sabato 1 febbraio 2020

2 febbraio 2020

FESTA DELLA PRESENTAZIONE AL TEMPIO

Prima Lettura -Ml 3, 1-4Dal libro del profeta Malachìa
Così dice il Signore Dio:«Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e l'angelo dell'alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti.
Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai.
Siederà per fondere e purificare l'argento; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un'offerta secondo giustizia.
Allora l'offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani».
Salmo ResponsorialeSal 23
RIT: Vieni, Signore, nel tuo tempio santo.
Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria.

Chi è questo re della gloria?

Il Signore forte e valoroso,
il Signore valoroso in battaglia.
Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria.

Chi è mai questo re della gloria?

Il Signore degli eserciti è il re della gloria.
Seconda Lettura Eb 2, 14-18
Dalla lettera agli Ebrei.
Poiché i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe, per ridurre all'impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che, per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita.
Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo.
Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.
Vangelo Lc 2, 22-40Dal Vangelo secondo Luca
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore  come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore»  e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione e anche a te una spada trafiggerà l'anima, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.


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Avvisi
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In questa domenica 2 febbraio si celebra la 42a GIORNATA NAZIONALE  DELLA VITA sul tema: “APRITE LE PORTE ALLA VITA!”.   In questa giornata c’è l’invito ad aiutare con offerte il Centro aiuto vita di Verona e di Peschiera (S. Martinocon le buste che trovate nei banchi.
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Martedì 4 febbraioa Cavalcaselle, c’è l’ incontro della nostra Unità pastoralecon il Vescovo che ci offrirà la sua rriflessione e sentirà le
nostre valutazioni sul percorso pastorale che abbiamo da poco iniziato.
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 Faccio presente l’iniziativadel BANCO FARMACEUTICOpresso la farmacia di Castelnuovo, per aiutare le persone in difficoltà. (v.manifesto). Le medicine raccolte vanno a favore degli ospiti della “Nostra Casa”.
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Messaggio del Consiglio Episcopale permanente per la 42a Giornata Nazionale per la vita - 2 febbraio 2020Aprite le porte alla vita

Desiderio di vita sensata
1- “Che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?” (Mt 19,16). La domanda che il giovane trovare un senso convincente all’esistenza rivolge a Gesù ce la poniamo tutti, anche se non sempre la lasciamo affiorare con chiarezza: rimane sommersa dalle preoccupazioni quotidiane. Nell’anelito di quell’uomo traspare il desiderio di  trovare un senso conveniente all’esistenza. Gesù ascolta la domanda, l’ accoglie e risponde: “Se vuoi entrare nella vita osserva i comandamenti” (v. 17). La risposta introduce un cambiamento - da avere a entrare- che comporta un capovolgimento radicale dello sguardo: la vita non è un oggetto da possedere o un manufatto da produrre, è piuttosto una promessa di bene, a cui, possiamo partecipare, decidendo di aprirle le porte. Così la vita nel tempo è segno della vita eterna, che dice la destinazione verso cui siamo incamminati.

