sabato 19 gennaio 2019

20 gennaio 2019


2a domenica del tempo ordinario
PRIMA LETTURA
Gioirà lo sposo per la sposa.
Dal libro del profeta Isaìa (Is 62,1-5)
Per amore di Sion non tacerò,
per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo,
finché non sorga come aurora la sua giustizia
e la sua salvezza non risplenda come lampada.
Allora le genti vedranno la tua giustizia,
tutti i re la tua gloria;
sarai chiamata con un nome nuovo,
che la bocca del Signore indicherà.

Sarai una magnifica corona nella mano del Signore,
un diadema regale nella palma del tuo Dio.
Nessuno ti chiamerà più Abbandonata,

né la tua terra sarà più detta Devastata,
ma sarai chiamata Mia Gioia
e la tua terra Sposata,
perché il Signore troverà in te la sua delizia
e la tua terra avrà uno sposo.
Sì, come un giovane sposa una vergine,
così ti sposeranno i tuoi figli;

come gioisce lo sposo per la sposa,
così il tuo Dio gioirà per te.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sl. 95(96)
Rit: Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome.

Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.

Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».

Egli giudica i popoli con rettitudine.

SECONDA LETTURA
L’unico e medesimo Spirito distribuisce a ciascuno come vuole.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 12,4-11
Fratelli, vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.
A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell’unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l’interpretazione delle lingue.
Ma tutte queste cose le opera l’unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.Parola di Dio

VANGELO
Questo, a Cana di Galilea,
  fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù.

 

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 2,1-11)


Giotto: le nozze di Cana (Cappella Scrovegni-Padova)
In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
Parola del Signore
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20 gennaio 2019 – 2a domenica del tempo ordinario
SETTIMANA di preghiera per l’unita’ dei cristiani
sabato 26 gennaio: 2° incontro in vista del matrimonio cristiano
catechismo:  domenica 20 : 2a elementare
            
Sabato 26 gennaio -ore 20.30

TUTTO TROPPO PRESTO

L’educazione sessuale dei nostri figli nell’era

di Internet


il numeroso pubblico nella nostra chiesa: 17 novembre 2018
il dott. Pellai
dott. ALBERTO PELLAI




Preadolescenti e adolescenti subiscono molte pressioni che li spingono a volere tutto e subito, a fare tutto troppo presto. Sedotti dai media e sollecitati dal mercato, si mettono a combattere contro il proprio corpo (sognandolo diverso), contro gli amici (per sembrare più grandi e migliori), contro se stessi (entrando in una spirale di comportamenti promiscui e rischiosi).



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preghiera sul Vangelo
«Non hanno più vino»: è tua madre ad accorgersene, Gesù,
 ed a segnalarti una situazione imbarazzante.
La festa sta per finire: non si può "brindare con l’acqua.
L’allegria diventerà vergogna…per non aver provveduto al necessario.
«Non hanno più vino»: è tua madre a fartelo sapere
con la discrezione e la delicatezza di chi vede il problema,
ma non vuol fare strepito, non vuol mettere a disagio. …
«Non hanno più vino»: è in fondo ciò che accade
ad ogni coppia e ad ognuno di noi.
Prima o poi le nostre risorse, quello che avevamo preparato,
viene meno e ci ritroviamo con la nostra fragilità,
con la nostra penuria, incapaci di venirne fuori da soli,
con le nostre esigue forze.
Solo tu, Gesù, il Messia atteso, puoi trasformare la nostra acqua
nel vino di una rinnovata fiducia e speranza.
E’ il  vino della gioia della fede! Di una fede convinta che non si accontenta di esperienze superficiali, di riti vuoti che ci lasciano come prima.
Una fede che sa cercare e godere della tua presenza che ci rinnova e ci dà vigore.

 
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sabato 12 gennaio 2019

13 gennaio 2019


LITURGIA DELLA PAROLA - Battesimo di Gesù
 
PRIMA LETTURA
Dal libro del profeta Isaìa (Is 40,1-5.9-11)
Consolate, consolate il mio popolo
– dice il vostro Dio –.

Parlate al cuore di Gerusalemme
e gridatele che la sua tribolazione è compiuta
la sua colpa è scontata,
perché ha ricevuto dalla mano del Signore
il doppio per tutti i suoi peccati».
Una voce grida:
«Nel deserto preparate la via al Signore,
spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia innalzata,
ogni monte e ogni colle siano abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
e quello scosceso in vallata.
Allora si rivelerà la gloria del Signore

e tutti gli uomini insieme la vedranno,
perché la bocca del Signore ha parlato».

