giovedì 17 marzo 2022


 


 

domenica 13 marzo 2022

 


sabato 12 marzo 2022

13 marzo 2022 

2a domenica di Quaresima C 


Prima Lettura

Dal libro della Gènesi - Gen 15,5-12.17-18
 
In quei giorni, Dio condusse fuori Abram e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle» e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.
E gli disse: «Io sono il Signore, che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti in possesso questa terra». Rispose: «Signore Dio, come potrò sapere che ne avrò il possesso?». Gli disse: «Prendimi una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un ariete di tre anni, una tortora e un colombo».
Andò a prendere tutti questi animali, li divise in due e collocò ogni metà di fronte all’altra; non divise però gli uccelli. Gli uccelli rapaci calarono su quei cadaveri, ma Abram li scacciò.

Mentre il sole stava per tramontare, un torpore cadde su Abram, ed ecco terrore e grande oscurità lo assalirono.
Quando, tramontato il sole, si era fatto buio fitto, ecco un braciere fumante e una fiaccola ardente passare in mezzo agli animali divisi. In quel giorno il Signore concluse quest’alleanza con Abram:
«Alla tua discendenza
io do questa terra,
dal fiume d’Egitto
al grande fiume, il fiume Eufrate»
.

Salmo Responsoriale - Dal Sal 26 (27)


R. Il Signore è mia luce e mia salvezza.

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura? R.
 
Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il mio cuore ripete il tuo invito:
«Cercate il mio volto!».
Il tuo volto, Signore, io cerco. R.
 
Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza. R.
 
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. R.

 

Seconda Lettura - Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési - Fil 3,17-4,1
 
Fratelli, fatevi insieme miei imitatori e guardate quelli che si comportano secondo l’esempio che avete in noi. Perché molti – ve l’ho già detto più volte e ora, con le lacrime agli occhi, ve lo ripeto – si comportano da nemici della croce di Cristo. La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio. Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra.
La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose.
Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete in questo modo saldi nel Signore, carissimi!


Vangelo - Dal Vangelo secondo Luca - Lc 9,28b-36
 
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».cAppena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

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Omelia 2a Quaresima C

Dal deserto al Tabor; dalla domenica della tentazione e della prova, alla domenica della luce che illumina Gesù e che abita anche in noi. 

Gesù sale sul monte per pregare. Il monte è  come un indice puntato verso il cielo, verso il mistero di Dio e la sua salvezza. Il monte  ci ricorda che la vita è un salire silenzioso e costante verso la luce e verso un orizzonte più grande, quello che il Signore ci fa vedere. Continua, quindi il colloquio di Gesù con il Padre suo: una scelta che attraversa tutta la vita del Signore, Ed è nella preghiera che il suo volto viene trasfigurato. La preghiera va vedere il  volto interiore di Gesù, dove appare il suo essere Figlio, nella relazione di obbedienza vissuta per amore. 

 

Il Vangelo è ricco di simboli: la nube, la voce, e la presenza di Mosè e di Elia. Sullo sfondo c’é la grande manifestazione del monte Sinai, il dono della legge. Ma ora c’è molto di più, un salto di qualità. Ora Gesù è il nuovo Mosè e il profeta definitivo. Gesù dona la legge nuova della carità, scritta nei nostri cuori con il sigillo dello Spirito Santo.

Poi le vesti candide e il volto splendente, ci dicono che Gesù, incamminato verso la Croce, è in realtà il Signore. Fin d’ora ci viene detto che il cammino verso la croce, la passione e la morte non è per Gesù un fallimento e una vita sprecata. Nella croce c’è già il germe cioè l’inizio della vita nuova del Signore Risorto, la vittoria sul peccato e sulla morte. Croce e resurrezione sono inseparabili. Lo dice molto bene il dipinto del Beato Angelico che presenta il Signore trasfigurato  con le braccia aperte a forma di croce: per dire che il Signore che appare ai discepoli è lo stesso che aprirà le braccia sulla croce del Calvario, come segno di un’accoglienza senza limiti!

