sabato 22 giugno 2019

SOLENNITA’ DEL CORPO E DEL SANGUE DEL SIGNORE

Prima lettura (Gen 14,18-20)
Dal libro della Gènesi

In quei giorni, Melchìsedek, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo e benedisse Abram con queste parole:
«Sia benedetto Abram dal Dio altissimo,
creatore del cielo e della terra,
e benedetto sia il Dio altissimo,
che ti ha messo in mano i tuoi nemici».
E [Abramo] diede a lui la decima di tutto.

Salmo responsoriale (Sal 109)
Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore.
Oracolo del Signore al mio signore:
«Siedi alla mia destra
finché io ponga i tuoi nemici
a sgabello dei tuoi piedi».

Lo scettro del tuo potere
stende il Signore da Sion:
domina in mezzo ai tuoi nemici!

A te il principato
nel giorno della tua potenza 
tra santi splendori;
dal seno dell’aurora, 
come rugiada, io ti ho generato.

Il Signore ha giurato e non si pente:
«Tu sei sacerdote per sempre
al modo di Melchìsedek».

Seconda lettura (1Cor 11,23-26)
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». 
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». 
Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

Vangelo (Lc 9,11-17)
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». 
Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. 
Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. 
Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. 
Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.
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23 giugno 2019: SOLENITA’ del SS.CORPO e SANGUE DEL SIGNORE

AVVISI
Ricordo che il Grest parrocchialesarà organizzato anche quest’anno da lunedì 1 luglio a venerdì 26 luglio. 

Lunedì 24: Natività di S. Giovanni Battista
Venerdì 28: Solennità del SACRATISSIMO CUORE DI GESU’
Sabato 29 giugno: Solennità dei SS.PIETRO e PAOLO.
In questa Solennità sarà celebrata la S. Messa alle ore 8.00

Domenica 23 giugno, Solennità del Corpo e del Sangue del Signore,  su proposta di alcuni, viene data la possibilità di un incontro spirituale per adulti nel salone della nostra parrocchia. 
Terrà l’incontro don Vincenzo, monaco di Camaldoli.
E’ un’occasione interessante per approfondire un tema di vita spirituale 
e scambiarci anche osservazioni e riflessioni per un arricchimento reciproco. L’invito è per tutti: in particolare per gli adulti che partecipano a incontri di catechesi sul Vangeloe per tutti coloro che in Avvento e in Quaresima sono stati presenti nelle case alle proposte formative sul Vangelo.
Anche tutti quelli che svolgono nella liturgia il servizio di lettorisono particolarmente invitati
L’incontro inizia alle ore 16.00e si concluderà con una cenetta… Contando sulla vostra disponibilità, fiducioso vi aspetto….
don Attilio

Domenica prossima 30 giugno é la 
Giornata per la “CARITA’ DEL PAPA”
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 preghiera sul CORPUS DOMINI  
Di domenica in domenica, Gesù, tu ci chiami alla tua mensa.
Ci doni la tua Parola perché sia luce sui nostri passi,
bussola che orienta il cammino, lampada che rischiara le profondità,
gli anfratti oscuri dell’anima.

Ci doni la tua Parola perché possiamo decifrare insieme la nostra esistenza, ma anche questa storia a cui apparteniamo.

Di domenica in domenica, Gesù, tu spezzi per noi quel pane che è il tuo Corpo: corpo offerto per la vita del mondo, corpo sacrificato sull'altare della croce, corpo spezzato perché ognuno possa entrare in comunione con te.
Di domenica in domenica, Gesù, tu ci fai partecipare allo stesso calice,
ci offri il tuo Sangue, per suggellare con noi un’alleanza
nuova ed eterna che nulla potrà più spezzare.
È per la tua morte e risurrezione che noi siamo trasformati,
trasfigurati nel corpo e nell’ anima per diventare i cittadini
di un mondo nuovo.

sabato 8 giugno 2019

9 giugno 2019

SOLENITA' di PENTECOSTE

Prima lettura (At 2,1-11)
Dagli Atti degli Apostoli

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proséliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Salmo responsoriale (Sal 103)
Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.
Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.  

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.  

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore.

Seconda lettura (Rm 8,8-17)
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. 
Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete. Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. 
E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

Vangelo (Gv 14,15-16.23-26)
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre. 
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto»




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AVVISI
Ricordo che il Grest parrocchialesarà organizzato anche quest’anno da lunedì 1 luglio a venerdì 26 luglio. 

