sabato 22 novembre 2014

Papa Francesco alla FAO

VISITA DI PAPA FRANCESCO 
ALLA SEDE DELLA FAO IN ROMA 
IN OCCASIONE DELLA 
II CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLA NUTRIZIONE
Giovedì, 20 novembre 2014
Sintesi del discorso…
VISITA DI PAPA FRANCESCO 
ALLA SEDE DELLA FAO IN ROMA 
IN OCCASIONE DELLA 
II CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLA NUTRIZIONE
Giovedì, 20 novembre 2014

Sintesi del discorso…

Signor Presidente,
 Signore e Signori,
con sentimento di rispetto e apprezzamento mi presento oggi qui, alla Seconda Conferenza Internazionale sulla Nutrizione... La Chiesa, come voi sapete, cerca sempre di essere attenta e sollecita nei confronti di tutto ciò che si riferisce al benessere spirituale e materiale delle persone, anzitutto di quanti vivono emarginati e sono esclusi, affinché siano garantite la loro sicurezza e la loro dignità ...
I destini di ogni nazione sono più che mai collegati tra loro, come i membri di una stessa famiglia, che dipendono gli uni dagli altri. Ma viviamo in un’epoca in cui i rapporti tra le nazioni sono troppo spesso rovinati dal sospetto reciproco, che a volte si tramuta in forme di aggressione bellica ed economica, mina l’amicizia tra fratelli e rifiuta o scarta chi già è escluso. Lo sa bene chi manca del pane quotidiano e di un lavoro dignitoso….
Oggi si parla molto di diritti, dimenticando spesso i doveri; forse ci siamo preoccupati troppo poco di quanti soffrono la fame. È inoltre doloroso constatare che la lotta contro la fame e la denutrizione viene ostacolata dalla “priorità del mercato”, e dalla “preminenza del guadagno”, che hanno ridotto il cibo a una merce qualsiasi, soggetta a speculazione, anche finanziaria. E mentre si parla di nuovi diritti, l’affamato è lì, all’angolo della strada, e chiede diritto di cittadinanza, chiede di essere considerato nella sua condizione, di ricevere una sana alimentazione di base. Ci chiede dignità, non elemosina.
2. Questi criteri non possono restare nel limbo della teoria. Le persone e i popoli esigono che si metta in pratica la giustizia; non solo la giustizia legale, ma anche quella contributiva e quella distributiva. Pertanto, i piani di sviluppo e il lavoro delle organizzazioni internazionali dovrebbero tener conto del desiderio, tanto frequente tra la gente comune, di vedere in ogni circostanza rispettati i diritti fondamentali della persona umana e, nel nostro caso, della persona che ha fame…

3. L’interesse per la produzione, la disponibilità di cibo e l’accesso a esso, il cambiamento climatico, il commercio agricolo devono indubbiamente ispirare le regole e le misure tecniche, ma la prima preoccupazione deve essere la persona stessa, quanti mancano del cibo quotidiano e hanno smesso di pensare alla vita, ai rapporti familiari e sociali, e lottano solo per la sopravvivenza. Il Santo Papa Giovanni Paolo II, nell’inaugurazione, in questa sala, della Prima Conferenza sulla Nutrizione, nel 1992, mise in guardia la comunità internazionale contro il rischio del “paradosso dell’abbondanza”: c’è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare, mentre lo spreco, lo scarto, il consumo eccessivo e l’uso di alimenti per altri fini sono davanti ai nostri occhi. Questo è il paradosso! Purtroppo questo “paradosso” continua a essere attuale…

Di fatto, la solidarietà è l’atteggiamento che rende le persone capaci di andare incontro all’altro e di fondare i propri rapporti reciproci su quel sentimento di fratellanza che va al di là delle differenze e dei limiti, e spinge a cercare insieme il bene comune…

