sabato 5 luglio 2014

AscoltarTi è una festa - XIV Domenica del Tempo Ordinario

domenica 6 luglio

6-12 luglio 2014 - 14a domenica tempo ordinario


calendario liturgico

7 - Lunedì - 14.a Tempo Ordinario - Misericordioso e pietoso è il Signore

Liturgia: Os 2,16.17b-18.21-22; Sal 144; Mt 9,18-26

8 - Martedì - 14.a Tempo Ordinario –Casa d’Israele, confida nel Signore
Liturgia: Os 8,4-7.11-13; Sal 113B; Mt 9,32-38

9 - Mercoledì - 14.a Tempo Ordinario - Ricercate sempre il volto del Signore
Liturgia: Os 10,1-3.7-8.12; Sal 104; Mt 10,1-7

10 - Giovedì - 14.a Tempo Ordinario. Fa’ splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.
Liturgia: Os 11,1-4.8c-9; Sal 79; Mt 10,7-15

11 - Venerdì - 14.a Tempo Ordinario - S. BENEDETTO patrono d'Europa
Gustate e vedete come è buono il Signore.
Liturgia: Pr 2,1-9; Sal 33; Mt 19,27-29

12 - Sabato - 14.a Tempo Ordinario - Il Signore regna, si riveste di maestà
Liturgia: Is 6,1-8; Sal 92; Mt 10,24-33
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A partire da lunedì 7 luglio, con il parere favorevole del Consiglio parrocchiale delle attività economiche, una ditta specializzata procederà alla pulizia interna ed esterna della chiesa.
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Dal libro del profeta Zaccarìa



Così dice il Signore:
«Esulta grandemente, figlia di Sion,
giubila, figlia di Gerusalemme!
Ecco, a te viene il tuo re.
Egli è giusto e vittorioso,
umile, cavalca un asino,
un puledro figlio d’asina.
Farà sparire il carro da guerra da Èfraim
e il cavallo da Gerusalemme,
l’arco di guerra sarà spezzato,
annuncerà la pace alle nazioni,
il suo dominio sarà da mare a mare
e dal Fiume fino ai confini della terra».
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 


Fratelli, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. 
E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.
+ Dal Vangelo secondo Matteo



In quel tempo Gesù disse: 
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

 preghiera
È ai poveri che ti rivolgi e sei sicuro che ti capiscono, Gesù, perché il Padre dona loro il cuore e la mente che li rende capaci di entrare nel mistero; perché sono cosi limpidi
e privi di complicazioni da poter entrare
nei luminosi progetti di Dio. Agli oppressi e a tutti coloro che camminano curvi e stanchi
perché non ce la fanno più,  tu offri la possibilità di trovare in te ristoro, di gettare in te i loro carichi pesanti e di proseguire leggeri, con una facilità sconosciuta.
Sì, perché agli uni e agli altri tu proponi un giogo dolce
che è quello dell'amore, un fardello che si porta volentieri
quando ci si sente accolti, perdonati e trasformati da una tenerezza che non ha misura.
Sia veramente benedetto Dio, il Padre della misericordia, perché nel suo progetto di salvezza i primi destinatari non sono i grandi della terra o i dotti, ma i piccoli, coloro che soffrono, quelli che contano solo su di lui.

Beato Andrea grest 2014



















lunedì 30 giugno 2014

sabato 28 giugno 2014

AscoltarTi è una festa - SS. Pietro e Paolo

29 giugno 2014

Solennità dei SS. Apostoli Pietro e Paolo

Dagli Atti degli Apostoli


In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Àzzimi. Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua. 
Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui. In quella notte, quando Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alle porte le sentinelle custodivano il carcere. 
Ed ecco, gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: «Àlzati, in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani. L’angelo gli disse: «Mettiti la cintura e légati i sandali». E così fece. L’angelo disse: «Metti il mantello e seguimi!». Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell’angelo: credeva invece di avere una visione.
Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sé davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l’angelo si allontanò da lui. 
Pietro allora, rientrato in sé, disse: «Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva».

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo


Figlio mio, io sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. 
Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.
Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca del leone. 
Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.
+ Dal Vangelo secondo Matteo



In quel tempo, Gesù, giunto nella regionea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». 
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».



calendario liturgico  
30 - Lunedì - 13.a Tempo Ordinario - Ss. Primi martiri della Chiesa romana –
 Perdona, Signore, l’infedeltà del tuo popolo
Liturgia: Am 2,6-10.13-16; Sal 49; Mt 8,18-22
1 - - Martedì - 13.a Tempo Ordinario. Guidami, Signore, nella tua giustizia.

Liturgia: Am 3,1-8; 4,11-12; Sal 5; Mt 8,23-27
2 - Mercoledì - 13.a Tempo Ordinario. A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Diio.
Liturgia: Am 5,14-15.21-24; Sal 49; Mt 8,28-34
3 - Giovedì - 13.a Tempo Ordinario - S. TOMMASO (f) - Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.
Liturgia: Ef 2,19-22; Sal 116; Gv 20,24-29
4 - Venerdì - 13.a Tempo Ordinario. Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Liturgia: Am 8,4-6.9-12; Sal 118; Mt 9,9-13
5 - Sabato - 13.a Tempo Ordinario Il Signore annuncia la pace per il suo popoloLiturgia: Am 9,11-15; Sal 84; Mt 9,14-17
avvisi
La nostra parrocchia, anche in vista della celebrazione dei 40 anni dalla sua costituzione, ha necessità di alcuni lavori di manutenzione e di  restauro.
Il ciborio che contiene il tabernacolo è stato intaccato dal tarlo; così pure gli armadi che sono in sacrestia, qualche altro mobile ed anche il crocifisso ligneo nella cappella laterale. Una ditta specializzata (che ha restaurato anche il coro del santuario del Frassino…) sta ultimando il lavoro…
 A partire da lunedì 7 luglio, con il parere favorevole del Consiglio parrocchiale delle attività economiche, una ditta specializzata procederà anche alla pulizia interna ed esterna della chiesa.
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GREST 2014
Lunedì 30 giugno inizia il Grest estivo, fino al 25 luglio.

