Via Mantova, 44- 37019 Peschiera (d.G.). Tel. 045.75. 51.400 parroco: don Attilio Bonato (ottobre 2009).
sabato 4 luglio 2015
5 luglio 2015
Letture -
XIV domenica del T.O. - Anno B
Prima Lettura Ez 2, 2-5
Il
racconto della vocazione di Ezechiele si articola attorno a tre personaggi:
Dio, il profeta, il popolo. Dio, che ha subito la ribellione del popolo, manda
un profeta a portare la sua parola e a testimoniare la sua azione amorevole.
Il
profeta è segno della misericordia e della fedeltà di Dio. Il popolo, peccatore
e ribelle, ha il cuore indurito e non ascolta, respinge Dio.
Dal libro del profeta Ezechiele
In quei giorni, uno spirito entrò in me,
mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava.Mi disse: «Figlio
dell'uomo, io ti mando ai figli d'Israele, a una razza di ribelli, che si sono
rivoltati contro di me. Essi e i loro padri si sono sollevati contro di me fino
ad oggi. Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu
dirai loro: "Dice il Signore Dio". Ascoltino o non ascoltino - dal
momento che sono una genìa di ribelli -, sapranno almno che un profeta si trova
in mezzo a loro».
Salmo Responsoriale
Il
salmo rispecchia una realtà di sempre: il profeta o il credente è motteggiato e
attaccato. Dio ci farà grazia se su di lui fissiamo il nostro sguardo umile e
vigilante.
Dal Salmo 122
I nostri
occhi sono rivolti al Signore.A te alzo i miei occhi,
a te che siedi nei cieli. Ecco, come gli
occhi dei servi
alla mano dei loro padroni. Come gli
occhi di una schiava
alla mano della sua padrona,
così i nostri occhi al Signore nostro
Dio,
finché abbia pietà di noi. Pietà di noi,
Signore, pietà di noi,
siamo già troppo sazi di disprezzo,
troppo sazi noi siamo dello scherno dei
gaudenti,
del disprezzo dei superbi.
Seconda Lettura 2 Cor 12, 7-10
Questo
testo viene chiamato «il brano della spina» perché Paolo afferma che gli è
stata messa una spina nella carne. Sono probabilmente le persone che gli
causano sofferenza. Dio chiede a Paolo di non affliggersi, gli è sufficiente la
sua grazia. L'uomo metta a disposizione di Dio la propria debolezza, il proprio
nulla. Allora opererà la sua forza e la sua potenza.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo
ai Corinzi
Fratelli, affinché io non monti in
superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per
percuotermi, perché io non monti in superbia.
A causa di questo per tre volte ho
pregato il Signore che l'allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la
mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi
vanterò, quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la
potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi,
nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo:
infatti quando sono debole, è allora che sono forte.
Vangelo Mc 6, 1-6
Gesù
ritorna a Nazaret, dopo il soggiorno a Cafarnao, ed è preceduto dalla notizia
dei miracoli. Fra la sua gente c'è il desiderio di incontrarlo ma non hanno
fede. Come i profeti, Gesù incontra incomprensione e opposizione. Fa
l'esperienza d'essere respinto. Gesù si meraviglia della loro poca fede.
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù venne nella sua
patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare
nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove
gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i
prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il
figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le
sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è
disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì
non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li
guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d'intorno, insegnando.
5
luglio - 14a domenica del tempo ordinario - anno B
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liturgia
settimanale
6 - Lunedì - 14.a Tempo Ordinario - S. Maria Goretti Mio Dio, in te confido
Liturgia: Gen 28,10-22a; Sal 90; Mt
9,18-26 -
7 - Martedì - 14.a Tempo Ordinario - Nella giustizia, Signore, contemplerò il
tuo volto. Liturgia: Gen 32,23-33; Sal 16; Mt 9,32-38 -
8 - Mercoledì - 14.a Tempo Ordinario. Su di noi,
Signore, sia il tuo amore. Liturgia: Gen 41,55-57; 42,5-7a.17-24a; Sal 32;
Mt 10,1-7
9 - Giovedì - 14.a Tempo Ordinario - Ricordiamo,
Signore, le tue meraviglie Liturgia: Gen 44,18-21; 23b-29; 45,1-5; Sal 104;
Mt 10,7-15
10 - Venerdì
- 14.a Tempo Ordinario - La salvezza
dei giusti viene dal Signore Liturgia: Gen 46,1-7.28-30; Sal 36; Mt
10,16-23
11 - Sabato
- 14.a Tempo Ordinario - S. BENEDETTO
patrono d'Europa (f)
Gustate e vedete
come è buono il Signore. Liturgia: Pr 2,1-9; Sal 33; Mt 19,27-29 –
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preghiera sul Vangelo
Non possono credere, Gesù, che l’Atteso, il
Messia, sia uno vissuto in mezzo a loro, uno che si illudono di conoscere bene perché
lo hanno visto crescere, conoscono i parenti e il clan di appartenenza.