4. Ogni donna, uomo, bambino, anziano deve poter contare su queste garanzie dovunque. Ed è dovere di ogni Stato, attento al benessere dei suoi cittadini, sottoscriverle senza riserve, e preoccuparsi della loro applicazione. Ciò richiede perseveranza e sostegno. La Chiesa cattolica cerca di offrire anche in questo campo il proprio contributo, mediante un’attenzione costante alla vita dei poveri, dei bisognosi in ogni parte del pianeta; su questa stessa linea si muove il coinvolgimento attivo della Santa Sede nelle organizzazioni internazionali e con i suoi molteplici documenti e dichiarazioni…
Se si crede al principio dell’unità della famiglia umana, fondato sulla paternità di Dio Creatore, e alla fratellanza degli esseri umani, nessuna forma di pressione politica o economica che si serva della disponibilità di cibo può essere accettabile. Pressione politica ed economica. E qui penso alla nostra sorella e madre terra, al Pianeta. Se siamo liberi da pressioni politiche ed economiche per custodirlo, per evitare che si autodistrugga. Abbiamo davanti Perù e Francia, due conferenze che ci lanciano una sfida. Custodire il Pianeta. Ricordo una frase che ho sentito da un anziano, molti anni fa: “Dio perdona sempre, le offese, gli abusi; Dio sempre perdona. Gli uomini perdonano a volte. La terra non perdona mai! Custodire la sorella terra, la madre terra, affinché non risponda con la distruzione. Ma, soprattutto, nessun sistema di discriminazione, di fatto o di diritto, vincolato alla capacità di accesso al mercato degli alimenti, deve essere preso come modello delle azioni internazionali che si propongono di eliminare la fame.

Nel condividere queste riflessioni con voi, chiedo all’Onnipotente, al Dio ricco di misericordia, di benedire tutti coloro che, con responsabilità diverse, si mettono al servizio di quanti soffrono la fame e sanno assisterli con gesti concreti di vicinanza. Prego anche affinché la comunità internazionale sappia ascoltare l’appello di questa Conferenza e lo consideri un’espressione della comune coscienza dell’umanità: dare da mangiare agli affamati per salvare la vita nel pianeta. Grazie.

sabato 15 novembre 2014

AscoltarTi è una festa - XXXIII Domenica del Tempo Ordinario

16 novembre

Letture 33a domenica anno A

Dal libro dei Proverbi
Una donna forte chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore.
In lei confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto.
Gli dà felicità e non dispiacereper tutti i giorni della sua vita.
Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani.
Stende la sua mano alla conocchia e le sue dita tengono il fuso.
Apre le sue palme al misero, stende la mano al povero.
Illusorio è il fascino e fugace la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare.
Siatele riconoscenti per il frutto

Beato chi teme il Signore. Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.

La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.

Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
Riguardo ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti sapete bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte. E quando la gente dirà: «C’è pace e sicurezza!», allora d’improvviso la rovina li colpirà, come le doglie una donna incinta; e non potranno sfuggire.
Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro. Infatti siete tutti figli della luce e figli del giorno; noi non apparteniamo alla notte, né alle tenebre.
Non dormiamo dunque come gli altri, ma vigiliamo e siamo sobri.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».
calendario liturgico

17 - Lunedì - 33.a Tempo Ordinario - S. Elisabetta di Ungheria (m) Al vincitore darò da mangiare dall’albero della vita
Liturgia: Ap 1,1-5a; 2,1-5a; Sal 1; Lc 18,35-43 
18 - Martedì - 33.a Tempo Ordinario - Dedicazione Basiliche Ss. Pietro e Paolo (mf) - Annunzierò ai fratelli la salvezza del Signore
Liturgia: At 28,11-16.30-31; Sal 97; Mt 14,22-33 
19 - Mercoledì - 33.a Tempo Ordinario - Santo, santo, santo il Signore Dio, l’Onnipotente
Liturgia: Ap 4,1-11; Sal 150; Lc 19,11-28 
20 - Giovedì - 33.a Tempo Ordinario - Hai fatto di noi, per il nostro Dio, un regno e sacerdoti
Liturgia: Ap 5,1-10; Sal 149; Lc 19,41-44 – 

21 - Venerdì - 33.a Tempo Ordinario - Presentazione della B.V. Maria (m) -Quanto sono dolci al mio palato le tue promesse!
Liturgia: Ap 10,8-11; Sal 118; Lc 19,45-48 

22 - Sabato - 33.a Tempo Ordinario - S. Cecilia (m) – [I]Benedetto il Signore, mia roccia
Liturgia: Ap 11,4-12; Sal 143; Lc 20,27-40

