Via Mantova, 44- 37019 Peschiera (d.G.). Tel. 045.75. 51.400 parroco: don Attilio Bonato (ottobre 2009).
sabato 6 settembre 2014
7 settembre 2014
23a
tempo ordinario
calendario
liturgico
8 - Lunedì - 23.a Tempo Ordinario - NATIVITÀ DELLA B.V.
MARIA (f) –
Gioisco pienamente nel Signore.
Liturgia:
Mi 5,1-4a opp. Rm 8,28-30; Sal 12; Mt 1,1-16.18-23
9 - Martedì - 23.a Tempo Ordinario
Il Signore ama il
suo popolo
Liturgia: 1Cor 6,1-11; Sal 149; Lc
6,12-19
10 - Mercoledì - 23.a Tempo Ordinario Ascolta, figlia,
guarda, porgi l’orecchio
Liturgia: 1Cor 7,25-31; Sal 44; Lc
6,20-26 –
11 - Giovedì - 23.a Tempo Ordinario Guidami, Signore,
per una via di eternità
Liturgia: 1Cor 8,1b-7.11-13; Sal 138;
Lc 6,27-38
12 - Venerdì - 23.a Tempo Ordinario - Quanto sono
amabili le tue dimore, Signore!
Liturgia: 1Cor 9,16-19.22b-27; Sal 83;
Lc 6,39-42
13 - Sabato - 23.a Tempo Ordinario - S. Giovanni Crisostomo
(m) - A te, Signore, offrirò un sacrificio di ringraziamento
Liturgia:
1Cor 10,14-22; Sal 115; Lc 6,43-49
…………………………………………………………………………………….
Avvisi
Questa domenica 7 settembre è presente nella
nostra parrocchia l’ immagine della Madonna del Frassino (dal mattino fino alle
12.00)
| l'immagine della Madonna del Frassino nella nostra chiesa |
…………………………………………………………………………………….
In preparazione alla nostra festa parrocchiale del Beato Andrea (che avrà un suo momento significativo la domenica
5 ottobre, nell’anno del 40° anniversario della costituzione della nostra
parrocchia), faccio un invito a tutte le persone che possono dare un aiuto
concreto per tutte le iniziative collegate alla festa: in particolare per
sabato 4 e domenica 5 ottobre. Mi ha fatto piacere che qualche persona, di sua
spontanea volontà, si sia fatta avanti, offrendo il suo prezioso contributo, ma
è necessario contare anche su tanti altri: più siamo, meglio riesce la distribuzione degli impegni e facciamo vedere,
in concreto, che la nostra parrocchia è vivace e può far leva su un numero
significativo di volontari.
Lunedì
8 alle 20.45 - nella sala- aspetto tutti
quelli che intendono
dare una mano per organizzare
la
festa Parrocchiale del BEATO ANDREA
Dal libro del profeta Ezechièle
Mi fu
rivolta questa parola del Signore:
«O figlio dell’uomo, io ti ho posto come
sentinella per la casa d’Israele. Quando sentirai dalla mia bocca una parola,
tu dovrai avvertirli da parte mia.
Se io dico al malvagio: “Malvagio, tu
morirai”, e tu non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta, egli,
il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto
a te.
Ma se tu avverti il malvagio della sua condotta perché si converta ed
egli non si converte dalla sua condotta, egli morirà per la sua iniquità, ma tu
ti sarai salvato».
Ascoltate
oggi la voce del Signore. Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia
della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui
acclamiamo con canti di gioia.
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio
davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo
pascolo,
il gregge che egli conduce.
Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non
indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi
tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere».
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani Fratelli,
non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell’amore vicendevole; perché
chi ama l’altro ha adempiuto la Legge.
Infatti: «Non commetterai adulterio,
non ucciderai, non ruberai, non desidererai», e qualsiasi altro comandamento,
si ricapitola in questa parola: «Amerai il tuo prossimo come te stesso».
La
carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità.
Dal Vangelo secondo Matteo
………………………………………………………………………………….