Venerdì 14 ore 19.00 a Cavalcaselle, incontro dell’Unità pastorale del lago sud

preghiera sulla PENTECOSTE 



Vieni, Spirito santo come soffio creatore che rianima le nostre comunità diventate a volte tiepide e stanche. Fa’ avvertire la nostalgia, il desiderio di un rapporto autentico con Dio. Strappale ai troppi compromessi che indeboliscono il Vangelo di Gesù e gli tolgono forza ed efficacia. Vieni, Spirito Santo, come un rombo che scuote le nostre comunità assonnate, come un rumore potente che le invita ad aprire gli occhi sulla loro condizione, sulla storia in cui sono, immerse, sui tanti drammi  dell’ umanità che attendono da tempo una risposta. Vieni, Spirito Santo, come un fuoco che brucia ogni gesto ed ogni atteggiamento meschino, ogni inganno ed ogni astuzia, ed  accende i cuori dei discepoli, facendoli vibrare di amore per Dio e per i fratelli. 
Vieni, Spirito Santo, e rinnova i prodigi della prima Pentecoste. Non permettere che Babele, cioè la confusione delle lingue provocata dalla nostra arroganza, prende il sopravvento. Donaci il linguaggio della carità, che raggiunge e consola ogni uomo.


sabato 1 giugno 2019

2 giugno 2019

ASCENSIONE DEL SIGNORE

Prima lettura (At 1,1-11)
Dagli Atti degli Apostoli

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

Salmo responsoriale (Sal 46)
Ascende il Signore tra canti di gioia.
Popoli tutti, battete le mani! 
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni.

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo.

Seconda lettura (Eb 9,24-28;10,19-23)
Dalla lettera agli Ebrei

Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte. 
Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza.
Fratelli, poiché abbiamo piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù, via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne, e poiché abbiamo un sacerdote grande nella casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero, nella pienezza della fede, con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è degno di fede colui che ha promesso.


Vangelo (Lc 24,46-53)
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.
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 2 giugno 2019: ASCENSIONE DEL SIGNORE

AVVISI

La prossima domenica 9  giugno è la SOLENNITA’ di PENTECOSTE

SABATO 8 GIUGNO IN CATTEDRALE VERRANNO ORDINATI  TRE NUOVI SACERDOTI 

  
Ricordo che il Grest parrocchialesarà organizzato anche quest’anno da lunedì 1 luglio a venerdì 26 luglio. 

Mercoledì 5  giugno alle ore 20.30 viene proposta una preghiera-veglia in preparazione alla solenità di Pentecoste
preghiera sul Vangelo dell’ ASCENSIONE 

Gerusalemme è stato il traguardo del tuo viaggio, Signore Gesù: 
lì è avvenuto il compimento  in modo del tutto inaspettato, il punto di partenza attraverso la tua passione, morte e risurrezione.
Gerusalemme ora diventa il punto di partenza perché il tuo Vangelo deve raggiungere tutti i popoli della terra. 
Comincia un capitolo nuovo della storia della salvezza in cui c'è bisogno di testimoni: non di spettatori che stanno a guardare e non si impegnano di persona, ma di protagonisti che parlano in base a quello che hanno visto e sperimentato.
C’è bisogno di uomini e di donne che rischiano la loro esistenza, con 
fiducia, per contribuire a costruire un mondo nuovo, una terra  abitata dalla fraternità e dalla giustizia. I tuoi discepoli, di ieri e di oggi, 
sanno che ora tocca a loro: la tua missione deve essere continuata,
ma tu resti vicino, anche se in modo nuovo.
  Ecco perché non c'è ombra di tristezza sui loro volti e nei loro cuori.
  Al contrario sono custoditi dal tuo amore e per questo sono ricolmi di gioia.
  Sanno che un giorno condivideranno la tua pienezza, presso Dio.
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Un messaggio del Vescovo
Carissimi fedeli dell’ Unità pastorale del lago sud,

La solennità della Pentecoste, compimento della Pasqua, ci fa vivere liturgicamente ciò che è avvenuto agli inizi della Chiesa: lo Spirito Santo fa di noi il popolo di Dio, unito da comunione fraterna, sotto lo sguardo di Maria, Madre di Gesù e madre nostra. Lo spirito Santo compie il miracolo del creare dell’ insieme delle nostre parrocchie un’ unità dei comunione fraterna. Preghiamolo perché predisponga ogni comunità cristiana a mettere insieme le risorse di ognuna e a farsi carico delle situazioni di difficoltà. Con questa prospettiva, auguro di cuore Buona Pentecoste ad ognuno di voi, alle vostre famiglie, ai vostri giovani, ai vostri anziani malatie disabili.

Un abbraccio fraterno
il  vescovo Giuseppe

sabato 18 maggio 2019

19 maggio 2019

Prima lettura (At 14,21-27)
Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Paolo e Bàrnaba ritornarono a Listra, Icònio e Antiòchia, confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede «perché – dicevano – dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni». 
Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto. Attraversata poi la Pisìdia, raggiunsero la Panfìlia e, dopo avere proclamato la Parola a Perge, scesero ad Attàlia; di qui fecero vela per Antiòchia, là dove erano stati affidati alla grazia di Dio per l’opera che avevano compiuto.
Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede.

Salmo responsoriale (Sal 144)
Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Per far conoscere agli uomini le tue imprese
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è un regno eterno,
il tuo dominio si estende per tutte le generazioni.

Seconda lettura (Ap 21,1-5)
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c’era più. 
E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 
Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva: 
«Ecco la tenda di Dio con gli uomini!
Egli abiterà con loro 
ed essi saranno suoi popoli
ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio.
E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi
e non vi sarà più la morte
né lutto né lamento né affanno,
perché le cose di prima sono passate».
E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose».