Ci auguriamo che sia un’esperienza divertente, positiva e formativa per i ragazzi e per gli animatori che hanno accettato l’invito di seguirli in questo percorso interessante…!
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Preghiera nella Solennità dei SS.Apostoli Pietro e Paolo


Tu, Gesù, lo hai scelto come la pietra su cui costruire la tua Chiesa, la comunità chiamata a continuare la tua missione fino al tuo ritorno. Non lo hai fatto perché Pietro era dotato di particolari competenze o di risorse acquisite grazie a corsi di studio superiori. Non è stata neppure la certezza di poter contare sulla sua fedeltà, sul suo coraggio e sulla sua solidità, in qualsiasi frangente. Tu immaginavi  che ti avrebbe rinnegato nel momento drammatico della tua cattura e della tua condanna. No, a muoverti è stata la sua fede,
quella fede a cui egli dà espressione nel vangelo di oggi,  con parole semplici e chiare, quella fede che non nasce da un percorso personale di conoscenza ma da un dono di Dio, da una grazia Quella fede che si rivelerà più forte della sua fragilità,
dei suoi smarrimenti, della sua presunzione, quella febe in cui lui stesso
ha bisogno di conversione per poter poi svolgere  il ruolo che
 gli hai assegnato, quello di confermare i suoi fratelli.
E Paolo, fratello di Pietro nella fede, grande evangelizzatore, ci insegna a fare della vita una scelta decisa e senza rimpianti.. come lui stesso ha detto e ha fatto: “ Per me vivere è Cristo”
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la tomba di Pietro



È possibile riscoprire le radici più significative e profonde della Basilica di San Pietro e della Chiesa di Roma ripercorrendo l’antica strada in terra battuta che conduce alla tomba del Principe degli Apostoli e che attraversa una necropoli romana ubicata sotto il pavimento delle Grotte Vaticane in corrispondenza della navata centrale della Basilica. 
La scoperta di questo sito di fondamentale importanza religiosa, storica e artistica, risale ai primi anni del pontificato di Pio XII Pacelli (1939-1958), il papa che coraggiosamente volle intraprendere una serie di esplorazioni archeologiche nell’area della Confessione Vaticana e nella parte centrale delle Sacre Grotte. La ricerca archeologica del secolo passato fu un’impresa senza precedenti che consentì di individuare sotto l’altare maggiore della Basilica la tomba di Pietro, rimasta inaccessibile e inviolata per quasi duemila anni. Un'umile fossa scavata sulle pendici meridionali del colle Vaticano, proprio davanti al circo, che fu teatro delle feroci persecuzioni contro i cristiani all’epoca dell’imperatore Nerone (54-68). Una modesta sepoltura sulla quale, cent’anni dopo il martirio dell’Apostolo, fu costruita una piccola edicola funeraria ricordata dal presbitero Gaio alla fine del II secolo, come riferisce puntualmente lo storico Eusebio di Cesarea (Storia Ecclesiastica, 2, 25, 6-7). Quell’edicola, generalmente chiamata “Trofeo di Gaio”, indicò ai primi cristiani la tomba di Pietro che già prima di Costantino fu meta di devoti pellegrinaggi, testimoniati dai numerosi graffiti latini tracciati su una parete intonacata e dipinta di un ambiente destinato al culto in prossimità dell’edicola (“muro G”). In particolare su un piccolo frammento di intonaco (cm 3,2 x 5,8), proveniente dal cosiddetto “muro rosso” sul quale si addossò l’edicola, vennero incise le seguenti lettere greche: PETR[...] ENI[...]. Il graffito è stato interpretato con la frase “Pétr[os] enì” (= Pietro è qui), oppure, sempre nella prospettiva della presenza di Pietro, con un’invocazione a lui rivolta: “Pétr[os] en i[réne]” (= Pietro in pace). 
Il “Trofeo di Gaio”, che sopravvive nella “nicchia dei Palli” all’interno della Confessione Vaticana, fu racchiuso dall’imperatore Costantino in una teca marmorea ricordata da Eusebio di Cesarea come “uno splendido sepolcro davanti alla città, un sepolcro al quale accorrono, come ad un grande santuario e tempio di Dio, innumerevoli schiere da ogni parte dell’impero romano” (Teofania, 47). Sul monumento-sepolcro di Costantino si edificarono in seguito, con significativa continuità, l’altare di Gregorio Magno (590-604), l’altare di Callisto II (1123) e infine, nel 1594, l’altare di Clemente VIII, successivamente coperto dal baldacchino del Bernini sotto la grandiosa cupola michelangiolesca. La straordinaria successione dei monumenti eretti attorno e sopra l’edicola del II secolo costituisce un’eloquente e tangibile testimonianza di duemila anni di devozione e di storia incentrata sull’umile sepoltura di Pietro.