Dalla riconoscenza alla cura
2- È solo vivendo in prima persona questa esperienza che la logica della nostra esistenza può
cambiare e spalancate le porte a ogni vita che nasce. Per questo papa Francesco ci dice:
“L’appartenenza originaria alla carne precede e rende possibile ogni ulteriore consapevolezza e riflessione”.All’inizio c’è lo stupore. Tutto nasce dalla meraviglia e poi pian piano ci si rende conto che non siamo l’ origine di noi stessi. “Possiamo solo diventare consapevoli di essere in vita una volta che già l’abbiamo ricevuta, prima di ogni nostra intenzione e decisione. Vivere significa necessariamente essere figli, accolti e curati, anche se talvolta in modo inadeguato”. È vero. Non tutti fanno l’ esperienza di essere accolti da coloro che li hanno generati: numerose sono le forme di aborto, di abbandono, di maltrattamento e di abuso.
Davanti a queste azioni disumane, ogni persona prova un senso di ribellione o di vergogna. Dietro a questi sentimenti si nasconde l’attesa delusa e tradita, ma può fiorire anche la speranza radicale di far fruttare i talenti ricevuti.
Solo così si può diventare responsabili verso gli altri e gettare un ponte tra quella cura che si è ricevuta fin dall’inizio della vita che ha consentito ad essa di dispiegarsi in tutto l’arco del suo svolgersi e la cura da prestare responsabilmente agli altri.
Se diventiamo consapevoli e riconoscenti della porta che ci è stata aperta e di cui la nostra carne con le sue relazioni e incontri é testimonianza, potremo aprire la porta agli altri viventi.  Nasce da qui l’impegno di custodire e proteggere la vita umana dall’inizio fino al suo naturale termine e di combattere ogni forma di violazione della dignità, anche quando in gioco la tecnologia l’economia.
La cura del corpo, in questo modo,  non cade nell’idolatria e nel ripiegamento di noi stessi,  ma diventa la porta che ci apre Paolo uno sguardo rinnovato sul mondo intero: I rapporti con gli altri e il creato.

Ospitare l ’imprevedibile  
3- Sarà lasciandoci coinvolgere e partecipando con gratitudine a questa esperienza che potremo andare oltre quella chiusura che si manifesta nella nostra società ad ogni livello. incrementando la fiducia, la solidarietà e l’ospitalità reciproca potremo spalancare le porte ad ogni novità e resistere alla tentazione di arrendersi alle varie forme di eutanasia.
L’ospitalità della  vita è una legge fondamentale: siamo stati ospitati per imparare ad ospitare. Ogni situazione che incontriamo ci confronta con una differenza che va riconosciuta e valorizzata, non eliminata, anche se può scompaginare i nostri equilibri. 
E questa l’unica via attraverso cui, dal seme che muore, possono nascere e maturare i frutti (cfr. Gv.12,24). È l’unica via perché la uguale dignità di ogni persona possa essere rispettata e promossa, anche là dove si manifesta più vulnerabile e fragile. Qui infatti emerge con chiarezza che non è possibile vivere se non riconoscendoci affidati gli uni agli altri. Il frutto del Vangelo è la fraternità. 

Preghiera sul Vangelo 

Quell’incontro misterioso, avvenuto al Tempio di Gerusalemme
tra te, Gesù, che hai solo quaranta giorni, e due anziani, Simeone ed Anna,  
non ha nulla di casuale. È lo5pirito,infatti, a muovere i passi di un uomo e di una donna, simboli di quell’ lsraele che non aveva smesso di credere alle promesse di Dio e di aspettarne il compimento.
È lo Spirito a suggerire le parole che vengono pronunciate:
un riconoscimento esplicito rivolto a te, 
l'Inviato, venuto a portare luce a tutti i popoli e gloria di Israele, portatore della prima alleanza. È lo Spirito a far intravedere un mistero di salvezza
che passa attraverso momenti dolorosi di rifiuto e di sofferenza.
Quell’incontro oscuro, avvenuto nel Tempio di Gerusalemme,
è in fondo una consolazione per tutti coloro che ti cercano
perché arriva dopo l’attesa, la gioia indicibile dell'incontro,
la luce che dirada ogni tenebra, la salvezza che trasfigura
e colma di una pienezza sconosciuta.


sabato 25 gennaio 2020

26 gennaio 2020

3a domenica del tempo ordinario

Prima lettura (Is 8,23-9,3)
Dal libro del profeta Isaìa

In passato il Signore umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti. 
Il popolo che camminava nelle tenebre 
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia, 
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Mádian.

Salmo responsoriale (Sal 26)
Il Signore è mia luce e mia salvezza.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?  

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario. 

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. 


Seconda lettura (1Cor 1,10-13.17)
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 

Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire. 
Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «Io invece di Cefa», «E io di Cristo». 
È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo? 
Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo.


Vangelo (Mt 4,12-23)

Dal Vangelo secondo Matteo

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, 
lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, 
perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebrevide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morteuna luce è sorta.
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 19E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.  Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.



