Via Mantova, 44- 37019 Peschiera (d.G.). Tel. 045.75. 51.400 parroco: don Attilio Bonato (ottobre 2009).
sabato 13 febbraio 2016
14 febbraio 2016
Dal libro del Deuteronòmio
Mosè parlò al popolo e disse:
«Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani e la deporrà davanti all’altare del Signore, tuo Dio, e tu pronuncerai queste parole davanti al Signore, tuo Dio: “Mio padre era un Aramèo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi. Ci condusse in questo luogo e ci diede questa terra, dove scorrono latte e miele. Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato”. Le deporrai davanti al Signore, tuo Dio, e ti prostrerai davanti al Signore, tuo Dio».
Salmo responsoriale (Sal 90) -Resta con noi, Signore, nell’ora della prova.
Chi abita al riparo dell’Altissimo
passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio in cui confido».
Non ti potrà colpire la sventura,
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
Egli per te darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutte le tue vie.
Sulle mani essi ti porteranno,
perché il tuo piede non inciampi nella pietra.
Calpesterai leoni e vipere,
schiaccerai leoncelli e draghi.
«Lo libererò, perché a me si è legato,
lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome.
Mi invocherà e io gli darò risposta;
nell’angoscia io sarò con lui,
lo libererò e lo renderò glorioso».
Seconda lettura (Rm 10, 8-13) Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, che cosa dice [Mosè]? «Vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore», cioè la parola della fede che noi predichiamo. Perché se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. Dice infatti la Scrittura: «Chiunque crede in lui non sarà deluso». Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato».
Vangelo (Lc 4,1-13) Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.
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In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.
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AVVISI
Catechismo:
venerdì
19: adolescenti
sabato 20: 2a e 4a elementare
Oggi, Domenica 14, nella nostra parrocchia, c’è un ritiro spirituale per
i ragazzi di 1a e 2a media delle nostre tre parrocchie di Peschiera
………………………………………………………………………………………
Vi invito a prendere, accanto al foglio degli avvisi, il
foglietto delle indicazioni e degli impegni suggeriti per questo tempo di
Quaresima.
In particolare:
° il libretto “Preghiera in famiglia”
° il messaggio del Papa sulla Quaresima
° l’iniziativa del “Cesto della carità”
………………………………………………………………………………………
Mercoledì 17 - alle
ore 15.00: gruppo della carità
………………………………………………………………………………………
Preghiera sul
Vangelo della 1a domenica di Quaresima:
Anche tu, Gesù, hai
avuto fame, quella farne che afferra il corpo e che si avverte fin nel
profondo, ma non solo fame di cibo, Signore, fame di amicizia, fame di
compagnia, fame di accoglienza,
fame di solidarietà. E dal profondo della
tua fame non ti sei dimenticato di quell’unica Parola capace di colmare
resistenza di un uomo. Anche tu, Gesù, hai avvertito il bisogno di mezzi, di
risorse, per poter realizzare il tuo progetto, per poter affrettare
i tempi, per poter superare gli ostacoli, per poter essere più efficace, beni e
ricchezze da usare per uno scopo nobile, naturalmente. Ma dal profondo della tua povertà hai riconosciuto
il pericolo dell’ idolatria, quando il potere non è più uno strumento, ma un
idolo che ingoia tutto. Anche tu, Gesù, hai provato la tentazione del gesto
spettacolare che permette una rapida popolarità, la tentazione di poter
sottrarti a tanti rischi e pericoli. Ma poi ti sei affidato interamente al
Padre tuo, come un Messia povero, indifeso, che viene solo per amare.
.............................................................
.............................................................