Sali su un alto monte,
tu che annunci liete notizie a Sion!
Alza la tua voce con forza,
tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.
Alza la voce, non temere;
annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!
Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.
Come un pastore egli fa pascolare il gregge
e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul petto
e conduce dolcemente le pecore madri».

Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sl. 103(104)
Rit:
Benedici il Signore, anima mia.
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,

avvolto di luce come di un manto,
tu che distendi i cieli come una tenda.
Costruisci sulle acque le tue alte dimore,
fai delle nubi il tuo carro,
cammini sulle ali del vento,
fai dei venti i tuoi messaggeri
e dei fulmini i tuoi ministri.
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.

Ecco il mare spazioso e vasto:
là rettili e pesci senza numero,
animali piccoli e grandi.
Tutti da te aspettano
che tu dia loro cibo a tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;
apri la tua mano, si saziano di beni.
Nascondi il tuo volto: li assale il terrore;
togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra. 

SECONDA LETTURA
Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito 2,11-14; 3,4-7

Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza
a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare
l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo
mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della

beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro
grande Dio e salvatore Gesù Cristo.
Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità
e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di
zelo per le opere buone.
Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro,
e il suo amore per gli uomini,
egli ci ha salvati,
non per opere giuste da noi compiute,
ma per la sua misericordia,
con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo,
che Dio ha effuso su di noi in abbondanza
per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro,
affinché, giustificati per la sua grazia,
diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.
Parola di Dio

VANGELO
+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 3,15-16.21-22)

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».
Parola del Signore


DUE SASSOLINI AZZURRI
Due sassolini, grossi sì e no come una castagna, giacevano sul greto di un torrente.
Stavano in mezzo a migliaia di altri sassi, grossi e piccoli, eppure si distinguevano da tutti gli altri.
Perché erano di un intenso colore azzurro.
Quando un raggio di sole li accarezzava, brillavano come due frammenti di cielo caduti nell’acqua.
Loro due sapevano benissimo di essere i più bei sassi del torrente e se ne vantavano dal mattino alla sera.
Guardavano con commiserazione gli altri sassi che erano grigi, bianchi, striati, rossicci, chiazzati.
«Noi siamo i figli del cielo!», strillavano, quando qual che sasso plebeo si avvicinava troppo.

«State a debita di stanza! Noi abbiamo il sangue blu. Non abbiamo niente a che fare con voi!».
Erano insomma due sassi boriosi e insopportabili.
Passavano le giornate a pensare che cosa sarebbero diventati, non appena qualcuno li avesse scoperti.
«Finiremo certamente incastonati in qualche collana in sieme ad altre pietre preziose come noi».

«Sul dito bianco e sottile di qualche gran dama».
«Sulla corona della regina d’Olanda».
«Sulla spilla della cravatta del Principe di Galles». «Ci aspetta una gran vita...».
«Alberghi di lusso, crociere, balli, feste, ricevimenti...».
«Andremo fino a Katmandu...».
Un bel mattino, mentre i raggi del sole giocavano con le trine di spuma dei sassi più grandi, una mano d’uomo entrò nell’acqua e raccolse i due sassolini azzurri.
«Evviva!», gridarono i due all’unisono. «Si parte!».
Finirono in una scatola di cartone insieme ad altri sassi colorati.
«Ci rimarremo ben poco!», dissero, sicuri della loro in discussa bellezza.

La cosa durò più del previsto.
I due sassolini furono sballottati di qua e di là, cambiarono spesso scatola, furono spesso soppesati e palpati da mani ruvide.
Rimasero ultimi nella scatola.
Poi una mano li prese e li schiacciò di malagrazia con tro il muro in mezzo ad altri sassolini, in un letto di cemento tremendamente appiccicoso.

«Ehi! Fai piano! Siamo preziosi, noi!», gridavano i sassolini azzurri.
Ma due sonore martellate li fecero affondare ancora di più, dentro il cemento.
Piansero, supplicarono, minacciarono. Non ci fu niente da fare.
I due sassolini azzurri si ritrovarono inchiodati al muro. L’amarezza e la delusione li riempivano di riflessi viola.
«Razza di imbecilli, asini e incompetenti! Non hanno capito la nostra importanza!».
Il tempo ricominciò a scorrere, lentamente.
I due sassolini azzurri erano sempre più arrabbiati e non pensavano che ad una cosa: fuggire.
Ma non era facile eludere la morsa del cemento, che era inflessibile e incorruttibile.
I due sassolini non si persero di coraggio.
Fecero amicizia con un filo d’acqua, che scorreva ogni tanto su di loro.