Preghiera
Tu l’hai sognata così la
tua Chiesa: come un luogo di fraternità in cui non c'è situazione spinosa che
non possa essere affrontata con rispetto e con delicatezza. con franchezza e
con semplicità, con un amore sempre pronto al dialogo. Tu l'hai sognata così la
tua Chiesa: non come un tribunale in cui si pronunciano sentenze inappellabili,
non come un`azienda in cui importa solo il rendimento, ma come una famiglia, in
cui si ascolta e si parla con ponderazione, una famiglia in cui ciascuno sa di
poter contare sull'altro, sulla sua ricerca della verità, sulla sua
disponibilità al confronto, sul suo buon cuore e sulla sua pazienza, sulla sua
comprensione benevola. Tu l’hai sognata cosi la tua Chiesa, ma noi come la stiamo vivendo, Signore? L'abbiamo
sottoposta alle logiche estranee al tuo Vangelo e lontane dall'amore: logiche
dell’ efficienza fine a se stessa , del potere e dell’invidia, logiche di un modo di pensare e di agire che è troppo distante dalla strada della
carità.
venerdì 5 settembre 2014
messaggio salvaguardia del creato 1.09.2014
“Educare alla custodia del creato, per la salute dei nostri paesi e
delle nostre città “ “Si spergiura, si dice il falso, si uccide, si ruba, si commette
adulterio, tutto questo dilaga e
si versa sangue su sangue. Per questo è in lutto il paese e chiunque vi
abita langue, insieme con gli animali selvatici e con gli uccelli del cielo;
persino i pesci del mare periscono” (Os 4,2-3).
Sembra scritta per i nostri
tempi questa tremenda pagina di Osea. Raccoglie tante nostre dolorose analisi e
ben descrive lo smarrimento che vivono molti territori inquinati in Italia e nel mondo. Se infatti viene
spezzata l’armonia creata dall`alleanza con Dio, si spezza anche l’ armonia con la terra che langue, si diventa
nemici, versando sangue su sangue e il nostro cuore si chiude in paura
reciproca, con falsità e violenza.
L’ alleanza resta così la
categoria fondamentale della nostra fede, come ci insegna tutto il cammino
della Bibbia: la fedeltà a Dio garantisce la reciproca fratemità e si fa ancora
più dolce la bellezza del creato, in luminosa armonia con tutti gli esseri
viventi.
È quel giardino in cui Dio ha
collocato l’uomo, fin dall’ inizio, perché lo custodisse e lo lavorasse. Scrive papa Francesco: “Come esseri umani, non siamo meri
beneficiari, ma custodi delle altre creature. Mediante la nostra realtà
corporea, Dio ci ha tanto strettamente uniti al mondo che ci circonda che la
desertificazione del suolo è come una malattia per ciascuno e possiamo lamentare
l'estinzione di una specie come fosse una mutilazione. Non lasciamo che al
nostro passaggio rimangano segni di distruzione e di morte che colpiscono la
nostra vita e le future generazioni ” (Evangelii
gaudium 215).
Il giardino
violato
In particolare, oggi possiamo rilevare alcune aree
critiche dove il degrado è particolarmente evidente, dove questa rottura
dell'alleanza primitiva diventa devastante. Anzi, spesso il degrado estremo
manifesta la corruzione interiore del cuore e dei valori fondativi della vita.
1. In primo luogo, viviamo con terrore l’inquinamento,
che in vaste aree del pianeta si fa sempre più pervasivo. Non sempre le
attività produttive sono condotte con il dovuto rispetto del territorio
circostante. La sete del profitto, infatti, spinge a violare tale armonia, fino
alla diffusione nell’ambiente di veri e propri veleni. Con situazioni estreme,
che diventano purtroppo fonte di tumori. Non sempre ci accorgiamo subito di
questa violenza contro il territorio. Anzi, spesso è mistificata ed altre volte
viene addirittura giustificata.
Di fatto, la consapevolezza davanti a questi
comportamenti criminali richiede tempi lunghi.
