sabato 5 giugno 2021

 6 GIUGNO 2021

CORPUS DOMINI – B


Prima Lettura - Dal libro dell'Esodo- Es 24,3-8

 

In quei giorni, Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!».
Mosè scrisse tutte le parole del Signore. Si alzò di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d'Israele. Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore. Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l'altra metà sull'altare. Quindi prese il libro dell'alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto».
Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell'alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!».

 

Salmo Responsoriale - Dal Sal 115 (116)

 

R. Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.

 

Che cosa renderò al Signore, per tutti i benefici che mi ha fatto? Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. R.

 

Agli occhi del Signore è preziosa la morte dei suoi fedeli. Io sono tuo servo, figlio della tua schiava: tu hai spezzato le mie catene. R.

 

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento e invocherò il nome del Signore. Adempirò i miei voti al Signore davanti a tutto il suo popolo. R.

 

Seconda Lettura - .Dalla lettera agli Ebrei - Eb 9,11-15

Fratelli, Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d'uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.
Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo - il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio - purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente?
Per questo egli è mediatore di un'alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l'eredità eterna che era stata promessa.

Vangelo - Dal Vangelo secondo Marco - Mc 14,12-16.22-26


 

Il primo giorno degli àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: "Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?". Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

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Omelia 2021

 

Spesso, quando  celebro la Messa, ho bisogno di fare un atto di fede! (e ne abbiamo bisogno tutti…),  con alcune domande che mi vengono in mente e che potrebbero essere le vostre…

Sto facendo un atto ripetitivo, il solito? Con quale stato d’animo celebro e partecipo all’Eucarestia? Come superare l’impressione che sia solo un fatto formale e comandato che io eseguo, come mi viene richiesto? Sono proprio convinto che l’Eucarestia sia il passaggio nella mia esistenza e nella comunità cristiana del Signore Risorto che visita la mia e la nostra vita, che ci dona di nuovo se stesso nel segno del pane vivo, disceso dal cielo? E di questo pane io devo nutrirmi? Posso fare a meno dell’Eucarestia… e decido io quale strada prendere per incontrare il Signore, se ancora resta in me questo desiderio?

La mia risposta, (e anche la vostra, credo..) è un nuovo coraggio per  un’adesione e spero anche convinta (e mai scontata) a questo  dono del Signore.  E’ il massimo dei doni che Lui vuole ancora offrirci.


Prima di tutto il VangeloRitorna alla nostra memoria gesto di Gesù in quel Giovedì santo. Gesù celebra la festa della Pasqua, secondo il rito ebraico ma introduce una novità assoluta, non prevista.  

Il suo gesto sul pane e sul vino, le parole di commento, tutto indica la vita di Gesù come una vita donata. Il gesto eucaristico esprime la tensione interiore che ha guidato la sua esistenza fin dall'inizio. Gesù si è offerto, nell’amore, in un clima di tradimento (Giuda) e di abbandono (il rinnegamento di Pietro e l'abbandono dei discepoli). Ora questo pane  è la vita stessa di Gesù donata a me, a noi,  in questo momento. Mangiando di questo pane, io accolgo Gesù in me, mangio e cioè faccio miei i suoi pensieri, il suo stile di vita, la sua volontà di donarsi, il suo perdono e quello dato agli altri, l’impegno di vivere nella famiglia e nella comunità il mio compito di servizio.  E l’ Eucarestia mi impegna! “S.Paolo: “Poiché mangiamo lo stesso pane, formiamo tutti lo stesso corpo, la chiesa”. La chiesa si costruisce e si forma con l’ Eucarestia… non viene da un accordo di persone, da un progetto condiviso ma creato solo da noi, dalla sola nostra buona volontà…


