martedì 7 dicembre 2021

 8 dicembre . IMMACOLATA

IMMACOLATA


Dal libro della Gènesi - Gen 3,9-15.20
 
[Dopo che l'uomo ebbe mangiato del frutto dell'albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l'uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».
L'uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale - Dal Sal 97 (98)

R. Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie.

 

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. R.
 
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d'Israele. R.
 
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! R.

 

Seconda Lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni - Ef 1,3-6.11-12
 
Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d'amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati - secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà -
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
Parola di Dio.

 

Vangelo . Dal Vangelo secondo Luca - Lc 1, 26-38


In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».
E l'angelo si allontanò da lei.
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omelia Immacolata 

 

Per capire il dono di Maria per noi, fatto dal Signore, possiamo fermarci sulla 1a lettura del libro della Genesi…e trovare dei confronti utili… con l’esperienza di Maria…

Adamo ed Evo sono i nostri progenitori,...in realtà rappresentano tutti noi, uomini e donne… la loro esperienza è anche la nostra…

 

Dopo il peccato dell’uomo e della donna il  Signore Dio viene nel giardino…per trovarli. 

A prima vista…potrebbe sembrare solo per dare un giudizio severo, per una condanna senza possibilità di appello, dopo la colpa. E così, in effetti, Adamo ed Eva sentono la presenza di Dio come una minaccia: hanno paura e perciò fuggono nel folto del giardino per nascondersi ed evitare l’incontro con Dio. Eppure, (ecco la sorpresa… !) se Dio va nel giardino per incontrarli, non è tanto per condannare, ma per salvare, per aprire una via nuova, per offrire un rimedio alla colpa ormai consumata e alle sue conseguenze.

In altre parole, il primo peccato è visto nella prospettiva della redenzione, cioè della misericordia di Dio che offre sempre. 

Dio fa una prima domanda  all’uomo: «Dove sei?»… non vuol dire: “dove ti sei nascosto, vieni qui che facciamo i conti !…. Ma in quale situazione sei finito? Come ti senti dopo il peccato? 

La domanda di Dio é un atto di premura e di amore… Infatti il Signore Dio sa bene dove si è nascosta la sua creatura, ma è l’uomo a non sapere più dove si trova, perché ha smarrito se stesso. La domanda tende a far sì che l’uomo si interroghi, comprenda di essersi smarrito, perché solo così potrà davvero poi ritrovare se stesso.

 

La risposta di Adamo: “Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto”. Questa paura di Dio descrive la nuova situazione nel cuore umano con il peccato. Il peccato, qualsiasi tipo di peccato, è la decisione di prendere le distanze da Dio: la sensazione che senza Dio si possa stare meglio, che la nostra vita sia più libera senza di Lui.

Che è come dire: “Io non voglio più essere creatura di Dio, nata dal suo amore, ma voglio essere indipendente… Dio non vuole la mia felicità, è quasi un ostacolo alla mia realizzazione… Posso decidere da solo quello che è bene e quello che è male per me…”. 

Adamo mangia dell’albero della conoscenza del bene e del male perché vuole mettersi al posto di Dio e decidere da solo quello che è bene e quello che è male per lui. Il peccato ha come conseguenza il sospetto su Dio… alimenta quindi la distanza e la fuga da Lui.

Vincere il peccato, allora, è ridare fiducia a Dio, rendere vivo il nostro dialogo con Lui, accettare che sia Dio a indicarci la strada giusta della vita. Isaia: “Io sono Dio che ti insegno per il tuo bene…”

Quando è rotto il rapporto con Dio, si complicano anche le relazioni tra gli uomini… Adamo accusa Eva... Eva dà la colpa al serpente… Se Dio non è accolto, facilmente si creano distanze e le barriere tra le persone. Si evita di guardarsi dentro nella coscienza per riconoscere il male come una responsabilità personale… senza scuse o alibi e senza incolpare gli altri.

 

La parte finale del testo si apre ad una prospettiva di speranza… Al serpente verrà schiacciata la testa… Il serpente è simbolo di una visione della vita opposta a Dio e che alimenta il sospetto su Dio. Il serpente sarà sconfitto, cioè il male non avrà l’ultima parola, non è più forte di Dio. 

