sabato 11 luglio 2015

AscoltarTi è una festa - XV Domenica del Tempo Ordinario

12 luglio 2015

Letture - XV domenica del T.O. - Anno B

Prima Lettura Am 7, 12-15
Due regni rivali, due santuari: Gerusalemme e Betel, due profeti in opposizione: Amasia a Betel asservito al potere politico, e Amos scelto e inviato da Dio a profetizzare nel suo nome. Egli lotta per obbedire alla vocazione e all'elezione divina. In sintonia con il Vangelo, il profeta non sceglie da se stesso la missione né coloro a cui è inviato, sa che la sua missione continua nonostante
il rifiuto.

Dal libro del profeta Amos
In quei giorni, Amasìa, [sacerdote di Betel,] disse ad Amos: «Vattene, veggente, ritìrati nella terra di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno».
Amos rispose ad Amasìa e disse:
«Non ero profeta né figlio di profeta;
ero un mandriano e coltivavo piante di sicomòro.
Il Signore mi prese,
mi chiamò mentre seguivo il gregge.
Il Signore mi disse:
Va', profetizza al mio popolo Israele».

Salmo Responsoriale
Ogni invio in missione è per annunciare agli uomini il volto misericordioso e giusto del Padre. Il salmo, risposta pregata alla parola, è invito alla fiducia: Dio è prossimo al suo messaggero e lo sostiene.
Dal Salmo 84
Mostraci, Signore, la tua misericordia.
Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.
Amore e verità s'incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.
Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.

Seconda Lettura Ef 1, 3-14
Paolo, attraverso un inno di benedizione e di lode, ci offre una sintesi del piano divino di salvezza. Dio è benedetto per aver eletto l'uomo a partecipare alla sua stessa vita divina, ad essere suo figlio e destinatario del suo amore misericordioso. In Cristo ha rivelato il mistero della sua volontà di salvezza e ha costituito tutti i credenti sua eredità. Egli realizza tutti questi benefici per il dono dello Spirito.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
[Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d'amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l'ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo la benevolenza che in lui si era proposto per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra.]
In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati - secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà - a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo. In lui anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra salvezza, e avere in esso creduto,  avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.

Vangelo Mc 6, 7-13
Gesù chiama i discepoli ad associarsi alla sua opera. Inviandoli in missione, li rende partecipi del suo stesso potere contro le forze del male e li abilita a compiere ciò che lui stesso compie. L'equipaggiamento per il viaggio indica lo stile di povertà, di radicalità, di libertà e di adattamento che deve avere chi è chiamato a diffondere il Vangelo.
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient'altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.


Storia - XV domenica del T.O. - Anno B- I gessetti colorati
Da "A volte basta un raggio di sole" - Bruno Ferrero © Elledici

Nessuno sapeva quando quell'uomo fosse arrivato in città. Sembrava sempre stato là, sul marciapiede della via più affollata, quella dei negozi, dei ristoranti, dei cinema eleganti, del passeggio serale, degli incontri degli innamorati.Ginocchioni per terra, con dei gessetti colorati, dipingeva angeli e paesaggi meravigliosi, pieni di sole, bambini felici, fiori che sbocciavano e sogni di libertà.
Da tanto tempo, la gente della città si era abituata all'uomo. Qualcuno getteva una moneta sul disegno. Qualche volta si fermavano e gli parlavano. Gli parlavano delle loro preoccupazioni, delle loro speranze; gli parlavano dei loro bambini: del più piccolo che voleva ancora dormire nel lettone e del più grande che non sapeva che Facoltà scegliere, perché il futuro è difficile da decifrare... L'uomo ascoltava. Ascoltava molto e parlava poco.
Un giorno, l'uomo cominciò a raccogliere le sue cose per andarsene.
Si riunirono tutti intorno a lui e lo guardavano. Lo guardavano ed aspettavano.
"Lasciaci qualcosa. Per ricordare". L'uomo mostrava le sue mani vuote: che cosa poteva donare?
Ma la gente lo circondava e aspettava. Allora l'uomo estrasse dallo zainetto i suoi gessetti di tutti i colori, quelli che gli erano serviti per dipingere angeli, fiori e sogni, e li distribuì alla gente.
Un pezzo di gessetto colorato ciascuno, poi senza dire una parola se ne andò.
Che cosa fece la gente dei gessetti colorati? Qualcuno lo inquadrò, qualcuno lo portò al museo civico di arte moderna, qualcuno lo mise in un cassetto, la maggioranza se ne dimenticò.

