: Gen 32,23-33; Sal 16; Mt 9,32-38 -
8 - Mercoledì - 14.a Tempo Ordinario. Su di noi,
Signore, sia il tuo amore. Liturgia: Gen 41,55-57; 42,5-7a.17-24a; Sal 32;
Mt 10,1-7
9 - Giovedì - 14.a Tempo Ordinario - Ricordiamo,
Signore, le tue meraviglie Liturgia: Gen 44,18-21; 23b-29; 45,1-5; Sal 104;
Mt 10,7-15
10 - Venerdì
- 14.a Tempo Ordinario - La salvezza
dei giusti viene dal Signore Liturgia: Gen 46,1-7.28-30; Sal 36; Mt
10,16-23
11 - Sabato
- 14.a Tempo Ordinario - S. BENEDETTO
patrono d'Europa (f)
Gustate e vedete
come è buono il Signore. Liturgia: Pr 2,1-9; Sal 33; Mt 19,27-29 –
…………………………….………………………….…….……….….
preghiera sul Vangelo
Non possono credere, Gesù, che l’Atteso, il
Messia, sia uno vissuto in mezzo a loro, uno che si illudono di conoscere bene perché
lo hanno visto crescere, conoscono i parenti e il clan di appartenenza.
Non possono accettare che la Sapienza di Dio
risieda in un uomo che non ha frequentato un rabbino famoso, che si è fatto da
se', un autodidatta, che non è andato oltre la scuola del villaggio.
Non possono ammettere che a compiere gesti
prodigiosi siano tue mani provate dal lavoro manuale, segnale dalla fatica,
abituate a maneggiare gli arnesi del mestiere.
Eppure, Gesù, è questa la strada scelta dal
Padre tuo . per realizzare le antiche promesse, per portare a compimento il suo
disegno di amore. La tentazione di quelli di Nazareth è in
fondo anche la nostra, Gesù, perché anche noi pretendiamo di imporre a Dio le
nostre vie e facciamo fatica ad accogliere le sorprese continue che Dio offre abbondantemente in questa
nostra storia.
.................................................
.................................................
IMMAGINI DEL GREST :1a settimana
incontro sull'Islam
Lunedì 29 giugno si è tenuto nella nostra parrocchia un interessantissimo incontro sull'Islam, seguito da un consistente gruppo di persone e tenuto dal prof. don Valentino Cottini, esperto di Islamistica.
Per esigenze di sintesi, riporto la parte di un articolo, preso dal libretto di "Spazio aperto" che è stato offerto ai presenti la stessa sera...
- Dove il dialogo inciampa
Il Gesuita egiziano Samir Khalil Samir,, esperto di Studi islamici,
rileggendo I’Enciclica “Evangelii Gaudium” di papa Bergoglio allo scopo di
evitare fraintendimenti e per dare chiarezza al confronto, avanza alcuni
“distinguo” (secondo lui necessari) e suggerisce “cautele”. Dio, Cristo, dogmi,
etica neII’Islàm e nel Cristianesimo non sono la stessa cosa (anche se a prima vista potrebbero
apparire confrontabili). Ecco la parte conclusiva della sua analisi.
Ci sono due aspetti che
vorrei precisare. ll primo è quello in cui il Papa mette insieme tutti i
fondamentalismi “da ambo le parti" (par. 250). L'altro è la conclusione
della sezione sul rapporto all’lslam, che termina con questa frase: “[...] il
vero lslam e un'adeguata interpretazione del Corano si oppongono ad ogni
violenza"
(par. 253).
(par. 253).
Personalmente non metterei
i due fondamentalismi sullo stesso piano: i fondamentalisti cristiani non
portano armi; il fondamentalismo islamico è criticato, anzitutto proprio dai
musulmani, perché questo fondamentalismo armato cerca di riprodurre il modello
maomettano. Nella sua vita Maometto
ha fatto più di sessanta
guerre; ora se Maometto è il modello eccellente (“un nobile esempio”, sura
XXXIII, 21), non sorprende che certi musulmani usino anche loro la violenza ad imitazione
del fondatore dell’lslam. [...].
ll punto davvero importante
è quello dell” “adeguata interpretazione". Nel mondo musulmano il
dibattito più forte – che è anche il più proibito - è proprio quello dell'
interpretazione del Libro Sacro. l musulmani credono che il Corano sia sceso su Maometto, completo,
in quella forma che conosciamo. Non c’è il concetto di ispirazione del testo sacro,
che lascia spazio a un'interpretazione dell'elemento umano presente nella
parola di Dio.
Facciamo un esempio. Ai
tempi di Maometto con le tribù che vivevano nel deserto, la pena per un ladro
era il taglio della mano. Qual era lo scopo di questa pena'? Non permettere che
il ladro rubasse più. Allora dobbiamo chiederci: come possiamo oggi salvaguardare
questo scopo, cioè che il ladro non rubi'? Possiamo usare altri metodi? Oggi tutte le religioni
hanno questo problema: come reinterpretare il testo sacro, che ha un valore
eterno, ma che risale a secoli o millenni fa.
[...] Bisogna interrogarsi sullo
scopo che avevano le indicazioni del Corano. Diversi studiosi musulmani parlano
dell'importanza di scoprire “lo scopo" dei testi coranici per adeguare
questi testi al mondo moderno.
E questo, mi sembra, è
molto vicino a quanto il Santo Padre intende suggerire parlando di “un'adeguata
interpretazione del Corano".
Samir Khalil Samir, ASIA
NEWS del Pontificio lstituto Missioni
Estere- 19
dic. 2014
Iscriviti a:
Post (Atom)



