sabato 12 dicembre 2020

 13 dicembre- 3a domenica di Avvento

Prima lettura (Is 61,1-2.10-11)

Dal libro del profeta Isaia

Lo spirito del Signore Dio è su di me,

perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione;

mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri,

a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,

a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione 

dei prigionieri, a promulgare l’anno di grazia del Signore.

Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima 

esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito 

delle vesti della salvezza,

mi ha avvolto con il mantello della giustizia,

come uno sposo si mette il diadema 

e come una sposa si adorna di gioielli.

Poiché, come la terra produce i suoi germogli

e come un giardino fa germogliare i suoi semi,

così il Signore Dio farà germogliare la giustizia

e la lode davanti a tutte le genti.

 

Salmo responsoriale (Lc 1)

La mia anima esulta nel mio Dio.

 

L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.  

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome; di generazione in generazione 

la sua misericordia per quelli che lo temono.  

Ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia.

 

 

Seconda lettura (1Ts 5,16-24)

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi

 

Fratelli,  siate sempre lieti,  pregate ininterrottamente,  in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. Non spegnete lo Spirito,  non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete 

ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male.

Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. 

Degno di fede è colui che vi chiama: egli farà tutto questo!

 

Vangelo (Gv 1,6-8.19-28)

Dal Vangelo secondo Giovanni

Venne un uomo mandato da Dio:

il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone

per dare testimonianza alla luce,

perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, 

ma doveva dare testimonianza alla luce.

Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose.  Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?».  Rispose:

«Io sono voce di uno che grida nel deserto:

Rendete diritta la via del Signore,

come disse il profeta Isaia».

Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei.  Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete,  colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

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3a Avvento B – omelia

 

 

Ritorna la figura di Giovanni il Battista: un testimone forte e autentico. La prima cosa che si esige da un testimone è la sincerità, e Giovanni è sincero, fino in fondo. Fino al punto da accettare, disarmato, mite e forte, le domande più impertinenti: «Chi sei? Cosa dici di te stesso? Perché dunque battezzi se tu non sei né il Cristo, né Elia, né il profeta?».  Davanti a questa specie di ingerenza aggressiva che voleva anche squalificare la sua missione, Giovanni risponde con grande sincerità e presenta se stesso con dei no: non sono il Cristo, il Messia. Non sono quel grande profeta Elia che, si diceva, sarebbe tornato sulla terra. Giovanni non ha alcuna intenzione di riempire la scena, di fare da protagonista.
S. Agostino commenta: “Sono voce di uno che grida nel deserto": voce di uno che rompe il silenzio. Preparate la via del Signore: come se volesse dire: io vado gridando per introdurre il Signore nei cuori, ma non troverò un cuore nel quale egli si degni di entrare, se non preparate la via.   

Si ridimensionò, si distinse, si umiliò. Capí  che Cristo era la sua salvezza: capí che lui, Giovanni, era solo una piccola  lucerna ed ebbe paura di essere spento dal vento della superbia...”

Giovanni, insomma, ha paura di rubare spazio al Signore…

Dunque, è solo una sentinella che lancia l’avvertimento: volete forse correre il rischio di perdere l’ appuntamento con Dio che passa? E’ un invito anche per noi…

 

Il Battista ci insegna a vivere con sincerità il nostro compito, a non crearci dei rivali o dei concorrenti per primeggiare, a stare al nostro posto e, nella nostra esperienza cristiana, a non vergognarci della nostra fede, a non essere canne sbattute dal vento… Soprattutto ci chiede di essere ponte che possa condure gli altri al Signore… 

Questo sarà possibile solo ognuno di noi accetta di attingere dalla “luce vera che illumina ogni uomo” (prologo di Giovanni). Da quella luce, ogni giorno, teniamo viva la fiamma. Non possiamo illuminare, se non ci facciamo illuminare dalla sua luce… (rito del Battesimo). La cerchiamo, la desideriamo, la invochiamo e, per grazia, la possiamo incontrare anche in questo Natale. 

 

Altro aspetto di questa domenica è l’invito alla gioia. Lo ricaviamo nelle prime due letture, soprattutto in S.Paolo. L’apostolo passa a descrivere le doti interiori che possono sostenere un comportamento fiducioso, mite, sereno, ma fermo. Lo sfondo è la gioia. «Siate sempre lieti» (1Ts 5,16).

