lunedì 8 ottobre 2018

7 ottobre


PRIMA LETTURA
I due saranno un’unica carne.
Dal libro della Gènesi 2,18-24
Il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo:
voglio fargli un aiuto che gli corrisponda».
Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse.
Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.
Allora l’uomo disse:
«Questa volta
è osso dalle mie ossa,
carne dalla mia carne.
La si chiamerà donna,
perché dall’uomo è stata tolta».
Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 127 (128)
R. Ci benedica il Signore tutti i giorni della nostra vita.
Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.

La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;

i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.
Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!
Possa tu vedere i figli dei tuoi figli!
Pace su Israele!


SECONDA LETTURA
Colui che santifica e coloro che sono santificati
     provengono tutti da una stessa origine.

Dalla lettera agli Ebrei 2,9-11
Fratelli, quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti.
Conveniva infatti che Dio – per il quale e mediante il quale esistono tutte le cose, lui che conduce molti figli alla gloria – rendesse perfetto per mezzo delle sofferenze il capo che guida alla salvezza.
Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli.
Parola di Dio


VANGELO
L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto.
Dal Vangelo secondo Marco 10,2-16
In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.
Parola del Signore

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sabato 29 settembre 2018

30 settembre 2018

etture 26a domenica del tempo ordinarioi

Prima lettura (Nm 11,25-29)
Dal libro dei Numeri

In quei giorni, il Signore scese nella nube e parlò a Mosè: tolse parte dello spirito che era su di lui e lo pose sopra i settanta uomini anziani; quando lo spirito si fu posato su di loro, quelli profetizzarono, ma non lo fecero più in seguito. 
Ma erano rimasti due uomini nell’accampamento, uno chiamato Eldad e l’altro Medad. E lo spirito si posò su di loro; erano fra gli iscritti, ma non erano usciti per andare alla tenda. Si misero a profetizzare nell’accampamento. 
Un giovane corse ad annunciarlo a Mosè e disse: «Eldad e Medad profetizzano nell’accampamento». Giosuè, figlio di Nun, servitore di Mosè fin dalla sua adolescenza, prese la parola e disse: «Mosè, mio signore, impediscili!». Ma Mosè gli disse: «Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!».

Salmo responsoriale (Sal 18)
I precetti del Signore fanno gioire il cuore.
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

Il timore del Signore è puro, 
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.  

Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze, chi le discerne?
Assolvimi dai peccati nascosti.

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile,
sarò puro da grave peccato.

Seconda lettura (Giac 5,1-6)
Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Ora a voi, ricchi: piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi! Le vostre ricchezze sono marce, i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme. Il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si alzerà ad accusarvi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni! 
Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore onnipotente. Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per il giorno della strage. 
Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non vi ha opposto resistenza.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».
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30 settembre 2018 - 26a domenica del tempo ordinario


Avvisi

Martedì 2 ottobre - ore 18.00: catechismo per  i ragazzi della Cresima 


Martedì 2 ottobre - ore 20.30:Spazio aperto, su proposta del Consiglio pastorale parrocchiale, propone il

1° incontro sulla BIBBIA

tenuto dal prof. don Mauro Caurla, docente di S. Scrittura allo Studio teologico S.Zeno di Verona. (prendete il depliant illustrativo)
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Domenica prossima 7 ottobre, alla Messa delle ore 11.00, faremo l’inizio ufficiale del catechismo per le elementari e per le medie
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Leggete con attenzione i manifesti alla porta della chiesa e gli altri, accanto al foglio degli avvisi. 
Presentano il programma della nostra festa parrocchiale del Beato Andrea (6 e 7 ottobre). Il Consiglio pastorale ha pensato di segnalare per tempo questo programma e di riproporre, con qualche variante, le iniziative già sperimentate negli anni precedenti. 
E’ l’ occasione per vivere assieme momenti di incontro, alcuni dei quali hanno anche una valenza spirituale, culturale e artistica. Ciò è possibile per l’impegno generoso di molti volontari, che ringraziamo per la loro disponibilità.

