sabato 15 settembre 2018

16 settembre 2018

Prima lettura (Is 50,5-9a)
Dal libro del profeta Isaìa

Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.
È vicino chi mi rende giustizia:
chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.
Chi mi accusa? Si avvicini a me.
Ecco, il Signore Dio mi assiste:
chi mi dichiarerà colpevole? 

Salmo responsoriale (Sal 114)
Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi.
Amo il Signore, perché ascolta
il grido della mia preghiera.
Verso di me ha teso l’orecchio
nel giorno in cui lo invocavo. 

Mi stringevano funi di morte,
ero preso nei lacci degli inferi,
ero preso da tristezza e angoscia.
Allora ho invocato il nome del Signore:
«Ti prego, liberami, Signore».

Pietoso e giusto è il Signore,
il nostro Dio è misericordioso.
Il Signore protegge i piccoli:
ero misero ed egli mi ha salvato.

Sì, hai liberato la mia vita dalla morte,
i miei occhi dalle lacrime,
i miei piedi dalla caduta.
Io camminerò alla presenza del Signore
nella terra dei viventi.

Seconda lettura (Giac 2,14-18)
Dalla lettera di san Giacomo apostolo

A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha opere? Quella fede può forse salvarlo? 
Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta. 
Al contrario uno potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede».

Vangelo (Mc 8,27-35)
Dal Vangelo secondo Marco


In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti». 
Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. 
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
16 settembre 2018 - 24a domenica del tempo ordinario
Avvisi

Lunedì 17 ore 20.30: incontro per le catechiste 2a media
…………………………………………………………………………………
Martedì 18 - ore 20.30: incontro genitori ragazzi della Cresima 
…………………………………………………………………………………
preghiera sul Vangelo

Quante volte anch'io, come Pietro, ti ho riconosciuto con gioia come il Cristo, il Figlio venuto a salvare il mondo. E tuttavia basta poco per incrinare il mio entusiasmo: appena tu cominci ad annunciare il passaggio doloroso e angusto che tu hai attraversato
e che proponi anche a me, subito mi lascio afferrare dalla paura
e quasi quasi pretendo di farti cambiare itinerario.
Sì, lo ammetto: sono allergico alla sofferenza e alla croce…
Gesù, non abbandonarmi a tutte queste paure, non permettere che a parlarmi siano le tenebre e l'angoscia, ma una fiducia co/ma di speranza!

SABATO 29 SETTEMBRE ABBIAMO PROGRAMMATO
UNA GITA A TRIESTE

In questa occasione avremo la possibiltà di incontrare e salutare suor Marcella…

Il programma prevede:
partenzadavanti alla chiesa alle ore 6.30 
arrivo a Trieste previstoper   le 10.30 -11.00  visita alla città pranzo in pizzeria
continua la visita alla città e dintorni.
  Rientro previsto: ore 21.00 / 21.30

Tenendo conto del costo del pullman e dell’assicurazione, la quota richiesta è di  40 €uro.
Per avere la certezza del pullman, è assolutamente    necessario dare l’iscrizione, versando la quota intera, entro  e non oltre la prossima domenica 16 settembre
NB: Quando il numero previsto sarà raggiunto, saranno meglio 
precisati, su indicazione della guida, l’itinerario e i luoghi storico-artistici che verranno visitati
     ********************************************************
   da “Servizio della parola”- settembre 2018

“Il mio nome è Shahbaz Bhatti”. Così inizia il testamento scritto dal Ministro pakistano delle minoranze religiose, ucciso il 2 marzo di sei anni fa da terroristi islamici perché «cristiano, infedele e bestemmiatore».

Uno 
straordinario testamento

Il documento è uno dei testi più belli che mi è capitato di leggere sul valore e il senso dell’esperienza cristiana.
«Sono nato in una famiglia cattolica. Mio padre, insegnante in pensione, e mia madre, casalinga, mi hanno educato secondo i valori cristiani e gli insegnamenti della Bibbia, che hanno inluenzato la mia infanzia. [. . .] Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte
in me che mi considererei privilegiato qualora - in questo mio battagliero sforzo di aiutare i bisognosi, i poveri, i cristiani perseguitati del Pakistan - Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita. Voglio vivere per Cristo e per lui voglio morire. Non provo alcuna paura in questo paese. Molte volte gli estremisti hanno desiderato uccidermi, imprigionarmi; mi hanno minacciato, perseguitato e hanno terrorizzato la mia famiglia. Io dico che, finché avrò vita, fino al mio ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa povera, sofferente umanità, i cristiani, i bisognosi, i poveri. Credo che i cristiani del mondo, che hanno teso la mano ai musulmani colpiti dalla tragedia del terremoto del 2005, abbiano costruito dei ponti di solidarietà, d’amore, di comprensione, di cooperazione e di tolleranza tra le due religioni. Se tali sforzi continueranno, sono convinto che riusciremo a vincere i cuori e le menti degli estremisti. Ciò produrrà un cambiamento in positivo: le genti non si odieranno, non uccide-ranno nel nome della religione, ma si ameranno le une le altre, porteranno armonia, coltiveranno la pace e la comprensione in questa regione. [...] I passi che più amo della Bibbia recitano: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi”. Così, quando vedo gente povera e bisognosa, penso che sotto le loro sembianze sia Gesù a venirmi incontro. Per cui cerco sempre di essere d’aiuto, insieme ai miei colleghi, di portare assistenza ai bisognosi, agli affamati, agli assetati. Credo che i bisognosi,i poveri, gli orfani qualunque sia la loro religione vadano considerati innanzitutto come esseri umani. Penso che quelle persone siano parte del mio corpo in Cristo, che siano la parte perseguitata e bisognosa del corpo di Cristo. Se noi portiamo a termine questa missione, allora ci saremo guadagnati un posto ai piedi di Gesù ed io potrò guardarlo senza provare vergogna».

