sabato 9 novembre 2019

10 novembre 2019

Prima lettura (2Mac 7,1-2.9-14)
Dal secondo libro dei Maccabèi

In quei giorni, ci fu il caso di sette fratelli che, presi insieme alla loro madre, furono costretti dal re, a forza di flagelli e nerbate, a cibarsi di carni suine proibite. 
Uno di loro, facendosi interprete di tutti, disse: «Che cosa cerchi o vuoi sapere da noi? Siamo pronti a morire piuttosto che trasgredire le leggi dei padri». 
[E il secondo,] giunto all’ultimo respiro, disse: «Tu, o scellerato, ci elimini dalla vita presente, ma il re dell’universo, dopo che saremo morti per le sue leggi, ci risusciterà a vita nuova ed eterna».
Dopo costui fu torturato il terzo, che alla loro richiesta mise fuori prontamente la lingua e stese con coraggio le mani, dicendo dignitosamente: «Dal Cielo ho queste membra e per le sue leggi le disprezzo, perché da lui spero di riaverle di nuovo». Lo stesso re e i suoi dignitari rimasero colpiti dalla fierezza di questo giovane, che non teneva in nessun conto le torture.
Fatto morire anche questo, si misero a straziare il quarto con gli stessi tormenti. Ridotto in fin di vita, egli diceva: «È preferibile morire per mano degli uomini, quando da Dio si ha la speranza di essere da lui di nuovo risuscitati; ma per te non ci sarà davvero risurrezione per la vita».

Salmo responsoriale (Sal 16)
Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto.
Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c’è inganno.

Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno.
Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole.

Custodiscimi come pupilla degli occhi,
all’ombra delle tue ali nascondimi,
io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine.

Seconda lettura (2Ts 2,16-3,5)
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Fratelli, lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.
Per il resto, fratelli, pregate per noi, perché la parola del Signore corra e sia glorificata, come lo è anche tra voi, e veniamo liberati dagli uomini corrotti e malvagi. La fede infatti non è di tutti. Ma il Signore è fedele: egli vi confermerà e vi custodirà dal Maligno.
Riguardo a voi, abbiamo questa fiducia nel Signore: che quanto noi vi ordiniamo già lo facciate e continuerete a farlo. Il Signore guidi i vostri cuori all’amore di Dio e alla pazienza di Cristo.

Vangelo (Lc 20,27-38)
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello.C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di GiacobbeDio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
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Avvisi
In questo sabato 9 e domenica 10 novembre sono presenti nella nostra parrocchia i volontari del carcere di Montorio(Verona)  che ci chiedono di mettere a disposizione dei detenuti alcuni  prodottiper la loro igiene personale. E’ possibile anche fare un’offerta per la spesa che i detenuti devono sostenere per la cura dei denti e degli occhi.
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preghiera sul Vangelo della domenica 

Sono in molti, Gesù, ad immaginare il mondo nuovo che tu prepari, semplicemente come una riverniciatura della realtà del nostro mondo di quaggiù. Sono in molti, Gesù, ad immaginare la vita futura con  i connotati di questa vita terrena che ben conosciamo… E invece no. Quello che tu ci prometti  é un mondo segnato dalla novità,
in cui il tuo amore trova compimento e riesce a distruggere tutto ciò che rovina l’esistenza degli uomini, tutto ciò che provoca sofferenza e genera divisione e angoscia, tutto ciò che alimenta gli istinti più bassi, i comportamenti più egoistici,  i disegni più meschini. Strappaci, dunque, Signore Gesù, alle nostre rappresentazioni limitate, alle nostre attese prive di respiro e donaci di aprire il cuore e l’intelligenza alla fantasia dello Spirito. Insegnaci a diventare figli e figlie della risurrezione, che già percorrono i sentieri inediti di una terra nuova in cui mettono radice la giustizia e la pace e le armi da guerra scompaiono, rimpiazzate dai gesti dell’accoglienza senza limiti.


sabato 26 ottobre 2019

27 ottobre 2019

30 domenica tempo ordinario anno C

Prima lettura (Sir 35,15-17.20-22)
Dal libro del Siracide

  Il Signore è giudice
e per lui non c’è preferenza di persone.
Non è parziale a danno del povero
e ascolta la preghiera dell’oppresso.
Non trascura la supplica dell’orfano,
né la vedova, quando si sfoga nel lamento.
Chi la soccorre è accolto con benevolenza,
la sua preghiera arriva fino alle nubi.
La preghiera del povero attraversa le nubi
né si quieta finché non sia arrivata;
non desiste finché l’Altissimo non sia intervenuto
e abbia reso soddisfazione ai giusti e ristabilito l’equità.

Salmo responsoriale (Sal 33)
Il povero grida e il Signore lo ascolta.
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.
Gridano e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.

Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia.

Seconda lettura (2Tm 4,6-8.16-18)
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timoteo

Figlio mio, io sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.
Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato. Nei loro confronti, non se ne tenga conto. Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca del leone. Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Vangelo (Lc 18,9-14)
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».
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27 ottobre 2019 - 30a domenica del tempo ordinario

Avvisi

Lunedì 28- alle 20.30: riunione del Consiglio past. parrocchiale
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Mercoledì 30 ottobre -ore 20.45: “Spazio aperto” propone un incontro culturale sull’Africa dal titolo: REPORTAGE DALL’AFRICA con Rosario Sardella ed Efram Tresoldi
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Giovedì 31 ottobre - ore 7.00 davanti alla chiesa: partenza per la gita a Milano 
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Giovedì 31 ottobre non c’è la Messa feriale delle ore 8.00, ma solo quella della vigilia di “Tutti i Santi” alle ore 18.00

Venerdì 1° novembre è la SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI
Le Messe hanno il solito orario festivo.
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Nel pomeriggio di venerdì 1° nov. - alle ore 15.00- ci troviamo al santuario del Frassino per il Rosario e poi, in processione, ci rechiamo al Cimitero per la Celebrazione in suffragio dei defunti. (ore 15.30)
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Sabato 2 novembre- si celebra la Messa anche alle ore 8.00 nella
  Comm. di tutti i fedeli defunti

preghiera sul Vangelo della domenica 

Perdonami, Signore Gesù, per tutte le volte che sono venuto a te
con l'arroganza del fariseo, pronto a segnalare quello che ho fatto per te, ad esibire i miei meriti,  a produrre tutto ciò che costituisce il mio tesoro di buone opere.
Grazie, Signore Gesù, perché di tanto in tanto la mia superficialità, il mio peccato mi rimettono con i piedi per terra e allora vengo a te con uno spirito contrito e riconosco quanto la tua bontà sia grande ed immeritata.
Perdonami, Signore Gesù, per tutte le volte che ho giudicato
i miei fratelli e i miei vicini, disposto a riconoscere la pagliuzza
che è nel loro occhio, senza avvedermi della trave che è nel mio,
e senza uno sguardo di benevolenza, ma con la durezza impietosa di chi si ritiene sempre nel giusto.
Grazie, Signore Gesù, perché talvolta tu mi raggiungi
attraverso la tua Parola e mi fai cogliere i miei sbagli,
i miei difetti, le mie inadempienze e così mi induci a scendere dal piedistallo e a ritrovare il senso della realtà, l’umiltà e la riconoscenza del figlio,
la benevolenza e l’amabilità del fratello,
la gratuita generosità di chi serve

sabato 19 ottobre 2019

20 ottobre 2019

29a domenica del tempo ordinario

Prima lettura (Es 17,8-13)
Dal libro dell'Esodo
In quei giorni, Amalèk venne a combattere contro Israele a Refidìm. Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalèk. Domani io starò ritto sulla cima del colle, con in mano il bastone di Dio». Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalèk, mentre Mosè, Aronne e Cur salirono sulla cima del colle. Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva; ma quando le lasciava cadere, prevaleva Amalèk. Poiché Mosè sentiva pesare le mani, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi si sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l’altro dall’altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole. Giosuè sconfisse Amalèk e il suo popolo, passandoli poi a fil di spada.

Salmo responsoriale (Sal 120)
Il mio aiuto viene dal Signore.
Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno
il custode d’Israele.

Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte.

Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita.
Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
da ora e per sempre.

Seconda lettura (2Tm 3,14-4,2)
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timoteo

Figlio mio, tu rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall’infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù. Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento.

Vangelo (Lc 18,1-8)
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù diceva loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
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29a domenica del tempo ordinario
Avvisi
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In questa domenica 20 ottobre alla Messa delle ore 11.00, CELEBRAZIONE DELLA CRESIMAper 26 ragazzi(e) di 3a media. Celebra il vescovo mons. Rino Passigato.
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preghiera sul Vangelo

Quella vedova, certo, é stata insistente, forse addirittura petulante, 
ma lo ha fatto perché sapeva he prima o poi sarebbe stata esaudita.
Gesù, il Padre tuo non è un giudice disonesto e quindi non dev’essere convinto ad ascoltare le nostre preghiere, non dobbiamo strappargli un favore da elargire magari controvoglia.
No, il Padre ci ama e lo fa prima ancora che noi lo amiamo. Lo fa con larghezza, con tenerezza, non rispetta misure e confini. E tuttavia chiede la nostra fede, la certezza che egli interviene sempre a favore di chi lo invoca. È vero, la preghiera è, in fondo, uno specchio preciso della fiducia che gli riserviamo quotidianamente, è la dimostrazione che ci sentiamo    accolti ed esauditi nonostante le nostre fragilità e i nostri limiti.
La preghiera è il respiro della nostra anima, è il filo rosso che ci tiene costantemente a uniti a Dio e ai nostri fratelli, nell’ascolto e nella meditazione, nell’intercessione e nella supplica, ci fa vibrare al ritmo della sua parola, ci fa agire al soffio del suo Spirito, ci fa cogliere in mezzo a tante orme, le tracce del tuo passaggio, i segni della sua presenza