In cappella feriale viene proposta una interessante mostra delle icone, opera di Annalisa Simonelli Reversi. 

sabato 15 settembre 2018

16 settembre 2018

Prima lettura (Is 50,5-9a)
Dal libro del profeta Isaìa

Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.
È vicino chi mi rende giustizia:
chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.
Chi mi accusa? Si avvicini a me.
Ecco, il Signore Dio mi assiste:
chi mi dichiarerà colpevole? 

Salmo responsoriale (Sal 114)
Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi.
Amo il Signore, perché ascolta
il grido della mia preghiera.
Verso di me ha teso l’orecchio
nel giorno in cui lo invocavo. 

Mi stringevano funi di morte,
ero preso nei lacci degli inferi,
ero preso da tristezza e angoscia.
Allora ho invocato il nome del Signore:
«Ti prego, liberami, Signore».

Pietoso e giusto è il Signore,
il nostro Dio è misericordioso.
Il Signore protegge i piccoli:
ero misero ed egli mi ha salvato.

Sì, hai liberato la mia vita dalla morte,
i miei occhi dalle lacrime,
i miei piedi dalla caduta.
Io camminerò alla presenza del Signore
nella terra dei viventi.

Seconda lettura (Giac 2,14-18)
Dalla lettera di san Giacomo apostolo

A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha opere? Quella fede può forse salvarlo? 
Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta. 
Al contrario uno potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede».

Vangelo (Mc 8,27-35)
Dal Vangelo secondo Marco


In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti». 
Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. 
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

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16 settembre 2018 - 24a domenica del tempo ordinario
Avvisi

Lunedì 17 ore 20.30: incontro per le catechiste 2a media
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Martedì 18 - ore 20.30: incontro genitori ragazzi della Cresima 
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preghiera sul Vangelo

Quante volte anch'io, come Pietro, ti ho riconosciuto con gioia come il Cristo, il Figlio venuto a salvare il mondo. E tuttavia basta poco per incrinare il mio entusiasmo: appena tu cominci ad annunciare il passaggio doloroso e angusto che tu hai attraversato
e che proponi anche a me, subito mi lascio afferrare dalla paura
e quasi quasi pretendo di farti cambiare itinerario.
Sì, lo ammetto: sono allergico alla sofferenza e alla croce…
Gesù, non abbandonarmi a tutte queste paure, non permettere che a parlarmi siano le tenebre e l'angoscia, ma una fiducia co/ma di speranza!

SABATO 29 SETTEMBRE ABBIAMO PROGRAMMATO
UNA GITA A TRIESTE

In questa occasione avremo la possibiltà di incontrare e salutare suor Marcella…

Il programma prevede:
partenzadavanti alla chiesa alle ore 6.30 
arrivo a Trieste previstoper   le 10.30 -11.00  visita alla città pranzo in pizzeria
continua la visita alla città e dintorni.
  Rientro previsto: ore 21.00 / 21.30

Tenendo conto del costo del pullman e dell’assicurazione, la quota richiesta è di  40 €uro.
Per avere la certezza del pullman, è assolutamente    necessario dare l’iscrizione, versando la quota intera, entro  e non oltre la prossima domenica 16 settembre
NB: Quando il numero previsto sarà raggiunto, saranno meglio 
precisati, su indicazione della guida, l’itinerario e i luoghi storico-artistici che verranno visitati
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   da “Servizio della parola”- settembre 2018

“Il mio nome è Shahbaz Bhatti”. Così inizia il testamento scritto dal Ministro pakistano delle minoranze religiose, ucciso il 2 marzo di sei anni fa da terroristi islamici perché «cristiano, infedele e bestemmiatore».