Preghiera

Il Padre tuo, Gesù, non è un Dio sospettoso o, peggio, un padrone sfruttatore. Ci affida i suoi tesori, i suoi doni di grazia con abbondanza, senza misurare: un talento è, da solo,
una grande somma! Dunque ha fiducia in noi, nonostante tutto, tanto da mettere nelle nostre mani qualcosa che vale veramente. Ma che cosa fare? Che atteggiamento adottare? Un regalo di questo genere comporta  anche una grande responsabilità.Non è la paura, tuttavia, la scelta giusta: nascondere sottoterra un bene significa mancare di fiducia versi chi ce lo ha donato e sottrarlo  ai suoi naturali destinatari. Tu, Gesù, a questo punto ci ricordi che la scelta migliore  è rispondere al dono ricevuto con generosità, e dunque accettare il rischio, la fatica, la ricerca,e affrontare ogni difficoltà, pur di far fruttare quello che ci è stato dato. Tenere per sé, infatti, non significa accontentarsi di poco ma finire col perdere tutto, condannarsi ad una tristezza senza fine.



Catechismo
Mercoledì 12 novembre: 2a media
Sabato 22 novembre: 2a e 4a elementare

AVVENTO 2014
CATECHESI DEGLI ADULTI
3 incontri presso alcune famiglie,
con l’aiuto di animatori e nelle sere indicate.
(il 1° incontro si tiene nella settimana dal 23 al 30 novembre)
Chi partecipa avrà a disposizione un libretto 
che verrà  consegnato al primo incontro.


                      sede                                             giorno             animatore
fam. Idone via Palladio 
045- 6400959
mercoledì
   ore 20.45
   don Attilio
  045-7551400

fam. Tomellini
via Piemonte, 18
045- 6401329


mercoledi
ore 9.00


Ridolfi  Cristina
Marconi Maria Teresa

Faccioli  Rosanna
via S. Chiara, 8
045 – 7553628

mercoledì
   ore 20.30
Faccioli  Rosanna
045 – 7553628
fam. Castelletti Adelino
via Veneto, 7
045- 7552230
giovedi
    ore 20.45
Bognoli Paola
045 - 7551003

in parrocchia 

giovedi
    ore 21.00

don Attilio 
Santellani Maurizio 

fam. Maggi Sergio
via Michelangelo, 25
045/ 7551448

giovedì
ore 20.45
suor Marcella
 e Anna
fam. Scappini G,.
via Marche, 32
045/ 7552130
  venerdì
ore 20.45
Caldogno Francesco e Laura
045 - 7551453

… ecco la copertina del testo di catechesi che farà da "guida" agli incontri…



















sabato 8 novembre 2014

AscoltarTi è una festa - Dedicazione della Basilica Lateranense

9 novembre 2014

DEDICAZIONE DELLA BASILICA DEL LATERANO
Quando l’imperatore romano Costantino si convertì alla religione cristiana, verso il 312, donò al papa Milziade il palazzo del Laterano, che egli aveva fatto costruire sul Celio per sua moglie Fausta. Verso il 320, vi aggiunse una chiesa, la chiesa del Laterano, la prima, per data e per dignità, di tutte le chiese d’Occidente. Essa è ritenuta madre di tutte le chiese dell’Urbe e dell’Orbe.
Consacrata dal papa Silvestro il 9 novembre 324, col nome di basilica del Santo Salvatore, essa fu la prima chiesa in assoluto ad essere pubblicamente consacrata. Nel corso del XII secolo, per via del suo battistero, che è il più antico di Roma, fu dedicata a san Giovanni Battista; donde la sua corrente denominazione di basilica di San Giovanni in Laterano. Per più di dieci secoli, i papi ebbero la loro residenza nelle sue vicinanze e fra le sue mura si tennero duecentocinquanta concili, di cui cinque ecumenici. Semidistrutta dagli incendi, dalle guerre e dall’abbandono, venne ricostruita sotto il pontificato di Benedetto XIII e venne di nuovo consacrata nel 1726.
Basilica e cattedrale di Roma, la prima di tutte le chiese del mondo, essa è il primo segno esteriore e sensibile della vittoria della fede cristiana sul paganesimo occidentale. Durante l’era delle persecuzioni, che si estende ai primi tre secoli della storia della Chiesa, ogni manifestazione di fede si rivelava pericolosa e perciò i cristiani non potevano celebrare il loro Dio apertamente. Per tutti i cristiani reduci dalle “catacombe”, la basilica del Laterano fu il luogo dove potevano finalmente adorare e celebrare pubblicamente Cristo Salvatore. Quell’edificio di pietre, costruito per onorare il Salvatore del mondo, era il simbolo della vittoria, fino ad allora nascosta, della testimonianza dei numerosi martiri. Segno tangibile del tempio spirituale che è il cuore del cristiano, esorta a rendere gloria a colui che si è fatto carne e che, morto e risorto, vive nell’eternità. L’anniversario della sua dedicazione, celebrato originariamente solo a Roma, si commemora da tutte le comunità di rito romano.

