sabato 18 dicembre 2021

 19 dicembre 2021 - 4a Avvento C 

Prima Lettura

Dal libro del profeta Michèa - Mi 5,1-4a
 
Così dice il Signore:
«E tu, Betlemme di Èfrata,
così piccola per essere fra i villaggi di Giuda,
da te uscirà per me
colui che deve essere il dominatore in Israele;
le sue origini sono dall'antichità,
dai giorni più remoti.
Perciò Dio li metterà in potere altrui,
fino a quando partorirà colei che deve partorire;
e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d'Israele.
Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore,
con la maestà del nome del Signore, suo Dio.
Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande
fino agli estremi confini della terra.
Egli stesso sarà la pace!».

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale - Dal Sal 79 (80)

 

R. Signore, fa' splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

Tu, pastore d'Israele, ascolta,
seduto sui cherubini, risplendi.
Risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci. R.
 
Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell'uomo che per te hai reso forte. R.
 
Sia la tua mano sull'uomo della tua destra,
sul figlio dell'uomo che per te hai reso forte.
Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome. R.

 

Seconda Lettura - Dalla lettera agli Ebrei - Eb 10,5-10
 
Fratelli, entrando nel mondo, Cristo dice:
«Tu non hai voluto né sacrificio né offerta,
un corpo invece mi hai preparato.
Non hai gradito
né olocausti né sacrifici per il peccato.
Allora ho detto: "Ecco, io vengo
- poiché di me sta scritto nel rotolo del libro -
per fare, o Dio, la tua volontà"».
Dopo aver detto: «Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato», cose che vengono offerte secondo la Legge, soggiunge: «Ecco, io vengo per fare la tua volontà». Così egli abolisce il primo sacrificio per costituire quello nuovo. Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell'offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre.
Parola di Dio.


Vangelo - Dal Vangelo secondo Luca - Lc 1,39-45 

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto.
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omelia - 4a Domenica di Avvento C

Vangelo ( Lc 1, 39-483 ) Beata colei che ha creduto

Il vangelo di oggi è di Luca; il brano è quello della Visitazione, cioè di Maria che fa visita ad Elisabetta.

Pontormo: la Visitazione

E’ l’incontro tra queste due madri che attendono un figlio … 

Maria va premurosamente a trovare Elisabetta che è incinta e questo lo sa dall’angelo che nell’annunciazione le aveva annunciato la maternità della cugina. 

Le offre, così, la prova dell’azione potente di Dio che agisce anche al di là delle previsioni umane. Maria va per aiutare la cugina anziana, ma anche per rendere lode e per magnificare l’azione di Dio che stava operando nelle due madri.

Tutto questo appare con evidenza nel cantico del Magnificat. “L’anima mia magnifica il Signore…”

S.Ambrogio commenta le seguenti parole del Vangelo: “Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo…” e dice

Elisabetta udì per prima il saluto di Maria, ma Giovanni nel grembo per primo sentí la grazia del Salvatore; Elisabetta ha udito con l’orecchio del corpo, Giovanni invece ha trasalito nel grembo per il dono di Colui che Maria portava dentro di sé; Elisabetta ha percepito l`arrivo di Maria, Giovanni Battista l`arrivo del Signore, la donna l`arrivo di Maria, il bambino l`arrivo del bambino Gesù che Maria portava in sé” 

Per la Vergine Maria è la prima beatitudine evangelica: a “Beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore”

Come per la fede di Abramo è iniziata l’opera della salvezza, così per la fede di Maria arriva la pienezza della salvezza.

Attraverso Maria Gesù appare come il Messia, poiché la sua presenza effonde lo Spirito e con esso la gioia. Giovanni infatti, che sussulta dalla gioia nel grembo materno appena sente la voce di Maria, già testimonia per Gesù, prima ancora della sua predicazione al fiume Giordano. 

Maria è beata non solo e non tanto perché genera fisicamente il Cristo, ma, come dirà Gesù, è beata perché  “ha ascoltato la parola di Dio e l’ha messa in pratica” (Lc 11,27-28). Maria è, quindi, vicina a noi nel viaggio combattuto della fede, negli istanti 

La frase pronunciata da Elisabetta “Chi sono io perché la madre del mio Signore venga a me?” è presa dalla frase che Davide, stupito, pronuncia davanti all’arca dell’alleanza che sta per entrare in Gerusalemme. Dice Davide: “Come potrà venire da me l’arca del Signore?” (2 Sam 6-9). 

Ora è Maria l’arca, cioè il luogo fisico (e non un recipiente di legno9 nel quale prende dimora il Figlio di Dio. Ancora S. Ambrogio commenta:

 

«Beata» - dice Elisabetta - «tu che hai creduto».

Ma anche voi siete beati, perché avete udito e avete creduto: ogni anima che crede, concepisce e genera la Parola di Dio e riconosce le sue opere. Che in ciascuno sia l`anima di Maria, per glorificare il Signore; che in ciascuno sia lo spirito di Maria per esultare in Dio. Se corporalmente c`è una sola madre di Cristo, secondo la fede Cristo è generato da tutti; ogni anima infatti riceve il Verbo di Dio in sé, purché, immacolata e immune da colpe, sappia custodire la castità con coraggio.