Questa vittoria ha come protagonista Maria che non fugge davanti alla promessa dell’angelo, ma che si lascia trovare da Dio in un’ umile casa di Nazaret…

Il Figlio di Dio che Maria concepisce nel suo grembo è frutto della sua obbedienza piena di fiducia. La invochiamo perché ci insegni la strada della fedeltà, della fiducia in Dio che viene in cerca di noi perché noi ci facciamo trovare da Lui… la strada del servizio, di chi svolge con attenzione il suo compito e le sue responsabilità… Ci sentiamo sotto il suo sguardo di Madre che riflette quello di Dio stesso: un unico sguardo che ci ha messi dentro un disegno grande che S.Paolo ha espresso così con queste parole della 2a lettura:
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo..”

 

 

 

 

 


sabato 4 dicembre 2021

 5 dicembre 2021

2a domenica di Avvento C 

 

Prima Lettura - Dal libro del profeta Baruc - Bar 5,1-9
 
Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione,
rivèstiti dello splendore della gloria
che ti viene da Dio per sempre.
Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio,
metti sul tuo capo il diadema di gloria dell'Eterno,
perché Dio mostrerà il tuo splendore
a ogni creatura sotto il cielo.
Sarai chiamata da Dio per sempre:
«Pace di giustizia» e «Gloria di pietà».
Sorgi, o Gerusalemme, sta' in piedi sull'altura
e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti,
dal tramonto del sole fino al suo sorgere,
alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio.
Si sono allontanati da te a piedi,
incalzati dai nemici;
ora Dio te li riconduce
in trionfo come sopra un trono regale.
Poiché Dio ha deciso di spianare
ogni alta montagna e le rupi perenni,
di colmare le valli livellando il terreno,
perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.
Anche le selve e ogni albero odoroso
hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio.
Perché Dio ricondurrà Israele con gioia
alla luce della sua gloria,
con la misericordia e la giustizia
che vengono da lui. Parola di Dio

 

Salmo Responsoriale - Dal Salmo 125 (126)

 

R. Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia. R.
 
Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia. R.
 
Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia. R.
 
Nell'andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni. R.

 

Seconda Lettura -.Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési - Fil 1,4-6.8-11
 
Fratelli, sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest'opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell'amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio. Parola di Dio

Vangelo - Dal Vangelo secondo Luca - Lc 3,1-6

 
Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell'Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.


Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:
«Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!». 

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omelia - 2a Avvento C

 

“Avvenne che la Parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto»

(Lc 3,2). Così comincia il Vangelo di oggi… Questo evento - apparentemente semplice – è inserito da Luca non solo all'interno della storia ebraica, ma anche all'interno della storia universale. Per questo il testo del Vangelo conclude: “Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!”. Si abbraccia tutto l’orizzonte di Dio…

Abbiamo sentito i nomi degli attori più importanti della politica e dell’impero di allora. Nella solennità di questo quadro che sembra essere dominante, si inserisce la piccola storia, che pare insignificante, di un profeta sconosciuto: in realtà Gv. Battista è la presenza umile ma forte dell’azione di Dio cambia la storia umana…

Dio parla anche in queste circostante che sembrano sfavorevoli per accogliere il suo messaggio… “Egli percorse tutta la regione del Giordano… nel deserto”.

E’ il compimento di un’antica profezia che ora si realizza. La voce del profeta incontra le persone là dove sono… nel luogo, come il deserto, che richiama tutta una storia precedente.

Deserto: luogo della prova, dell’infedeltà e della tentazione di abbandonare Dio, (come di fatto era avvenuto nel cammino del popolo verso la terra promessa…); ma anche luogo dell’intervento provvidenziale di Dio che prende l’iniziativa per ricostruire l’alleanza, per un nuovo fidanzamento, nel quale il Signore recupera il suo popolo infedele in vista di una nuova fedeltà che è quella proposta da Dio stesso, come alleanza di amore…

 

Secondo la Bibbia - e per la fede - l'arrivo della Parola di Dio comporta sempre svolte decisive. “Predicava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati”. 

Accogliendo anche oggi la stessa parola di allora ci sentiamo provocati, in senso buono, per una revisione della nostra vita e per sentire ancora la voce forte che ci incoraggia e ci scuote. Ci sono strade storte da raddrizzare. Quando facciamo scelte di testa nostra, che non sono quelle suggerite a noi dal Signore, possiamo pregare: “Indicami, Signore le tue vie, insegnami i tuoi sentieri”, come dicono i salmi e … “La tua parola è più che ricchezza d’oro e d’argento…”

Ci sono monti da abbassare. Sono il simbolo della nostra volontà di prevalere sugli altri, del protagonismo, di avere sempre l’ultima parola, di voler essere i primi, con un’aria di superiorità…

E ci sono valli da colmare. Segno delle nostre insufficienze, dei nostri difetti, delle carenza da correggere, e che il Signore ci aiuta a superare… Le valli sono il segno anche delle omissioni, cioè del nostro adagiarci sulle nostre pigrizie. E’ importante che ce ne rendiamo conto, che non scarichiamo sugli altri le responsabilità che ci riguardano e che tocca a noi prendere in mano…

Anche S. Paolo ci dà indicazioni utili: “Fratelli, sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo..”