Questa festa deve far sì che si rinnovi in noi l’amore e l’attaccamento a Cristo e alla sua Chiesa. Il mistero di Cristo, venuto “non per condannare il mondo, ma per salvare il mondo” (Gv 12,47), deve infiammare i nostri cuori, e la testimonianza delle nostre vite dedicate completamente al servizio del Signore e dei nostri fratelli potrà ricordare al mondo la forza dell’amore di Dio, meglio di quanto lo possa fare un edificio in pietra.

- LETTURE DELLA FESTA 
Dal libro del profeta Ezechièle


In quei giorni, [un uomo, il cui aspetto era come di bronzo,] mi condusse all’ingresso del tempio e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente, poiché la facciata del tempio era verso oriente. Quell’acqua scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte meridionale dell’altare. Mi condusse fuori dalla porta settentrionale e mi fece girare all’esterno, fino alla porta esterna rivolta a oriente, e vidi che l’acqua scaturiva dal lato destro. 
Mi disse: «Queste acque scorrono verso la regione orientale, scendono nell’Àraba ed entrano nel mare: sfociate nel mare, ne risanano le acque. Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il torrente, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché dove giungono quelle acque, risanano, e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. Lungo il torrente, su una riva e sull’altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui foglie non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina».

SALMO  .Un fiume rallegra la città di Dio. Dio è per noi rifugio e fortezza,
aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra,
se vacillano i monti nel fondo del mare. 

Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio,
la più santa delle dimore dell’Altissimo.
Dio è in mezzo a essa: non potrà vacillare.
Dio la soccorre allo spuntare dell’alba. 

Il Signore degli eserciti è con noi,
nostro baluardo è il Dio di Giacobbe.
Venite, vedete le opere del Signore,
egli ha fatto cose tremende sulla terra.
 Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi. Fratelli, voi siete edificio di Dio. 
Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. 
Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni



Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. 
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. 
Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». 
I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». 
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. 
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
calendario liturgico

10 - Lunedì - 32.a Tempo Ordinario - S. Leone Magno- Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore
Liturgia: Tt 1,1-9; Sal 23; Lc 17,1-6
11 - Martedì - 32.a Tempo Ordinario - S. Martino di Tours (m) –
La salvezza dei giusti viene dal Signore
Liturgia: Tt 2,1-8.11-14; Sal 36; Lc 17,7-10
12 - Mercoledì - 32.a Tempo Ordinario - S. Giosafat (m) - Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla
Liturgia: Tt 3,1-7;
Sal 22; Lc 17,11-1
13 - Giovedì - 32.a Tempo Ordinario - Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe
Liturgia: Fm 7-20; Sal 145; Lc 17,20-25
14 - Venerdì - 32.a Tempo Ordinario - Beato chi cammina nella legge del Signore
Liturgia: 2Gv 1a.3-9; Sal 118; Lc 17,26-37
15 - Sabato - 32.a Tempo Ordinario –
Beato l'uomo che teme il Signore
Liturgia: 3Gv 5-8; Sal 111; Lc 18,1-8
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Avvisi
Catechismo
I ragazzi di 1a media vivono un’esperienza particolare questa domenica  9 novembre: partecipazione alla S. Messa delle 11.00, pranzo assieme e un momento pomeridiano di gioco e di formazione.

Mercoledì 12:  catechismo ragazzi 2a media
Sabato      15: catechismo bambini di 3a elem. e incontro genitori
                        catechismo ragazzi di 5a elementare

Martedì  11 novembre Festa liturgica di S.Martino siamo invitati a partecipare alla S.Messa concelebrata - alle ore 18.30 - nella parrocchia di S. Martino
Giovedì 13 -ore 20.30-  incontro animatori della catechesi per adulti

La nostra chiesa, ora ripulita e  rinnovata all’interno e all’esterno con una nuova pittura,  è stata consacrata il 21 MAGGIO del 2000 da Padre  Flavio Roberto.