Matura sempre lentamente, spesso solo tramite la
dedizione, eroica, di chi, facendo il proprio lavoro con serietà, è come se si
immolasse per creare tra la gente una adeguata coscienza della gravità del problema.
2. Pure molto gravi sono le conseguenze disastrose
determinate da eventi meteorologici
estremi. In questi ultimi mesi, per le inattese bombe
d 'acqua, si registrano anche morti, oltre a distruzioni immani di case,
fabbriche e strade. Tutto un territorio è messo in ginocchio. E spesso le città
colpite restano sole o avvolte da una solidarietà solo emotiva, superficiale.
La cosa più grave è la carente consapevolezza da parte della comunità civile
nazionale circa le vere cause che a monte determinano questi tristi eventi!
Restiamo si addolorati, ma poco riflettiamo ed ancor meno siamo disposti a
cambiare, per mettere in discussione il nostro stile di vita!
3.Un terzo fattore di gravità è rappresentato dalla
mancanza di una vera cultura preventiva davanti ai tanti disastri sociali e
meteorologici. È l’ aspetto culturale del problema, di certo l’ aspetto più
preoccupante, perché completa il quadro globale della violazione del giardino
di Dio: “Siamo infatti tutti chiamati a
prenderci cura della fragilità del popolo e del mondo in cui viviamo ”
(Evangelii gaudium 215).
Impegni conseguenti
Oggi, la coscienza ecologica è in consolante
crescita, ovunque. Anche con dolorose contrapposizioni tra ambiente e lavoro.
Specie nelle città industriali. Certo, proprio questa
accresciuta consapevolezza del dono ricevuto da Dio
ci spinge a garantire un ambiente sostenibile, per noi e per i nostri figli,
nella gioia di godere della bellezza del giardino. Con una parola chiave:
custodire.
Il papa ci ha incoraggiati, fin da subito. Nella sua
omelia del 19 marzo 2013, data d’inizio
del suo ministero petrino, ci ha esortato: “La vocazione del custodire non riguarda
solamente noi cristiani perché ha una dimensione che precede e che è
semplicemente umana, riguarda tutti. È l'avere rispetto per ogni creatura di
Dio e per l'ambiente in cui viviamo”.
Per questo, anche in vista del Convegno ecclesiale
nazionale di Firenze 2015 attorno al nuovo umanesimo basato su Cristo, ci
permettiamo di suggerire alle nostre Chiese italiane questi impegni
conseguenti: la coscienza di un impegno
culturale; la denuncia davanti ai disastri; la rete di speranza nel futuro.
1. La priorità
dell’ impegno culturale. La custodia della terra ci chiede di amarla,
vigilando con matura consapevolezza. La terra ci appartiene. Tutti siamo
chiamati a questo compito che si fa premura già nelle scuole, accrescendo la
coscienza ecologica viva tra i giovani. Si tratta di concretizzare quella
“conversione ecologica” che ci porta a ritrovare il gusto per la bellezza della
terra e lo stupore davanti alle sue meraviglie. Ma da qui, anche la capacità
critica per cogliere le ingiustizie presenti in un modello di sviluppo che non
rispetta l`ambiente. Abbiamo cioè bisogno di un’ economia capace di generare
lavoro senza violare la terra, valorizzandola piuttosto come ricchezza
produttiva e come crescita sociale.
Si pensi alla interconnessione tra rispetto
dell'ambiente, agricoltura, turismo e benessere
sociale. Solo insieme si cresce. Solo insieme saremo
competitivi, proprio perché rispettosi della tipicità con cui Dio ha costruito
l’armonia dei colori, delle lingue, delle culture e dei volti. La catechesi può
lavorare molto nel cuore dei ragazzi portandoli alla bellezza della preghiera
in una liturgia armoniosa con il creato, nella gioia del rendere grazie e
benedire il Signore, già in famiglia, davanti alla tavola preparata. Del resto
arte e catechesi sono sempre state in stretta alleanza con la liturgia per quel
gusto della bellezza che diventa la prima coscienza contro ogni inquinamento e
quell’ energia vitale che ci permette di ricostruire i territori violati dai
disastri ambientali.