… prendete
visione e aderite all’iniziativa di
catechesi
degli adulti in questo tempo di Quaresima
|
giorno
|
luogo
|
Animatore(..ice)
|
|
mercoledì
ore 9.00
|
fam. Tomellini
via Piemonte
|
Maria Teresa
e Cristina
|
|
mercoledì
ore 20.30
|
Rosanna Faccioli
Via S. Chiara, 8
|
Rosanna Faccioli
|
|
mercoledì
ore 20.30
|
via Marche, 32
fam. Scappini Giuseppe
|
Caldogno Francesco
|
|
giovedì
ore 20.30
|
fam. Castelletti A.
e Angiolina
via Veneto
|
Bognoli Paola
|
|
venerdì
ore 20.45
|
via Michelangelo, 25 fam. Maggi Sergio
|
Suor Marcella
Anna
|
Ricordo che la
“SETTIMANA EUCARISTICA SARA’ CELEBRATA
DA LUNEDì 29 FEBBRAIO
A DOMENICA 6 MARZO
sabato 6 febbraio 2016
7 febbraio 2016
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura Is 6,1-2.3-8
Eccomi, manda me!
Dal libro del profeta Isaia
Dal libro del profeta Isaia
Nell’anno in cui morì il re
Ozìa, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo
manto riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno aveva sei
ali. Proclamavano l’uno all’altro, dicendo:
«Santo, santo, santo il Signore degli eserciti!
Tutta la terra è piena della sua gloria».
Vibravano gli stipiti delle porte al risuonare di quella voce, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi:
«Ohimè! Io sono perduto,
perché un uomo dalle labbra impure io sono
e in mezzo a un popolo
dalle labbra impure io abito;
eppure i miei occhi hanno visto
il re, il Signore degli eserciti».
Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e disse:
«Ecco, questo ha toccato le tue labbra,
perciò è scomparsa la tua colpa
e il tuo peccato è espiato».
Poi io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, manda me!».
«Santo, santo, santo il Signore degli eserciti!
Tutta la terra è piena della sua gloria».
Vibravano gli stipiti delle porte al risuonare di quella voce, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi:
«Ohimè! Io sono perduto,
perché un uomo dalle labbra impure io sono
e in mezzo a un popolo
dalle labbra impure io abito;
eppure i miei occhi hanno visto
il re, il Signore degli eserciti».
Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e disse:
«Ecco, questo ha toccato le tue labbra,
perciò è scomparsa la tua colpa
e il tuo peccato è espiato».
Poi io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, manda me!».
Salmo Responsoriale Dal Salmo 137
Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.
Ti rendo grazie, Signore,
con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.
Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.
Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
quando ascolteranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore:
grande è la gloria del Signore!
La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.
Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.
Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
quando ascolteranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore:
grande è la gloria del Signore!
La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.
Seconda Lettura 1 Cor 15,1-11 forma breve 15, 3-8.11
Così predichiamo e così avete creduto.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Vi proclamo, fratelli, il
Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi
e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che
non abbiate creduto invano!
[ A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè
che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.
In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. ]
Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana. Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me.
[ Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto. ]
Canto al Vangelo Mt 4,19
[ A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè
che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.
In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. ]
Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana. Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me.
[ Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto. ]
Canto al Vangelo Mt 4,19
Alleluia, alleluia.
Venite dietro a me, dice il
Signore,
vi farò pescatori di uomini.
vi farò pescatori di uomini.
Vangelo Lc 5,1-11
Dal vangelo secondo Luca
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre la
folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando
presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I
pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone,
e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla
barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
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Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
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AVVISI
Catechismo
venerdì 12:
adolescenti
sabato 13: 3a
e 5a elementare
Domenica
prossima14, nella nostra parrocchia, c’è un ritiro spirituale per i ragazzi di
1a e 2a media delle nostre tre parrocchie di Peschiera
…………………………………………………………
In questa domenica celebriamola 38a GIORNATA PER LA VITA, sul tema “La misericordia fa fiorire la
vita”. Vi invito a leggere il messaggio dei vescovi italiani per questa
occasione (sul tavolo degli avvisi….)
Siamo invitati ad aiutare anche con la nostra offerta il
Centro diocesano aiuto vita e il Centro aiuto vita di Peschiera…
-->
Messaggio del Consiglio Episcopale
Permanente per la 38a Giornata Nazionale per la vita
(7 febbraio 2016)
LA MISERICORDIA FA FIORIRE LA VITA
“Siamo noi il sogno di Dio che, da
vero innamorato, vuole cambiare la nostra vita”. Con queste parole Papa Francesco
invitava a spalancare il cuore alla tenerezza del Padre, “che nella sua grande
misericordia ci ha rigenerati” (1Pt 1,3) e ha fatto fiorire la nostra vita.