Uno 
straordinario testamento

Il documento è uno dei testi più belli che mi è capitato di leggere sul valore e il senso dell’esperienza cristiana.
«Sono nato in una famiglia cattolica. Mio padre, insegnante in pensione, e mia madre, casalinga, mi hanno educato secondo i valori cristiani e gli insegnamenti della Bibbia, che hanno inluenzato la mia infanzia. [. . .] Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte
in me che mi considererei privilegiato qualora - in questo mio battagliero sforzo di aiutare i bisognosi, i poveri, i cristiani perseguitati del Pakistan - Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita. Voglio vivere per Cristo e per lui voglio morire. Non provo alcuna paura in questo paese. Molte volte gli estremisti hanno desiderato uccidermi, imprigionarmi; mi hanno minacciato, perseguitato e hanno terrorizzato la mia famiglia. Io dico che, finché avrò vita, fino al mio ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa povera, sofferente umanità, i cristiani, i bisognosi, i poveri. Credo che i cristiani del mondo, che hanno teso la mano ai musulmani colpiti dalla tragedia del terremoto del 2005, abbiano costruito dei ponti di solidarietà, d’amore, di comprensione, di cooperazione e di tolleranza tra le due religioni. Se tali sforzi continueranno, sono convinto che riusciremo a vincere i cuori e le menti degli estremisti. Ciò produrrà un cambiamento in positivo: le genti non si odieranno, non uccide-ranno nel nome della religione, ma si ameranno le une le altre, porteranno armonia, coltiveranno la pace e la comprensione in questa regione. [...] I passi che più amo della Bibbia recitano: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi”. Così, quando vedo gente povera e bisognosa, penso che sotto le loro sembianze sia Gesù a venirmi incontro. Per cui cerco sempre di essere d’aiuto, insieme ai miei colleghi, di portare assistenza ai bisognosi, agli affamati, agli assetati. Credo che i bisognosi,i poveri, gli orfani qualunque sia la loro religione vadano considerati innanzitutto come esseri umani. Penso che quelle persone siano parte del mio corpo in Cristo, che siano la parte perseguitata e bisognosa del corpo di Cristo. Se noi portiamo a termine questa missione, allora ci saremo guadagnati un posto ai piedi di Gesù ed io potrò guardarlo senza provare vergogna».

Per capire

Poco tempo fa, Paul, fratello di Shahbaz, ha pubblicato un testo -Shahbaz, la voce della giustizia - edito dalla San Paolo. Un testo utile per capire il percorso interiore di un uomo capace di mostrare che di fronte alla prova le ragioni per le quali si vive (e per le quali si è disposti a morire) valgono più della vita. Un cristiano che ha mostrato fino in fondo che cosa vuol dire prendere la propria croce e vivere la sequela del Signore. Un testimone della radicalità evangelica in una parte del mondo lontana dai riflettori dei media (e dunque spesso anche dalla nostra coscienza di credenti), un martire che non ha scelto la morte, ma un modo di vivere, quello di Gesù di Nazaret.
Come scrive nella sua introduzione Monica Maggioni, presidente della Rai: «È nei campi assolati di Khushpur che si costruisce il senso di questa storia epica. Nella dinamica tra un fratello grande chiamato a proteggere e guidare, e un fratello piccolo, Shahbaz, che ha un dono, uno sguardo, una diversità, alla quale nessuno è immune. Un carisma “dono di Dio”. Da questo villaggio povero e agricolo del Pakistan, a maggioranza cristiana, creato da un missionario nel 1901, Shahbaz giunge al suo incarico politico e poi al suo destino immenso e tragico che affronta con serenità e determinazione».