La preghiera di intercessione gli uni per gli altri è una forma squisita di carità, perché presentiamo al Signore, come cosa preziosa, la vita dei nostri fratelli che ci interessano e per i quali facciamo memoria dell’interesse, cioè della preoccupazione 

che ha il Signore stesso per loro… Continua ancora S.Paolo: 

“..E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri”.


Bisogna crescere, cioè alimentare le risorse spirituali che ci muovono, in particolare, nell’ambito della carità. (Tra cui anche le iniziative di carità del tempo di Avvento..).

“Per distinguere ciò che è meglio..”. Quindi non solo per distinguere il bene dal male

(cosa, peraltro, molto importante e che non bisogna mai dare per scontata), ma anche per scegliere quello che è meglio, cioè fare le scelte che ci aiutano a progredire, quelle che il Signore ci suggerisce, per dare il meglio di noi stessi… Perchè il Signore non ci vuole persone mediocri, ma desiderose di crescere secondo il suo disegno…

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preghiera sul Vangelo della domenica 2a Avv.

 

Tu non sei un Dio che rimane alla finestra, che assiste da spettatore neutrale 

a ciò che accade nel mondo.

Fin dai tempi antichi tu hai deciso di entrare in questa nostra storia 

per schierarti dalla parte degli oppressi, per assumere le difese 

dei deboli, per offrire libertà e speranza.

E attraverso Gesù, il tuo Figlio, hai voluto piantare la tua tenda

in mezzo agli uomini. 

La tua parola ha raggiunto Giovanni, il profeta, nel deserto, 

in un momento preciso del cammino dell’umanità  perché egli preparasse la stradaal tuo Inviato, l’Atteso.

Per aiutarci ad identificare quel momento, Luca squaderna 

davanti a noi nomi importanti di gente che deteneva  il potere civile, militare, religioso.

Ma non saranno loro a dare una svolta alla storia:  solo colui che sta per giungere, porterà la salvezza di Dio.

Ecco perché è importante facilitare l ’incontro con lui,

togliere di mezzo tutto ciò che costituisce un ostacolo e

un inciampo sulla strada che ci conduce a Lui.

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Il nostro programma di Avvento

(Ci accompagna la figura di S.Giuseppe)

 

 

CATECHESI ADULTI

 

1° incontro in salone parrocchiale

Venerdì 3 dicembre alle ore 20.30:

l’attesa della salvezza nell’oggi (parte 1a)

 

2° incontro in salone parrocchiale

Venerdì 10 dicembre alle ore 20.30

l’attesa della salvezza nell’oggi (parte 2a)

 

Questi due incontri sono proposti da don Vincenzo,

 monaco Camaldolese

 

Venerdì 17 dicembre alle ore 20.30 - chiesa parrocchiale

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               

Riflessione in arte e musica (proposta da “Spazio aperto) sul Natale, accompagnati dalla figura di S.Giuseppe.

 

Domenica 19 dicembre ore 15.30-18.00 (chiesa S.Benedetto)

 

Riflessione e preghiera comunitaria in preparazione al Natale, con possibilità del sacramento della riconciliazione.

La proposta è per tutti gli adulti delle nostre parrocchie 

dell’ UNITA’ PASTORALE DEL LAGO SUD

 

 

Avvento di carità. Continua la raccolta di generi alimentari non deperibili a favore dell’Emporio della carità di Sommacampagna - Sona. Raccolta anche di medicinali.

Domenica 19 dicembre: raccolta di coperte e indumenti pesanti a favore della “Ronda della carità

 

 

 

 

 

 

 



sabato 27 novembre 2021

Giubilate o cieli di Giovanni Geraci

 28 dicembre 2021

1a domenica di Avvento- anno C 

Prima Lettura - Dal libro del profeta Geremìa - Ger 33,14-16
 
Ecco, verranno giorni - oràcolo del Signore - nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d'Israele e alla casa di Giuda.
In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra.
In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla, e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia.

 

Salmo Responsoriale - Dal Sal 24 (25)

R. A te, Signore, innalzo l'anima mia, in te confido.

 

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza. R.
 
Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via. R.
 
Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà
per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti.
Il Signore si confida con chi lo teme:
gli fa conoscere la sua alleanza. R.

 

Seconda Lettura -Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
1Ts 3,12 - 4,2

 
Fratelli, il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell'amore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi.
Per il resto, fratelli, vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Gesù affinché, come avete imparato da noi il modo di comportarvi e di piacere a Dio - e così già vi comportate -, possiate progredire ancora di più. Voi conoscete quali regole di vita vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù.

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 21,25-28.34-36
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.

Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».

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1a Avvento C - omelia

 

E’ opportuno che in questo tempo di Avvento ci facciamo n piccolo programma. Quali 

aspetti vogliamo coltivare, quali attenzioni avere? S.Paolo ci porta degli esempi: per 

Il brano di Luca che la liturgia ci propone è una breve parte di un discorso molto più ampio. Il suo scopo è di assicurare che il Signore è vicino e, in prospettiva del ritorno del Figlio dell'uomo. È una grande certezza, che è insieme giudizio e salvezza. Un giudizio severo che non ci deve spaventare ma che deve svegliarci da un certo sonno dell’anima, tanto che il Vangelo consiglia di pregare «per trovare il coraggio» di comparire davanti al Figlio dell'uomo”. Di che cosa dobbiamo preoccuparci? Sempre nel Vangelo si precisa: «Chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell'uomo, quando ritornerà nella sua gloria». Il giudizio severo, dunque, è per tutti coloro che hanno preferito la via dell'egoismo, della violenza e del successo cercato a qualunque costo e con qualsiasi mezzo. Vergognarci vuol dire aver paura di essere cristiani, di essere fuori tempo, di non avere niente di bello e interessante da dire e da proporre! Il Signore risvegli in noi il sano orgoglio di essere suoi, figli amati, con il desiderio di offrire la nostra semplice testimonianza che fa del bene a noi e a quelli che incontriamo.

 

State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita!”. Vegliate in ogni momento pregando...”.

Ecco un altro avvertimento del Vangelo! Bisogna essere attenti a noi stessi, cioè valutare bene quello che facciamo, nei nostri pensieri, nelle parole e nelle azioni… E’ più facile guardare gli altri, giudicarli con freddezza, dar giudizi pesanti e definitivi. E poi occorre “Non appesantire il cuore in dissipazioni e affanni della vita”.

Cioé non correre dietro a scelte pericolose, a vizi e abitudini che ci legano e ci imprigionano. Tutte le forme di dipendenza: alcool, gioco compulsivo che crea dipendenza e rovina se stessi e la propria famiglia, una sessualità senza regole, sganciata da un amore vero  e solo istinto.. ecc. Ognuno può valutare i possibili pericoli che lo riguardano, anche in scelte più semplici e quotidiane.

Il tempo che ci viene dato è importante e decisivo, perché ricco di occasioni dalle conseguenze importanti.

S.Paolo parla ai cristiani di Tessalonica invitandoli ad una crescita nella fede:

“Il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell'amore fra voi e verso tutti…

…possiate progredire ancora di più. Voi conoscete quali regole di vita vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù”.

 

Come cristiani non siamo chiamati solo a conservare passivi il dono della fede, ma ad accrescerlo. Quali progressi possiamo realizzare in questo tempo? La nostra vita prenderà un piega diversa e più sodisfacente!

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Cenni sulla spiritualità dell’Avvento

 

Che cos’è l’Avvento? Che spunti ci offre per la nostra vita cristiana? E’ un tempo che viene definito “forte”, cioè ha un rilievo particolare per alimentare la nostra fede sotto diversi aspetti. Proviamo a capirne alcuni.

la "corona d'Avvento"

Intanto la chiesa ci offre ogni anno l’opportunità di ritornare sullo stesso periodo liturgico. E’ una ripetizione monotona di cose già sentite che può dare l’idea, quasi, di una minestra riscaldata? Oppure si tratta di un evento ancora “nuovo”?

La chiesa, nella sua sapienza,  offre la presenza efficace del Signore che è con noi sempre, Lui Alfa e Omega, cioè principio e fine della storia umana. Presenza nei modi che Lui stesso ha voluto, tutti importanti, alcuni più degli altri. Tra questi la Parola e l’Eucarestia e i fratelli nella fede, ma non solo quelli. 

Noi crediamo che soprattutto lì, il Signore oggi ci raggiunge, ci dona la sua parola, ci plasma come credenti e ci educa ad una fede rinnovata e ad una speranza certa.