La vita è cambiamento
L’Anno Santo della misericordia ci
sollecita a un profondo cambiamento. Bisogna togliere “via il lievito vecchio,
per essere pasta nuova” (1Cor 5,7), bisogna abbandonare stili di vita sterili, come
gli stili ingessati dei farisei. Di loro il Papa dice che “erano forti, ma al
di fiori. Erano ingessati. Il cuore era molto debole, non sapevano in cosa
credevano. E per questo la loro vita era - la parte di fuori - tutta regolata;
ma il cuore andava da una parte all’altra: un cuore debole e una pelle
ingessata, forte,dura”? La misericordia, invero, cambia lo sguardo, allarga il
cuore e trasforma la vita in dono: si realizza così il sogno di Dio.
La vita è crescita
Una vera crescita in umanità
avviene innanzitutto grazie all’amore materno e paterno: “la buona educazione
familiare è la colonna vertebrale dell’umanesimo”. La famiglia, costituita da
un uomo e una donna con un legame stabile, è vitale se continua a far nascere e
a generare. Ogni figlio che viene al mondo è volto del “Signore amante della
vita” (Sap 11,26), dono per i suoi genitori e per la società; ogni vita non accolta
impoverisce il nostro tessuto sociale. Ce lo ricordava Papa Benedetto XVI: “Lo
sterminio di milioni di bambini non nati, in nome della lotta alla povertà, costituisce
in realtà l'eliminazione dei più poveri tra gli esseri umani”. Il nostro Paese,
in particolare, continua a soffrire un preoccupante calo demografico, che in
buona parte scaturisce da una carenza di autentiche politiche familiari. Mentre
si continuano a investire notevoli energie a favore di piccoli gruppi di
persone, non sembra che ci sia lo stesso impegno per milioni di famiglie che, a
volte sopravvivendo alla precarietà lavorativa, continuano ad offrire una
straordinaria cura dei piccoli e degli anziani. “Una società cresce forte,
cresce buona, cresce bella e cresce sana se si edifica sulla base della
famiglia”. È la cura dell’altro - nella famiglia come nella scuola - che offre un
orizzonte di senso alla vita e fa crescere una società pienamente umana.
La vita è dialogo
I credenti in ogni luogo sono
chiamati a farsi diffusori di vita “costruendo ponti” di dialogo, capaci di
trasmettere la potenza del Vangelo, guarire la paura di donarsi, generare la
“cultura dell’ incontro”.
Le nostre comunità parrocchiali
e le nostre associazioni sanno bene che “la Chiesa deve venire a dialogo col mondo
in cui si trova a vivere”. Siamo chiamati ad assumere lo stile di Emmaus: è il
vangelo della misericordia che ce lo chiede (cfr. Lc 24,1385). Gesù si mette
accanto, anche quando l’altro non lo riconosce o è convinto di avere già tutte
le risposte. La sua presenza cambia lo sguardo ai due di Emmaus e fa fiorire la
gioia: nei loro occhi si è accesa una luce. Di tale luce fanno esperienza gli
sposi che, magari dopo una crisi o un tradimento, scoprono la forza del perdono
e riprendono di nuovo ad amare. Ritrovano, così, il sapore pieno delle parole
dette durante la celebrazione del matrimonio: “Padre, hai rivelato un amore
sconosciuto ai nostri occhi, un amore disposto a donarsi senza chiedere nulla
in cambio”. In questa gratuità del dono fiorisce lo spazio umano più fecondo per
far crescere le giovani generazioni e per “introdurre - con la famiglia – la
fraternità nel mondo”‘. Il sogno di Dio - fare del mondo una famiglia — diventa
metodo quando in essa si impara a custodire la vita dal concepimento al suo naturale
termine e quando la fraternità si irradia dalla famiglia al condominio, ai
luoghi di lavoro, alla scuola, agli ospedali, ai centri di accoglienza, alle
istituzioni civili.