Un messaggio anche per noi.  Se mettiamo nella nostra vita parole e gesti che dicono dono, sacrificio come segno di un amore disinteressato, disponibilità generosa e vittoria sui tanti egoismi… allora andiamo verso la luce, siamo trasformati anche noi nella vita nuova come è stato per Gesù.

La via del cristiano è come quella del Maestro, ugualmente incamminata verso la Croce e verso la risurrezione. E anche per il discepolo la risurrezione non è soltanto al  futuro, ma è già una realtà presente e anticipata. La comunione con Dio è già presente nella nostra vita. S.Paolo ci ha ricordato la nostra trasfigurazione futura, quello che il Signore prepara per noi : “La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso”

Nel viaggio della fede non mancano momento chiari, momenti gioiosi all'interno della fatica dell'esistenza cristiana. Occorre saperli scorgere e saperli leggere. Sono preziosi e ci aiutano a camminare con fiducia!

Pietro, nel suo carattere immediato e generoso, desiderava che quella gioiosa esperienza, la luce sul  monte,  dovesse durare ancora per tanto tempo: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia».

Il testo precisa: «Egli non sapeva quel che diceva».

Si era dimenticato che Gesù stava per scendere da quel monte, per fare la strada verso il Calvario, verso una vita offerta e donata.

Che cosa è importante per noi, come per i discepoli di allora?

E’  la parola che accompagna la visione: “Ascoltatelo! Scompaiono dalla scena Mosé ed Elia e resta solo Gesù. Solo a Lui bisogna guardare, è Lui l’unico punto di riferimento del nostro cammino spirituale, solo Lui ci basta! 

Nel tempo di Quaresima facciamo esercizio costante di questo ascolto. La sua parola deve risuonare chiara per venire allo scoperto tra le tante voci e i tanti messaggi. 

Ci chiediamo: Qual è il messaggio che il Signore mi sta offrendo? Lo conosco e mi interessa? Sono capace di leggerlo in mezzo alle tante voci e, spesso, al chiasso di parole gridate e vuote di valore? Mi prendo del tempo perchè il Vangelo non sia un libro chiuso e trascurato?

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2a Quaresima C

Intenzioni per la preghiera dei fedeli: 


Illumina il nostro cammino, Signore!

 

Sostieni  le comunità cristiane: in una società  frenetica e frettolosa

abbiano cura del loro rapporto con Dio e trovino il tempo per ascoltare Ia tua Parola. Ti preghiamo.

Incoraggia gli uomini e Ie donne che portano responsabilità importanti: compiano scelte coraggiose, per il bene di tutti. Ti preghiamo.

Sostieni i catechisti e gli animatori, che accompagnano i ragazzi e i giovani nella crescita della fede: mostrino loro il tuo volto autentico. 

Ti preghiamo.

Conforta i malati, gli emarginati e tutti quelli che si sentono abbandonati a se stessi: trovino fratelli e sorelle, pieni di compassione e di delicatezza. Ti preghiamo.

Nel dramma della guerra in Ucraina,  aiutaci, Signore, a non perdere la speranza. Fa’ che i responsabili di questa tragedia cerchino anche il minimo spiraglio di pace, in un accordo che eviti morti, lutti e devastazioni. Rendici sensibili al dramma dei profughi e dei rifugiati. Preghiamo.

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AVVISI 13 MARZO 2022 - 2A QUARESIMA

 

1- Alla Messa delle ore 11.00 sono presenti i ragazzi di 4a elementare con le loro famiglie. 

Dopo la Messa, in chiesa, la PRIMA CONFESSIONE 

(del 2° GRUPPO)

 

2- Nel pomeriggio, alle ore 14.30, incontro di 

CATECHISMO PER I RAGAZZI DI 5A ELEMENTARE. 

Celebrazione della S. Messa.

 

3- Alle ore 17.00 nel salone della parrocchia 

CELEBRAZIONE DEI VESPERI aperta  a  tutti.