È venuto un Uomo ed ha lasciato anche a te la possibilità di colorare il mondo. Tu che hai fatto dei tuoi gessetti?
avvisi
liturgia settimanale

13 - Lunedì - 15.a Tempo Ordinario. Il nostro aiuto è nel nome del Signore. Liturgia: Es 1,8-14,22; Sal 123; Mt 10,34 - 11,1
14 - Martedì - 15.a Tempo Ordinario - S. Camillo de Lellis
Voi che cercate Dio, fatevi coraggio. Liturgia: Es 2,1-15; Sal 68; Mt 11,20-24
15 - Mercoledì - 15.a Tempo Ordinario - S. Bonaventura (m) Misericordio e pietoso è il Signore. Liturgia: Es 3,1-6.9-12; Sal 102; Mt 11,25-27
16 - Giovedì - 15.a Tempo Ordinario. Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza. Liturgia: Es 3,13-20; Sal 104; Mt 11,28-30
17 - Venerdì - 15.a Tempo Ordinario. Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. Liturgia: Es 11,10-1,14; Sal 115; Mt 12,1-8

18 - Sabato - 15.a Tempo Ordinario. Il suo amore è per sempre. Liturgia: Es 12,37-42; Sal 135; Mt 12,14-21
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preghiera sul Vangelo

Ci hai trasmesso il tuo stesso potere, mettendo nelle nostre mani la tua parola, il Vangelo.
Sarà questa parola, inedita e straordinaria, a trasformare la vita di quelli che incontriamo. Li strapperà dalle mani del male, infonderà speranza agli oppressi, forza agli sfiduciati, entusiasmo ai rassegnati. Ci hai chiesto di partire, senza provviste e senza risorse, senza denari e senza bagagli, liberi e leggeri, senza pesi che fanno rallentare. E ci hai domandato di mettere in conto anche il rifiuto, l’ostilità, la reazione negativa o infastidita, addirittura la persecuzione.
 Non ci hai dato ricette di successo, trucchi per assicurarci il consenso, né ci hai imposto di raggiungere la popolarità a qualsiasi costo.
Non ci hai esonerato da fallimenti più o meno cocenti, né da situazioni incresciose. ln fondo anche tu hai provato il sapore amaro dell'ingratitudine, la sferzata del tradimento e dell'abbandono. Poiché non forzi nessuno, tu ci chiedi soltanto di mettere ognuno davanti all sua responsabilità.

Grest 2a settimana

i lavori del"laboratorio"
lo scenario della storia ...
una bella rinfrescatina...
l'ottima merendina ! 

sabato 4 luglio 2015

AscoltarTi è una festa - XIV Domenica Tempo Ordinario

5 luglio 2015

Letture - XIV domenica del T.O. - Anno B
Prima Lettura Ez 2, 2-5
Il racconto della vocazione di Ezechiele si articola attorno a tre personaggi: Dio, il profeta, il popolo. Dio, che ha subito la ribellione del popolo, manda un profeta a portare la sua parola e a testimoniare la sua azione amorevole.
Il profeta è segno della misericordia e della fedeltà di Dio. Il popolo, peccatore e ribelle, ha il cuore indurito e non ascolta, respinge Dio.
Dal libro del profeta Ezechiele
In quei giorni, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava.Mi disse: «Figlio dell'uomo, io ti mando ai figli d'Israele, a una razza di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri si sono sollevati contro di me fino ad oggi. Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: "Dice il Signore Dio". Ascoltino o non ascoltino - dal momento che sono una genìa di ribelli -, sapranno almno che un profeta si trova in mezzo a loro».