La vita è misericordia
Chiunque si pone al servizio
della persona umana realizza il sogno di Dio. Contagiare di misericordia
significa aiutare la nostra società a guarire da tutti gli attentati alla vita.
L’elenco è impressionante: “È attentato alla vita la piaga dell’aborto. È
attentato alla vita lasciar morire i nostri
fratelli sui barconi nel canale
di Sicilia. È attentato alla vita la morte sul lavoro perché non si rispettano
le minime condizioni di sicurezza. È attentato alla vita la morte per
denutrizione. È attentato alla vita il terrorismo, la guerra, la violenza; ma
anche l’ eutanasia. Amare la vita è sempre prendersi cura dell’altro, volere il
suo bene, coltivare e rispettare la sua dignità trascendente”.
Contagiare di misericordia
significa affermare — con papa Francesco — che è la misericordia il nuovo nome
della pace. La misericordia farà fiorire la vita: quella dei migranti respinti
sui barconi o ai confini dell'Europa, la vita dei bimbi costretti a fare i
soldati, la vita delle persone anziane escluse dal focolare domestico e
abbandonate negli ospizi, la vita di chi viene sfruttato da padroni senza scrupoli,
la vita di chi non vede riconosciuto il suo diritto a nascere. Contagiare di
misericordia significa osare un cambiamento interiore, che si manifesta contro
corrente attraverso opere di misericordia. Opere di chi esce da se stesso,
annuncia l’esistenza ricca in umanità, abita fiducioso i legami sociali, educa
alla vita buona del Vangelo e trasfigura il mondo con il sogno di Dio.
……………………………………………………………………………………………………
Mercoledì
10 febbraio è il Mercoledì delle Ceneri e inizio della Quaresima, con il rito
dell’imposizione delle Ceneri.
Ci sono due S.Messe: alle 15.00 e alle 20.30.
Nel
pomeriggio sono particolarmente invitati i ragazzi e gli anziani che
difficilmente potrebbero essere presenti alla sera.
La
Messa delle 20.30 sarà animata dalla Corale parrocchiale.
Per i
giovani e gli adulti è giorno di astinenza e di digiuno.
Sul
significato di queste pratiche
penitenziali e degli altri impegni, vi sarà dato avviso nel Giorno delle Ceneri
e nella 1a domenica di Quaresima
……………………………………………………………………………………………………
Giovedì 11 febbraio (Memoria della Beata Vergine di
Lourdes) ricorre la 24a GIORNATA MONDIALE DEL
MALATO, sul tema: Affidarsi a Gesù misericordioso
come Maria: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”
(Gv 2,5). Sul tavolo il messaggio di questa
Giornata….
……………………………………………………………………………………………………
Preghiera sul Vangelo della 5a
domenica del tempo ordinario
Quante
volte, Signore Gesù, mi hai fatto passare attraverso la stessa esperienza di
Pietro. Ho provato il senso amaro del fallimento,
dopo
essermi affaticato invano e ho dovuto ammettere
davanti
a me stesso e agli altri di aver lavorato invano.
Talora
ho vissuto con vergogna il momento in cui si fanno i bilanci
e si
valutano i risultati delle attività. E mi sembrava ingiusto
che i
frutti di tanto lavoro fossero così limitati, che tanto spendermi fosse stato
inutile.
Poi tu
mi hai proposto di ripartire, di uscire di nuovo al largo.
E avevo
mille motivi per negarmi, per rimanere ancorato al molo.
Ma avevo
anche una buona ragione per dirti di si: fidarmi di te,
mettermi
nelle tue mani, senza tante scuse o giri di parole,
rinunciando
al mio orgoglio ferito, alle mie analisi così sicure,
ai miei
ragionamenti e ai miei progetti.
E tu mi
hai stupito ancora una volta con una pesca prodigiosa
al di là
di ogni mia attesa. Così ho dovuto riconoscere
che fare
i pescatori di uomini significa gettare le reti sulla tua parola,
mettendo
da parte la propria competenza
e i
propri umori.
sabato 30 gennaio 2016
31 gennaio 2016
Prima Lettura Ger
1,4-5.17-19
Ti ho stabilito profeta delle nazioni.