La preghiera viene proposta nel salone per esigenze tecniche. Infatti dal salone è possibile che la stessa preghiera sia poi trasmessa on line sul blog della parrocchie, a partire dalle ore 18.00:  beatoandrea.blogspot.com


Una testimonianza. Nello Scavo da Avvenire 12 marzo 


LE TESTIMONIANZE DALLE CITTÀ UCRAINE ASSEDIATE

L’altra guerra silenziosa: «Ma io non sparerò a nessuno» 


Dove le macerie diventano trincea, al di qua del fiume Dnepr, quando il caseggiato rimasto uguale all’epoca sovietica annuncia l’ingresso nella città dei monasteri e dei santuari ortodossi, c’è chi le armi non le imbraccerà. «Lo so che la nostra è legittima difesa, e che se anche dovessi uccidere il nemico per difendere la mia famiglia, mi verrà perdonato. Ma io non prenderò il fucile».

L’ostinata nonviolenza di Yuri, tra le rovine della cintura esterna di una Kiev a cui l’armata russa ha mostrato cosa sarebbe capace di fare se entrasse tra le vie acciottolate del centro storico, non ha niente a che vedere con il pacifismo a oltranza. «Non ho nulla contro i pacifisti», dice mentre si prepara a un’altra notte nello scantinato che tutti chiamano bunker, più per tirare su il morale che per reale capacità di resistenza delle strutture portanti. «Solo che io non voglio sparare a nessuno, non voglio uccidere, ma non voglio neanche morire », aggiunge. Potrebbe però arrivare un momento in cui dovrai scegliere, gli facciamo notare: o la tua vita o quella di chi ti sta di fronte. 

«Può darsi che gli tirerò un sasso, oppure avrò così tan- ta paura da restare paralizzato aspettando che mi ammazzi», risponde. «Intanto – aggiunge – cerco di dare una mano ai ragazzi che vanno a lottare. Gli spiego che non sono obbligati a farlo, ma che se lo fanno devono farlo per amore della nostra libertà, non per odio». Il confine della paura è sottile e insidioso almeno quanto quello che separa un codardo da un cecchino. Difficile dire che entrambi siano nel giusto. Ma per le strade di Kiev, di Odessa, di Ulman e di ogni altra trincea osservata in queste settimane non abbiamo trovato disprezzo per chi la guerra non la vuol fare. Olga, ad esempio, sa che il marito è esentato dal combattimento. Lo ha scelto lui. Niente piombo. Ma non è che si senta così tranquilla. Lui è un volontario del soccorso civile, di quelli che dopo l’onda d’urto arriva con la station wagon comperata a rate e trasformata in auto di primo soccorso, per raccogliere chi ancora ha un cuore che batte, o per radunare i pezzi di chi è stato

 centrato dall’esplosione. Ci sono padri che vivono nascosti nei casolari più remoti. Tra balle di fieno e bestiame abbandonato. Non accendono neanche il fuoco, per non dare nell’occhio. Hanno accompagnato la famiglia al confine. La loro guerra l’hanno già vinta mettendo in salvo moglie, figli e i vecchi genitori. Hanno anche provato a corrompere i gendarmi, ma non c’è stato niente da fare. Gli uomini vengono ricacciati indietro, verso le prime linee, ma non tutti hanno negli occhi il fuoco dell’eroe in armi.

A usare le categorie delle cronache di guerra, si direbbe che sono renitenti

all’obbligo militare. «Io e Alessia non avevamo niente – racconta il ragazzo, sposo da tre settimane –. Ci siamo fidanzati e abbiamo trovato un lavoro, poi una casa e finalmente ci siamo sposati». Hanno provato ad attraversare insieme la frontiera verso Chisinau, in Moldavia. Ma la poliziotta ucraina lo ha bloccato: «Devi combattere per la patria!». Le lacrime di Alessia nessuno potrà mai descriverle. È rimasta anche lei, non ha voluto lasciarlo da solo. Lo implora di non unirsi alle milizie. «Allora combatteremo insieme», gli dice quasi minacciandolo. Ma lui non si perdonerebbe di averla trascinata davanti al nemico. Si sente un vigliacco, un traditore di Kiev. Poi saluta con una di quelle frasi che starebbero bene nei libri: «Non andrò a combattere, devo proteggere lei. L’Ucraina è la mia terra, Alessia è la mia patria». E di scrivere che è un disertore, proprio non riusciamo.


