sabato 5 ottobre 2019

6 ottobre 2019

27a domenica anno C

Prima lettura (Ab 1,2-3;2,2-4)
Dal libro del profeta Abacuc

Fino a quando, Signore, implorerò aiuto
e non ascolti,
a te alzerò il grido: «Violenza!»
e non salvi?
Perché mi fai vedere l’iniquità
e resti spettatore dell’oppressione?
Ho davanti a me rapina e violenza
e ci sono liti e si muovono contese. 
Il Signore rispose e mi disse:
«Scrivi la visione
e incidila bene sulle tavolette,
perché la si legga speditamente.
È una visione che attesta un termine,
parla di una scadenza e non mentisce;
se indugia, attendila,
perché certo verrà e non tarderà.
Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto,
mentre il giusto vivrà per la sua fede».

Salmo responsoriale (Sal 94)
Ascoltate oggi la voce del Signore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere».

Seconda lettura (2Tm 1,6-8.13-14)
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Figlio mio, ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza. Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo. 
Prendi come modello i sani insegnamenti che hai udito da me con la fede e l’amore, che sono in Cristo Gesù. Custodisci, mediante lo Spirito Santo che abita in noi, il bene prezioso che ti è stato affidato.

Vangelo (Lc 17,5-10)
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».
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6 ottobre 2019 - 27a domenica del tempo ordinario

Avvisi
Oggi, 6 ottobre, alla Messa delle ore 11.00, diamo inizio ufficiale del catechismo per le elementari e per le medie
Daremo avviso al più presto (dalla prossima domenica) sull’orario del catechismo per i ragazzi delle elementari e delle medie.
Collaboriamo perché il catechismo sia un impegno educativo comune e condiviso.
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Sabato 12 ottobre -ore 10.00: catechismo per i ragazzi della Cresima

preghiera sul Vangelo


Ne basta veramente poca di fede, Gesù, per produrre effetti straordinari! Se crediamo in te e ci lasciamo guidare dalla tua Parola, veniamo liberati da tante paure, da tante incertezze e reticenze e lasciamo che lo Spirito operi la nostra trasformazione.
Basta un granello di fede, Gesù, e la realtà assume un aspetto diverso: affrontiamo fatiche ed ostacoli con la leggerezza del discepolo che sa di essere utile, ma senza cercare gratificazioni, senza attendersi riconoscimenti. Basta una dose minima di fede per far sgorgare la fraternità ed abbattere muri e steccati, innalzati dai sospetti e dai pregiudizi, per far tendere la mano a coloro che si dichiaravano nemici e ritrovare la strada della riconciliazione.
Ma cos'è dunque questa fede che produce effetti miracolosi e perché ne siamo così sprovvisti?  Liberaci dal nostro individualismo che ci condanna alla sterilità e apri la nostra esistenza all’audacia benefica della fiduca,
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sabato 28 settembre 2019

29 settembre 2019

26a domenica del tempo ordinario

Dal libro del profeta Amos

Guai agli spensierati di Sion
e a quelli che si considerano sicuri
sulla montagna di Samaria!
Distesi su letti d’avorio e sdraiati sui loro divani
mangiano gli agnelli del gregge
e i vitelli cresciuti nella stalla.
Canterellano al suono dell’arpa,
come Davide improvvisano su strumenti musicali;
bevono il vino in larghe coppe
e si ungono con gli unguenti più raffinati,
ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano.
Perciò ora andranno in esilio in testa ai deportati
e cesserà l’orgia dei dissoluti.

Salmo responsoriale (Sal 145)
Loda il Signore, anima mia.
Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

Seconda lettura (1Tm 6,11-16)
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Tu, uomo di Dio, evita queste cose; tendi invece alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni.
Davanti a Dio, che dà vita a tutte le cose, e a Gesù Cristo, che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato, ti ordino di conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo,
che al tempo stabilito sarà a noi mostrata da Dio,
il beato e unico Sovrano,
il Re dei re e Signore dei signori,
il solo che possiede l’immortalità
e abita una luce inaccessibile:
nessuno fra gli uomini lo ha mai visto né può vederlo.
A lui onore e potenza per sempre. Amen.