Vangelo (Gv 13,31-35)
Dal Vangelo secondo Giovanni

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. 
Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. 
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».
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19 maggio 2019: 5a domenica di Pasqua 


AVVISI
Il rosario viene proposto nelle seguenti zone:

ä zona “Villaggio”, piazzetta di via Friuli  äPortovecchio, via Marche
ä  in Chiesa parrocchiale äForte Laghetto, al capitello
ä  Parco giochi, al capitello zona Colombara ( o in casa)
ä  Via Cesare Battisti äParco giochi  di via Silvestro Lega
ä  Contrada Dolci (Capitello di Strada Peschiera, 55) 

preghiera sul Vangelo (5a di Pasqua)
Ai tuoi discepoli non hai affidato un distintivo da esibire, né una divisa da indossare e neppure un documento particolare che serva da contrassegno. 
Come riconoscerli, allora, Gesù, mescolati alla folla variopinta e multietnica? Ciò che li rivela perché segnala in modo chiaro la loro identità é l'amore che dimostrano gli uni per gli altri, in qualsiasi frangente. Un amore fraterno, nonostante le differenze di condizione sociale, di provenienza, di cultura, di lingua. Un amore capace di superare ogni ostacolo pur di offrire solidarietà, un amore che vince la paura, che supera la diffidenza, che ignora pregiudizi e sospetti. Un amore che si esprime mediante sfaccettature diverse: diventa misericordia verso chi ci ha offeso, si fa servizio umile dei più disagiati, sa offrire tenerezza per sostenere chi vacilla e chi è caduto, chi ha commesso sbagli terribili. Un amore che non è sottomesso a criteri formulati da noi, ma si gioca fino in fondo proprio come hai fatto tu






sabato 11 maggio 2019

12 maggio 2019

Prima lettura (At 13,14.43-52)
Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Paolo e Bàrnaba, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia in Pisìdia, e, entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, sedettero.
Molti Giudei e prosèliti credenti in Dio seguirono Paolo e Bàrnaba ed essi, intrattenendosi con loro, cercavano di persuaderli a perseverare nella grazia di Dio.
Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola del Signore. Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono ricolmi di gelosia e con parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo. Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore: “Io ti ho posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra”».
Nell’udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero. La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione. Ma i Giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li cacciarono dal loro territorio. Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio. I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.

Salmo responsoriale (Sal 99)
Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.
Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.

Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.

Perché buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione.

Seconda lettura (Ap 7,9.14-17)
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. 
E uno degli anziani disse: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide col sangue dell’Agnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo tempio; e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.
Non avranno più fame né avranno più sete,
non li colpirà il sole né arsura alcuna,
perché l’Agnello, che sta in mezzo al trono,
sarà il loro pastore
e li guiderà alle fonti delle acque della vita.
E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi».

Vangelo (Gv 10,27-30)
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. 
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. 
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».
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AVVISI
Oggi, 12 maggio: 56a Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.
Domenica prossima 19 maggio- alla  Messa ore 11.00: conclusione del catechismo 2018-2019. Giovedì 16 - ore 21.00 incontro catechiste in preparazione…
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 “SENIOR FESTIVAL”. Lunedì 13 maggio  Spazio aperto presenta il tema: IL DOLORE 
Un mistero da condividere sulle tracce di Giobbe. (Conversazione di mons. M.Signoretto) - Sottotetto Caserma dell’Artiglieria- ore 17.00
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Il rosario viene proposto nelle seguenti zone:
ä zona “Villaggio”, piazzetta di via Friuli  äPortovecchio, via Marche
ä  in Chiesa parrocchiale äForte Laghetto, al capitello
ä  Parco giochi, al capitello zona Colombara ( o in casa)
ä  Via Cesare Battisti äParco giochi  di via Silvestro Lega
ä  Contrada Dolci (Capitello di Strada Peschiera, 55) 

preghiera sul Vangelo (4a di Pasqua )


Hai evocato la figura del pastore, Gesù, per rivelarci più facilmente la tua identità. Tu ci vuoi bene, non sei un mercenario, uno che non vuol rischiare più di tanto e non intende esporsi al pericolo perché le pecore non gli appartengono.
Tu ci vuoi bene al punto di dare la tua vita, pur di strapparci al potere
del male e del peccato, pur di farci conoscere una libertà autentica.
Tu ci conosci uno per uno, con i nostri slanci e i nostri dubbi,
le nostre fragilità e le nostre risorse.
Ai tuoi occhi, Gesù, non siamo una massa indistinta di persone.
No, tu vedi nel profondo del cuore e nulla ti è ignoto dei nostri pensieri.
L’immagine del pastore, Gesù, in fondo getta una luce nuova
sul nostro rapporto con te.
Si tratta di una relazione originale che passa attraverso una voce 
che distinguiamo tra mille perché è la tua, la voce del pastore.
Ed è un ’esperienza unica sentirsi chiamare per nome.
Proprio per questo siamo disposti a seguirti, dal momento
che ci fidiamo di te, della tua saggezza e del tuo amore.
In fondo, venendoti dietro, ti affidiamo la nostra esistenza.