 

 


mercoledì 9 marzo 2022


 

domenica 6 marzo 2022


 

sabato 5 marzo 2022

6 marzo 2022 

Prima Lettura

Dal libro del Deuteronòmio - Dt 26,4-10
 
Mosè parlò al popolo e disse:
«Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani
e la deporrà davanti all’altare del Signore, tuo Dio, e tu pronuncerai queste parole davanti al Signore, tuo Dio: “Mio padre era un Araméo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi. Ci condusse in questo luogo e ci diede questa terra, dove scorrono latte e miele. Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato”. Le deporrai davanti al Signore, tuo Dio, e ti prostrerai davanti al Signore, tuo Dio».

 

Salmo Responsoriale - Dal Salmo 90 (91)

 

R. Resta con noi, Signore, nell'ora della prova.

Chi abita al riparo dell’Altissimo
passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio in cui confido». R.
 
Non ti potrà colpire la sventura,
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
Egli per te darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutte le tue vie. R.
 
Sulle mani essi ti porteranno,
perché il tuo piede non inciampi nella pietra.
Calpesterai leoni e vipere,
schiaccerai leoncelli e draghi. R.
 
«Lo libererò, perché a me si è legato,
lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome.
Mi invocherà e io gli darò risposta;
nell’angoscia io sarò con lui,
lo libererò e lo renderò glorioso. R.


 

Seconda Lettura - Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani- Rm 10,8-13

Fratelli, che cosa dice [Mosè]? «Vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore», cioè la parola della fede che noi predichiamo. Perché se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza.
Dice infatti la Scrittura: «Chiunque crede in lui non sarà deluso. Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato».

Vangelo - Dal Vangelo secondo Luca - Lc 4,1-13

 
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l’uomo"».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto"».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano"; e anche: "Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra"». Gesù gli rispose: «È stato detto: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

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Omelia 1a Quar. C

Sorprende che è lo Spirito Santo ricevuto al Battesimo che conduce Gesù nel deserto, dove avviene il confronto con Satana. 

L’essere Figlio di Dio. il dono dello Spirito e la missione (questi i tre momenti del suo Battesimo) non impediscono a Gesù di  incontrare la prova cioè la fatica che Lui ha fatto per essere fedele al disegno del Padre. Gesù è stato provato in tutto come noi: lui è figlio vero della nostra umanità. E come noi siamo soggetti alla fatica e alla tentazione, così è stato per Gesù… e noi si tratta di una finzione o di una messa in scena… 

Siamo nel deserto: luogo di silenzio e di solitudine, luogo nel quale il popolo del S. aveva incontrato difficoltà serie per credere e in  Dio e aveva spesso messo in dubbio la sua provvidenza.

Satana suggerisce a Gesù di essere Messia secondo le aspettative della gente… 

La prima tentazione che punta sulla fame,  é una richiesta di potenza a proprio vantaggio.

”Fa’ questa pietra diventi pane…”  Gesù, In effetti, moltiplicherà il pane nel deserto ma non  sarà a proprio vantaggio, ma solo come gesto di compassione e di solidarietà.. Questa prima tentazione viene dalla fame, dalla paura di mancare di qualcosa. Essa consiste nel gettarsi sul cibo e sulle cose senza controllo…. “Mangiare, consumare, appropriarsi di beni. Soddisfare a qualsiasi costo e al più presto i propri bisogni immediati”. L’uomo non è soddisfatto solo per i suoi bisogni materiali…  ma ha fame anche amore, di giustizia, di fedeltà: ha  bisogno di essere nutrito dalla parola di Dio, di ricevere dal Signore il senso del suo vivere… Gesù risponde citando la parola di Dio: “non di solo pane vivrà l’uomo..”