Dal libro del profeta Geremia
Nei giorni del re Giosìa, mi fu rivolta questa parola del Signore:
«Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto,
prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato;
ti ho stabilito profeta delle nazioni.
Tu, dunque, stringi la veste ai fianchi,
àlzati e di’ loro tutto ciò che ti ordinerò;
non spaventarti di fronte a loro,
altrimenti sarò io a farti paura davanti a loro.
Ed ecco, oggi io faccio di te
come una città fortificata,
una colonna di ferro
e un muro di bronzo
contro tutto il paese,
contro i re di Giuda e i suoi capi,
contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese.
Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno,
perché io sono con te per salvarti».
Salmo Responsoriale Dal Salmo 70
La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.
In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso.
Per la tua giustizia, liberami e difendimi,
tendi a me il tuo orecchio e salvami.
Sii tu la mia roccia,
una dimora sempre accessibile;
hai deciso di darmi salvezza:
davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!
Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio.
Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno.
La mia bocca racconterà la tua giustizia,
ogni giorno la tua salvezza.
Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie.
Seconda Lettura 1 Cor 12,31-13,13 forma breve 13, 4-13
Rimangono la fede, la speranza, la carità; ma la più grande di tutte è la carità.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, desiderate intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime.
Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.
E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo, per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.
[ La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino.
Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!
Ti ho stabilito profeta delle nazioni.
Dal libro del profeta Geremia
Nei giorni del re Giosìa, mi fu rivolta questa parola del Signore:
«Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto,
prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato;
ti ho stabilito profeta delle nazioni.
Tu, dunque, stringi la veste ai fianchi,
àlzati e di’ loro tutto ciò che ti ordinerò;
non spaventarti di fronte a loro,
altrimenti sarò io a farti paura davanti a loro.
Ed ecco, oggi io faccio di te
come una città fortificata,
una colonna di ferro
e un muro di bronzo
contro tutto il paese,
contro i re di Giuda e i suoi capi,
contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese.
Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno,
perché io sono con te per salvarti».
Salmo Responsoriale Dal Salmo 70
La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.
In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso.
Per la tua giustizia, liberami e difendimi,
tendi a me il tuo orecchio e salvami.
Sii tu la mia roccia,
una dimora sempre accessibile;
hai deciso di darmi salvezza:
davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!
Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio.
Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno.
La mia bocca racconterà la tua giustizia,
ogni giorno la tua salvezza.
Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie.
Seconda Lettura 1 Cor 12,31-13,13 forma breve 13, 4-13
Rimangono la fede, la speranza, la carità; ma la più grande di tutte è la carità.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, desiderate intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime.
Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.
E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo, per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.
[ La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino.
Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!
Vangelo Lc 4,21-30Gesù come Elia ed Eliseo è mandato non per i soli Giudei.
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
AVVISI
Catechismo
giovedì
4: 2a media - venerdì 5: 1a media
venerdì 4: adolescenti
sabato 6: 2a e 4a elementare
…………………………………………………………
Ci
prepariamo a celebrare, la prossima
domenica 7 febbraio,
la 38a GIORNATA PER LA VITA, sul tema “La misericordia
fa fiorire la vita”. E’ a disposizione la rivista “NOI, FAMIGLIA E VITA”
(riedizione di “Noi genitori e figli”) che presenta i temi di grande attualità,
discussi in questi giorni… (1 €uro)
…………………………………………………………
Martedì 2 febbraio è la fFesta della “PRESENTAZIONE DI GESU’
AL TEMPIO”. La Messa è alle ore 18.00, con il rito della luce, all’inizio della
Messa.
……………………………………………………………………………………………………
La prossima
settimana, da domenica 31 pomeriggio a venerdì 5 sera, sarò assente dalla
parrocchia per un Corso di Esercizi Spirituali.
Le Messe feriali saranno celebrate nei seguenti giorni,
sempre alle ore 18.00.