Maria imitatrice del suo Figlio. L’autore della Lettera agli Ebrei immagina che Gesù, entrando nel mondo per diventare uomo, pronunci una frase, un proposito solenne che sarà il programma della sua vita: «Ecco, io vengo per fare la tua volontà».

Così ha fatto anche Maria che risponde all’angel: “Avvenga di me secondo la tua parola…”

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4a domenica di Avvento – C

Preghiamo insieme e diciamo:

Maria, madre del Signore, prega  per noi.

1. Per la santa Chiesa di Dio. Da essa – cioè da tutti noi cristiani – può venire al mondo un’animazione e una guida nel compiere il bene.

Perché con l’esempio della sua carità evangelica sappia stimolare e orientare l’impegno di tutti gli uomini di buona volontà, preghiamo                             

2. Per coloro che si professano cristiani. C’è sempre il rischio che questo nome sia solo un’etichetta di superficie.
Perché la venuta del Signore stimoli chi si professa cristiano a realizzare davvero in sé il progetto di Dio, preghiamo.

3. Per le mamme che nel mondo sono in attesa di una nuova 

creatura. Esse vivono un momento delicato, e non sempre trovano le condizioni sociali e famigliari favorevoli alla loro missione.
Perché siano protette dalle pubbliche istituzioni e circondate da persone premurose e attente, preghiamo.

4. Per le nostre famiglie. In tutte, la festa del Natale è solita ridestare i cosiddetti buoni sentimenti. E c’è il pericolo di fermarsi lì.
Perché con le giuste disposizioni del cuore si passi alla carità concreta che perdona, si impegna e sostiene chi ci vive accanto, preghiamo.

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AVVISI


Mercoledì 22 dicembre, alle ore 17.00 si dà la possibilità di celebrare la CONFESSIONE COMUNITARIA con L’ASSOLUZIONE GENERALE

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La vigilia di Natale -venerdì 24 dicembre- la Messa nella Notte è alle ore 20.30. 

Ci sarà un confessore dalle 16.30 alle 18.00

 

Poi le Messa di Natale con il solito orario:

8.00- 9.30- 11.00 


martedì 14 dicembre 2021

sabato 11 dicembre 2021

12 dicembre 2021: 3a Avvento C 

Dal libro del profeta Sofonìa - Sof 3,14-17
 
Rallégrati, figlia di Sion,
grida di gioia, Israele,
esulta e acclama con tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme!
Il Signore ha revocato la tua condanna,
ha disperso il tuo nemico.
Re d'Israele è il Signore in mezzo a te,
tu non temerai più alcuna sventura.
In quel giorno si dirà a Gerusalemme:
«Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!
Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te
è un salvatore potente.
Gioirà per te,
ti rinnoverà con il suo amore,
esulterà per te con grida di gioia».

 

Salmo Responsoriale - Is 12,2-6

 

R. Canta ed esulta, perché grande in mezzo a te è il Santo d'Israele.

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza. R.
 
Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime. R.
 
Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d'Israele. R.

Seconda Lettura - Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési - Fil 4,4-7
 

Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!

Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.

Vangelo - Dal Vangelo secondo Luca - Lc 3,10-18


In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

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omelia 3a Avvento C 

 

Ancora davanti a noi  è la predicazione di Giovanni Battista (Lc 3,10-18) che  è, insieme, l'annuncio di una lieta notizia e la presenza di un giudizio, «Viene uno che è più forte di me, e vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco»: questa è la lieta notizia. Ma è anche un giudizio: «Ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia». Certamente Gesù spiazzerà il Battista, quando correggerà il giudizio severo del Precursore e  offrirà la novità  del suo perdono ai peccatori e ai lontani! Ma questo non significa restare indifferenti… Piuttosto vuol dire, accogliere il perdono offerto come una grande occasione da non sprecare... che é come dire: “Siate attenti e non superficiali...prendete sul serio la proposta che il Signore vi fa, non sottovalutatela! “

Ed ora la domanda fatta al Battista: ”Che cosa dobbiamo fare?” Domanda sempre valida e attuale. Se ognuno di noi, davanti al Signore, si interroga: ”Che cosa devo fare, Signore?”, significa che sta compiendo i passi giusti per avviare un percorso di fedeltà, per crescere nella consapevolezza di se stesso e fare le scelte utili e giuste gradite al Signore! Giovanni Battista non impone separazioni o fughe dal mondo, non invita a seguirlo nel deserto. Alle folle raccomanda, scendendo al pratico, l'amore fraterno e la condivisione: «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Agli esattori delle tasse – lavoro comunemente ritenuto impuro – non dice di cambiare mestiere, ma più semplicemente raccomanda di non lasciarsi corrompere e di non approfittare della loro posizione: «Non esigete nulla di più di quanto è stato fissato». E ai soldati raccomanda di non abusare della loro forza, di non fare rapine e violenze, ma di accontentarsi della loro paga.