Nel documento “Il sacramento della carità” (testo proposto dopo il Sinodo dei vescovi sull’Eucarestia- 2007) si dice: “Il Signore Gesù, Pane di vita eterna, ci sprona e ci rende attenti alle situazioni di indigenza in cui versa ancora gran parte dell'umanità: sono situazioni la cui causa implica spesso una chiara ed inquietante responsabilità degli uomini. Infatti, « sulla base di dati statistici disponibili si può affermare che meno della metà delle immense somme globalmente destinate agli armamenti sarebbe più che sufficiente per togliere stabilmente dall'indigenza lo sterminato esercito dei poveri. La coscienza umana ne è interpellata. Alle popolazioni che vivono sotto la soglia della povertà, più a causa di situazioni dipendenti dai rapporti internazionali politici, commerciali e culturali, che non a motivo di circostanze incontrollabili, il nostro comune impegno nella verità può e deve dare nuova speranza ».

 

Quindi fare la comunione non è un pio atto religioso di devozione  che si consuma in quel momento e basta! E’, invece,  un gesto di grande impegno e responsabilità, perché le mie scelte siano vissute nella fedeltà al Vangelo… Dovremmo poter dire anche noi, come il popolo del Signore davanti a Mosè, nella Prima alleanza dei dieci comandamenti:  «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto».
E senza la Messa, l’obbedienza alla Parola di Dio diventerebbe più difficile e più complicata…sarei come abbandonato a me stesso, contando solo sulle mie forze, pensando di arrangiarmi da solo. Per questo il pane eucaristico, nella tradizione della chiesa, è chiamato, il pane dei forti o il pane del cammino! 

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Dal blog: “La parola cresceva”

 

Un affresco famoso dell’ultima cena si ritrova nella Cappella degli Scrovegni a Padova, cappella fatta costruire da Enrico Scrovegni, figlio di quel Rinaldo che Dante colloca nel girone infernale degli usurai. A scopo di ‘salvarsi l’anima’ e di non esporsi a quel destino che Dante aveva indicato per il padre, Enrico chiamò i più grandi artisti di quell’inizio del secolo XIV, Giotto per la pittura e Giovanni Pisano per la scultura, ad adornare una cappella che aveva fatto erigere.

 

Giotto affresca l’ultima cena in una posizione particolare nel quadro del programma iconografico che struttura la cappella. La colloca infatti nel primo riquadro in basso sulla parete destra, in una posizione vicina all’altare dove veniva celebrata la Messa. Ma era anche una posizione particolare perché si apriva allo sguardo di chi entrava passando per la piccola porta di accesso situata sulla parete sinistra proprio di fronte.

Gesù e i dodici sono presentati raccolti all’interno di un ambiente incorniciato da una architettura che fa intravedere l’esterno, il cielo blu e attraverso le finestre fa giungere un chiarore che pervade tuta la stanza del cenacolo. Ancora il momento della cena fissato nell’immagine è quello in cui Gesù dice “colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradità” (Mt 26,23; Mc 14,17-20). Giuda è rappresentato di spalle vestito di giallo mentre Giovanni è reclinato sul petto di Gesù con gli occhi chiusi.


Accanto a Giovanni c’è Pietro, poi un discepolo con il manto azzurro e accanto a lui un altro discepolo con la barba, forse Giacomo il minore, ‘il fratello di Gesù’, raffigurato come a lui somigliante nel profilo del volto.

Giuda nel ciclo giottesco ha un ruolo non indifferente e viene raffigurato con il mantello color giallo che lo caratterizza nel segno del colore dell’inganno e del tradimento. L’importanza dei colori e il loro simbolismo è un elemento di grande importanza in tutta l’arte medioevale. Anche in altri riquadri come ad esempio al momento dell’incontro con i sacerdoti e nella notte all’orto degli ulivi nel gesto del bacio Giuda è riconoscibile per il mantello giallo (mantello del medesimo colore è indossato da Pietro al momento della lavanda dei piedi, forse un indicazione del suo tradimento che si attua come rinnegamento di Gesù al momento della passione). Giuda e Pietro accostati e posti in parallelo, a sottolineare che non c’è capacità umana di salvezza ma la salvezza può provenire solamente dall’accoglienza del dono gratuito di misericordia di Gesù stesso.