Per capire

Poco tempo fa, Paul, fratello di Shahbaz, ha pubblicato un testo -Shahbaz, la voce della giustizia - edito dalla San Paolo. Un testo utile per capire il percorso interiore di un uomo capace di mostrare che di fronte alla prova le ragioni per le quali si vive (e per le quali si è disposti a morire) valgono più della vita. Un cristiano che ha mostrato fino in fondo che cosa vuol dire prendere la propria croce e vivere la sequela del Signore. Un testimone della radicalità evangelica in una parte del mondo lontana dai riflettori dei media (e dunque spesso anche dalla nostra coscienza di credenti), un martire che non ha scelto la morte, ma un modo di vivere, quello di Gesù di Nazaret.
Come scrive nella sua introduzione Monica Maggioni, presidente della Rai: «È nei campi assolati di Khushpur che si costruisce il senso di questa storia epica. Nella dinamica tra un fratello grande chiamato a proteggere e guidare, e un fratello piccolo, Shahbaz, che ha un dono, uno sguardo, una diversità, alla quale nessuno è immune. Un carisma “dono di Dio”. Da questo villaggio povero e agricolo del Pakistan, a maggioranza cristiana, creato da un missionario nel 1901, Shahbaz giunge al suo incarico politico e poi al suo destino immenso e tragico che affronta con serenità e determinazione».

Paul Bhatti ha lavorato come chirurgo in diversi Paesi del mondo. Dopo l’assassinio del fratello è stato eletto presidente del Pakistan Minorities Alliance e Ministro per 1’Armonia Nazionale sotto il governo di Asif Ali Zardari. Egli confessa che «a volte non comprendevo e non condividevo il comportamento di mio fratello» e faceva fatica a «capirne i gesti di attenzione ai deboli e agli emarginati».
Per capire il Pakistan e le minoranze cristiane perseguitate Il libro, arricchito anche da una prefazione del Segretario di Stato vaticano, il cardinale Parolin, è anche l’occasione per
comprendere la vicenda di un Paese — il. Pakistan — di quasi duecento milioni di abitanti, dove il 95 per cento sono musulmani, il 3 per cento indù o buddhisti, il 2 per cento cristiani. Un Paese chiave negli assetti geopolitici dell’area, spesso al centro del terrorismo talebano. Un Paese dove l’Islam è la religione di Stato (art. 2 della Costituzione) e il Corano e la Sunna “la legge suprema e la fonte guida nella promulgazione delle leggi».
Dove spesso i non musulmani subiscono pesanti discriminazioni religiose, sociali, economiche ed educative. Esemplare, a questo proposito, è la vicenda di Asia Bibi, la giovane donna cattolica condannata a morte con l’accusa di aver offeso il profeta 
Mao metto.
Ricordare Shahbaz Bhatti — un cristiano che si è speso per intero per la tutela dei poveri, degli emarginati e dei perseguitati di ogni culto — è ricordare anche la fede coraggiosa e il silenzio di decine di migliaia di cristiani pakistani che cercano di custodire la fede nonostante le molte prove che ogni giorno devono affrontare. Disposti a perdere la vita per il Vangelo.

sabato 8 settembre 2018

AscoltarTi è una festa - XXIII Domenica del Tempo Ordinario

9 settembre 2018

letture 23a domenica del tempo ordinario

Prima lettura (Is 35,4-7a)
Dal libro del profeta Isaìa

Dite agli smarriti di cuore: 
«Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi».
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto,
perché scaturiranno acque nel deserto,
scorreranno torrenti nella steppa.
La terra bruciata diventerà una palude,
il suolo riarso sorgenti d’acqua.

Salmo responsoriale (Sal 145)
Loda il Signore, anima mia.
Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.  