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25 gennaio – 2 febbraio 2020



Avvisi


26 GENNAIO: “DOMENICA DELLA PAROLA DI DIO”


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La prossima domenica 2 febbraio si celebra la 42a GIORNATA NAZIONALE DELLA VITA sul tema: “APRITE LE PORTE ALLA VITA!”


Preghiera sul Vangelo
Signore Gesù, è venuto il momento di realizzare la missione che il Padre ti ha affidato. Tu domandi, dunque, collaboratori che condividano le fatiche  di un compito esaltante e decisivo.
Non li vai a cercare tra i dotti maestri della Legge, né tra i rampolli delle famiglie nobili….È a dei pescatori che ti rivolgi: gente che conosce bene
il lago e le sue correnti, gente che si intendedi barche e di venti, di pesci e di reti. Non hanno nulla che li qualifichi, ma quello che conta è la fiducia 
che riporranno in te e nella tua parola e la disponibilità a seguirti.

sabato 11 gennaio 2020

11 gennaio 2020

FESTA DEL BATTESIMO DI GESU’

Prima lettura (Is 42,1-4.6-7)
 Dal libro del profeta Isaia
  Così dice il Signore: «Ecco il mio servo che io sostengo,
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui;
egli porterà il diritto alle nazioni.
Non griderà né alzerà il tono,
non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata,
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta;
proclamerà il diritto con verità.
Non verrà meno e non si abbatterà,
finché non avrà stabilito il diritto sulla terra,
e le isole attendono il suo insegnamento.
«Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e ti ho stabilito
come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
perché tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».

Salmo responsoriale (Sal 28)
Il Signore benedirà il suo popolo con la pace.
Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo.  

La voce del Signore è sopra le acque,
il Signore sulle grandi acque.
La voce del Signore è forza,
la voce del Signore è potenza.

Tuona il Dio della gloria,
nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
Il Signore è seduto sull’oceano del cielo,
il Signore siede re per sempre.

Seconda lettura (At 10,34-38)
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti. Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui».

Vangelo (Mt 3,13-17)
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».







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11-18 gennaio 2020


Avvisi

 Oggi Festa del BATTESIMO DEL SIGNORE
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18-25 gennaio: Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani sul tema:
“Ci trattarono con gentilezza” (Atti 28,2).
Mercoledì 15.01 a Cavalcaselle: incontro delle nostre parrocchie che compongono la UP (l’Unità pastorale della zona del basso lago)
Domenica prossima 19 gennaio ricorre la memoria liturgica del nostro Patrono il BEATO ANDREA. ). Non possiamo invitare i parroci precedenti 
impegnati in attività pastorali)
Pere valorizzare la nostra appartenenza comunitaria, su proposta della Consulta ministeriale(Consiglio pastorale parr.) si è pensato di organizzare un momento di incontro a pranzo alle 12.00-12.15 nel salone parrocchiale. L’invito è per tutti. Il pranzo è a buffet (con un primo piatto dalla cucina e altri piatti come torte con verdure o altro… che potete portare poco prima).
Per organizzare il tutto, abbiamo bisogno di sapere il numero dei partecipanti
telefonando, entro giovedì 16 gennaioai seguenti numeri:
La cifra indicativa per partecipante è di 
€ 5 da mettere in una cassella apposita