2. La denuncia
davanti ai disastri ecologici. Ma la custodia del creato è fatta anche di
una chiara denuncia nei confronti di chi viola quest’ armonia del creato. È una
denuncia che spesso parte da persone che si fanno sentinelle dell’ intero
territorio, talvolta pagando di persona. Siamo loro profondamente grati, perché
ci hanno insegnato un metodo: ci vuole sempre qualcuno che, come sentinella,
coglie per primo i problemi e rende consapevole tutta la comunità della gravità
della situazione. Specie davanti ai rifiuti. Chi ha tristemente inquinato, deve
consapevolmente pagare riparando il male compiuto.
In particolare va bloccata la criminalità che ha
speculato sui rifiuti, seppellendoli e creando
occasione di morte, distruggendo la salubrità dell’ambiente.
Ma anche le nostre piccole violazioni quotidiane vanno segnalate, quando siamo
poco rispettosi delle regole ecologiche...
3. La rete di
speranza. Siamo chiamati a fare rete lasciandoci coinvolgere in forme di
collaborazione con la società civile e le istituzioni. Va maturata insieme una
rinnovata etica civile. Per questo è preziosa la dimensione ecumenica con cui è
vissuta la giornata della custodia del creato. È importante che nessuno resti
spettatore, ma tutti attori, vigilando con amore, pregando intensamente lo
Spirito di Dio, che rinnova la faccia della terra e accrescendo la cultura
ecologica.
Matureremo così una vera cultura preventiva, trovando
la forza per riparare le ferite in modo fecondo. Solo cosi, tramite questa
rete, potremo andare alle radici profonde dei disastri sociali ed ecologici,
superando la superficiale emozione del momento. Tanti nostri stili di vita vanno
cambiati, per assumere la sobrietà come risposta autentica all’inquinamento e
alla distruzione del creato. Del resto, una terra custodita è la prima fonte di
lavoro per i giovani! Siamo in un tempo di crescente consapevolezza
ecologica. I giovani poi ne sono sentinelle vigili ed efficaci. Con loro e con
lo sguardo negli occhi dei nostri bambini possiamo ancora sperare a spazi di
armonia, di vita buona e di benedizione leggendo insieme un altro testo di
Osea: “E avverrà in quel giorno - oracolo
del Signore - io risponderò al cielo ed esso risponderà alla terra; la terra
risponderà al grano, al vino nuovo e all'olio e questi risponderanno a Dio ”
(Os 2, 23-24).
LA COMMISSIONE EPISCOPALE LA COMMISSIONE EPISCOPALE
PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO, LA GIUSTIZIA E LA PACE
LA COMMISSIONE
EPISCOPALE PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO
sabato 30 agosto 2014
Domenica 31 agosto - LUMINI 2014
22a
domenica tempo ordinario
Dal libro del profeta Geremìa
Mi hai sedotto,
Signore, e io mi sono lasciato sedurre;
mi hai fatto violenza e hai
prevalso.
Sono diventato oggetto di derisione ogni giorno;
ognuno si beffa di
me.
Quando parlo, devo gridare,
devo urlare: «Violenza! Oppressione!».
Così la
parola del Signore è diventata per me
causa di vergogna e di scherno tutto il
giorno.
Mi dicevo: «Non penserò più a lui,
non parlerò più nel suo nome!».
Ma
nel mio cuore c’era come un fuoco ardente,
trattenuto nelle mie ossa;
mi
sforzavo di contenerlo,
ma non potevo.
Ha
sete di te, Signore, l’anima mia. O Dio, tu sei il mio
Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia
carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.
Così nel santuario ti ho
contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale
più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.
Così ti benedirò per
tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con
labbra gioiose ti loderà la mia bocca.
Quando penso a te che sei stato il mio
aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la
tua destra mi sostiene.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, vi esorto,
per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente,
santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale.