MARTEDI 2 febbraio
MERCOLEDI
3 febbraio
VENERDI 5 febbraio
Oggi,
domenica 31 gennaio, sono presentati alla Comunità parr. i ragazzi (e) che
celebreranno la Messa di Prima Comunione domenica 1° maggio. Li ricordiamo
nella nostra preghiera…
…………………………………………………………
Giovedì 28 gennaio si è riunito per la prima volta il nuovo
CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE.
Consiglio
pastorale parrocchiale - 2016
1
|
don Attilio Bonato
|
parroco
|
2
|
Gruppo liturgia
|
Ridolfi Cristina,
|
3
|
Consiglio economico
|
Fraccaroli Stefano
|
4
|
Gruppo carità e volontariato
|
Degani Rosanna
|
5
|
Gr. manutenzioni varie
|
Moiolo Domenico
|
6
|
Catechiste elem. e medie
|
Idone M. Giovanna
|
7
|
Gr. adolescenti e giovani
|
Isacchini Anna
|
8
|
Gruppo mass- media cultura
|
Cociani Aldo
|
9
|
Gruppo famiglie
|
Ferrarini Mirco
|
10
|
Gruppo movimenti ecclesiali
|
Pomari A. Maria
|
11
|
Suore Elisabettine
|
Suor Marcella Caccin
|
12
|
Servizi pulizie e Chiesa
|
Speri
Raffaella
|
Incaricati dal parroco
13
|
Tomellini Luigi
|
Via Piemonte,18
|
14
|
Ambrosi Roberto
|
Via Marinoni, 6
|
15
|
Fiore
Anna
|
Viale
Degli Alpini
|
VERBALE DEL CONSIGLIO PASTORALE (28 GENAIO 2016)
Dopo la
preghiera di apertura Don Attilio ha
dato la parola a Luigi Tomellini, in
riferimento all’incontro che il Vescovo ha tenuto venerdì 22 gennaio 2016 con i
rappresentanti dei CCP della zona sud
–lago veronese.
Il
Vescovo si è soffermato sui compiti del CPP (peraltro ben evidenziati nel
Regolamento che abbiamo ricevuto questa sera , redatto e rivisto dal precedente
CPP), evidenziando l’importanza di:
mantenere
un collegamento forte con le persone della comunità interessate da
problematiche varie,
essere
lo specchio della comunità parrocchiale ed essere in grado di esprimere le loro
esigenze. Portare in CPP le problematiche dei gruppi parrocchiali attivi e
comunque delle persone della comunità parrocchiale, anche singole.
essere
una comunità che abbia ben presente i riferimenti di più ampia scala, quali
quelli nazionali ed internazionali, e, nel nostro ambito saperli interpretare
correttamente
creare
un coordinamento con i CPP limitrofi.
Quindi Don Attilio ha definito che il CPP deve
essere la voce della Comunità e non solo quella del Parroco, che il CPP si
dovrà riunione ogni 45/50 giorni circa (ogni mese e mezzo) e che sarà nominato
questa sera un gruppo di 3 persone (Don Attilio Presidente, un vicepresidente
moderatore e un segretario verbalizzante): questo gruppo avrà anche il compito
di riunirsi per definire l’Ordine del Giorno del successivo CPP.
Poi,
sempre Don Attilio ha proposto una
serie di attività parrocchiale e indicato alcune date discusse e approvate
dell’insieme del CPP:
31/1/2016 Messa delle ore 11:00 presentazione
dei bambini 1° Comunione
7/2/2016 Giornata per la Vita. Don Attilio
chiederà al Gruppo Famiglie di adoperarsi per propagandare le iniziative
correlate.
10/2/2016 Mercoledì delle Ceneri Celebrazione
alle ore 15:00 ed alle ore 20:30.
QUARESIMA DELLA
FRATERNITA’
Sensibilizzazione sulle attività Missionarie Diocesane
Aiuto economico ad una missione
Distribuzione
del Messaggio del Papa sulla Quaresima
Libretto per la preghiera quaresimale in famiglia
Salvadanaio
in cartoncino da dare ai ragazzini da riportare il Giovedì Santo
Via Crucis ogni venerdì pomeriggio di Quaresima
Catechesi
per adulti,: 5 incontri con cadenza settimanale, divisi in gruppi a partire da
lunedì 15 febbraio, secondo un calendario in via di definizione. Uno di questi
incontri sarà un incontro unitario sul tema (proposto dalla Diocesi) dell’arte
nella religione. Questo incontro è previsto per Mercoledì 16
marzo 2016.