Cristina: 345-5080934
Annamaria: 334-5776591 
Raffaella: 347-3066426
don Attilio: 328-4178713
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Domenica 26 gennaio la DOMENICA DELLA PAROLA DI DIO. 
Sarete informati su alcune iniziative per valorizzare la giornata.
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Preghiera del  Battesimo di Gesù
Dopo trent’anni passati a Nazaret, Gesù, tu sei venuto da Giovanni per farti battezzare. Ed è proprio lì che comincia la tua missione: porterai dovunque la buona notizia e l’accompagnerai con segni consolanti di guarigione e di misericordia.
Tutti potremo finalmente intendere quello che il Padre vuole realizzare per la salvezza dell’umanità. 
Tutti vedranno con i loro occhi i cambiamenti prodotti dalla forza dello Spirito. Ora che i cieli si sono aperti, Dio riversa il suo amore e desidera che ogni creatura si lasci generare a vita nuova. Ecco perché lo Spirito discende su di te, in forma corporea e abita la tua esistenza per poter agire nella storia. Ecco perché il Padre fa udire la sua voce e ti riconosce come il Figlio, colui che offre la sua vita per la salvezza del mondo. Donaci, Gesù, di non chiudere i cuori davanti al Vangelo che ci annunci e di riconoscere con gioia il momento di grazia che ci doni. Tu passi per la nostra vita: a noi, non rendere vana la tua presenza. Tu sei disposto a fare misericordia: a noi il compito di accogliere un’esistenza nuova.



sabato 21 dicembre 2019

22 dicembre 2019

IV Domenica di Avvento (Anno A)


Prima lettura (Is 7,10-14)
Dal libro del profeta Isaia
In quei giorni, il Signore parlò ancora ad Acaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto». Ma Acaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore». Allora Isaia disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele».

Salmo responsoriale (Sal 23)
Ecco, viene il Signore, re della gloria.
Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito.

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

Seconda lettura (Rm 1,1-7)
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!

Vangelo (Mt 1,18-24)
Dal Vangelo secondo Matteo

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele,
che significa Dio con noiQuando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
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22 dicembre 2019 - 4a domenica di Avvento - anno A
Avvisi
 L’Associazione “Ronda della carità”ringrazia cordialmente per la raccolta di vestiario e di coperte in aiuto ai poveri.


lunedì 23 dicembre, alle ore 20.30 in salone: 
VEGLIA DI NATALE 
con preghiere scelte e immagini della Natività.
Sono invitati tutti gli adulti, in particolare coloro che hanno partecipato alla catechesi in tempo di Avvento, i ministri della Comunione, le catechiste, il Consiglio pastorale ed economico

Dopo la veglia, lo scambio di auguri con un semplice rinfresco

Martedì 24 (Vigilia di Natale) dalle ore 9.30 alle 12.00 (il parroco) e dalle 15.00 alle 19.00 c’è la possibilità di celebrare il sacramento della riconciliazione in chiesa. (Nel pomeriggio è presente  anche p. Vincenzo Bonato, Camaldolese…). 
Su richiesta, il parroco è disponibile anche in altri momenti…

Martedì  24  dicembre, Vigilia di Natale

ore 21.30 Messa della notte (animata dalla Corale parrocchiale)
(Non c’è la Messa prefestiva delle ore 18.00)
Dopo la Messa lo scambio degli auguri natalizi…
La Messa delle 11 animata dal coro giovani
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Il giorno di Natale il “gruppo della carità”mette a disposizione un segno augurale, dando la possibilità di sostenere le famiglie bisognose o singole persone, in particolare della nostra parrocchia, con una libera offerta… Daremo informazioni precise su questa raccolta e su quanto abbiamo dato in denaro (oltre che in generi alimentari..) nel 2019
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Domenica 29 dicembre è la FESTA DELLA SANTA FAMIGLIA 
DI GESU, GIUSEPPE E MARIA. 
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Martedì 31 dicembre, ultimo giorno dell’ano civile, alla Messa delle ore 18.00 con il canto del “TE DEUM”(Ti lodiamo, o Dio)ringrazieremo il Signore per averci accompagnato in questo anno 2019 e per tutti i suoi benefici. Il 31 Non c’è la Messa delle 8.00

Mercoledì 1° gennaio: Solennità di Maria SS. Madre di Dio
La Messa delle ore 8.00 non viene celebrata.
E’ anche la 53aa giornata mondiale della pace che ha come tema:
LA PACE COME CAMMINO DI SPERANZA: 
DIALOGO, RICONCILIAZIONE E CONVERSIONE ECOLOGICA
preghiera sul Vangelo della domenica 4a di Avvento