La seconda tentazione porta Gesù in alto: in una esperienza nella quale a Gesù  vengono mostrati tutti i regni della terra… la tentazione del potere politico sul mondo.  Ma Gesù non è venuto per dominare,  per conquistare un potere terreno.  Gesù sarà il servo degli uomini non il loro dominatore, il benefattore che li  risana e li salva.

Gesù, superando questa seconda tentazione, ricusa i mezzi di potere, scarta la violenza, entra nella sua vita pubblica senza spirito di dominio, con dolcezza, senza armi, con la sola forza della parola di verità. Gesù dà inizio alla sua vita pubblica con le mani nude, povero, vulnerabile, come un fratello.

La terza tentazione, dal punto più alto del Tempio, quella di tentare Dio  perché compia una azione spettacolare in aiuto a Gesù. Ma Gesù non intende forzare la mano a Dio,  perché gli venga incontro con un miracolo che fa colpo. Gesù non chiede un miracolo per se stesso, neppure sulla croce.

La potenza di Dio è donata per amare e servire, non per avere, potere e farsi valere. «Se sei Figlio di Dio, dimostralo», ripete Satana. E difatti Gesù lo ha dimostrato, ma per una via completamente differente: l'obbedienza, la fiducia nel Padre, il servizio, la dedizione fino alla Croce. Non si può però terminare la lettura di questo racconto di Luca senza osservare la sua sorprendente conclusione: «Il diavolo si allontanò da Lui per ritornare nel tempo fissato». Dunque la prova non è un episodio chiuso, ma aperto. È previsto un tempo in cui Satana ritornerà. La prova si riproporrà nella vita di Gesù e, più tardi, nella vita della comunità e dei discepoli. In un certo senso, tutta la vita di Gesù fu accompagnata dalla prova, come ebbe a dire egli stesso ai discepoli: «Voi siete rimasti costantemente con me nelle mie prove». Una prova insistente, proveniente da varie parti (da Satana, da scribi e farisei, dalla gente) e tuttavia sempre uguale nel contenuto, il tentativo, cioè, di distogliere Gesù dalla fiducia nella parola di Dio per indurlo a percorrere strade umanamente più promettenti. Una prova che Gesù superò nella preghiera e nella vigilanza e nel più completo e fiducioso abbandono nelle mani del Padre, rifiutando fino all'ultimo ciò che il tentatore gli aveva proposto sin dall'inizio: «Se tu sei il re dei giudei, salva te stesso».

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1a domenica di Quaresima

Intenzioni per la preghiera dei fedeli:

 

Aiutaci nella prova, Signore!

La tua Chiesa, ritrovi sempre la fiducia in te, confidando nella tua parola che traccia il suo cammino nel mondo. 

Noi ti preghiamo.

 

I tuoi figli, che  sono messi alla prova nelle scelte difficili della vita, cerchino in Te coraggio e fortezza. Noi ti preghiamo.

 

Tante persone attraversano deserti di dolore e di sofferenza che rendono faticosa la vita e spengono la speranza.  Fa’ che trovino persone attente ai loro bisogni. Noi ti preghiamo. 

 

 

La terribile guerra in Ucraina ci chiama ad una risposta di solidarietà concreta, secondo le proposte di carità che ci vengono offerte. E non manchi mai la nostra preghiera al Padre della misericordia perchè non si spenga la speranza e si convertano i cuori induriti, carichi di odio e di violenza. Noi ti preghiamo.

 

IL NOSTRO VESCOVO MONS. ZENTI, lunedì 7 marzo, compie 75 anni. 

I nostri auguri e il nostro  cordiale ringraziamento per il suo servizio pastorale in questi 15 anni nella nostra diocesi. Lo accompagnamo con la nostra  preghiera, prendendo atto della sincera disponibilità del vescovo ad accogliere le proposte che il Papa, a fine mandato, gli indicherà. Noi ti preghiamo.

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Avvisi Quaresima 2022 

 

LITURGIA

  

 

 

Valorizziamo la proposta della DIOCESI che porta il seguente titolo: “Togliti i sandali: è suolo santo!”