Paul Bhatti ha lavorato come chirurgo in diversi Paesi del mondo. Dopo l’assassinio del fratello è stato eletto presidente del Pakistan Minorities Alliance e Ministro per 1’Armonia Nazionale sotto il governo di Asif Ali Zardari. Egli confessa che «a volte non comprendevo e non condividevo il comportamento di mio fratello» e faceva fatica a «capirne i gesti di attenzione ai deboli e agli emarginati».
Per capire il Pakistan e le minoranze cristiane perseguitate Il libro, arricchito anche da una prefazione del Segretario di Stato vaticano, il cardinale Parolin, è anche l’occasione per
comprendere la vicenda di un Paese — il. Pakistan — di quasi duecento milioni di abitanti, dove il 95 per cento sono musulmani, il 3 per cento indù o buddhisti, il 2 per cento cristiani. Un Paese chiave negli assetti geopolitici dell’area, spesso al centro del terrorismo talebano. Un Paese dove l’Islam è la religione di Stato (art. 2 della Costituzione) e il Corano e la Sunna “la legge suprema e la fonte guida nella promulgazione delle leggi».
Dove spesso i non musulmani subiscono pesanti discriminazioni religiose, sociali, economiche ed educative. Esemplare, a questo proposito, è la vicenda di Asia Bibi, la giovane donna cattolica condannata a morte con l’accusa di aver offeso il profeta 
Mao metto.
Ricordare Shahbaz Bhatti — un cristiano che si è speso per intero per la tutela dei poveri, degli emarginati e dei perseguitati di ogni culto — è ricordare anche la fede coraggiosa e il silenzio di decine di migliaia di cristiani pakistani che cercano di custodire la fede nonostante le molte prove che ogni giorno devono affrontare. Disposti a perdere la vita per il Vangelo.

sabato 8 settembre 2018

AscoltarTi è una festa - XXIII Domenica del Tempo Ordinario

9 settembre 2018

letture 23a domenica del tempo ordinario

Prima lettura (Is 35,4-7a)
Dal libro del profeta Isaìa

Dite agli smarriti di cuore: 
«Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi».
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto,
perché scaturiranno acque nel deserto,
scorreranno torrenti nella steppa.
La terra bruciata diventerà una palude,
il suolo riarso sorgenti d’acqua.

Salmo responsoriale (Sal 145)
Loda il Signore, anima mia.
Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.  

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

Seconda lettura (Gc 2,1-5)
Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Fratelli miei, la vostra fede nel Signore nostro Gesù Cristo, Signore della gloria, sia immune da favoritismi personali. 
Supponiamo che, in una delle vostre riunioni, entri qualcuno con un anello d’oro al dito, vestito lussuosamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro. Se guardate colui che è vestito lussuosamente e gli dite: «Tu siediti qui, comodamente», e al povero dite: «Tu mettiti là, in piedi», oppure: «Siediti qui ai piedi del mio sgabello», non fate forse discriminazioni e non siete giudici dai giudizi perversi?
Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano? 

Vangelo (Mc 7,31-37)
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. 
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. 
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

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Avvisi

Lunedì 10 ore 20.30: incontro per le catechiste (i)
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Martedì 11 - ore 18.00: incontro ragazzi della Cresima (3a media)
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Stiamo preparando la nostra festa parrocchiale del Beato Andrea che ricorre   domenica 7 ottobre. C’è già un buon gruppo di volontari…
A nome di questo gruppo e del Consiglio pastorale invito chiunque lo desideri ad aggiungersi e a dare il proprio contributo!
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preghiera sul Vangelo

Ci sono situazioni, Gesù, che appaiono senza via d'uscita: siamo bloccati, chiusi, impenetrabili a qualsiasi messaggio, incapaci di proferire parole. I nostri orecchi sono chiusi perché non intendiamo ascoltare se non ciò che ci risulta gradito e che non ferisce il nostro orgoglio. La nostra bocca non pronuncia più messaggi di fraternità e di comprensione, abituata com’è a provocare irritazione e contese. Signore Gesù, solo tu puoi sanare la nostra infermità e donarci la possibilità insperata di ristabilire la comunicazione. Signore Gesù, abbatti i muri che noi stessi abbiamo innalzato e trasforma il nostro cuore.
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SABATO 29 SETTEMBRE ABBIAMO PROGRAMMATO
UNA GITA A TRIESTE

In questa occasione avremo la possibiltà di incontrare e salutare suor Marcella…
Cattedrale di S.Giusto