Entrare nel progetto del Padre tuo non è decisamente facile, Gesù.
E noi rimaniamo sempre ammirati .
di fronte alla fede di Giuseppe. Non può decifrare fino in fondo
quanto è accaduto alla sua promessa sposa, né può pretendere garanzie e sicurezze. Il messaggio che lo raggiunge, poi, ha a che fare con la zona del sogno.
Al suo posto noi come avremmo reagito?
Non sapremo mai cos’è passato per la mente e il cuore di Giuseppe,
ma una cosa è certa: egli ha obbedito, ha fatto tutto quello
che il Padre gli chiedeva, mettendo la vita nelle sue mani,
con una disponibilità a tutta prova.
Signore Gesù, colui che ti ha fatto da padre
è per tutti noi, discepoli, un esempio. 
E’ un invito ad accogliere  
un amore che va ben oltre i nostri poveri progetti
e sceglie strade inusuali per realizzare meraviglie.
E’ così che i poveri diventano protagonisti di una storia santa.

Preghiera di Natale

Anche a noi, come ai pastori. viene offerta una grande gioia.
È destinata a tutti, soprattutto a chi ti attende, a chi ti considera un punto di riferimento sicuro, a tutti quelli che disposti ad accoglierti e a lasciarsi guidare dalla tua luce, a lasciarsi guarire dalla tua misericordia, a lasciarsi dissetare dal tuo amore. C’è posto per tutti nel tuo cuore, Gesù.
Nessuno si consideri tagliato fuori da questa bella notizia che ha squarciato quella notte, ma continua ad essere proclamata lungo la nostra storia, perché tu sei sempre fedele alle  tue promesse.
Tu   continui a fare grazia, continui ad attenderci con le nostre stanchezze e i nostri disorientamenti, con le nostre ferite e le nostre fragilità. Nascano, allora, dal profondo del cuore le nostre parole di gratitudine e la tua pace abiti questo giorno e dia  ad ognuno di noi la certezza di essere raggiunti dalla tua  bontà.

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parrocchia Beato Andrea  23 dicembre 2019
VEGLIA DI NATALE
Nel nome del Padre…. Canto 

Innalzate nei cieli lo sguardo: la salvezza di Dio è vicina. Risvegliate nel cuore l'attesa, per accogliere il Re della gloria. 
Vieni Gesù, vieni Gesù, discendi dal cielo, discendi dal cielo.
 Sorgerà dalla Casa di David, il Messia da tutti invocato, prenderà da una vergine il corpo, per potenza di Spirito Santo.Vieni Gesù…
Benedetta sei tu, o Maria, che rispondi all'attesa del mondo: come aurora splendente di grazia, porti al mondo il sole divino. Vieni Gesù,

ATTESA

L’attesa, se non vuole essere insensata, esige qualcuno atteso, qualcuno che finalmente viene, si fa incontrare. In questo senso l’attesa si trasforma in un andare incontro, in un tenersi pronti, vigilanti, desti... L’attesa viene vissuta come un movimento, un dinamismo, un’ansia gioiosa. (...)
I ritmi della vita attuale sempre più convulsi, gli ingranaggi di un sistema che mira a pianificare sempre più il margine dell’imprevisto: tutto deve essere «computerizzato, classificato, neutralizzato, assicurato... Allora che cosa e chi aspettare?
Attendere può apparire un’esperienza banale, fonte di noia, quando non di frustrazione: attendere l’autobus, il treno, una persona che ti fa perdere tempo; in fila in un ufficio; attendere il giorno dello stipendio, della magra pensione; attendere l’esito d’un esame; attendere un miglioramento che non viene...  
Ma ci sono anche momenti nei quali un’attesa prepara un incontro, una scoperta, una relazione che dà senso alla vita… 
Queste esperienze le facciamo e sono fonte di autentica gioia: un antico sapore ritrovato, un luogo, un volto; un rapporto d’amicizia e d’amore ricercato, sofferto, cementato; un servizio, una dedizione scelta come radice di senso per la vita... E Gesù, per noi che crediamo, è l’Atteso più importante di tutte le nostre parziali e povere attese…
GIANFRANCO VENTURI in Avvento e Natale, Elledici 1993, pp. 138-139

Dal Sal 23 (24)R. Ecco, viene il Signore, re della gloria.