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

Seconda lettura (Gc 2,1-5)
Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Fratelli miei, la vostra fede nel Signore nostro Gesù Cristo, Signore della gloria, sia immune da favoritismi personali. 
Supponiamo che, in una delle vostre riunioni, entri qualcuno con un anello d’oro al dito, vestito lussuosamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro. Se guardate colui che è vestito lussuosamente e gli dite: «Tu siediti qui, comodamente», e al povero dite: «Tu mettiti là, in piedi», oppure: «Siediti qui ai piedi del mio sgabello», non fate forse discriminazioni e non siete giudici dai giudizi perversi?
Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano? 

Vangelo (Mc 7,31-37)
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. 
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. 
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Avvisi

Lunedì 10 ore 20.30: incontro per le catechiste (i)
…………………………………………………………………………………
Martedì 11 - ore 18.00: incontro ragazzi della Cresima (3a media)
…………………………………………………………………………………
Stiamo preparando la nostra festa parrocchiale del Beato Andrea che ricorre   domenica 7 ottobre. C’è già un buon gruppo di volontari…
A nome di questo gruppo e del Consiglio pastorale invito chiunque lo desideri ad aggiungersi e a dare il proprio contributo!
…………………………………………………………………………………
preghiera sul Vangelo

Ci sono situazioni, Gesù, che appaiono senza via d'uscita: siamo bloccati, chiusi, impenetrabili a qualsiasi messaggio, incapaci di proferire parole. I nostri orecchi sono chiusi perché non intendiamo ascoltare se non ciò che ci risulta gradito e che non ferisce il nostro orgoglio. La nostra bocca non pronuncia più messaggi di fraternità e di comprensione, abituata com’è a provocare irritazione e contese. Signore Gesù, solo tu puoi sanare la nostra infermità e donarci la possibilità insperata di ristabilire la comunicazione. Signore Gesù, abbatti i muri che noi stessi abbiamo innalzato e trasforma il nostro cuore.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
SABATO 29 SETTEMBRE ABBIAMO PROGRAMMATO
UNA GITA A TRIESTE

In questa occasione avremo la possibiltà di incontrare e salutare suor Marcella…
Cattedrale di S.Giusto


Il programma prevede:

partenzadavanti alla chiesa alle ore 6.30 
arrivo a Trieste previsto per   le 10.30 -11.00 
visita alla città con  l’accompagnamento di una guidaturistica

pranzo al sacco
 continua la visita alla città. Rientro previsto: ore 21.00
NB. Il pranzo al sacco è stato suggerito per contenere le spese, visto che i ristoranti in città sono abbastanza cari…
Tenendo conto del costo del pullman, della guida  dell’assicurazione,la quota richiesta è di  40 €uro. Numero minimo di partecipanti: 33 persone 
Per avere la certezza del pullman, è assolutamente    necessario dare l’iscrizione, versando la quota intera, entro  e non oltre la prossima domenica 16 settembre

NB: Quando il numero previsto sarà raggiunto, saranno meglio 
precisati, su indicazione della guida, l’itinerario e i luoghi storico-artistici che verranno visitati
*******************************


sabato 25 agosto 2018

26 agosto 2018

Prima lettura (Gs 24,1-2.15-17.18)
Dal libro di Giosuè

In quei giorni, Giosuè radunò tutte le tribù d’Israele a Sichem e convocò gli anziani d’Israele, i capi, i giudici e gli scribi, ed essi si presentarono davanti a Dio. 
Giosuè disse a tutto il popolo: «Se sembra male ai vostri occhi servire il Signore, sceglietevi oggi chi servire: se gli dèi che i vostri padri hanno servito oltre il Fiume oppure gli dèi degli Amorrèi, nel cui territorio abitate. Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore».
Il popolo rispose: «Lontano da noi abbandonare il Signore per servire altri dèi! Poiché è il Signore, nostro Dio, che ha fatto salire noi e i padri nostri dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; egli ha compiuto quei grandi segni dinanzi ai nostri occhi e ci ha custodito per tutto il cammino che abbiamo percorso e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati. Perciò anche noi serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio». 

Salmo responsoriale (Sal 33)
Gustate e vedete com’è buono il Signore.
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.

Gridano e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.  

Molti sono i mali del giusto,
ma da tutti lo libera il Signore.
Custodisce tutte le sue ossa:
neppure uno sarà spezzato.  

Il male fa morire il malvagio
e chi odia il giusto sarà condannato.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia.

Seconda lettura (Ef 5,21-32)
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri: le mogli lo siano ai loro mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, così come Cristo è capo della Chiesa, lui che è salvatore del corpo. E come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli lo siano ai loro mariti in tutto.
E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell’acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo: chi ama la propria moglie, ama se stesso. Nessuno infatti ha mai odiato la propria carne, anzi la nutre e la cura, come anche Cristo fa con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo. 
Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne. 
Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!