Salmo Responsoriale
Il salmo rispecchia una realtà di sempre: il profeta o il credente è motteggiato e attaccato. Dio ci farà grazia se su di lui fissiamo il nostro sguardo umile e vigilante.
Dal Salmo 122
I nostri occhi sono rivolti al Signore.A te alzo i miei occhi,
a te che siedi nei cieli. Ecco, come gli occhi dei servi
alla mano dei loro padroni. Come gli occhi di una schiava
alla mano della sua padrona,
così i nostri occhi al Signore nostro Dio,
finché abbia pietà di noi. Pietà di noi, Signore, pietà di noi,
siamo già troppo sazi di disprezzo,
troppo sazi noi siamo dello scherno dei gaudenti,
del disprezzo dei superbi.

Seconda Lettura 2 Cor 12, 7-10
Questo testo viene chiamato «il brano della spina» perché Paolo afferma che gli è stata messa una spina nella carne. Sono probabilmente le persone che gli causano sofferenza. Dio chiede a Paolo di non affliggersi, gli è sufficiente la sua grazia. L'uomo metta a disposizione di Dio la propria debolezza, il proprio nulla. Allora opererà la sua forza e la sua potenza.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia.
A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l'allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò, quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte.

Vangelo Mc 6, 1-6
Gesù ritorna a Nazaret, dopo il soggiorno a Cafarnao, ed è preceduto dalla notizia dei miracoli. Fra la sua gente c'è il desiderio di incontrarlo ma non hanno fede. Come i profeti, Gesù incontra incomprensione e opposizione. Fa l'esperienza d'essere respinto. Gesù si meraviglia della loro poca fede.
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d'intorno, insegnando.

5 luglio - 14a domenica del tempo ordinario - anno B
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liturgia settimanale

6 - Lunedì - 14.a Tempo Ordinario - S. Maria Goretti  Mio Dio, in te confido
Liturgia: Gen 28,10-22a; Sal 90; Mt 9,18-26 -
7 - Martedì - 14.a Tempo Ordinario -  Nella giustizia, Signore, contemplerò il tuo volto. Liturgia: Gen 32,23-33; Sal 16; Mt 9,32-38 -
8 - Mercoledì - 14.a Tempo Ordinario. Su di noi, Signore, sia il tuo amore. Liturgia: Gen 41,55-57; 42,5-7a.17-24a; Sal 32; Mt 10,1-7
9 - Giovedì - 14.a Tempo Ordinario - Ricordiamo, Signore, le tue meraviglie Liturgia: Gen 44,18-21; 23b-29; 45,1-5; Sal 104;
Mt 10,7-15
10 - Venerdì - 14.a Tempo Ordinario -  La salvezza dei giusti viene dal Signore Liturgia: Gen 46,1-7.28-30; Sal 36; Mt 10,16-23
11 - Sabato - 14.a Tempo Ordinario - S. BENEDETTO patrono d'Europa (f)
  Gustate e vedete come è buono il Signore. Liturgia: Pr 2,1-9; Sal 33; Mt 19,27-29 –
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preghiera sul Vangelo
Non possono credere, Gesù, che l’Atteso, il Messia, sia uno vissuto in mezzo a loro, uno che si illudono di conoscere bene perché lo hanno visto crescere, conoscono i parenti e il clan di appartenenza.
Non possono accettare che la Sapienza di Dio risieda in un uomo che non ha frequentato un rabbino famoso, che si è fatto da se', un autodidatta, che non è andato oltre la scuola del villaggio.
Non possono ammettere che a compiere gesti prodigiosi siano tue mani provate dal lavoro manuale, segnale dalla fatica, abituate a maneggiare gli arnesi del mestiere.
Eppure, Gesù, è questa la strada scelta dal Padre tuo . per realizzare le antiche promesse, per portare a compimento il suo disegno di amore. La tentazione di quelli di Nazareth è in fondo anche la nostra, Gesù, perché anche noi pretendiamo di imporre a Dio le nostre vie e facciamo fatica ad accogliere le sorprese continue che Dio offre abbondantemente in questa nostra storia.
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IMMAGINI DEL GREST :1a settimana
















