Ma la gioia di Paolo non è un’emozione, non dipende da situazioni esteriori, dall’euforia del momento, dall’accoglienza e dal successo della sua predicazione. È manifestazione della presenza del Regno (Rm 14,17) e dono del Dio della speranza (Rm.15,13). 

È uno dei  frutti suscitato dalla dimora dello Spirito presente nei credenti (Gal 5,22), che si diffonde nella comunione vissuta con i fratelli nella fede. Paolo «prega con gioia» per la comunità, mentre supplica i fratelli di accrescere la sua gioia vivendo nell’amore reciproco. Definisce i Tessalonicesi «nostra gloria e gioia» perché «imitatori nostri e del Signore» (1Ts 1,6).

La gioia di Paolo non è effimera, sentimentale: resiste anche nella fatica e nell’aridità dell’apostolato, nella persecuzione e nella prigionia: «sovrabbondo di gioia in ogni nostra tribolazione» (2 Cor 7,4). Il testimone della gioia è colui

che si rallegra nella soddisfazione di aver reso gioioso qualcun altro. 

 

«La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. 

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 13 dicembre 2020 – 3a domenica di Avvento- anno B

 

Avvisi 

In questa domenica 13/12 si conclude la raccolta di coperte e vestiario pesante a favore dei senza tetto a Verona.  L’iniziativa è della……  

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Domenica 20 - dalle ore 16.00 alla 18.00 viene ancora offerta l’iniziativa di Avvento (come a Lazise) che riguarda la nostra 

UNITA’ PASTORALE del Basso lago.

Dalle 16.00 alle 18.00, nella chiesa di S.Benedetto,  c’è la possibilità di  partecipare alla preghiera, anche accostandosi al sacramento della Confessione, in preparazione al Natale. Ognuno  può decidere di utilizzare, come crede, il tempo proposto.

 

Preghiera sul Vangelo

ll Battista ci insegna, Gesù, a prendere coscienza delle nostre possibilità e dei nostri limiti, a riconoscere senza mezzi termini che solo tu sei la luce,

la luce vera che illumina tutti coloro che la cercano.

Sì, questa verità ci aiuta a partire col piede giusto,

a non prendere clamorosi abbagli, a dare alla nostra esistenza,

alla nostra missione, al nostro ruolo, le giuste proporzioni.

Abbandonata ogni pretesa e ogni arroganza

di sostituirci a te, di prendere il tuo posto, ci è possibile 

sperimentare una leggerezza impensata.

Sbarazzati di inutili fardelli, possiamo aprirci all'azione dello Spirito

e diventare anche noi, come Giovanni il Battista,

testimoni autentici della luce,

non preoccupàti di apparire, di essere sul palco, 

sotto la luce dei riflettori, ma paghi di costituire un riverbero

della tua luce, della tua bontà.

È questa, in fondo, la sorgente di quella gioia a cui oggi

tutti veniamo invitati, una gioia che non coincide

con l’assenza di problemi, ma con la certezza 

di essere da te rischiarati.


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3 DOMENICA DI AVVENTO “Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce” (Gv 1, 7) 


CATECHISMO IN CASA PER FAMIGLIE: GENITORI E RAGAZZI

 

PER I GENITORI 

 

Giovanni è indicato come colui che è chiamato a dare testimonianza alla luce, ossia alla venuta di Gesù. Ma cosa vuol dire? Significa che addirittura in mezzo alle tenebre e al buio delle partite più difficili sarà possibile intravedere una luce capace di rischiarare ed indicare la mossa giusta; certo, Giovanni non è “degno di slegare il laccio del sandalo” di Gesù ma tutti siamo chiamati, con le scarpe che abbiamo ai piedi, a seguire i suoi passi e a fare in modo che le stringhe non si slaccino. 

 

Video Vangelo in cartoni animati 


https://www.youtube.com/watch?v=7Lsr_UsGQ-g

 

TERZA PAROLA DELL’AVVENTO è INCORAGGIARE E SOSTENERE. 