Vangelo (Lc 16,19-31)
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti.Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».
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29 settembre 2019 - 26a domenica del tempo ordinario

Avvisi
Domenica prossima 6 ottobre, alla Messa delle ore 11.00, diamo inizio ufficiale del catechismo per le elementari e per le medie
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Prendete visione delprogramma della nostra festa parrocchiale del Beato Andrea (5 e 6ottobre). Anche quest’anno abbiamo chiesto la collaborazione dei nostri volontari che hanno risposto con molta disponibilità, come negli altri anni. Siamo contenti che la festa parrocchiale sia compresa come l’occasione per vivere assieme momenti di incontro, alcuni dei quali hanno anche una valenza spirituale, culturale e artistica. Collaboriamo tutti, ciascuno per la parte che gli compete, per la riuscita di questo appuntamento che intende favorire l’armonia e la coesione tra tutti noi
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Sabato 5 ottobre -ore 10.00: catechismo per i ragazzi della Cresima e incontro per i genitori (in cappella feriale)
preghiera sul Vangelo 

Anch’ io Gesù posso fare come quel ricco: ignorare semplicemente il povero che sta, alla mia porta, fingere di non vedere le sue “piaghe”…
Anch’ io, Gesù, posso continuare a sprecare i beni che possiedo, a non accontentarmi mai di quello che ho, per vivere in modo sobrio e dignitoso. Ma tu, 
o Gesù, mi avverti che non posso godere in modo egoistico di quello che ho. Dal modo in cui gestisco i beni a mia disposizione, dipenderà la mia eternità. Dio non mi autorizza a essere distratto e insensibile verso le person

e bisognose. Signore Gesù, dammi occhi per vedere e cuore per amare!
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sabato 7 settembre 2019

8 settembre 2019

Prima lettura (Sap 9,13-18)
Dal libro della Sapienza

Quale, uomo può conoscere il volere di Dio?
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
I ragionamenti dei mortali sono timidi
e incerte le nostre riflessioni,
perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima
e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni.
A stento immaginiamo le cose della terra,
scopriamo con fatica quelle a portata di mano;
ma chi ha investigato le cose del cielo?
Chi avrebbe conosciuto il tuo volere,
se tu non gli avessi dato la sapienza
e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?
Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra;
gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito
e furono salvati per mezzo della sapienza».

Salmo responsoriale (Sal 89)
Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.

Insegnaci a contare i nostri giorni
E acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.

Seconda lettura (Fm 1,9-10.12-17)
Dalla lettera a Filèmone

Carissimo, ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesù. Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore.
Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario. 
Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore.
Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso.

Vangelo (Lc 14,25-33)
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo,  una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine?  Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».
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Domenica 8 settembre- ore 17.30: S.Messa concelebrata al Porto di Peschiera in occasione dell’ incoronazione della REGINA DEL GARDA.
La Messa è preceduta dalla processione, con la statua della Madonna, a partire dalla chiesa di S. Martino (ore 17.00)
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Martedì 10 riprende l’attività la Corale parrocchiale.
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Venerdì13 -ore 20.30- incontro per tutte le catechiste(i) per un confronto e la programmazione del prossimo anno catechistico.
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Sabato 14 -ore 10.30- nel Duomo di Forlì, BEATIFICAZIONE di BENEDETTA BIANCHI PORRO, vissuta per diversi anni a Sirmione.
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Sul tavolo degli avvisi vi invito a prendere il foglio del messaggio di Papa Francesco per la celebrazione della GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LA CURA DEL CREATO. 
(1° settembre).
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preghiera sul Vangelo della domenica