Il programma prevede:

partenzadavanti alla chiesa alle ore 6.30 
arrivo a Trieste previsto per   le 10.30 -11.00 
visita alla città con  l’accompagnamento di una guidaturistica

pranzo al sacco
 continua la visita alla città. Rientro previsto: ore 21.00
NB. Il pranzo al sacco è stato suggerito per contenere le spese, visto che i ristoranti in città sono abbastanza cari…
Tenendo conto del costo del pullman, della guida  dell’assicurazione,la quota richiesta è di  40 €uro. Numero minimo di partecipanti: 33 persone 
Per avere la certezza del pullman, è assolutamente    necessario dare l’iscrizione, versando la quota intera, entro  e non oltre la prossima domenica 16 settembre

NB: Quando il numero previsto sarà raggiunto, saranno meglio 
precisati, su indicazione della guida, l’itinerario e i luoghi storico-artistici che verranno visitati
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sabato 25 agosto 2018

26 agosto 2018

Prima lettura (Gs 24,1-2.15-17.18)
Dal libro di Giosuè

In quei giorni, Giosuè radunò tutte le tribù d’Israele a Sichem e convocò gli anziani d’Israele, i capi, i giudici e gli scribi, ed essi si presentarono davanti a Dio. 
Giosuè disse a tutto il popolo: «Se sembra male ai vostri occhi servire il Signore, sceglietevi oggi chi servire: se gli dèi che i vostri padri hanno servito oltre il Fiume oppure gli dèi degli Amorrèi, nel cui territorio abitate. Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore».
Il popolo rispose: «Lontano da noi abbandonare il Signore per servire altri dèi! Poiché è il Signore, nostro Dio, che ha fatto salire noi e i padri nostri dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; egli ha compiuto quei grandi segni dinanzi ai nostri occhi e ci ha custodito per tutto il cammino che abbiamo percorso e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati. Perciò anche noi serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio». 

Salmo responsoriale (Sal 33)
Gustate e vedete com’è buono il Signore.
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.

Gridano e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.  

Molti sono i mali del giusto,
ma da tutti lo libera il Signore.
Custodisce tutte le sue ossa:
neppure uno sarà spezzato.  

Il male fa morire il malvagio
e chi odia il giusto sarà condannato.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia.

Seconda lettura (Ef 5,21-32)
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri: le mogli lo siano ai loro mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, così come Cristo è capo della Chiesa, lui che è salvatore del corpo. E come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli lo siano ai loro mariti in tutto.
E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell’acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo: chi ama la propria moglie, ama se stesso. Nessuno infatti ha mai odiato la propria carne, anzi la nutre e la cura, come anche Cristo fa con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo. 
Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne. 
Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!

Vangelo (Gv 6,60-69)
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». 
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». 
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. 
Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».
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26 agosto 2018 - 21a domenica del tempo ordinario

Avvisi

Domenica prossima 2 settembre, alla Messa delle ore 8.00, riceveremo nella nostra chiesa l’immagine della Madonna del Frassino, in preparazione alla Celebrazione eucaristica di domenica 9 settembre, alle 17.30 al Porto di Peschiera.
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In questa settimana sono assente dalla parrocchia per seguire il Campo-scuola a Lumini, in preparazione alla Cresima del 21 ottobre prossimo.  
Le Messe feriali saranno celebrate solo nei giorni 27 e 30 agosto.
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Stiamo preparando la nostra festa parrocchiale del Beato Andrea che ricorre la domenica 
7 ottobre.
C’è già un buon gruppo di volontari che si sono mostrati disponibili per aiutare nei vari settori nei quali è richiesta la loro collaborazione. 
A nome di questo gruppo e del Consiglio pastorale invito chiunque lo desidera a dare il proprio contributo: il gruppo è aperto a tutte le persone di buona volontà ed è gradito l’aiuto di tutti!
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preghiera sul Vangelo

È vero: talvolta, Gesù, la tua parola è veramente dura. Dura perché tu non vuoi sedurci, ma farci approdare alla verità. Solo la tua parola ci sottrae agli idoli di questo tempo e ci fa conoscere la vera libertà. Solo la tua parola ci apre orizzonti nuovi, infiniti, e dilata il nostro cuore. Solo la tua parola trasforma questa nostra esistenza raggomitolata su se stessa
e la colma della bellezza di Dio.