sabato 12 ottobre 2019

13 ottobre 2019

Prima lettura (2Re 5,14-17)
Dal secondo libro dei Re

In quei giorni, Naamàn, il comandante dell’esercito del re di Aram,] scese e si immerse nel Giordano sette volte, secondo la parola dell’uomo di Dio, e il suo corpo ridivenne come il corpo di un ragazzo; egli era purificato.Tornò con tutto il seguito dall’uomo di Dio; entrò e stette davanti a lui dicendo: «Ecco, ora so che non c’è Dio su tutta la terra se non in Israele. Adesso accetta un dono dal tuo servo». Quello disse: «Per la vita del Signore, alla cui presenza io sto, non lo prenderò». L’altro insisteva perché accettasse, ma egli rifiutò. Allora Naamàn disse: «Se è no, sia permesso almeno al tuo servo di caricare qui tanta terra quanta ne porta una coppia di muli, perché il tuo servo non intende compiere più un olocausto o un sacrificio ad altri dèi, ma solo al Signore».

Salmo responsoriale (Sal 97)
Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

Seconda lettura (2Tm 2,8-13)
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timoteo

Figlio mio,
ricòrdati di Gesù Cristo,
risorto dai morti,
discendente di Davide,
come io annuncio nel mio Vangelo,
per il quale soffro
fino a portare le catene come un malfattore.
Ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio   ha scelto, perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. Questa parola è degna di fede:
Se moriamo con lui, con lui anche vivremo;
se perseveriamo, con lui anche regneremo;
se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà;
se siamo infedeli, lui rimane fedele,
perché non può rinnegare se stesso.

Vangelo (Lc 17,11-19)
Dal Vangelo secondo Luca
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.  Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono?  Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».
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Avvisi
Lunedì 14:  incontro genitori dei bambini 2a elementare
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Giovedì 17: Celebrazione penitenziale genitori e ragazzi cresimandi
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Domenica prossima 20 ottobre alla Messa delle ore 11.00, CELEBRAZIONE DELLA CRESIMAper 26 ragazzi(e) di 3a media.
Celebra il vescovo mons. Rino Passigato.
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preghiera sul Vangelo

Non siamo immuni da fragilità e da errori e tuttavia, Signore Gesù, continuiamo a giudicare severamente il nostro prossimo.
Non siamo capaci di vivere secondo la tua Parola e spesso ci lasciamo afferrare dalla paura e dal timore di dichiararci tuoi seguaci. Eppure non possiamo fare a meno di riconoscere i tuoi doni e di venire a dirti grazie nella santa assemblea.
Tu sei il dono più grande che Dio poteva farci: in te ci ha rivelato il suo amore straordinario e smisurato. Gesù ha aperto davanti a noi la via della speranza, ci ha offerto la sua stessa vita, ci ha rivelato il suo volto.
Miserie piccole e grandi continuano ad affliggerci, ma tu continui a sanarci

e non ti stanchi mai di liberarci da tutto quello che ci rende malati e toglie smalto alla nostra esistenza. Non permettere che ci dimentichiamo della tua generosità. Liberaci dall’ ingratitudine di chi dà tutto per scontato e dovuto e aprici alla gioia di ricevere e di trasmettere i tuoi doni

sabato 5 ottobre 2019

6 ottobre 2019

27a domenica anno C

Prima lettura (Ab 1,2-3;2,2-4)
Dal libro del profeta Abacuc

Fino a quando, Signore, implorerò aiuto
e non ascolti,
a te alzerò il grido: «Violenza!»
e non salvi?
Perché mi fai vedere l’iniquità
e resti spettatore dell’oppressione?
Ho davanti a me rapina e violenza
e ci sono liti e si muovono contese. 
Il Signore rispose e mi disse:
«Scrivi la visione
e incidila bene sulle tavolette,
perché la si legga speditamente.
È una visione che attesta un termine,
parla di una scadenza e non mentisce;
se indugia, attendila,
perché certo verrà e non tarderà.
Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto,
mentre il giusto vivrà per la sua fede».

Salmo responsoriale (Sal 94)
Ascoltate oggi la voce del Signore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere».

Seconda lettura (2Tm 1,6-8.13-14)
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Figlio mio, ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza. Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo. 
Prendi come modello i sani insegnamenti che hai udito da me con la fede e l’amore, che sono in Cristo Gesù. Custodisci, mediante lo Spirito Santo che abita in noi, il bene prezioso che ti è stato affidato.