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6 GIUGNO  2021  Solennità del CORPO E 

DEL SANGUE DEL SIGNORE

 

 

 

AVVISI

Un grazie sentito da parte dei volontari del carcere di Montorio per l’offerta a favore dei carcerati della scorsa  domenica: importo di € 570, 00

 

 

Al Frassino, dopo la Messa delle ore 16.00 di domenica 6 giugno, si terrà la processione con il SS. nel piazzale della chiesa. Vi invito a partecipare a questo momento di preghiera…

 

  VENERDI 11 GIUGNO  è la SOLENNITA’ del SACRATISSIMO CUORE DI GESU’. 

(Messa ore 8.00) 

 

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Mercoledì 9 giugno alle 20.30 in salone: incontro con tutte le catechiste (i) per un bilancio annuale della catechesi e prospettive future. 

 

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  preghiera nel  “Corpus Domini”  

 

Di domenica in domenica, Gesù, tu ci chiami alla tua mensa. 

Ci doni la tua Parola perché sia luce sui nostri passi, bussola che orienta il cammino, lampada che rischiara le profondità e gli anfratti oscuri dell’anima. Ci doni la tua Parola perché possiamo decifrare insieme la nostra esistenza, ma anche questa storia a cui apparteniamo.

Di domenica in domenica, Gesù, tu spezzi per noi quel pane che è il tuo Corpo: corpo offerto per la vita del mondo, corpo sacrificato sull'altare della croce, corpo spezzato perché ognuno possa entrare in comunione con te. Di domenica in domenica, Gesù, tu ci fai partecipare allo stesso calice, ci fai bere il tuo Sangue, per suggellare con noi un’alleanza nuova ed eterna che nulla potrà più spezzare. È per la tua morte e risurrezione che noi siamo trasformati, trasfigurati nel corpo e nell’ anima per diventare i cittadini di un mondo nuovo.

 

 


 

 

sabato 29 maggio 2021

 30 maggio 2021: SOLENNITA' DELLA SS.TRINITA'

Prima Lettura

Il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra; non ve n'è altro.

Dal libro del Deuteronòmio - Dt 4,32-34.39-40

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Interroga pure i tempi antichi, che furono prima di te: dal giorno in cui Dio creò l'uomo sulla terra e da un'estremità all'altra dei cieli, vi fu mai cosa grande come questa e si udì mai cosa simile a questa? Che cioè un popolo abbia udito la voce di Dio parlare dal fuoco, come l'hai udita tu, e che rimanesse vivo?
O ha mai tentato un dio di andare a scegliersi una nazione in mezzo a un'altra con prove, segni, prodigi e battaglie, con mano potente e braccio teso e grandi terrori, come fece per voi il Signore, vostro Dio, in Egitto, sotto i tuoi occhi?
Sappi dunque oggi e medita bene nel tuo cuore che il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra: non ve n'è altro.
Osserva dunque le sue leggi e i suoi comandi che oggi ti do, perché sia felice tu e i tuoi figli dopo di te e perché tu resti a lungo nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà per sempre».

 

Salmo Responsoriale - Dal Sal 32 (33)

R. Beato il popolo scelto dal Signore.


Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell'amore del Signore è piena la terra. R.

Dalla parola del Signore furono fatti i cieli,
dal soffio della sua bocca ogni loro schiera.
Perché egli parlò e tutto fu creato,
comandò e tutto fu compiuto. R.

Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. R.

L'anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo. R.

 

Seconda Lettura

Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani - Rm 8,14-17

Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».
Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

Vangelo

Battezzate tutti i popoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 28,16-20

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino
alla fine del mondo».


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SS.TRINITA’ - B- omelia


E’ di grande importanza per la nostra fede cristiana, la solennità di questa domenica della SS.Trinità!