incontro sull'Islam

Lunedì 29 giugno si è tenuto nella nostra parrocchia un interessantissimo incontro sull'Islam, seguito da un consistente gruppo di persone e tenuto dal prof. don Valentino Cottini, esperto di Islamistica.




Per esigenze di sintesi, riporto la parte di un articolo, preso dal libretto di "Spazio aperto" che è stato offerto ai presenti la stessa sera...
- Dove il dialogo inciampa
Il Gesuita egiziano Samir Khalil Samir,, esperto di Studi islamici, rileggendo I’Enciclica “Evangelii Gaudium” di papa Bergoglio allo scopo di evitare fraintendimenti e per dare chiarezza al confronto, avanza alcuni “distinguo” (secondo lui necessari) e suggerisce “cautele”. Dio, Cristo, dogmi, etica neII’Islàm e nel Cristianesimo non sono la  stessa cosa (anche se a prima vista potrebbero apparire confrontabili). Ecco la parte conclusiva della sua analisi.

Ci sono due aspetti che vorrei precisare. ll primo è quello in cui il Papa mette insieme tutti i fondamentalismi “da ambo le parti" (par. 250). L'altro è la conclusione della sezione sul rapporto all’lslam, che termina con questa frase: “[...] il vero lslam e un'adeguata interpretazione del Corano si oppongono ad ogni violenza" 
(par. 253).
Personalmente non metterei i due fondamentalismi sullo stesso piano: i fondamentalisti cristiani non portano armi; il fondamentalismo islamico è criticato, anzitutto proprio dai musulmani, perché questo fondamentalismo armato cerca di riprodurre il modello maomettano. Nella sua vita Maometto
ha fatto più di sessanta guerre; ora se Maometto è il modello eccellente (“un nobile esempio”, sura XXXIII, 21), non sorprende che certi musulmani usino anche loro la violenza ad imitazione del fondatore dell’lslam. [...].
ll punto davvero importante è quello dell” “adeguata interpretazione". Nel mondo musulmano il dibattito più forte – che è anche il più proibito - è proprio quello dell' interpretazione del Libro Sacro. l musulmani credono che il Corano sia sceso su Maometto, completo, in quella forma che conosciamo. Non c’è il concetto di ispirazione del testo sacro, che lascia spazio a un'interpretazione dell'elemento umano presente nella parola di Dio.
Facciamo un esempio. Ai tempi di Maometto con le tribù che vivevano nel deserto, la pena per un ladro era il taglio della mano. Qual era lo scopo di questa pena'? Non permettere che il ladro rubasse più. Allora dobbiamo chiederci: come possiamo oggi salvaguardare questo scopo, cioè che il ladro non rubi'? Possiamo usare altri metodi? Oggi tutte le religioni hanno questo problema: come reinterpretare il testo sacro, che ha un valore eterno, ma che risale a secoli o millenni fa.

[...] Bisogna interrogarsi sullo scopo che avevano le indicazioni del Corano. Diversi studiosi musulmani parlano dell'importanza di scoprire “lo scopo" dei testi coranici per adeguare questi testi al mondo moderno.
E questo, mi sembra, è molto vicino a quanto il Santo Padre intende suggerire parlando di “un'adeguata interpretazione del Corano".

Samir Khalil Samir,  ASIA NEWS  del Pontificio lstituto Missioni Estere- 19 dic. 2014