Vangelo (Gv 6,60-69)
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». 
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». 
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. 
Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
26 agosto 2018 - 21a domenica del tempo ordinario

Avvisi

Domenica prossima 2 settembre, alla Messa delle ore 8.00, riceveremo nella nostra chiesa l’immagine della Madonna del Frassino, in preparazione alla Celebrazione eucaristica di domenica 9 settembre, alle 17.30 al Porto di Peschiera.
……………………………………………………………………………………
In questa settimana sono assente dalla parrocchia per seguire il Campo-scuola a Lumini, in preparazione alla Cresima del 21 ottobre prossimo.  
Le Messe feriali saranno celebrate solo nei giorni 27 e 30 agosto.
…………………………………………………………………………………
Stiamo preparando la nostra festa parrocchiale del Beato Andrea che ricorre la domenica 
7 ottobre.
C’è già un buon gruppo di volontari che si sono mostrati disponibili per aiutare nei vari settori nei quali è richiesta la loro collaborazione. 
A nome di questo gruppo e del Consiglio pastorale invito chiunque lo desidera a dare il proprio contributo: il gruppo è aperto a tutte le persone di buona volontà ed è gradito l’aiuto di tutti!
…………………………………………………………………………………
preghiera sul Vangelo

È vero: talvolta, Gesù, la tua parola è veramente dura. Dura perché tu non vuoi sedurci, ma farci approdare alla verità. Solo la tua parola ci sottrae agli idoli di questo tempo e ci fa conoscere la vera libertà. Solo la tua parola ci apre orizzonti nuovi, infiniti, e dilata il nostro cuore. Solo la tua parola trasforma questa nostra esistenza raggomitolata su se stessa
e la colma della bellezza di Dio.

sabato 28 luglio 2018

AscoltarTi è una festa - XVII Domenica del Tempo ordinario

29 luglio 2018

LITURGIA 17a DOMENICA - ANNO B

Prima lettura (2Re 4,42-44)
Dal secondo libro dei Re

In quei giorni, da Baal Salisà venne un uomo, che portò pane di primizie all’uomo di Dio: venti pani d’orzo e grano novello che aveva nella bisaccia. 
Eliseo disse: «Dallo da mangiare alla gente». Ma il suo servitore disse: «Come posso mettere questo davanti a cento persone?». Egli replicò: «Dallo da mangiare alla gente. Poiché così dice il Signore: “Ne mangeranno e ne faranno avanzare”». 
Lo pose davanti a quelli, che mangiarono e ne fecero avanzare, secondo la parola del Signore. 

Salmo responsoriale (Sal 144)
Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.  

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente.  

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.

Seconda lettura (Ef 4,1-6)
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. 
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.

Vangelo (Gv 6,1-15)
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. 
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». 
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. 
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. 
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°                                  °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
AVVISI
29 luglio 2018 – 17a domenica del tempo ordinario
…………………………………………………………………………………
Oggi  29 luglio: GIORNATA PRO-SEMINARIO. 
…………………………………………………………………………………
In fondo, sul tavolino, ci sono dei foglietti che illustrano la pratica devozionale del “PERDON D’ASSISI”,con la possibilità di lucrare l’indulgenza plenaria nei giorni e alle condizioni che sono ben spiegate nel foglietto. I giorni sono il 1° e il 2 agosto.
…………………………………………………………………………………
preghiera sul Vangelo

Il gesto da te compiuto quel giorno, Gesù, non è uno fra i tanti, ma un segno decisivo perché ci permette di comprendere te e la tua missione, quello che ti passa per il cuore, quello che offri e chiedi ad ognuno di noi. Tu conosci la fame degli uomini, ogni tipo di fame: la fame dei poveri che non hanno da mangiare, quella dei malati abbandonati a se stessi, ma anche quella di quanti hanno un bisogno di tenerezza e di affetto, di amicizia e di compagnia, di soccorso e di solidarietà, di perdono e di benevolenza, di una mano tesa e di un volto fraterno. Tu vuoi colmare questa fame che suscita la tua compassione e sai bene che non sarà il denaro a fornire la risposta giusta. Così accetti un punto di partenza del tutto inadeguato- cinque pani d'orzo e due pesci -, ti affidi al Padre e cominci a distribuire, fino a saziare abbondantemente la folla intera. In questo modo ci insegni che quando siamo disposti a spartire quel poco che abbiamo riusciamo veramente a compiere meraviglie.

dal grest parrocchiale......

a Rezzato nel Convento dei Francescani con padre Claudio
a Rezzato nel Convento dei Francescani

a Rezzato nel parco comunale

... momenti della festa finale!


Ivana e Rosalba sorvegliano......
















la scenetta finale....