A volte si ha l'impressione che per molti cristiani questa festa sia niente più di una verità da credere, ma è più difficile farla entrare nella nostra coscienza di fede, come la verità profonda di Dio. Vogliamo accogliere sempre più la ricchezza della vita intima di Dio, comunione di Persone. “Dio abita in una luce inaccessibile” (1a Timoteo) ma questa luce si è fatta visibile e noi ne siamo stati illuminati: “Veniva nel mondo la luce vera quella che illumina ogni uomo”.(Gv.) 

La SS.Trinità, quindi, è un mistero di luce. Di fronte a questa rivelazione ci è chiesto il silenzio di chi medita e riflette con calma, ma anche lo stupore e la gioia. La nostra vita riceve luce, viene illuminata da quel Dio che ha deciso di manifestarsi, di farsi conoscere dalle sue creature….Nessun uomo l'avrebbe saputo chi è veramente Dio, se Gesù non ce ne avesse parlato. E’ Gesù che ci ha aperto la strada per diventare “familiari d Dio”, e soprattutto, per sentirci figli amati, fratelli di Gesù, dimora e tempio dello Spirito Santo. Dovremmo sentire maggiormente  la nostra relazione con Dio nella distinzione e unità delle Persone. 

Sentirci figli dello stesso Padre, amici e fratelli di Gesù, 

(Una grande scuola di approfondimento spirituale, soprattutto nella preghiera, è l’attenzione al linguaggio di fede della liturgia, in particolare nella Messa… Quante ci viene ricordata e viene invocata la SS.Trinita! Facciamo tesoro di questi inviti, e impariamo a vivere la nostra relazione con Dio nella ricchezza della sua vicinanza di Padre, Figlio e Spirito Santo! 

Nella sua natura più nascosta, quindi, Dio è una realtà di comunione. Possiamo definire Dio una famiglia, usando le nostre povere e limitate immagini, sempre incapaci di comprendere la grandezza del mistero! … È questa l'originalità della concezione cristiana di Dio. 

E noi, poiché siamo «immagine di Dio”, di questo Dio comunione di amore, siamo chiamati a rendere visibile nel nostro modo di vivere, la grandezza dell’amore del Dio-famiglia per incontrarci, per dialogare e amare, per cercare sempre la strada dell’unità …

Del resto il Vaticano secondo, parlando della chiesa, l’ha chiamata… “un popolo radunato nell’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo!”

 

S. Paolo ci mostra la grandezza della nostra esperienza cristiana, condotta e animata dallo Spirito Santo… Fratelli, non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».

Non spirito da schiavi… tipico di chi sente un Dio lontano, controllore severo delle nostre azioni, al quale conviene sempre obbedire per non trovarci nei guai, per tenercelo buono in vista del giudizio…

Spirito di figli…E’ di coloro che si sentono amati e che chiamano Dio con il nome tenerissimo di Padre. Proprio perché amati, sentono il bisogno interiore di rispondere all’amore ricevuto con la disponibilità sincera che nasce da un cuore riconoscente!

 

Il grazie della fede diventa, poi, impegno e responsabilità!

“Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono…”
 Si prostrano in un atto di adorazione e danno dei dubbi! Sembra una contraddizione! In realtà la fede è sempre faticosa, può essere messa alla prova e avere delle incertezze. Tuttavia il Signore dice: “Andate!...”, E’ una fiducia piena, nonostante tutto, fondata non tanto sulle nostre capacità ma sulla fedeltà di Dio che ci rende capaci di testimoniarlo nel mondo!

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30 maggio 2021 – SS.TRINITA’

 

 

AVVISI

 

La prossima domenica 6 giugno è la SOLENNITA del CORPO E DEL SANGUE DEL SIGNORE (Corpus Domini) 

 

In preparazione spirituale alla festa, ci sarà l’esposizione del SS. Sacramento per la preghiera personale, dalle 15.00 alle 17.45.

Al Frassino, dopo la Messa delle ore 18.00 di domenica 6 giugno, si terrà la processione con il SS. nel piazzale della chiesa. Vi iinvito a partecipare a questo momento di preghiera…

 

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Questo sabato e domenica sono presenti alcuni volontari che sostengono e aiutano i detenuti del carcere di Montorio, chiedono la nostra solidarietà in prodotti per l’igiene personale ed eventuali offerte in denaro. 