Nel tempo di Avvento noi non aspettiamo il Messia, in una sorta di rappresentazione teatrale, nella quale giochiamo a immaginarci che debba ancora venire! 

La sua venuta, infatti, è un evento irripetibile e decisivo che  ha già segnato il volto della storia, per sempre. E allora che cosa vuol dire che l’avvento è tempo di attesa?

E’ quell’ attesa che deve alimentare il nostro desiderio di incontro 

con Lui. Noi attendiamo Colui che già conosciamo ed è già venuto e vogliamo che la nostra attesa sia sempre più forte, perché mai abbiamo esaurito la nostra capacità di incontrarlo. Attendere non vuol dire essere passivi, aspettare che il tempo passi, ma vigilare perché il Signore, che è il “veniente”, ci trovi sempre pronti a cogliere i segni del suo continuo venire tra noi e la serietà della sua proposta. Perché rischiamo di perderlo di vista, di non sentirlo nostro amico e contemporaneo, ma di fare solo un ricordo, un po’ nostalgico, di un passato che non ritorna più… E’ nella preghiera personale comunitaria, che il Signore ci raggiunge e noi entriamo in dialogo con Lui.

Gesù è il compimento delle antiche attese del popolo ebraico, ed è  colui ci chiede anche  di  non dimenticare la sua venuta gloriosa alla fine dei tempi.

Il testo del primo prefazio di avvento si rivela estremamente significativo.

Al suo primo avvento nell'umiltà della nostra natura umana, egli portò a compimento la promessa   antica e ci aprì la via dell'eterna salvezza. Verrà di nuovo nello splendore della gloria e ci chiamerà a possedere il regno promesso che ora osiamo sperare vigilanti nella preghiera. 

Dice un’atra preghiera della chiesa: “Ora egli viene incontro a noi in ogni uomo e in ogni tempo, perché lo accogliamo nella fede e testimoniamo nell'amore la beata speranza del suo regno”.

la "corona d'Avvento" (partic.)

Quindi accogliamo il “nuovo” dono dell’Avvento e del Natale! 

Mi ha colpito il ritornello ripetuto da tanti, quasi come un mantra, in questi giorni ancora difficili di pandemia: “Salviamo il Natale, salviamo il Natale!”. Si vuol dire, penso: “Facciamo in modo, con comportamenti responsabili, che l’economia riprenda, che i commercianti non siano costretti a chiudere e  che l’ industria del turismo possa avere quel ritorno economico che è mancato nel periodo scorso! Bene! La gente deve pur avere quel giusto guadagno che permette di vivere con una certa serenità. Ma è tutto qui? Che cos’è il Natale salvato?

Per noi cristiani “salvare il Natale” è  farci ancora pellegrini nella fede come i pastori e i magi,  è ospitare quel Bambino nel profondo del cuore, perché ne gustiamo la presenza e il Signore nasca ancora tra noi e in noi. Se sarà così, un po’ alla volta, quel Bambino sarà come

l’ astro nascente che ci guida nelle nostre tenebre, che viene ancora a visitarci, perchè vuole essere la nostra guida. E impariamo la lezione dell’amore che si fa dono come lo è stato Lui!

E facciamoci un certo programma di Avvento! Magari senza grandi pretese, ma con coraggio e perseveranza.

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28 novembre. Domenica 1a di AVVENTO - anno C

   

Intenzioni per la preghiera dei fedeli: 

 

Ridesta la nostra speranza, Signore!

 

La vita delle nostre comunità a volta è appesantita dalla rassegnazione e dalla sfiducia. In questo tempo di Avvento, scuoti le nostre coscienze di cristiani perché leggiamo gli avvenimenti della storia con occhi nuovi e siamo vigilanti. Preghiamo...

 

La vita di tanti popoli è attraversata da problemi politici, economici e sociali. Ridona fiducia a chi vuole impegnarsi seriamente, con spirito di servizio. Preghiamo... 

 

Ci sono paesi della terra sfregiati dal terrorismo, lacerati dalla guerra. Dona successo agli sforzi degli uomini e delle donne che cercano la pace. Preghiamo...

 

Ci sono famiglie ferite da tensioni, incomprensioni e cattiverie. 

Non lasciar mancare ai ragazzi e ai giovani la fiducia e l'affetto necessari per affrontare il futuro. Preghiamo...

 

Tra di noi si trovano persone fragili e disorientate, che soffrono nel profondo. Non permettere che ignoriamo la loro fatica di vivere. Preghiamo...