Non possono accettare che la Sapienza di Dio
risieda in un uomo che non ha frequentato un rabbino famoso, che si è fatto da
se', un autodidatta, che non è andato oltre la scuola del villaggio.
Non possono ammettere che a compiere gesti
prodigiosi siano tue mani provate dal lavoro manuale, segnale dalla fatica,
abituate a maneggiare gli arnesi del mestiere.
Eppure, Gesù, è questa la strada scelta dal
Padre tuo . per realizzare le antiche promesse, per portare a compimento il suo
disegno di amore. La tentazione di quelli di Nazareth è in
fondo anche la nostra, Gesù, perché anche noi pretendiamo di imporre a Dio le
nostre vie e facciamo fatica ad accogliere le sorprese continue che Dio offre abbondantemente in questa
nostra storia.
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IMMAGINI DEL GREST :1a settimana
incontro sull'Islam
Lunedì 29 giugno si è tenuto nella nostra parrocchia un interessantissimo incontro sull'Islam, seguito da un consistente gruppo di persone e tenuto dal prof. don Valentino Cottini, esperto di Islamistica.
Per esigenze di sintesi, riporto la parte di un articolo, preso dal libretto di "Spazio aperto" che è stato offerto ai presenti la stessa sera...
- Dove il dialogo inciampa
Il Gesuita egiziano Samir Khalil Samir,, esperto di Studi islamici,
rileggendo I’Enciclica “Evangelii Gaudium” di papa Bergoglio allo scopo di
evitare fraintendimenti e per dare chiarezza al confronto, avanza alcuni
“distinguo” (secondo lui necessari) e suggerisce “cautele”. Dio, Cristo, dogmi,
etica neII’Islàm e nel Cristianesimo non sono la stessa cosa (anche se a prima vista potrebbero
apparire confrontabili). Ecco la parte conclusiva della sua analisi.
Ci sono due aspetti che
vorrei precisare. ll primo è quello in cui il Papa mette insieme tutti i
fondamentalismi “da ambo le parti" (par. 250). L'altro è la conclusione
della sezione sul rapporto all’lslam, che termina con questa frase: “[...] il
vero lslam e un'adeguata interpretazione del Corano si oppongono ad ogni
violenza"
(par. 253).
(par. 253).
Personalmente non metterei
i due fondamentalismi sullo stesso piano: i fondamentalisti cristiani non
portano armi; il fondamentalismo islamico è criticato, anzitutto proprio dai
musulmani, perché questo fondamentalismo armato cerca di riprodurre il modello
maomettano. Nella sua vita Maometto
ha fatto più di sessanta
guerre; ora se Maometto è il modello eccellente (“un nobile esempio”, sura
XXXIII, 21), non sorprende che certi musulmani usino anche loro la violenza ad imitazione
del fondatore dell’lslam. [...].
ll punto davvero importante
è quello dell” “adeguata interpretazione". Nel mondo musulmano il
dibattito più forte – che è anche il più proibito - è proprio quello dell'
interpretazione del Libro Sacro. l musulmani credono che il Corano sia sceso su Maometto, completo,
in quella forma che conosciamo. Non c’è il concetto di ispirazione del testo sacro,
che lascia spazio a un'interpretazione dell'elemento umano presente nella
parola di Dio.
Facciamo un esempio. Ai
tempi di Maometto con le tribù che vivevano nel deserto, la pena per un ladro
era il taglio della mano. Qual era lo scopo di questa pena'? Non permettere che
il ladro rubasse più. Allora dobbiamo chiederci: come possiamo oggi salvaguardare
questo scopo, cioè che il ladro non rubi'? Possiamo usare altri metodi? Oggi tutte le religioni
hanno questo problema: come reinterpretare il testo sacro, che ha un valore
eterno, ma che risale a secoli o millenni fa.