 

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Lunedì 31 maggio, Festa della Visitazione della B.V. Maria. 

Alle ore 20.30: conclusione del mese di maggio con la preghiera del rosario. MI sembra utile quest’anno unirci nella preghiera con la comunità del Frassino che propone questo momento conclusivo del mese mariano.

 

preghiera sulla SS.Trinità 

 

Sei tu, Signore Gesù,  il nostro Maestro. Ed è te che siamo invitati a seguire, mettendo i nostri passi sul cammino da te aperto. È la tua parola che ci guida 

e ci sostiene anche quando il nostro andare si fa greve e il percorso deve attraversare le tenebre e la nebbia. Sono i tuoi gesti ad indicarci quali scelte, 

quali atteggiamenti ci rendono fedeli a te, pronti anche a prendere decisioni 

difficili, ma necessarie per raggiungere la pienezza della vita.

Ed è per la tua morte e risurrezione che siamo liberati

dal peccato e dalla morte e possiamo vivere nella speranza

di cieli nuovi e di una nuova terra.

Ma proprio attraverso di te noi entriamo in una comunione

che dilata la nostra esistenza fino alle frontiere dell'eternità.

Sì, perché tu ci conduci al Padre, al suo amore smisurato

e ci doni lo Spirito, il Consolatore, perché ci lasciamo abitare

dalla sua luce e dalla sua forza.

È questa comunione che costituisce l'anima segreta, la linfa vitale di questa vita, l'oceano di pace in cui sconfineremo nei giorni del compimento.

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 DIDASCALIA DAL MONASTERO DI FINALPIA
(Liguria)

Accostiamoci all'icona e osserviamola attentamente, tenendo presente la ricchezza dei simboli usati dal pittore per sottolineare la comune natura divina dei Tre e la Loro identità. 

Essi sono raffigurati come Angeli con le ali, i Loro volti sono uguali e nessuno è più giovane o anziano dell'altro: in Dio non c'è un prima e un dopo, ma un perenne oggi. Tutti e tre tengono in mano il bastone del viandante, segno della stessa autorità; anche le aureole, di giallo luminoso, sono tutte e tre uguali senza alcun segno di distinzione e ancora l'azzurro, colore divino, è in tutte e tre le figure che sono sedute su troni uguali, segno della stessa dignità.

 

Nonostante la Loro somiglianza, gli angeli hanno però identità diverse riferite alla loro azione nel mondo. L'identificazione è suggerita dai colori degli abiti, dalle posizioni dei corpi, dai gesti delle mani, dalla testa, dalla simbologia delle forme geometriche. L'atteggiamento delle tre persone divine, disposte a cerchio aperto verso chi guarda e in conversazione tra di loro, esprime l'Amore trinitario: l'angelo al centro con la tunica rosso-porpora, il colore dell'amore che si dona sino al sacrificio, ha il mantello azzurro che lascia scoperta una spalla: è il Figlio, figura centrare delle Redenzione, è ripreso nel momento in cui ritorna all'interno della Trinità. Due dita della mano destra appoggiata alla mensa rivelano la duplice natura: umana e divina.

L'angelo di destra sembra sul punto di mettersi in cammino e raffigura lo Spirito Santo che sta per iniziare la sua missione: è rivestito di un manto verde, segno di speranza. Ha un atteggiamento di assoluta disponibilità e di consenso alle altre due figure. Entrambi hanno il viso rivolto verso il Padre, che li ha mandati.

E' Lui il punto di partenza dell'immagine. Il mantello ha i colori regali: oro e rosa con riflessi verdi, simbolo della vita. Al centro della mensa luminosa sta un calice-coppa con dentro l'agnello. 

Se si osserva attentamente l'immagine, l'angelo centrale (Figlio) è contenuto nella coppa formata dai contorni interni degli altri due angeli (Padre e Spirito).