 

Tutti hanno un ruolo importante per la buona riuscita di un incontro, è la strada corretta per raggiungere grandi risultati, ma anche per trasmettere piccole grandi testimonianze di cura e amore per gli altri. 

 

VISIONE DEL CORTOMETRAGGIO E RIFLETTERE INSIEME

 

SULLE AZIONI CHE POSSIAMO COMPIERE PER FAR INTRAVEDERE UNA LUCE E MUOVERSI CON LE SCARPE CHE ABBIAMO PER SEGUIRE I PASSI DI GESU’ 

 

https://www.youtube.com/watch?v=7MmurwTQhos

( questo corto è una pubblicità canadese, ma racconta come un piccolo gesto può cambiare la vita) 

 

PER PREGARE INSIEME 

 

Signore Gesù, aiutaci a essere per tutti un buon compagno di squadra, capace di infondere passione ed entusiasmo, gioia e serenità.
Grazie, Gesù, perché nella gioia e nella fatica, nella vittoria e nella sconfitta Tu mi sostieni e fai il tifo per me. AMEN 


 

4 DOMENICA DI AVVENTO:

 “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1, 38) 

 

PER I GENITORI 

 

 

 Maria, donna di fede semplice e concreta, con il suo “SÌ” entra a far parte del grande piano di Dio. La sua adesione e partecipazione sono fondamentali per consentire a Dio di realizzare il suo progetto d’amore per gli uomini. Maria è molto giovane e questo la aiuta ad avere maggiore fiducia nel futuro; questa ragazza ci dice: “La vita è sempre una scommessa da giocarsi! Se sei giovane, prendi esempio da me e vai tranquillo! E se sei adulto non dimenticartelo!”. Maria è garanzia di sicuro successo per creare la giusta armonia e per poter assaporare, nella vita la gioia di entrare in relazione con il prossimo. Maria si è affidata a Dio ed è diventata la Madre di Gesù e non si è messa in mostra, ma rimane modesta ed esprime la propria adesione al progetto del Signore. 

 

QUARTA PAROLA DELL’AVVENTO è FIDUCIA E UMILTA’


Il Natale si avvicina, Maria che ha detto il suo “Sì”, ha seguito ciò che le è stato detto dall’angelo, sapendosi fidare pur essendo all’oscuro di dove l’avrebbe condotta. Il Natale inizia con l’annunciazione a Maria.


• LEGGIAMO INSIEME Vangelo di Lc 1,26-38


In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». 

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. 

 

• PREPARIAMO INSIEME una o più lanterne per il Natale 

 




link o foto utili:
https://maestramary.altervista.org/lanterne-di-natale.htm https://lusaorganics.typepad.com/clean/2011/10/how-to-make-paper-lanterns.html https://blog.pianetamamma.it/mammahopersolapazienza/lanterna-di-natale/ 


• OPPURE 

Visione del cortometraggio con riflessione sul messaggio . Questo simpatico video pone l’accento su quanto sia importante saper mettere in campo le virtù dell’umiltà e dell'arrendevolezza quando ci si trova in disaccordo con qualcuno, evitando orgoglio e ostinazione. 

 

https://www.youtube.com/watch?v=GCbPcvgXSlM

 

PER PREGARE INSIEME 


 

Dolce Maria, con il tuo “Sì” hai donato tutta te stessa e hai messo in campo l'umiltà e la pazienza, tanto difficili da trovare nella vita di ogni giorno.
Aiutaci a coltivare relazioni sincere e autentiche e a preparare il nostro cuore perché possa accogliere con tenerezza il tuo Figlio, Gesù. AMEN 

Per il materiale che è stato usato ringraziamo Uff.Catechistico diVerona e Fossano




lunedì 7 dicembre 2020

 8 DICEMBRE: SOLENNITA' DELL'IMACOLATA

Vangelo (Lc 1,26-38)

Dal Vangelo secondo Luca

 

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
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omelia dell’ Immacolata

 

Questa solennità rivela la vera grandezza di Maria… la verità proclamata solennemente dalla chiesa, (già nel 1854) che Maria è stata preservata, per un dono singolare e unico, dal peccato di origine…. Ma questo privilegio non significa per Maria l’esenzione dalle difficoltà della vita, come se avesse avuto la strada spianata su tutto e senza dovere fare delle scelte consapevoli e difficili, vere prove per la sua fede…

Il Vaticano II nel documento sulla chiesa, dice:  “Maria camminò nella peregrinazione della fede… cioè divenne pellegrina per rispondere a Dio nella  fatica di una fede che le chiedeva una continua adesione alla volontà di Dio… fino al Calvario.