Tutte le
domeniche di Quaresima si effettuerà la raccolta di alimenti non deperibili.
Don
Attilio informa di 2 incontri organizzati dal Centro Missionario Diocesano –
Migrantes, a Verona il 20 febbraio ed il 19 marzo in via Fontane di Sopra
presso le suore del Sacro Cuore alle Torricelle.
La Settimana
Eucaristica è organizzata dal 29 febbraio al 6 marzo
Al suo
interno vi saranno le 24 ore per il Signore, che inizieranno venerdì 4 marzo
ore 20:30
Don
Attilio ha chiesto agli Adolescenti di aprire la preghiera il venerdì e al
Gruppo famiglie di condurre l’ora finale del sabato, dalle 19:00 alle 20:00.
Inoltre
Sabato 5 marzo la Messa serale sarà anticipata alle ore 16:00 in quanto vi sarà
l’Unzione dei Malati.
Domenica
6 marzo alla Messa delle ore 11:00 (o forse alle ore 9:00) verrà presentato
alla Comunità il nuovo Consiglio Pastorale, con i Componenti che si recheranno
all’Altare.
Luigi Tomellini illustra la raccolta di medicinali
del Banco Farmaceutico. Questa organizzazione è più complessa del “noto” Banco
Alimentare, trattandosi di medicinali, quindi un elemento ben più delicato.
Si può
offrire medicinali solo nelle farmacie che hanno aderito. A peschiera non ha
aderito alcuna farmacia, quelle più vicine sono a Castelnuovo (dove le medicine
saranno portate anche alla “Nostra Casa” e a Salionze.
Viene
Nominato il Comitato ristretto individuando in Luigi Tomellini il vicepresidente e moderatore e Stefano Fraccaroli il Segretario.
Questi si affiancheranno a Don Attilio nella definizione dell’Ordine del Giorno
dei CPP successiv
Sono stati
programmati i prossimi incontri del CPP:
Lunedì
14 marzo 2016 ore 20:30
Lunedì
18 aprile 2016 ore 20:30
Lunedì 6
giugno 2016 ore 16:30
Don
Attilio ha annunciato le prossime attività di Spazio Aperto:
I
pomeriggi letterari , dove in 4 pomeriggi verranno presentati, commentati e
discussi 4 diversi libri uniti da un tema comune
Lunedì
21 marzo ore 20:30 l’incontro in Parrocchia di Spazio Aperto
Preghiera sul Vangelo della 4a domenica del tempo
ordinario
A Nazareth ci
sono tutti gli ingredienti per un ritorno all’insegna dell’affetto,
della stima,
dell’entusiasmo. Tu, o Gesù, hai già fatto parlare di te: quello che dici,
manifesta un’autorità fin qui sconosciuta. I segni che compi destano stupore e
gioia:
hai liberato
dalle malattie, hai rimesso in piedi, hai
ridonato la vista…
Non sarebbe bello che qualcuno del tuo paese riconoscesse
tutto questo? Poichè ti hanno visto
crescere e diventare uomo e tu hai condiviso la vita faticosa del villaggio, le
penurie problemi di tutti.
E invece, no. Le cose non vanno proprio per il verso giusto,
perché quelli di Nazareth non possono accettare che proprio tu sia il prescelto
di Dio,
il suo Messia.Pensano di sapere già tutto di te, ignorando
l’essenziale.
Pretendono di essere loro a tracciare le vie di Dio e non
accettano la sua scelta di visitarli in un modo del tutto imprevisto.
Tentazione antica e del tutto attuale.
Sì, perché tu continui a visitarci, ma lo fai attraverso
persone inattese che recano il contrassegno della povertà, della fragilità,
della mitezza.
E noi rischiamo di rifiutarti, perché ti aspettiamo con i
connotati della potenza e della forza.
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