"La coppa, punto di convergenza dei tre - spiegò Filarete, metropolita di Mosca, in un'omelia del 1816 - contiene il mistero dell'amore del Padre che crocifigge, l'amore del Figlio crocifisso, l'amore dello Spirito che trionfa con la forza della croce".


sabato 22 maggio 2021

 23 maggio : PENTECOSTE



Prima Lettura

Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.

Dagli Atti degli Apostoli - At 2,1-11

 

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e proséliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Parola di Dio

 

Salmo Responsoriale - Dal Sal 103 (104)

R. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra. 

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature. R.

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra. R.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore. R.

 

Seconda Lettura

Il frutto dello Spirito. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati - Gal 5,16-25

Fratelli, camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c'è Legge.
Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.


SEQUENZA


Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto.
O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza, nulla è nell'uomo, nulla senza colpa.
Lava ciò che è sórdido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sánguina.
Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano, i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.

Vangelo

Lo Spirito di verità vi guiderà a tutta la verità.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 15,26-27; 16,12-15


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

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Pentecoste - omelia anno B

 

La solennità della Pentecoste ci consegna un dono grande, anzi il primo per importanza, il dono più grande del Signore Risorto per la nostra vita di credenti: lo Spirito Santo! 

La Pentecoste, dagli ebrei era celebrata cinquanta giorni dopo la Pasqua. 

All'epoca di Gesù era solo la festa di ringraziamento per agricola per mietitura e la vendemmia. Poi era diventata, soprattutto, il vivo ricordo della rivelazione dei dieci comandamenti al Sinai. Ora, con Gesù, lo Spirito Santo ci consegna la nuova legge scritta nel cuore, quella che si riassume nel comandamento nuovo dell’amore. E’ possibile, ora, che questo comandamento diventi la nostra regola di vita, accolta con profonda convinzione, fatta propria con un nuovo modo di vivere e di aderire alla volontà di Dio… 

 

“Al compiersi della Pentecoste tutti riuniti nello stesso luogo”.  La Pasqua di Gesù e la sua resurrezione consegnano lo Spirito Santo alla chiesa. Per questo Gesù è morto e risorto: per donarci lo Spirito santo. Per cui si compie ora la promessa, fatta molte volte  da Gesù. E’ il suo regalo più grande!

La discesa dello Spirito è descritta attraverso alcune immagini- simbolo:  

le lingue di fuoco in cui si divide l’ unico Spirito, sono il segno che questo dono è destinato a tutti. E il fuoco riscalda e dà vigore ad una persona tiepida e stanca e nello stesso tempo purifica dalle impurità e dalle scorie che inquinano.

Lo Spirito ricostruisce quell’unità che l’umanità aveva perduto. E’ il contrario della torre di Babele. Questa torre (nel libro della Genesi) era simbolo del potere perverso di regni umani fondati sulla forza e sulla violenza… Quella torre doveva arrivare fino al cielo, nel tentativo di estromettere Dio dalla vita, costruendo una città umana senza Dio. La conseguenza, nel libro della Genesi, è la confusione delle lingue, la rivalità e la discordia. Volendo estromettere Dio, gli uomini non si capiscono più, parlano linguaggi diversi, diventano nemici tra loro, condannati alla dispersione. 

 

Lo Spirito è poi il coraggio della testimonianza infuso negli apostoli fa nascere la missione della Chiesa. Lo Spirito Santo, donato nel Battesimo ad ogni cristiano, è il vero motore della comunità che non è più chiusa in se stessa, ma capace di annunciare la parola senza paura o incertezza.