Le prime due letture presentano il progetto di Dio. Il Vangelo valorizza la chiamata di Maria nell’Annunciazione.  

«Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». Non è un saluto banale o scontato, come possono essere tanti nostri saluti, fatti in fretta o per abitudine…  

Si potrebbe dire: “Gioisci, Maria, tu che sei stata riempita dell’amore di Dio, perché davvero il Signore è con te». Saluto inatteso  che è benedizione per Maria. 

«Rallègrati» è la parola che attraversa tutta la Rivelazione: Dio offre all’uomo la sua gioia e Dio dice anche chi è per noi: “Il Signore è con te.” È con te dalla nascita, anzi da quando sei stato concepito. E’ con te sempre, anche quando non ci pensi o non te ne accorgi… o fai finta che non ci sia… “Signore, tu mi scruti e mi conosci”, dice un salmo…

Maria rimase turbata…non tanto per la presenza dell’angelo, ma per le parole insolite e nuove… La fiducia nel Signore non toglie la fatica del credere ma le dà un senso e indica una via di uscita…  

C’è anche la paura di credere, cioè il timore che il Signore chieda troppo o non sia fedele alle promesse. Ma, al turbamento, Dio risponde con: «Non avere paura... Non temere... coraggio» 

A Maria viene detto: “Non temere le nuove vie di Dio, così lontane dalla scena, dalle luci, dai palazzi della città, dalle emozioni solenni del tempio (a Nazaret!..); non temere questo Dio bambino, che vivrà in te, tu che sei il nuovo tabernacolo e la nuova dimora di Dio!”

Maria ha avuto il coraggio di fidarsi più della promessa di Dio che delle proprie buone intenzioni: è il dono da chiedere in questa ‘sosta’ nel cammino d’Avvento, con lo sguardo a Maria.

LA STATUA DELLA MADONNA NELLA NOSTRA CHIESA 

«Come avverrà questo?». La Vergine domanda: «Che cosa concretamente dovrei fare per divenire madre?». La risposta di Gabriele è, però, sorprendente: «Niente! Sarà lo Spirito di Dio ad agire. Poiché questa maternità sarà non soltanto miracolosa, ma unica, e chi nascerà sarà non solo un santo, ma il Figlio di Dio» 

La fede non è rinuncia a pensare e a interrogarsi…Maria è turbata ma, anziché chiudersi in se stessa, si rivolge a Dio con l’atteggiamento fiducioso di una figlia e non di una schiava.  Anche il cristiano si pone delle domande, ma nel cercare la risposta si rivolge anzitutto al Signore…

Si è  portati sempre a dare importanza a quanto noi facciamo per Dio, mentre è ben più importante riconoscere quello che Dio fa per noi. Lo esprime bene il Magnificat, nel quale la Vergine volge tutta la sua attenzione non su se stessa, ma su Dio e su quanto ha operato e opera. «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». Maria è la “più alta” tra le creature perché si è abbassata davanti al Signore. 

Maria insegna che la volontà di Dio va accolta con fede ed eseguita con gioia. 

La prima azione di Maria è ascoltare questo angelo inatteso. L’arte dell’ascolto è il primo passo per entrare in un rapporto vero con Dio e con le creature. Tre volte parla l’angelo, tre volte risponde Maria, prima con il silenzio e il turbamento, poi con il desiderio di capire, infine con il servizio. Maria è serva, ma nel senso di obbediente nel proprio profondo, a Dio. Ascolta non tanto quello che dicono gli altri, ma rimane fedele a quello che sente dentro. Quando anche noi riusciamo a dire “Eccomi”, come Maria,  Dio viene certamente verso di noi e rimane in noi. 