Quando furono sicuri della lealtà dell’acqua, le chiesero il favore che stava loro tanto a cuore.
«Infiltrati sotto di noi, per piacere. E staccaci da questo maledetto muro».
L’acqua non se lo fece ripetere due volte.
Era la sua passione infiltrarsi nei muri e si divertiva molto ad allargare crepe e sbriciolare cemento.
Fece del suo meglio e dopo qualche mese i sassolini già ballavano un po’ nella loro nicchia di cemento.
Finalmente, una notte umida e fredda, Tac! Tac!: i due sassolini caddero per terra.
«Siamo liberi!».
E mentre erano sul pavimento lanciarono un’occhiata verso quella che era stata la loro prigione.
«Ooooh!». La luce della luna che entrava da una grande finestra illuminava uno splendido mosaico.

Migliaia di sassolini colorati e dorati formavano la figura di Nostro Signore.
Era il più bel Gesù che i due sassolini avessero mai visto.
Ma il volto... il dolce volto del Signore, in effetti, aveva qual cosa di strano.
Sembrava quello di un cieco. Ai suoi occhi mancavano le pupille!
«Oh, no!». I due sassolini azzurri compresero. Loro erano le pupille di Gesù.







Chissà come stavano bene, come brillavano, come erano ammirati, lassù.
Rimpiansero amaramente la loro decisione. Quanto erano stati insensati!
Al mattino, un sacrestano distratto inciampò nei due sassolini e,
poiché nell’ombra e nella polvere tutti i sassi sono uguali,
li raccolse e, brontolando, li buttò nel bidone della spazzatura.



13 gennaio 2019 – BATTESIMO DEL SIGNORE
Avvisi
catechismo:    domenica 13 : 4a elementare
                          martedì 15:  1a media
                          sabato 19  gennaio 5a elementare

18-25 gennaio: SETTIMANA di preghiera per l’unita’ dei cristiani
sabato 19 gennaio: iniziano gli incontri in vista del matrimonio cristiano

Sabato 19 gennaio è la festa liturgica del nostro patrono
il BEATO ANDREA DA PESCHIERA. Lo celebreremo, anche con la presenza della Corale, alla Messa delle 18.00. Al termine, in salone, è offerto a tutti un pasto caldo. Sono graditi anche dei dolci a completare il menù.

preghiera sul Vangelo del Battesimo
Tu sei venuto per portare a tutti gli uomini
l’annuncio dell’amore di Dio, un amore che
non si ferma davanti a nessun ostacolo.  E ora, proprio al Giordano, dopo il battesimo di Giovanni, la tua missione comincia. Trent’anni della tua vita in un villaggio sperduto come Nazaret hanno preparato questo momento. Ora comincia l ’avventura che il Padre ti ha affidato e tu l’affronti fiducioso: rincuorato dalla voce di Colui che in te riconosce il Figlio amato, sostenuto dallo Spirito che guida i tuoi passi. Per questo ti sei fatto uomo, per raggiungere gli uomini ed offrire loro il dono più prezioso, quell'amore che trasforma l’esistenza con la sua forza  e la sua bellezza.
 
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sabato 5 gennaio 2019

Concerto del 1°gennaio 2019





















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 EPIFANIA
Prima Lettura  Is 60,1-6
 La gloria del Signore brillasopra di te

Dal libro del profeta Isaia
  Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,

 la gloria del Signore brilla sopra di te.
 Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra,
 nebbia fitta avvolge i popoli;
 ma su di te risplende il Signore,
 la sua gloria appare su di te.
 Cammineranno le genti alla tua luce,
 i re allo splendore del tuo sorgere.
 Alza gli occhi intorno e guarda:
 tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
 I tuoi figli vengono da lontano,
 le tue figlie sono portate in braccio.
 Allora guarderai e sarai raggiante,
 palpiterà e si dilaterà il tuo cuore,

 perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te,
 verrà a te la ricchezza delle genti.
 Uno stuolo di cammelli ti invaderà,

 dromedari di Màdian e di Efa,
 tutti verranno da Saba, portando oro e incenso
 e proclamando le glorie del Signore.
Parola di Dio
Salmo Responsoriale
dal Salmo 71
: Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.
 
O Dio, affida al re il tuo diritto,
 al figlio di re la tua giustizia;
 egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
 e i tuoi poveri secondo il diritto.

 Nei suoi giorni fiorisca il giusto
 e abbondi la pace,
 finché non si spenga la luna.
 E dòmini da mare a mare,

 dal fiume sino ai confini della terra.
 I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
 i re di Saba e di Seba offrano doni.
 Tutti i re si prostrino a lui,
 lo servano tutte le genti.