Del Signore è la terra e quanto contiene:il mondo, con i suoi abitanti.È lui che l’ha fondato sui marie sui fiumi l’ha stabilito. R.
Chi potrà salire il monte del Signore? Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non si rivolge agli doli. R.
Egli otterrà benedizione dal Signore, giustizia da Dio sua salvezza.

Ecco la generazione che lo cerca, che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. R.
silenzio…
Catechesi di Papa Francesco del 18 dicembre 2019: Il presepe, Vangelo domestico
Tra una settimana sarà Natale. In questi giorni, mentre si corre a fare i preparativi per la festa, possiamo chiederci: “Come mi sto preparando alla nascita del Festeggiato?”. Un modo semplice ma efficace di prepararsi è fare il presepe. Anch’io quest’anno ho seguito questa via: sono andato a Greccio, dove San Francesco fece il primo presepe…
Il presepe infatti «è come un Vangelo vivo» (Lett. ap. Admirabile signum, 1). Porta il Vangelo nei posti dove si vive: nelle case, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e di ritrovo, negli ospedali e nelle case di cura, nelle carceri e nelle piazze. E lì dove viviamo ci ricorda una cosa essenziale: che Dio non è rimasto invisibile in cielo, ma è venuto sulla Terra, si è fatto uomo, un bambino. Fare il presepe è celebrare la vicinanza di Dio. Dio sempre è stato vicino al suo popolo, ma quando si è incarnato e nato, è stato molto vicino, vicinissimo. Fare il presepe è celebrare la vicinanza di Dio, è riscoprire che Dio è reale, concreto, vivo e palpitante. Dio non è un signore lontano o un giudice distaccato, ma è Amore umile, disceso fino a noi. Il Bambino nel presepe ci trasmette la sua tenerezza. Alcune statuine raffigurano il “Bambinello” con le braccia aperte, per dirci che Dio è venuto ad abbracciare la nostra umanità...
Accanto a Gesù vediamo la Madonna e San Giuseppe. Possiamo immaginare i pensieri e i sentimenti che avevano mentre il Bambino nasceva nella povertà: gioia, ma anche sgomento. E possiamo anche invitare la Sacra Famiglia a casa nostra, dove ci sono gioie e preoccupazioni, dove ogni giorno ci svegliamo, prendiamo cibo e sonno vicini alle persone più care. Il presepe è un Vangelo domestico. La parola presepe letteralmente significa “mangiatoia”, mentre la città del presepe, Betlemme, significa “casa del pane”. Mangiatoia e casa del pane: il presepe che facciamo a casa, dove condividiamo cibo e affetti, ci ricorda che Gesù è il nutrimento, il pane della vita (cfr Gv 6,34). È Lui che alimenta il nostro amore, è Lui che dona alle nostre famiglie la forza di andare avanti e perdonarci.
Il presepe ci offre un altro insegnamento di vita. Nei ritmi a volte frenetici di oggi è un invito alla contemplazione. Ci ricorda l’importanza di fermarci. Perché solo quando sappiamo raccoglierci possiamo accogliere ciò che conta nella vita. Solo se lasciamo fuori casa il frastuono del mondo ci apriamo all’ascolto di Dio, che parla nel silenzio. Il presepe è attuale, è l’attualità di ogni famiglia… 
Il presepe è più che mai attuale, mentre ogni giorno si fabbricano nel mondo tante armi e tante immagini violente, che entrano negli occhi e nel cuore. Il presepe è invece un’immagine artigianale di pace. Per questo è un Vangelo vivo. 
Cari fratelli e sorelle, dal presepe possiamo cogliere infine un insegnamento sul senso stesso della vita. Vediamo scene quotidiane: i pastori con le pecore, i fabbri che battono il ferro, i mugnai che fanno il pane; a volte si inseriscono paesaggi e situazioni dei nostri territori. È giusto, perché il presepe ci ricorda che Gesù viene nella nostra vita concreta... Egli abita con noi. Non cambia magicamente le cose ma, se Lo accogliamo, ogni cosa può cambiare. Vi auguro allora che fare il presepe sia l’occasione per invitare Gesù nella vita. Quando noi facciamo il presepe a casa, è come aprire la porta e dire: “Gesù, entra!”, è fare concreta questa vicinanza, questo invito a Gesù perché venga nella nostra vita. Perché se Lui abita la nostra vita, la vita rinasce. E se la vita rinasce, è davvero Natale. Buon Natale a tutti!