 

S. Paolo VI (Marialis cultus “il culto a Maria”) Maria è… maestra di vita spirituale per i singoli cristiani. Ben presto i fedeli cominciarono a guardare a Maria per fare, come lei, della propria vita un culto a Dio e del loro culto un impegno di vita. Già nel IV secolo, sant'Ambrogio, parlando ai fedeli, auspicava che in ognuno di essi fosse l'anima di Maria per glorificare Dio: Dev'essere in ciascuno l'anima di Maria per magnificare il Signore, dev'essere in ciascuno il suo spirito per esultare in Dio.Maria, però, è soprattutto modello di quel culto che consiste nel fare della propria vita un'offerta a Dio: E il «sì» di Maria è per tutti i cristiani lezione ed esempio

per fare dell'obbedienza alla volontà del Padre la via e il mezzo della propria santificazione

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Vangeli feriali di Avvento (2a settimana) don Attilio

Dal Vangelo secondo Matteo: Mt 11,28-30-  9 dicembre

In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

 

I poveri, gli sfiduciati, emarginati, i sofferenti sono oggetto dell’ attenzione particolare di Gesù… Non significa che il Signore benedice e consacra la loro situazione di pena, come se fosse loro indifferente. Il Signore, piuttosto, li invita ad andare da lui, perché possono trovare in lui motivi di conforto. Il Vangelo testimonia continuamente l’attenzione di Gesù verso di loro. “Prendete il mio giogo sopra di voi”. Il giogo del Signore non è come la legge pesante della tradizione ebraica, che imponeva nome rigorose e pedanti. Chi segue Gesù avverte che la sua proposta di vita è bella e leggera. Chi la segue, si sente veramente libero.

 

Dal Vangelo secondo Matteo: Mt 11,11-15-  10 dicembre

In quel tempo, Gesù disse alle folle:
«In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono.
Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell'Elìa che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!».

 

Missione di Giovanni è proclamare finito il tempo dell’attesa e iniziato il tempo di una storia nuova, fatta da uomini nuovi, rinnovati nello Spirito di Cristo. Questa storia nuova deriva da quella antica e ne è la continuazione, ma con un salto di qualità, rappresentato dalla Pasqua del Signore. In essa ogni credente è inserito in maniera vitale. Gesù non diminuisce la statura morale del Battista. Vuol dire che i nuovi chiamati al regno di Gesù sono coloro che “fanno violenza”, cioè si impegnano con la loro forza spirituale per entrare nel regno che il Signore mette a loro disposizione

 

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 11,16-19 -11 dicembre

In quel tempo, Gesù disse alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!. È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: È indemoniato. È venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».

 

Gente difficile quella a cui era stato mandato Gesù: aveva rifiutato la sapienza di Dio. Questa si era presentata nelle forti esigenze morali di Giovanni Battista, ma gli avevano dato dell’indemoniato. E Gesù, amico dei pubblicani peccatori, invitato molto spesso a mensa da loro, era stato qualificato come un mangione e un beone.

Non c’è veramente alcun limite al pregiudizio colpevole! 

Gesù è veramente segno di contraddizione. Di fronte a lui bisogna prendere posizione con chiarezza e decisione. Accoglierlo con fiducia è impegno serio per ogni credente!

 

 

Dal Vangelo secondo Matteo: Mt 17,10-13-  12 dicembre


Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro».
Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

 

Nel preparare i suoi discepoli alla missione che li attende, Gesù li vuole convinti che egli è veramente il messia che aspettavano: I profeti hanno parlato di lui e le sue opere lo attestano con grande chiarezza. Proprio per questo egli sarà perseguitato dai capi del popolo, come furono perseguitati i suoi profeti: in particolare Elia e Giovanni battista.

Se il figlio dell’uomo si inserisce nella schiera dei profeti sofferenti, il discepolo a sua volta si mette al seguito di Gesù: non è più grande del suo maestro. Deve dunque essere il testimone di una gloria che passa attraverso la sofferenza, segno di una vita donata  e varca la soglia della morte. Solo così si può ricevere vita nella risurrezione: quella di Gesù e quella nostra.




sabato 5 dicembre 2020

 6 dicembre - 2a Avvento B 

Prima lettura (Is 40,1-5.9-11)

Dal libro del profeta Isaia

 


«Consolate, consolate il mio popolo

– dice il vostro Dio.