 





sabato 20 novembre 2021

 

21 novembre 2021

Solennità di Gesù Cristo, Re dell'universo

Prima lettura - Dal libro del profeta Daniele- Dn 7,13-14
 
Guardando nelle visioni notturne,
ecco venire con le nubi del cielo
uno simile a un figlio d'uomo;
giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
Gli furono dati potere, gloria e regno;
tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:
il suo potere è un potere eterno,
che non finirà mai,

Salmo Responsoriale - Dal Sal 92 (93)

 

R. Il Signore regna, si riveste di splendore.

Il Signore regna, si riveste di maestà:
si riveste il Signore, si cinge di forza. R.
 
È stabile il mondo, non potrà vacillare.
Stabile è il tuo trono da sempre,
dall'eternità tu sei. R.
 
Davvero degni di fede i tuoi insegnamenti!
La santità si addice alla tua casa
per la durata dei giorni, Signore. R.

 

Seconda Lettura

Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo - Ap 1,5-8
 
Gesù Cristo è il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra.
A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen. Ecco, viene con le nubi e ogni occhio lo vedrà,
anche quelli che lo trafissero, e per lui tutte le tribù della terra
si batteranno il petto. Sì, Amen!
Dice il Signore Dio: Io sono l'Alfa e l'Omèga, Colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente!

Vangelo - Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 18,33b-37


In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta
 la mia voce».


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Omelia 34a B : Cristo Re. Solennità conclusiva dell’anno liturgico

 

Per tre volte Gesù dice: «Il mio Regno», e per due volte si preoccupa di chiarire che questo suo Regno è completamente al di fuori dagli schemi mondani: «Il mio Regno non è di questo mondo», «Il mio Regno non è di quaggiù». Con queste affermazioni Gesù non vuol dire che il suo Regno non riguarda il mondo e le realtà terrene. 

I cristiani non vivono in una specie di limbo e di indifferenza nella società, come se fossero estranei e fuori dal mondo e a tutto quello che accade!  Gesù intende dire che il regno di Dio, cioé la sua azione di misericordia nella storia umana, presenta un volto e una fisionomia molto distante dai regni di questo mondo e dalle scelte che li guidano. 

Gesù è davanti a Pilato: sembra sottomesso e solo vittima: in realtà  è lui che domina la scena e diventa protagonista di tutta la vicenda!

Gesù dice solennemente: «Io sono re: per questo sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità».

Nella visione di Giovanni, Gesù è Re nel momento in cui viene innalzato sulla croce. La croce, che era il segno massimo del patibolo, il più infamante e il più crudele, diventa il trono di gloria, dal quale Gesù regna e attira a sé tutti gli uomini…

Perché trono? Perché Gesù è re in quanto domina e schiaccia il peso della malvagità che ha subito, con la forza dell’amore. L’amore è la potenza che rovescia la logica della violenza. Il Signore sulla croce “vince l’odio e la vendetta è disarmata dal perdono”(Pregh. eucaristica)

 

Cristo è venuto per “rendere testimonianza alla verità”.  La verità è la manifestazione del disegno di Dio che passa attraverso Gesù. Quindi Gesù ha detto con chiarezza chi è Dio nella sua paternità, nel  suo amore invincibile per l'uomo.  Oltre l’arroganza di ogni potere, che si propone di soffocare la verità, Gesù annuncia la verità stessa di Dio. Gesù non si sottomette alla menzogna e alla falsità, alla sete di potere che umilia e degrada la persona. Così, purtroppo,  hanno mostrata la loro faccia nella storia molti regni mondani!

Nel suo dibattito con Pilato, Gesù afferma un'altra cosa importante: «Chiunque è dalla parte della verità, ascolta la mia voce». Gesù e Pilato. 

Da una parte Gesù che si consegna pienamente nelle mani della verità e non si sottrae ad essa neppure per salvarsi la vita. Dall'altra Pilato che rappresenta il potere politico che imprigionala sua coscienza. Per tre volte Pilato riconosce l'innocenza di Gesù e la dichiara pubblicamente, e per tre volte cerca di salvarlo. Tuttavia lo condanna alla croce. Di fronte all'esigenza di salvare se stesso e il suo interesse politico – o l'ordine pubblico – Pilato calpesta amore alla giustizia e alla verità.

 

Uno sguardo anche al libro dell’Apocalisse. A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre…onore e gloria” Antico inno di lode a Cristo, che richiama il dono del battesimo…

Ci ama, (al presente, ora ci ama!) ci ha liberati dal peccato e ci fati parte di un regno.

Nel rito del battesimo si dice: Dio stesso ti consacra con il crisma di salvezza, perché inserito in Cristo,  sacerdote, re e profeta, tu sia sempre membra del suo corpo”.