silenzio…

Il Signore verrà per donaci la vita

Visiterà la sua gente nella pace porterà redenzione e grazie.
 Il Signore…
E noi suo popolo attendiamo ci darà la sua vita senza fine. 
Il Signore…
Insieme a lui via verità e vita troveremo la via della salvezza. 
Il Signore…

Dalla lettera ai Romani

Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!

breve pensiero e … pausa meditativa
Invocazioni

O Dio, tu sei il nostro Padre e ci offri di vivere in alleanza con te, come tuoi figli. Noi ci rivolgiamo a te, sicuri di essere accolti e ascoltati.  
Ti diciamo: Signore, aumenta la nostra fede!

Tu vedi le paure che ci‘ impediscono di trattare gli altri da fratelli e di condividere quello che abbiamo. Per questo ti diciamo...
Tu conosci i dubbi che assalgono i nostri cuori perché non siamo capaci di fidarci di te. Per questo ti diciamo.
Tu ascolti le invocazioni dei poveri della terra e ci chiedi di fare qualcosa. Per questo ti diciamo 
Tu visiti le nostre famiglie e ci offri ogni giorno la luce che viene dalla tua Parola. Per questo ti diciamo.
Tu offri la tua misericordia a quelli che hanno sbagliato perché ritrovino la via del bene. Per questo ti diciamo..   

 “Come un’ intervista a Maria”

D. Maria, noi sappiamo già, tante cose su di te, ma preferiamo che sia tu stessa a riassumerci la tua esistenza... 

R. Sono una ragazza di Nazaret, un piccolo villaggio della Galilea, che non ha mai fatto parlare di sé. Sono ancora molto giovane ma, come si usa al mio tempo, sono già la promessa sposa di Giuseppe, un artigiano del mio villaggio. La mia vita non ha avuto nulla di straordinario, degno di nota... fino al giorno in cui Dio, alla ricerca di una madre per il suo Figlio, ha guardato proprio a me. Mi ha mandato
Gabriele per propormi un ruolo importante. Quando ho manifestato tutta la mia meraviglia e il mio turbamento, mi è stato chiesto semplicemente di fidarmi di Dio: lo Spirito avrebbe operato in me.
Cosa potevo rispondere? Per me era una gioia grande e un onore entrare in un piano di salvezza predisposto da Dio per la felicità degli uomini. E dunque ho detto che mi consideravo la «serva del Signore», pronta a realizzare ogni sua parola. È stato allora che ho avvertito che dentro il mio grembo era sbocciata una nuova vita, una vita che era un dono di Dio e che domandava di essere custodita teneramente fino al giorno della sua nascita.

D- Tutto questo non ha stravolto un bel po’ la tua esistenza?

Certo, le cose non stavano più come prima. Indovinando che stavo
per diventare mamma, la gente non faceva a meno di malignare e di formulare giudizi nei miei confronti. E anche Giuseppe, dal momento che non eravamo ancora sposati, e quindi non vivevamo insieme, era molto perplesso e pensieroso.