Vangelo (Lc 17,5-10)
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».
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6 ottobre 2019 - 27a domenica del tempo ordinario

Avvisi
Oggi, 6 ottobre, alla Messa delle ore 11.00, diamo inizio ufficiale del catechismo per le elementari e per le medie
Daremo avviso al più presto (dalla prossima domenica) sull’orario del catechismo per i ragazzi delle elementari e delle medie.
Collaboriamo perché il catechismo sia un impegno educativo comune e condiviso.
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Sabato 12 ottobre -ore 10.00: catechismo per i ragazzi della Cresima

preghiera sul Vangelo


Ne basta veramente poca di fede, Gesù, per produrre effetti straordinari! Se crediamo in te e ci lasciamo guidare dalla tua Parola, veniamo liberati da tante paure, da tante incertezze e reticenze e lasciamo che lo Spirito operi la nostra trasformazione.
Basta un granello di fede, Gesù, e la realtà assume un aspetto diverso: affrontiamo fatiche ed ostacoli con la leggerezza del discepolo che sa di essere utile, ma senza cercare gratificazioni, senza attendersi riconoscimenti. Basta una dose minima di fede per far sgorgare la fraternità ed abbattere muri e steccati, innalzati dai sospetti e dai pregiudizi, per far tendere la mano a coloro che si dichiaravano nemici e ritrovare la strada della riconciliazione.
Ma cos'è dunque questa fede che produce effetti miracolosi e perché ne siamo così sprovvisti?  Liberaci dal nostro individualismo che ci condanna alla sterilità e apri la nostra esistenza all’audacia benefica della fiduca,
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sabato 28 settembre 2019

29 settembre 2019

26a domenica del tempo ordinario

Dal libro del profeta Amos

Guai agli spensierati di Sion
e a quelli che si considerano sicuri
sulla montagna di Samaria!
Distesi su letti d’avorio e sdraiati sui loro divani
mangiano gli agnelli del gregge
e i vitelli cresciuti nella stalla.
Canterellano al suono dell’arpa,
come Davide improvvisano su strumenti musicali;
bevono il vino in larghe coppe
e si ungono con gli unguenti più raffinati,
ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano.
Perciò ora andranno in esilio in testa ai deportati
e cesserà l’orgia dei dissoluti.

Salmo responsoriale (Sal 145)
Loda il Signore, anima mia.
Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

Seconda lettura (1Tm 6,11-16)
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Tu, uomo di Dio, evita queste cose; tendi invece alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni.
Davanti a Dio, che dà vita a tutte le cose, e a Gesù Cristo, che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato, ti ordino di conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo,
che al tempo stabilito sarà a noi mostrata da Dio,
il beato e unico Sovrano,
il Re dei re e Signore dei signori,
il solo che possiede l’immortalità
e abita una luce inaccessibile:
nessuno fra gli uomini lo ha mai visto né può vederlo.
A lui onore e potenza per sempre. Amen.

Vangelo (Lc 16,19-31)
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti.Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».
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29 settembre 2019 - 26a domenica del tempo ordinario

Avvisi
Domenica prossima 6 ottobre, alla Messa delle ore 11.00, diamo inizio ufficiale del catechismo per le elementari e per le medie
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Prendete visione delprogramma della nostra festa parrocchiale del Beato Andrea (5 e 6ottobre). Anche quest’anno abbiamo chiesto la collaborazione dei nostri volontari che hanno risposto con molta disponibilità, come negli altri anni. Siamo contenti che la festa parrocchiale sia compresa come l’occasione per vivere assieme momenti di incontro, alcuni dei quali hanno anche una valenza spirituale, culturale e artistica. Collaboriamo tutti, ciascuno per la parte che gli compete, per la riuscita di questo appuntamento che intende favorire l’armonia e la coesione tra tutti noi
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Sabato 5 ottobre -ore 10.00: catechismo per i ragazzi della Cresima e incontro per i genitori (in cappella feriale)
preghiera sul Vangelo 

Anch’ io Gesù posso fare come quel ricco: ignorare semplicemente il povero che sta, alla mia porta, fingere di non vedere le sue “piaghe”…
Anch’ io, Gesù, posso continuare a sprecare i beni che possiedo, a non accontentarmi mai di quello che ho, per vivere in modo sobrio e dignitoso. Ma tu, 
o Gesù, mi avverti che non posso godere in modo egoistico di quello che ho. Dal modo in cui gestisco i beni a mia disposizione, dipenderà la mia eternità. Dio non mi autorizza a essere distratto e insensibile verso le person

e bisognose. Signore Gesù, dammi occhi per vedere e cuore per amare!
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