 

Nella lettera ai Galati Paolo tira le conseguenze, per la vita del cristiano, del messaggio cristiano… La conseguenza principale è il dono della libertà che non vuol dire (come molti intendono in modo banale…) fare quello che si vuole, in cui ciascuno si fa legge a se stesso… Nel linguaggio cristiano, invece, io sono libero solo se mi libero da tutte le tendenze negative che vogliono impossessarsi di me e rendermi schiavo delle azioni che mi degradano. Paolo ne fa un elenco preciso: sono i mali di quel tempo e di ogni tempo, anche oggi… Paolo si riferisce ai diversi settori della vita umana: la vita sessuale disordinata e solo istintiva senza amore, la falsa religione come la magia e pratiche simili,(quella di santoni e di presunti carismatici  che plagiano e rovinano persone deboli e indifese per denaro e istinti brutali)…), la vita comunitaria rovinata da inimicizie, discordie, gelosie, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, la vita personale: ubriachezze, orge. Da queste miserie morali l’uomo può essere liberato solo affidandosi al dono e alla forza dello Spirito Santo.

Sequenza: “Lava ciò che è sordido, cioè sporco e malvagio, piega ciò che è rigido!

(quante rigidità e cattiverie… pregiudizi e incapacità compatire e essere solidali!) 

… come il sentirsi offesi e irritati per l’ abbraccio della ragazza spagnola a Ceuta che ha assistito con tenerezza un migrante marocchino … e che è sta coperta di insulti!

Ed ecco, invece, i frutti dello Spirito Santo, il contrario delle  opere malvagie. Sono gli atteggiamenti vissuti da Gesù stesso:

l’amore unito a gioia e la pace; la pazienza, un cuore grande capace di aprirsi agli altri con benevolenza e bontà. Poi gli aspetti della vita personale: la fedeltà e la fiducia, la mitezza e il dominio di sé, cioè la capacità di autocontrollo. L’uomo animato dallo Spirito è in una corretta relazione con Dio,  con gli altri, con se stesso. 

Nel Vangelo lo Spirito Santo è Spirito di verità e la verità è Gesù. Dunque Lo Spirito santo ci conduce verso Gesù, ce lo fa capire, accogliere  e amare perché sia  al centro della nostra vita.

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^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^23 maggio 2021 – PENTECOSTE 

AVVISI

 

Oggi, Solennità della Pentecoste. A Viila  Buri 30a edizione FESTA DEI POPOLI 

 

Domenica prossima: Solennità della SS.Trinità

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Sabato e domenica prossimi alcuni volontari che sostengono e aiutano i detenuti del carcere di Montorio, chiedono la nostra solidarietà in prodotti per l’igiene personale ed eventuali offerte in denaro. In particolare:

 

biancheria intima (non usata)  bagno schiuma 

shampoo - saponette  - rasoi da barba monouso 

sapone da barba (non bombolette!) 

spazzolini da denti - 
dentrificio - carta igienica -  assorbenti igienici 

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preghiera sulla Pentecoste


Spirito Santo, soffio di Dio tu puoi trasformare le nostre lande solitarie, i nostri deserti devastati dall’egoismo, le nostre regioni lacerate dal sopruso, dall’odio, dalla vendetta, dalla brutalità cieca del terrorismo, in una terra di giustizia e di pace, rigenerata dall’amore e dalla solidarietà.

Spirito Santo, soffio di Dio, tu ci aiuti ad abbattere i muri

costruiti per separare i popoli nel nome del sospetto, dell’ostilità e del privilegio e ci dai la forza di lanciare ponti per ridurre le distanze che impediscono la comprensione, la stima,

il dialogo, la collaborazione. Spirito Santo, 

soffio di Dio,  tu dai inizio ad  un’ epoca nuova, abitata dal vangelo di Gesù, guarita dall’individualismo, risanata da ogni sentimento cattivo, ravvivata dalla tua fantasia, che ispira iniziative nuove di riconciliazione e di misericordia. Spirito Santo, soffio di Dio, tu sciogli la durezza dei nostri cuori e ci fai ritrovare la strada

della mitezza e della semplicità, tu rendi limpido il nostro sguardo e ci permetti di trattare ogni uomo non da estraneo, ma da fratello, non da concorrente, ma da collaboratore.