Seguire te, Gesù, non è una scelta da prendere a cuor leggero. i

Tu ci metti in guardia da decisioni affrettate e superficiali che non mettono in conto le fatiche, gli ostacoli, le sofferenze, talora addirittura le persecuzioni i
a cui possiamo andare incontro. Seguire te, Gesù, non è una passeggiata
e tanto meno un percorso trionfale lungo il quale mietere consensi e allori.
Tutt’altro! È una vera e propria lotta perché rimette in discussione
la nostra tranquillità e le nostre abitudini, le scelte prese cedendo alla corrente, i compromessi siglati per assicurarsi un'esistenza senza rischi e sussulti. 
Seguire te, Gesù, significa esporsi con tutto quello che si è e che si ha,
con i propri affetti e le proprie risorse al vento dello Spirito e lasciarsi guidare dalla bussola del tuo Vangelo, del disegno d'amore che sei venuto a manifestaree ad inaugurare con la tua croce.
Seguire te, Gesù, ci rende inevitabilmente
disarmati e fragili,com’è chi ama con tutto il cuore, com’è chi lascia tutto per affidarsi a te, com’è chi si libera da ogni altro impaccio
per trovare in te ogni sicurezza. Seguire te, Gesù, è -  ogni caso - l’avventura più grande della nostra vita.

sabato 17 agosto 2019

18 agosto 2019

Prima lettura (Ger 38,4-6.8-10)
Dal libro del profeta Geremìa

In quei giorni, i capi dissero al re: «Si metta a morte Geremìa, appunto perché egli scoraggia i guerrieri che sono rimasti in questa città e scoraggia tutto il popolo dicendo loro simili parole, poiché quest’uomo non cerca il benessere del popolo, ma il male». Il re Sedecìa rispose: «Ecco, egli è nelle vostre mani; il re infatti non ha poteri contro di voi». 
Essi allora presero Geremìa e lo gettarono nella cisterna di Malchìa, un figlio del re, la quale si trovava nell’atrio della prigione. Calarono Geremìa con corde. Nella cisterna non c’era acqua ma fango, e così Geremìa affondò nel fango.
Ebed-Mèlec uscì dalla reggia e disse al re: «O re, mio signore, quegli uomini hanno agito male facendo quanto hanno fatto al profeta Geremìa, gettandolo nella cisterna. Egli morirà di fame là dentro, perché non c’è più pane nella città». Allora il re diede quest’ordine a Ebed-Mèlec, l’Etiope: «Prendi con te tre uomini di qui e tira su il profeta Geremìa dalla cisterna prima che muoia».

Salmo responsoriale (Sal 39)
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.

Mi ha tratto da un pozzo di acque tumultuose,
dal fango della palude;
ha stabilito i miei piedi sulla roccia,
ha reso sicuri i miei passi.

Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.
Molti vedranno e avranno timore
e confideranno nel Signore.

Ma io sono povero e bisognoso:
di me ha cura il Signore.
Tu sei mio aiuto e mio liberatore:
mio Dio, non tardare.

Seconda lettura (Eb 12,1-4)
Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, anche noi, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. 
Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio. 
Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato.
 
Vangelo (Lc 12,49-53)
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

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18 agosto 2019: 20a domenica del tempo ordinariu 
Avvisi 
 In questa  domenica inizia il campo-scuola per i ragazzi (e) che si stanno preparando alla Cresima. Il campo è a Spiazzi ed è fatto assieme alla parrocchia di S.Martino. 
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Giornata pro Seminario: € 1040. Grazie per la vostra generosità!

preghiera sul Vangelo della domenica 
La morale del compromesso finisce per essere immorale, esattamente come imputridisce l’acqua immobile di uno stagno. Tu, Signore, sei venuto a scombinare le nostre scelte, spesso mediocri, spesso a misura della nostra piccola e furbesca coscienza. Sei venuto ad inquietarci, perché da noi vuoi lucidità e non confusione, verità e non imbroglio, coerenza e non accomodamento.
Dacci la forza, Signore, di restare inquieti per te e con te, anche a costo di essere giudicati fuori tempo e fuori moda.
Tu ci hai chiamati a scegliere non le nostre tranquille comodità, spesso frutto di egoismo, non le tenebre, ma la luce.
Dacci la consapevolezza che si è vincenti e contenti quando si sceglie la parte dei poveri e dei semplici, quando si prendono le distanze
dai tanti compromessi che ci tengono lontani da scelte coraggiose. 
Fa’ che possiamo aderire con forza a Te e al tuo messaggio che ci guarisce dalla freddezza e ci riscalda il cuore.



sabato 3 agosto 2019

4 agosto 2019

18a domanica del tempo ordinario

Prima lettura (Qo 1,2;2,21-23)
Dal libro del Qoèlet

Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità: tutto è vanità.
Chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi lasciare la sua parte a un altro che non vi ha per nulla faticato. Anche questo è vanità e un grande male.
Infatti, quale profitto viene all’uomo da tutta la sua fatica e dalle preoccupazioni del suo cuore, con cui si affanna sotto il sole? Tutti i suoi giorni non sono che dolori e fastidi penosi; neppure di notte il suo cuore riposa. Anche questo è vanità!