 Perché egli libererà il misero che invoca
 e il povero che non trova aiuto.
 Abbia pietà del debole e del misero

 e salvi la vita dei miseri.
Seconda Lettura  Ef 3,2-3a.5-6
Ora è stato rivelato che tutte le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità. 
 
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero.

Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.
Parola di Dio

Botticelli- Adorazione dei magi
Vangelo  Mt 2,1-12
 Siamo venuti dall'oriente per adorare il re.
 
Dal vangelo secondo Matteo
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».

Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
Parola del Signore
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Riportiamo la poesia Il viaggio dei Magi scritta da T. S. Eliot e pubblicata nel 1927.

Uno dei massimo poeti del Novecento, Thomas Stearns Eliot (1888-1965), Premio Nobel per la letteratura nel 1948, compose nel 1927 (poco dopo la sua conversione al cristianesimo) una poesia, Journey of the Magi, qui proposta nella traduzione italiana realizzata nel 2014 da Nicola D’Ugo, poeta, scrittore e traduttore.
Come nel racconto evangelico, i Magi seguono la stella sino al luogo dov’è nato il Salvatore, ma nella poesia tutto è metafora della condizione umana di profondo bisogno, d’incompiutezza, di totale sproporzione rispetto al Dio che si fa uomo in un bimbo piccolissimo.
Il poeta colloca il viaggio in inverno, tra le mille difficoltà, e poi trova la meta nei disagi, grandi. E in più c’è tutt’attorno la gente, che cerca di scoraggiare la speranza dei cercatori. Ma poi finalmente ecco la visione di quel Pargolo divino, Colui che portando la nuova vita dà la morte al vecchio peccato per lasciare ancora una volta sulla Terra l’uomo non totalmente compiuto. Perché sì, non è qui, in questo mondo, il nostro approdo finale. Ecco cosa significativamente ci ricorda, tra l’altro, l’Epifania del Signore, cioè il Suo manifestarsi alle genti.
T. Eliot
«Fu una gelida venuta per noi,
Proprio il tempo peggiore dell’anno
Per un viaggio, e per un viaggio lungo come questo:
Le strade affondate e la stagione rigida,
Nel cuore fitto dell’inverno.»
E i cammelli irritati, gli zoccoli doloranti, restii,
Che si stendevano sulla neve che si andava sciogliendo.
Ci furono momenti in cui rimpiangemmo
I palazzi estivi sui pendii, le terrazze,
E le fanciulle di seta che portano i sorbetti.
Poi i cammellieri che sbottavano in bestemmie e lamentele
E se ne scappavano, e rivolevano i loro liquori e le loro donne,
E i falò notturni che si spegnevano, e l’assenza di ripari,

E le città inospitali, e ostili le cittadine,
E sporchissimi i paesini che vendevano a prezzi esosi:
Sono stati momenti durissimi per noi.
Alla fine preferimmo viaggiare intere nottate,
Dormendo a tratti,
Con le voci che ci cantavano nelle orecchie, che dicevano
Che era tutta una pazzia.
Poi all’alba scendemmo in una valle temperata,
Umida, sotto la coltre di neve, odorante di vegetazione,
Con un ruscello che scorreva ed un mulino ad acqua che picchiava il buio
E tre alberi davanti al cielo basso.
E un vecchio cavallo bianco galoppò via per i prati.

Poi arrivammo ad una bettola con dei pampini sulla volta,
Sei mani nel vano della porta si giocavano a dadi pezzi d’argento,

E i piedi scalciavano gli otri vuoti.
Ma di informazioni non ce n’erano, e così proseguimmo
E arrivammo di sera, senza un istante di anticipo
Trovando il luogo; fu (direste voi) una soddisfazione.
Tutto questo è successo molto tempo fa, lo ricordo,
E lo farei ancora, ma appuntatevi
Questo appuntatevi
Questo: siamo stati condotti per tutta quella strada per
Una Nascita o per una Morte? Vi fu una Nascita, certamente,
Ne abbiamo avuto la prova e mai un dubbio. Avevo visto le nascite e le morti,
Ma avevo creduto che fossero diverse; questa Nascita fu
Una dura e amara agonia per noi, come la Morte, la nostra morte.
Tornammo nei nostri possedimenti, in questi Regni,
Ma non più a nostro agio qui, coi vecchi ordinamenti,

Tra un popolo straniero aggrappato ai propri dèi.
Sarei lieto di un’altra morte.