Sono le parole che Dio rivolge a Mosè dal roveto ardente (Es 3,5) e che segnano l’inizio del cammino dell’Esodo. Questa espressione che apre il percorso che condurrà alla liberazione di Israele può guidare anche le nostre comunità cristiane della diocesi di San Zeno durante il tempo di Quaresima. Queste poche parole, infatti, mettono in luce il percorso spirituale che la liturgia propone ai credenti perché possano sperimentare la liberazione dal peccato e dalla morte che si realizza nella Pasqua.  

 

Assieme a questo lo sguardo meditativo sul crocifisso di Salvador Dalì.

 

Nella LITURGIA DOMENICALE, una particolare attenzione a momenti di silenzioe alla proclamazione delle letture.

CELEBRAZIONE DEI VESPERI DELLA DOMENICA (ON LINE).

Un gruppo di persone animerà la preghiera serale della domenica,

che si potrà seguire poi a casa tramite il blog della parrocchia 

(sul canale you tube) a partire dalle ore 18.00 

 

 

CATECHESI

UNA CATECHESI biblica sulla liturgia della Messa domenicale.

TUTTI I MERCOLEDì alle 20.30 in salone parrocchiale. 


LA CARITA’

LA CARITAS di Sona-Sommacampagna ci chiede ancora un aiuto per sostenere i singoli e le famiglie di quella zona.

Si possono portare tutti i generi alimentari e in particolare, (secondo le indicazioni dell’emporio), farina, succo di pomodoro, zuccheo e caffè…

 


Un aiuto per l’emergenza UCRAINA 

Le offerte sono detraibili fiscalmente 

Banca Etica – IBAN: IT 40 Z 05018 11700 000017091380 – (intestato a  Ass. di Carità San Zeno onlus)

Banco Posta – C/C postale: 001006070856 – (intestato a  Ass. di Carità San Zeno onlus)

Donazione diretta presso Caritas Diocesana Veronese in L.ge Matteotti, 8 – Verona, dal lunedì al venerdì con orario 9:00-13:00 e 14:00-17:00 

(le donazioni in contanti non sono detraibili)

Per maggiori informazioni potete contattare la Segreteria Caritas:  Telefono 045 2379300 (dal lunedì al venerdì con orario 9:00-13:00 e 14:00 17:00);             

Email segreteria@caritas.vr.it o donazioni@caritas.vr.it


 

 

  Non raccogliere cose, cibo, vestiario…

   Chi desidera dare disponibilità di volontariato e altro (tipo alloggi ecc.) si rivolga             direttamente alla Caritas

 

 3. Un aiuto alle missioni della nostra diocesi.

 

Invito a leggere anche sulle bacheche, all’ingresso della chiesa, il programma per altre iniziative di carattere formativo e culturale  e che si rivolgono  anche alla nostra 

UNITA’ PASTORALE DEL LAGO SUD

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CALENDARIO QUARESIMA 2022  marzo/aprile …  le iniziative…

 

 

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Mercoledì delle Ceneri

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1a domenica di Quaresima

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Cinema africano  (parr. di Colà-Pacengo-Lazise)

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Cinema africano  (parr. di Colà-Pacengo-Lazise

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Cinema africano  (parr. di Colà-Pacengo-Lazise

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2a domenica di Quaresima

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1° incontro CUP (a Cavalcaselle) -20.30

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 3a domenica di Quaresima

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Ch. Beato Andrea- incontro con Paolo Curtaz : “La fine della chiesa?” (20.30)

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4a domenica di Quaresima

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2° incontro CUP (a Cavalcaselle )- 20.30

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APRILE  2022

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5a domenica di Quaresima

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Gard Art : meditazione in testi e musica (a cura di Spazio aperto) 20.30

“La Passione di Maria”- chiesa S.Benedetto 

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Via Crucis missionaria a Colà 

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Domenica delle Palme

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GIOVEDI SANTO

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VENERDI SANTO

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SABATO SANTO

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PASQUA DEL SIGNORE