[...] Bisogna interrogarsi sullo
scopo che avevano le indicazioni del Corano. Diversi studiosi musulmani parlano
dell'importanza di scoprire “lo scopo" dei testi coranici per adeguare
questi testi al mondo moderno.
E questo, mi sembra, è
molto vicino a quanto il Santo Padre intende suggerire parlando di “un'adeguata
interpretazione del Corano".
Samir Khalil Samir, ASIA
NEWS del Pontificio lstituto Missioni
Estere- 19
dic. 2014
sabato 27 giugno 2015
28 giugno
Letture - XIII domenica del T.O. -
Anno B
Prima Lettura
Sap 1,13-15; 2,23-24
Davanti al dolore e alla
morte, un sapiente di Israele riflette sul perché della creazione. La
meditazione sul senso della vita e della morte lo induce a credere nella bontà
di Dio: il Creatore ha dato la vita ad ogni essere, ha creato l'uomo per
l'immortalità; il male e la morte non possono venire da lui.
Dal libro della Sapienza
Dio non ha creato la morte
e non gode per la rovina
dei viventi.
Egli infatti ha creato
tutte le cose perché esistano;
le creature del mondo sono
portatrici di salvezza,
in esse non c'è veleno di
morte,
né il regno dei morti è
sulla terra.
La giustizia infatti è
immortale.
Sì, Dio ha creato l'uomo
per l'incorruttibilità,
lo ha fatto immagine della
propria natura.
Ma per l'invidia del
diavolo la morte è entrata nel mondo
e ne fanno esperienza
coloro che le appartengono.
Salmo Responsoriale
Il salmo allarga il cuore
al ringraziamento. Risparmiati dalla morte, anche noi andiamo incontro al
Signore della vita con canti di gioia e di lode.
Dal Salmo 29
Ti esalterò, Signore,
perché mi hai risollevato.
Ti esalterò, Signore,
perché mi hai risollevato,
non hai permesso ai miei
nemici di gioire su di me.
Signore, hai fatto
risalire la mia vita dagli inferi,
mi hai fatto rivivere
perché non scendessi nella fossa.
Cantate inni al Signore, o
suoi fedeli,
della sua santità
celebrate il ricordo,
perché la sua collera dura
un istante,
la sua bontà per tutta la
vita.
Alla sera ospite è il
pianto
e al mattino la gioia.
Ascolta, Signore, abbi
pietà di me,
Signore, vieni in mio
aiuto!
Hai mutato il mio lamento
in danza,
Signore, mio Dio, ti
renderò grazie per sempre.
Seconda Lettura
2 Cor 8,7.9.13-15
La comunità cristiana di
Gerusalemme è colpita da una disastrosa carestia: Paolo sollecita la comunità
di Corinto a provvedere, con una colletta, alle necessità di questi fratelli.
Come la comunità di Gerusalemme ha arricchito della fede i Corinzi, così essi
sono invitati a soccorrerla con la loro carità. Paolo pone a modello di ogni
loro gesto di solidarietà il Signore Gesù che «da ricco che era si è fatto povero
per arricchirli».
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, come siete
ricchi in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella conoscenza, in ogni zelo e
nella carità che vi abbiamo insegnato, così siate larghi anche in quest'opera
generosa.
Conoscete infatti la
grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per
voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.
Non si tratta di mettere
in difficoltà voi per sollevare gli altri, ma che vi sia uguaglianza. Per il
momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perché anche la
loro abbondanza supplisca alla vostra indigenza, e vi sia uguaglianza, come sta
scritto: «Colui che raccolse molto non abbondò e colui che raccolse poco non
ebbe di meno».
Vangelo Mc 5,
21-43
Gesù, ridonando la vita
alla figlia di Giairo, rende visibile e tangibile il volto del Dio Creatore,
fonte della vita. In lui trova pienezza l'intuizione dell'autore del libro
della Sapienza. Egli, che ci ha creato per l'esistenza, si prodiga fino alla
donazione del Figlio, affinché tutti abbiano la vita in abbondanza.
Dal vangelo secondo Marco
[In quel tempo, essendo
Gesù passato di nuovo in barca all'altra riva, gli si radunò attorno molta
folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome
Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con
insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché
sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva
intorno.]
Ora una donna, che aveva
perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti
medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto
peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo
mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò
salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che
era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi
reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi
ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che
si stringe intorno a te e dici: "Chi mi ha toccato?"». Egli guardava
attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e
tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli
disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata.