Il battezzato è:

Sacerdote, perché chiamato a fare della nostra vita un’offerta obbediente al Padre.

Re, perché il regno di Dio, a imitazione di Gesù, appartiene a quelli che fanno della loro vita un servizio generoso.

Profeta, in quanto è reso capace di testimoniare la fede nel Signore Gesù, con le parole e con le opere.

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Venga il tuo regno, Signore!

 

Ti preghiamo per la Chiesa: Il tuo Spirito le infonda il coraggio di proclamare la verità senza paura, di rivelare il tuo volto e di denunciare le ingiustizie. 

Ti preghiamo...

Ti preghiamo per noi tutti,  cristiani responsabili nella chiesa e nella società. Rendici testimoni del regno di Dio, nell’atteggiamento del sevizio, per rifiutare ogni tentazione di potere che umilia e ci allontana gli uni dagli altri. Ti preghiamo...

Ti preghiamo per i giovani: il loro desiderio  di felicità è conservato in vasi fragili. Sostienili nel cammino della vita, insegna loro la strada della coerenza e del sacrificio di sé. Ti preghiamo...

Ti preghiamo per tutti coloro che operano nel mondo della comunicazione: non è facile essere liberi da pressioni e da intimidazioni. Rendili servitori autentici della verità, disposti a riconoscerla dovunque si trovi. Ti preghiamo...

Ti preghiamo per la nostra società, segnata da tensioni e da difficoltà.

Fa’ che cresca un profondo senso di rispetto per il bene di tutti, anche nella differenza delle opinioni  e delle scelte. 

Preghiamo...

preghiera sul Vangelo della domenica

 

Il tuo potere, Gesù, non ha nulla a che vedere con quello dei grandi di questa terra. Probabilmente ti hanno presentato a Pilato come un ribelle, come uno che pretendeva di prendere il posto dei romani sul suolo di Palestina, una bugia che aveva lo scopo di convincere il procuratore romano a condannarti senza tanti problemi.

Ma anche lui non può fare a meno di notare che sei un re davvero fuori dal comune: senza gli emblemi soliti, senza qualcuno che ti difenda,

senza propositi bellicosi, senza neppure minacce di vendetta.

Il tuo potere, Gesù, è in effetti il potere dell’ amore, che non si impone,

non ricorre alla forza, non punisce e castiga, ma piuttosto si dona,

si offre interamente, è pronto a soffrire e addirittura a morire.

 

Al di là delle apparenze il tuo potere è l'unico veramente efficace,

l’unico che resiste al tempo perché perdona e salva.

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in appendice.....


La nostra parrocchia la sera di venerdì 19 novembre, ha promosso, per iniziativa di SPAZIO APERTO un interessante incontro culturale sulla situazione in AFGHANISTAN, dopo i recenti e drammatici fatti dell'agosto 2021 e l'occupazione del paese da parte dei talebani...


il relatore Stefano Verzé

Stefano Verzé con il presidente di SPAZIO APERTO,
 Francesco Casali

il pubblico in sala...

Offriamo una relazione di Verzè sullo stesso tema (visto che non é stata possibile una registrazione dal vivo...) apparsa sul settimanale diocesano  Verona fedele del 5 settembre 2021
I contenuti della relazione di venerdì 19.11 sono stati anticipati, in sintesi, nell'articolo citato, che viene messo ora a disposizione dei lettori...
I difficili equilibri “islamici”nel nuovo Emirato Afghanistan 

 

La caotica conclusione della ventennale operazione militare in Afghanistan, sotto la guida americana e della Nato, ha segnato una grave sconfitta per l’intero Occidente. Non soltanto sul piano strategico, a causa di un ritiro che ha sancito il reinsediamento concordato del regime talebano per abbattere il quale fu organizzata l’invasione subito dopo gli attentati terroristici del 2001 negli Stati Uniti. Anche sul piano civile, per la fine improvvisa dei progressi nel rispetto dei diritti umani e nello sviluppo economico e sociale, che in parte si erano riscontrati tra la popolazione urbana. 

La parte maggioritaria dell’Afghanistan, quella più profonda e rurale, in realtà, non era mai stata toccata da cambiamenti significativi. La radicata organizzazione tribale della società ha impedito la costruzione di uno Stato vero e proprio. Lo stesso esercito afgano è nato ed è potuto esistere e funzionare solo su impulso operativo, sostegno finanziario e copertura tecnica delle forze armate americane e della Nato. 