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lunedì 17 maggio 2021

 16 maggio: Celebrazione della Prima Confessione

Domenica pomeriggio 16 maggio, 27 tra bambini e bambine ci sono accostati per la prima volta al sacramento della riconciliazione

All’inizio un po’ di timore e qualche volto un po’ tirato, come quello di Zaccheo sull’albero, mentre aspettava l’arrivo di Gesù. 

Ma la gioia e i sorrisi dei bambini sono riapparsi dopo aver incontrato Gesù, che è il volto e Il segno visibile di Dio, Padre misericordioso. 

Il perdono è tra i doni più grandi. Se lo accogliamo come cuore pronto, siamo disposti a donare anche gli altri il perdono che riceviamo da Gesù. Allora l’amicizia buona con gli altri diventa possibile.

 

Chiedendo e accogliendo il perdono di Dio attraverso il sacramento della riconciliazione, proviamo quella gioia che ci aiuta a sentire Dio presente in noi. Carissime bambine e bambini il nostro augurio come catechisti, insieme a quello di don Attilio, è cercare e richiedere sempre l’incontro con Gesù e con il suo amore generoso: Lui ce lo dona sempre e volentieri !

Tenetevi pronti perché, con i prossimi appuntamenti, ci prepareremo ad un altro grande incontro  Avete indovinato? È quello con Gesù nell’Eucaristia.


Lucia Bazzoli con i catechisti e don Attilio


Ho aggiunto l' immagine, con il commento, della parabola del Padre misericordioso... di REMBRANDT


(il piccolo segno/regalo che i ragazzi(e) hanno ricevuto dopo la Confessione, 

si riferisce proprio a questo dipinto)

Il Padre rappresenta Dio stesso che accoglie il figlio che si é allontanato da casa... In quel figlio siamo rappresentati anche noi...
Questo figlio ha pensato che la casa paterna fosse una specie di prigione e ha creduto che, andandosene da essa, avrebbe trovato la libertà e la felicità...
Il Padre non lo costringe: non vuole che il figlio resti in casa, accanto a lui, per forza e gli dà la parte del patrimonio che gli spettava. DIO, Padre buono, rispetta le nostre decisioni, anche se non é indifferente alle scelte sbagliate che ci allontanano da lui. 

Il figlio spendaccione finisce male la sua avventura... e rimane senza niente! 
A questo punto l'unica possibilità per cavarsela, (dopo essersi ridotto  a pascolare i porci), é quella di ritornare alla casa paterna: "Mi alzerò e andrò da mio Padre". E' stato un vero pentimento? Solo in parte!
La profonda nostalgia della casa paterna é accompagnata anche dal bisogno di nutrirsi per vivere! E quindi é anche un ritorno "interessato": ("Io qui muoio di fame!"). 
Il Padre, però, non ha mai smesso di sperare nel ritorno di questo figlio e non ha mai ritirato da lui il suo amore! Non lo sgrida, non minaccia punizioni o castighi!
"Lo vide quando era ancora lontano, gli corse incontro gli si gettò al collo e lo  baciò...". 

E così Dio Padre si comporta verso ciascuno di noi! 
E' lui che per primo prende l'iniziativa per venirci incontro e non guarda al nostro passato, quando abbiamo detto di no al suo amore sempre fedele! Addirittura organizza una festa con un ricco banchetto e riammette il figlio nella sua dignità! Gli mette l'anello al dito e i calzari ai piedi: "Tu sei ancora il mio figlio amato"!  

Che cosa farà ora il figlio che se n'era andato da casa? Come si comporterà verso suo Padre?  La parabola non ci dice nulla di questo... il risultato rimane come sospeso... Perché? Perché quel figlio gli darà una risposta generosa, solo se avrà capito veramente l'amore del Padre, se si renderà conto che all'amore si risponde con la riconoscenza fedele, libera e gioiosa! 
Così é per noi... Una volta ricevuto e compreso il perdono, siamo chiamati ad esservi fedeli. Ne va della nostra felicità!
(don Attilio)