Salmo responsoriale (Sal 89)
Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.

Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.

Seconda lettura (Col 3,1-5.9-11)
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi

Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. 
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.
Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria.
Non dite menzogne gli uni agli altri: vi siete svestiti dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che lo ha creato. 
Qui non vi è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti.

Vangelo (Lc 12,13-21)
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo,  uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni.Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».
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preghiera sul Vangelo della domenica
La tentazione è forte, Gesù: misurare la propria vita  da quello che si possiede, dal potere raggiunto, dalla popolarità conquistata, dalla stima di cui si gode. In fondo sono queste le ricchezze che rischiano di darci alla testa, il di fornirci una falsa sicurezza facendoci perdere di mira ciò che è veramente essenziale. La tentazione è sempre in agguato, Gesù: 
considerarci al riparo da qualsiasi rovescio solo perché abbiamo un solido conto in banca, una posizione di prestigio, una carriera ammirabile.
Eppure dovremmo saperlo: la fluttuazione delle Borse,
i cambiamenti politici, possono rendere terribilmente
fragili e inconsistenti queste fondamenta così apprezzate; Certo, le ricchezze esistono e non possono essere buttate via, ma non è in esse che dobbiamo confidare. Solo tu sei la roccia sicura, e quando lo scopriamo
incominciamo ad usare i beni di questo mondo in modo del tutto diverso: senza attaccarci ad essi ma facendoli diventare strumento di fraternità!

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sabato 27 luglio 2019

28 luglio 2019

17a domenica del tempo ordinario

Prima lettura (Gen 18,20-32)
Dal libro della Gènesi

In quei giorni, disse il Signore: «Il grido di Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!».
Quegli uomini partirono di là e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora alla presenza del Signore. 
Abramo gli si avvicinò e gli disse: «Davvero sterminerai il giusto con l’empio? Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? Lontano da te il far morire il giusto con l’empio, così che il giusto sia trattato come l’empio; lontano da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?». Rispose il Signore: «Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell’ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutto quel luogo». 
Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere: forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne troverò quarantacinque». 
Abramo riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne troveranno quaranta». Rispose: «Non lo farò, per riguardo a quei quaranta». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta». Rispose: «Non lo farò, se ve ne troverò trenta». Riprese: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola: forse là se ne troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci».

Salmo responsoriale (Sal 137)
Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto.
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile;
il superbo invece lo riconosce da lontano.
Se cammino in mezzo al pericolo, tu mi ridoni vita;  
contro la collera dei miei avversari stendi la tua mano.  

La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.

Seconda lettura (Col 2,12-14)
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi

Fratelli, con Cristo sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. 
Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe e della non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e annullando il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce.

Vangelo (Lc 11,1-13)
Dal Vangelo secondo Luca
1Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane    quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? 12O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
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preghiera sul Vangelo della domenica

Padre: è questo il tuo nome che Gesù ha messo sulle nostre labbra e nel nostro cuore. E’ una di quelle parole che è fiorita per prima dalla mia bocca, colma di affetto e di gioia, di abbandono e di fiducia.
Padre: in questo nome è racchiuso l’ atteggiamento di ogni mia preghiera, il legame profondo che mi unisce, la certezza di essere ascoltato, amato, accolto in qualsiasi momento della mia esistenza. Anche quando torno dopo un lungo peregrinare, anche dopo essermene andato sbattendo la porta di casa, anche se sono malridotto a causa dei miei errori.
Padre, e non solo Padre mio, o di quelli che amo, di quelli che mi sono simpatici, della mia cerchia, dei miei connazionali,
ma: anche di quelli che non la pensano come me, che mi hanno fatto del male, che mi sono contrari, che mi hanno ostacolato.
Padre di ogni uomo e di ogni donna. di ogni razza e di ogni paese: Padre nostro!