I mali endemici della corruzione, della miseria, dell’assenza dei servizi basilari nella sanità e nell’istruzione, della segregazione delle donne, della mancanza di infrastrutture e delle contrapposizioni tribali rappresentavano fin dall’inizio una sfida proibitiva che non poteva essere vinta. In vent’anni, tuttavia, si era formata una società parallela separata, fatta di collaboratori afgani integrati con le forze militari e le organizzazioni civili occidentali, ovviamente incompatibile con la mentalità e la cultura del regime talebano e che ora rischia pesantissime ritorsioni. 

Oltre 100mila persone sono state portate in salvo in Europa e negli Stati Uniti con i massicci ponti aerei da Kabul. All’opposto le altre 200mila almeno che non sono potute partire vivono nascoste, in situazioni di grave pericolo. 

Ora, in seguito al ritiro americano, si aprono diversi scenari geopolitici, su cui si moltiplicano analisi e riflessioni. L’aspetto più indecifrabile e destabilizzante per tutti rimane comunque la complessità dei rapporti di forza e degli equilibri irrisolti all’interno della galassia musulmana. Lo stesso regime talebano, espressione dell’etnia pashtun, è diviso al proprio interno tra la componente orientale, con base a Peshawar in Pakistan, rappresentata dalla rete Haqqani; e quella meridionale che fa riferimento alla Shura (Consiglio) di Quetta, sempre in Pakistan. 

È stata la prima a forzare i tempi per l’ingresso dei talebani a Kabul, grazie al prestigio e al ruolo conquistato negli ultimi anni all’interno dell’internazionale jihadista con la forza e la spietatezza degli attacchi terroristici contro il regime filoccidentale afgano. Probabilmente Abdul Ghani Baradar, fondatore dei talebani col mullah Omar, tessitore degli accordi con gli americani e rappresentante della Shura di Quetta, avrebbe preferito una procedura più diplomatica e attendista prima di insediarsi al potere. 

Non sarà semplice per i nuovi capi politici talebani delle tribù meridionali arginare le probabili pretese egemoniche della rete Haqqani. Non è nemmeno casuale la presenza in Pakistan delle basi operative di entrambe le componenti del movimento talebano, concepito, preparato, organizzato e finanziato dai servizi segreti pachistani dopo il ritiro sovietico dall’Afghanistan nel 1989. 

Il rapporto tra talebani e Pakistan non appare, tuttavia, così lineare, perché strettamente legato ai rapporti e alle tensioni ricorrenti all’interno del Pakistan con le aree tribali orientali. In questa regione vivono oltre tre milioni di abitanti di etnia pahtun afgana, esclusi dalla loro terra originaria, quando furono tracciati i confini durante il dominio britannico nel subcontinente indiano. 

I pashtun confinati nelle aree tribali del Pakistan si riconoscono molto di più nei loro gruppi di appartenenza che nell’autorità centrale dello Stato. Al punto che il governo pachistano ha cancellato l’autonomia amministrativa di cui godevano. 

I talebani, nelle intenzioni almeno di chi li ha organizzati e foraggiati, sarebbero dovuti rimanere uno strumento politico e militare controllato ed eterodiretto dal Pakistan. Non era previsto che le tensioni tra sciiti e sunniti da un lato, e con le aree tribali dall’altro, potessero alimentare azioni terroristiche talebane anche all’interno dello stesso Pakistan. 

Inoltre in Afghanistan da anni opera anche una componente locale dello Stato islamico, il cosiddetto Isis-Khorasan. La sua affinità ideologica con i talebani è pari alla fortissima rivalità all’interno della galassia jihadista. 

L’ultimo segnale è arrivato con l’attentato all’aeroporto di Kabul, ma sono anni che l’Isis-K cerca di presentarsi come alternativa più credibile dei talebani in Afghanistan per rigore ideologico-religioso e capacità di azioni terroristiche. La rete talebana di Haqqani ha acquistato prestigio e un ruolo significativo all’interno del movimento proprio in virtù delle sue risposte terroristiche altrettanto forti contro il precedente regime filoccidentale. 

Non va trascurato poi che un eventuale appoggio ai talebani offerto da gruppi di potere fondamentalisti sunniti arabi dovrebbe affrontare la feroce reazione dei loro governi. Basti ricordare le guerre condotte ai Fratelli musulmani da Egitto e Arabia Saudita. L’instabilità afgana, dunque, presenta varie sfacettature, ma il groviglio interno al mondo musulmano costituisce probabilmente il nodo più difficile da sbrogliare. 

 

Stefano Verzè