D. Hai affrontato un lungo viaggio dopo l’annuncio dell’angelo.

R. Sì, era come fosse stato lo stesso Gabriele a invitarmi a compierlo. Proprio per tranquillizzarmi mi aveva fornito un segno prezioso: Dio non indietreggia mai davanti ad alcuna difficoltà. Tanto è vero che Elisabetta, già anziana e ritenuta sterile, stava per dare alla luce un bambino, Giovanni il Battista. Ecco perché mi sono precipitata dalla mia parente: per vedere il segno che il Signore mi offriva, per lodarlo insieme a lei per la sua bontà. 

D. Com’è andato l’incontro con Elisabetta? 

Non poteva che essere un momento di grande gioia. Ci pensi? Io e
lei, così diverse, eravamo testimoni dirette di quello che Dio stava
operando nella storia. I bambini che portavamo in grembo sarebbero stati protagonisti del suo progetto d’amore. Giovanni, il figlio di Elisabetta, non poteva che essere un “dono di Dio”: avrebbe annunciato che Dio visitava il suo popolo e preparato la strada a Gesù. Gesù portava un nome che indicava la sua stessa missione: “Dio salva”, Dio strappa al potere del male e offre una vita nuova. 

D. Maria, che cosa consigli a noi, che vogliamo prepararci degnamente al Natale?  
Se volete entrare anche voi nel piano di Dio, non vi resta che aprire il libro che contiene la sua Parola ed essere pronti a metterla in pratica. A partire da quel momento Egli vi ricolma della sua gioia, unita, naturalmente, anche a difficoltà e sofferenze.

Canto: Giovane donna

Giovane donna, attesa dell'umanità un desiderio d'amore e pura libertà. Il Dio lontano è qui vicino a te voce e silenzio annuncio di novità.
Ave Maria, ave Maria.
Dio t'ha prescelta qual Madre piena di bellezza ed il suo amor ti avvolgerà nella sua ombra. Grembo di Dio venuto sulla terra Tu sarai madre di un uomo nuovo.
Ecco l'ancella che vive della tua Parola libero il cuore perché l'amore trovi casa. Ora l'attesa è densa di preghiera e l'uomo nuovo è qui in mezzo a noi.

PREGHIERA PER IL NATALE

Vieni di notte, ma nel nostro cuore è sempre notte: e, dunque, vieni sempre, Signore. 
Vieni in silenzio, noi non sappiamo più cosa dirci: 
e, dunque, vieni sempre, Signore. 
Vieni in solitudine, ma ognuno di noi è sempre più solo: 
e, dunque, vieni sempre, Signore. 
Vieni, figlio della pace, noi ignoriamo cosa sia la pace: e, dunque, vieni sempre, Signore.
Vieni a liberarci, noi siamo sempre più schiavi: e, dunque, vieni sempre, Signore. 

Vieni a consolarci, noi siamo sempre più tristi: e, dunque, vieni sempre, Signore. 
Vieni a cercarci, noi siamo sempre più perduti: e, dunque, vieni sempre, Signore, 
Vieni, Tu che ci ami: nessuno è in comunione col fratello se prima non è con Te, o Signore. 
Noi siamo lontani, smarriti, né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo: 
vieni, Signore, vieni sempre, Signore. 

(David Maria Turoldo)

Anche a noi, come ai pastori, viene offerta una grande gioia.
È destinata a tutti, soprattutto a chi ti attende, a chi ti considera un punto di riferimento sicuro, a tutti quelli che disposti ad accoglierti e a lasciarsi guidare dalla tua luce, a lasciarsi guarire dalla tua misericordia, a lasciarsi dissetare dal tuo amore. 
C’è posto per tutti nel tuo cuore, Gesù.

Nessuno si consideri tagliato fuori da questa bella notizia che ha squarciato quella notte, ma continua ad essere proclamata lungo la nostra storia, perché tu sei sempre fedele alle tue promesse.
Tu   continui a fare grazia, continui ad attenderci con le nostre stanchezze e i nostri disorientamenti, con le nostre ferite e le nostre fragilità. Nascano, allora, dal profondo del cuore le nostre parole di gratitudine e la tua pace abiti questo giorno e dia ad ognuno di noi la certezza di essere raggiunti dalla tua  bontà.