Non conformatevi a
questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare,
per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e
perfetto.
In quel tempo, Gesù
cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e
soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e
venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si
mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà
mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei
di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù
disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se
stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria
vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà
la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i
suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».
calendario
liturgico
1 - Lunedì - 22.a Tempo Ordinario Quanto amo la tua legge, Signore!
Liturgia:
1Cor 2,1-5; Sal 118; Lc 4,16-30 –
2 - Martedì - 22.a Tempo Ordinario – Giusto è il
Signore in tutte le sue vie
Liturgia: 1Cor 2,10b-16; Sal 144; Lc 4,31-37
3 - Mercoledì - 22.a Tempo Ordinario -
S. Gregorio Magno (m) Beato il popolo
scelto dal Signore
Liturgia: 1Cor 3,1-9; Sal 32; Lc 4,38-44
4 - Giovedì - 22.a Tempo Ordinario - Del Signore è la terra e quanto contiene
Liturgia:
1Cor 3,18-23; Sal 23; Lc 5,1-11
Venerdì - 22.a Tempo Ordinario - La salvezza dei giusti viene dal Signore
Liturgia:
1Cor 4,1-5; Sal 36; Lc 5,33-39
6 - Sabato - 22.a Tempo Ordinario Il Signore è vicino a chiunque lo invoca
Liturgia:
1Cor 4,6b-15; Sal 144; Lc 6,1-5
i ragazzi della prossima 3a media (che hanno appena
concluso il campo scuola di Lumini) riprenderanno il catechismo in preparazione
alla Cresima giovedì 25 settembre alle
14.30
Avviso
per le Messe del sabato sera
Dal prossimo sabato 6 settembre la Messa del
sabato sera
ritorna alle ore 18,00
…………………………………………………………………………………….
In preparazione alla nostra festa parrocchiale del Beato Andrea (che avrà un suo momento significativo la domenica 5
ottobre, nell’anno del 40° anniversario della costituzione della nostra
parrocchia), faccio un invito a tutte le persone che possono dare un aiuto
concreto per tutte le iniziative collegate alla festa: in particolare per
sabato 4 e domenica 5 ottobre. Mi ha fatto piacere che qualche persona, di sua
spontanea volontà, si sia fatta avanti, offrendo il suo prezioso contributo, ma
è necessario contare anche su tanti altri: più siamo, meglio riesce la
distribuzione degli impegni e facciamo vedere, in concreto, che la nostra
parrocchia è vivace e può far leva su un numero significativo di volontari.
Appena possibile vi darò notizia di un incontro progrmmatico, al quale
saranno invitati quelli che intendono
dare una mano.
…………………………………………………………………………………….
Preghiera
Signore Gesù, non posso meravigliarmi di quello
che è accaduto a Pietro. lo, proprio come lui, faccio una fatica terribile ad
accettare la croce, il passaggio inevitabile attraverso la sofferenza e la morte per giungere alla risurrezione. lo,
proprio come lui, preso dall'euforia, dall'entusiasmo, decido di mettermi davanti
a te, pretendo di insegnarti la strada mentre invece divento un ostacolo, un
inciampo... Signore Gesù, non è bello sentirsi chiamare 'satana' dopo che si è
data la risposta giusta, dopo che si è stati investiti di una responsabilità
importante. Ma è così che tu riconduci me e Pietro alla realtà, alla logica di
un disegno d'amore che non ha nulla da spartire con i progetti di potenza,
coltivati dagli uomini.
E così tu richiami ogni discepolo alla sua scelta
fondamentale: mettersi dietro a te, seguire tuoi passi, accettare di compiere lo
stesso percorso che conduce prima al luogo del Calvario e poi alla gloria della
Risurrezione.
…………………………………………………………………………...
Lumini 2014
| "Siamo qui riuniti questa sera per riesumare la salma del coniglietto bianco… Tu, Rudy, conosci la storia del coniglietto bianco?"No, non la conosco…. |
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