Parlate al cuore di Gerusalemme

e gridatele che la sua tribolazione è compiuta,

la sua colpa è scontata,

perché ha ricevuto dalla mano del Signore

il doppio per tutti i suoi peccati».

Una voce grida:

«Nel deserto preparate la via al Signore,

spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.

Ogni valle sia innalzata,

ogni monte e ogni colle siano abbassati;

il terreno accidentato si trasformi in piano

e quello scosceso in vallata.

Allora si rivelerà la gloria del Signore

e tutti gli uomini insieme la vedranno,

perché la bocca del Signore ha parlato».

Sali su un alto monte,

tu che annunci liete notizie a Sion!

Alza la tua voce con forza,

tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.

Alza la voce, non temere;

annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!

Ecco, il Signore Dio viene con potenza,

il suo braccio esercita il dominio.

Ecco, egli ha con sé il premio

e la sua ricompensa lo precede.

Come un pastore egli fa pascolare il gregge

e con il suo braccio lo raduna;

porta gli agnellini sul petto

e conduce dolcemente le pecore madri».

 

Salmo responsoriale (Sal 84)

Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza.

 

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra. 

Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.  

Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.

 

Seconda lettura (2Pt 3,8-14) - Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo

 

Una cosa non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno.  Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza. Egli invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi. Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli spariranno in un grande boato, gli elementi, consumati dal calore, si dissolveranno e la terra, con tutte le sue opere, sarà distrutta.

Dato che tutte queste cose dovranno finire in questo modo, quale deve essere la vostra vita nella santità della condotta e nelle preghiere, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli in fiamme si dissolveranno e gli elementi incendiati fonderanno! Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia.

Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia.

 

Vangelo (Mc 1,1-8)

Dal Vangelo secondo Marco



Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.

Come sta scritto nel profeta Isaia:

Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:

egli preparerà la tua via.

Voce di uno che grida nel deserto:

Preparate la via del Signore,

raddrizzate i suoi sentieri,

vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».


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 Omelia - 2a Avvento B 

 

Consolate, consolate il mio popolo! E’ la prima lettura di Isaia. Il profeta intravvede la fine dell’esilio a Babilonia: c’è ben motivo per sperare! “Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta,

la sua colpa è scontata… Una voce grida: “Nel deserto preparate la via al Signore,

spianate nella steppa la strada per il nostro Dio”.

Il Signore è il consolatore… anche oggi, in questo tempo di pandemia, abbiamo bisogno di sentire la presenza consolante del Signore! Tanta gente ha paura, si sente in forte difficoltà, si ricorre a psicologi che possano aiutare. Tutto é utile per ricevere un po’ di conforto e un po’ di luce! Ma, in questi tempi difficili, il cristiano avverte la presenza del Signore che dona conforto e speranza. E lui che dobbiamo invocare!

 

Il Vangelo di Marco: abbiamo sentito i primi versetti.  “inizio del Vangelo…”. Non vuol dire: “Queste sono le prime parole del libro del Vangelo!” Ma  questo è

«l’ inizio della lieta notizia che consiste nel fatto che Gesù è il Messia, il Figlio di Dio». 


L'evangelista Marco ci porta una lieta notizia: non è soltanto l'annuncio del Regno fatto da Gesù (cf. 1,14.15), ma è la Persona e l'evento di Gesù, che ora continua a essere predicato dalla comunità anche oggi. Per il profeta Isaia (prima lettura) la lieta notizia è il ritorno dall'esilio babilonese, per Marco è la venuta di Gesù. Più profondamente, per Isaia il lieto annuncio è la certezza che Dio si china sul suo popolo e lo libera: «Ecco il vostro Dio». Per Marco si tratta di una presenza immensamente più significativa: il Figlio di Dio si è fatto uomo ed è divenuto nostro fratello. A questo evento ci stiamo preparando nel Natale! Gesù è il segno che Dio ha accettato il mondo definitivamente: la sua solidarietà nei nostri confronti è senza rimpianti. 

 

 

«Come sta scritto»: quindi la storia di Gesù é prevista nel disegno antico di Dio ed È preparata dalla missione del Precursore. Ma nello stesso tempo la storia di Gesùé 

Ci viene messa davanti la figura austera del Battista. E’ forte e incisiva la sua testimonianza.