Va' in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando,
quando [dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta.
Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al
capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno
di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed
egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro:
«Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo
deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre
della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la
mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti
dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici
anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che
nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.]
Storia - XIII domenica del T.O. - Anno B
C'era una volta un re che aveva una figlia di grande
bellezza e straordinaria intelligenza.
La principessa soffriva però di una misteriosa malattia.
Man mano che cresceva, si indebolivano le sue braccia e le sue gambe, mentre
vista e udito si affievolivano. Molti medici avevano invano tentato di curarla.
Un giorno arrivò a corte un vecchio, del quale si diceva
che conoscesse il segreto della vita. Tutti i cortigiani si affrettarono a
chiedergli di aiutare la principessa malata. Il vecchio diede alla fanciulla un
cestino di vimini, con un coperchio chiuso, e disse: «Prendilo e abbine cura.
Ti guarirà».
Piena di gioia e attesa, la principessa aprì il coperchio,
ma quello che vide la sbalordì dolorosamente. Nel cestino giaceva infatti un
bambino, devastato dalla malattia, ancor più miserabile e sofferente di lei.
La principessa lasciò crescere nel suo cuore la
compassione. Nonostante i dolori prese in braccio il bambino e cominciò a
curarlo. Passarono i mesi: la principessa non aveva occhi che per il bambino.
Lo nutriva, lo accarezzava, gli sorrideva. Lo vegliava di notte, gli parlava
teneramente. Anche se tutto questo le costava una fatica intensa e dolorosa.
Quasi sette anni dopo, accadde qualcosa di incredibile. Un
mattino, il bambino cominciò a sorridere e a camminare. La principessa lo prese
in braccio e cominciò a danzare, ridendo e cantando. Leggera e bellissima come
non era più da gran tempo. Senza accorgersene era guarita anche lei.
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28
giugno - 13a domenica del tempo ordinario - anno B
Lunedì 29 giugno: SOLENNITA’ DEI SS. APOSTOLI
PIETRO e PAOLO ….
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In questa domenica la Giornata per la “Carità
del Papa”
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Lunedì 29 - ore 20.45 - incontro sull’ ISLAM, proposto da “Spazio aperto”
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preghiera sul Vangelo
Ha fiducia in te quel padre che ti supplica di salvare
sua figlia.Tu lo segui, ma gli chiedi di continuare a fidarsi di
te, anche quando lo avvisano che la fanciulla è morta, perché nulla è
irreparabile per te e non sarà certo la morte a pronunciare l'ultima parola
nella lotta tremenda che hai ingaggiato con essa.
Proprio per questo tu sei venuto, Gesù: per strappare
alle sue mani uomini e donne di ogni età, di ogni razza e condizione. l segni
che offri non sono che l'anticipo di quanto accadrà alla fine dei tempi, quando
finalmente scompariranno dalla faccia della terra la morte ed il suo triste
corteo di pene e di sofferenze, di malattie e di disagi, di dolori e di lutti. ln
quel giorno, Signore, parteciperemo ad una pienezza di gioia che nulla potrà
più minacciare o mettere in pericolo.Ma fin d'ora tu ci vieni accanto e a noi, come alla
figlia di Giairo,
prendendoci per mano, tu dici: ”Alzati” e ci doni la
forza per andare avanti.
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Preghiera
di Papa Francesco (sull’Enciclica
“Laudato si’)
Dio onnipotente, che sei presente in tutto l'universo
e nella più piccola delle tue creature, che circondi con la tua tenerezza tutto
quanto esiste, riversa in noi la forza del tuo amore, affinché ci prendiamo
cura della vita e della bellezza. Inondaci di pace, perché viviamo come,
fratelli e sorelle senza nuocere a nessuno.
O Dio dei poveri, aiutaci a riscattare gli abbandonati
e i dimenticati di questa terra che
tanto valgono ai tuoi occhi. Risana la nostra vita, affinché proteggiamo il
mondo e non lo deprediamo, affinché seminiamo bellezza e non inquinamento e
distruzione. Tocca i cuori di quanti cercano solo vantaggi a spese dei poveri e
della terra. Insegnaci a scoprire il valore di ogni cosa, a contemplare con
stupore, a riconoscere che siamo profondamente uniti con tutte le creature nel
nostro cammino verso la tua luce
infinita. Grazie perché sei con noi tutti i giorni. Sostienici, per favore, nella nostra lotta per la
giustizia, l’amore, la pace.
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