Due inviti: «Preparate la strada del Signore, appianate i suoi sentieri». Sono due parole che invitano alla conversione: che è un capovolgimento radicale del modo di pensare l'esistenza: non soltanto la rinuncia agli atti peccaminosi, ma ancor prima una liberazione da ciò che li provoca, cioè dalla radice stessa dei peccati che è la pretesa di vivere senza fare riferimento a Dio ma solo a se stessi, di regolarci da soli nelle nostre scelte

«Si facevano battezzare da lui»: il rito si svolgeva, probabilmente, in questo modo: la folla ascolta la parola del Battista che invita alla conversione e annuncia l'imminenza del tempo messianico, riconosce e confessa i propri peccati, si immerge nell'acqua del Giordano. Per l'evangelista tutto questo è l'inizio del grande raduno che farà il Signore Gesù. Marco si concentra sul fatto che Giovanni Battista ha annunciato la venuta del Messia e ha indicato la superiorità di Gesù. Giovanni Battista è tutto racchiuso in questo compito: attirare l'attenzione su Gesù. È il compito essenziale di ogni discepolo. C'è anche però una seconda insistenza: l'evangelista si dilunga nel descrivere il modo con cui Giovanni viveva: nel deserto, in austerità, come il profeta Elia. Giovanni non è soltanto il predicatore della conversione, è la «figura» del convertito. Non si limita a medicare, ma vive ciò che predica. Si accontenta di quello che è essenziale… Non bisogno di apparati di mezzi grandiosi per essere incisivo.  È un insegnamento anche per noi. Il Battista si nutre di miele selvatico. Il miele in tutta la Bibbia è simbolo della Parola di Dio. Possiamo farlo anche noi in questo tempo di Avvento.

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Avvisi

Come vivere il tempo di Avvento?

 

Impegno nella preghiera

 

Impegno nella carità

 

In Avvento, a nome del gruppo della carità,  viene proposta ancora

l’iniziativa “LA CESTA DELLA CARITA”. (fino al 13 dicembre).

La domenica, chi lo desidera, può mettervi gli alimenti non deperibili che verranno dati alle persone bisognose.  Graditi anche i medicinali non scaduti 

 

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L’Associazione “Ronda della carità”

ci fa la richiesta di raccogliere coperte e vestiario pesante a favore dei tanti bisognosi senza fissa dimora, che sono in aumento. Potete portare il tutto dalla Solennità dell’Immacolata fino alla domenica 13 dicembre compresa. 

 

Martedì 8 dicembre: Solennità dell’IMMACOLATA

La Messa d lunedì  7 delle ore 18.00 è prefestiva. 

(Lunedì non c’è la Messa delle ore 8.00 ).

Le altre Messe del giorno 8 hanno il solito orario festivo.

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preghiera (sul Vangelo…)

 

È un vero profeta, Giovanni il Battista, e dunque sa bene dove comincia e finisce la sua missione. La presenza delle folle non gli dà alla testa, l’ efficacia delle sue parole, la risposta sincera della gente

non producono in lui qualche cedimento alla vanità. Non è lui la luce, è solo un testimone della luce. E come lui tu chiami anche ognuno di noi a cercare la tua luce, a desiderarla, ad invocarla, ad annunciarla, a lasciarci illuminare dal suo chiarore.

Noi siamo solo un pallido riflesso del fulgore della tua gloria.

Non è lui il Cristo. E la distanza è così grande che non si considera neppure degno di sciogliergli il legaccio dei sandali.

È un vero profeta, Giovanni il Battista, ed invita ognuno di noi 

ad essere altrettanto veritieri ed autentici.

 

Catechesi per adulti


La diocesi offre 10 video catechistici di riflessione sulla “Lettera agli Efesini” di S, Paolo. Presentati da biblisti e altri sacerdoti, sono una possibilità utile per riflettere e pregare.

Sul BLOG della parrocchia ne trovate alcuni. 

(blog beato andrea - opp. beatoandrea.blogspot.com).

Gli altri sono reperibili in catechesiverona.it

 

Sempre sul blog potete trovare altro materiale utile per vivere bene questo tempo di Avvento