Si potrebbe dire: “Siate fedeli nel vostro quotidiano, agli impegni propri del vostro lavoro…Non cercate scorciatoie e non andate dietro a cose straordinarie!”

Venendo a noi… ci viene un  pensiero:  se metto a disposizione la mia tunica e il mio pane, io non cambio il mondo e le sue strutture ingiuste, non ho risolto il problema della fame nel mondo! Però ho dato un messaggio forte, a me stesso e agli altri: la fame non è invincibile, il dolore degli altri ha fatto breccia dentro di me. Non sono indifferente verso chi ha fatto naufragio, o verso quelli che sta dietro ai reticolati, per impedire loro di trovare una terra abitabile…

Il precedente invito del Battista (Vangelo della scorsa domenica) era generale: “convertitevi!”  Ora il suo invito è didattico, concretizza la conversione, fa degli esempi in base alla vita dei suoi penitenti, la introduce nel quotidiano e l'applica alle situazioni particolari delle diverse categorie di persone. È questo lo sforzo che ognuno di noi è chiamato a fare!

Accorgendosi poi che la gente si chiede se non sia proprio lui il Messia, il Battista distoglie immediatamente l'attenzione da sé, per dirigerla verso un Altro: il più forte, che battezzerà nello Spirito e nel fuoco. Il Battista è come una freccia in direzione di Cristo. La sua funzione è di aprire la strada al Cristo: una volta che Egli è giunto, Giovanni non ha più nulla da dire.

 

Un altro messaggio; Oggi è la domenica della gioia. S.Paolo: “Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!” Come è possibile la gioia in questo tempo difficile, nei pensieri di un virus che ci preoccupa, di una vita segnata dall’incertezza, per molti di un disagio economico… Eppure la gioia non è un sentimento passeggero, legato a circostanze favorevoli, quando tutto va a meraviglia… Si tratta, piuttosto. di una serenità dell’anima, di un sentire  profondo che ci consente di non essere travolti da fatti e pensieri negativi, fino a portarci via la certezza che, come ci ricorda sempre S.Paolo, “il Signore è vicino”. Se è vicino, vuol dire che non ci sentiamo soli, che la nostra vita è custodita dalla sua presenza che ci segue e ci rassicura. Per chi crede realmente e senza incertezze, per chi ha sempre un amico che pensa a lui ed al quale può rivolgersi in ogni istante del giorno e della notte ed in ogni occasione della vita.

Fate che chiunque venga a voi se ne vada sentendosi meglio e più felice. Tutti devono vedere la bontà del vostro viso: nei vostri occhi, nel vostro sorriso. La gioia traspare dagli occhi, si manifesta quando parliamo e camminiamo. Non può essere racchiusa dentro di noi. Trabocca. 

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12 dicembre 2021  -  Domenica 3a di AVVENTO - anno C

 

Intenzioni per la  preghiera dei fedeli: 

Rallegra i nostri cuori, Signore!

 

Signore, tu ci inviti: “Rallegratevi nel Signore sempre!”  

Anche in mezzo alle fatiche del vivere e ai problemi che ci preoccupano, possiamo trovare nel Signore la fonte della serenità, come dono per noi e come testimonianza per tutti della gioia del Vangelo. Preghiamo

 

Signore, ti affidiamo Papa Francesco. Donagli la forza di testimoniare con fermezza il Vangelo ad un mondo spesso indifferente e chiuso ai valori della fede. Preghiamo

 

Signore, ti affidiamo tutti quelli che nelle comunità cristiane regalano agli altri il loro tempo, le loro risorse e le loro energie. Rendi cordiali i loro gesti e piene di saggezza le loro parole. Preghiamo

 

Signore, ti affidiamo coloro che abbattono le barriere che separano i popoli. Dona compimento ai loro sforzi: ognuno possa apprezzare le diversità e ritenerle una ricchezza. Preghiamo

Signore ti affidiamo tutti quelli che con pazienza, fanno fiorire attorno a loro la tenerezza, il sorriso, la pace. Rendili strumenti efficaci di comprensione e di bontà.  Preghiamo

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Domenica 19 dicembre

dalle ore 15.30

nella chiesa di S.Benedetto

incontro di riflessione e di preghiera 

per le parrocchie della nostra

UNITA’ PASTORALE del

Lago sud

(con possibilità della Confessione)

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Domenica 19 dicembre

raccolta di coperte, indumenti pesanti, biancheria intima, scarpe

a favore della

RONDA DELLA CARITA’.

 

Si può portare il tutto da sabato 18, dopo le S. Messe festive 

del 19/12 e anche nel pomeriggio della stessa domenica.

 

L’iniziativa è sostenuta dai ragazzi(e) 

di 3a media.

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martedì 7 dicembre 2021

 8 dicembre . IMMACOLATA

IMMACOLATA


Dal libro della Gènesi - Gen 3,9-15.20
 
[Dopo che l'uomo ebbe mangiato del frutto dell'albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l'uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».
L'uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale - Dal Sal 97 (98)

R. Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie.

 

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. R.
 
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d'Israele. R.
 
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! R.

 

Seconda Lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni - Ef 1,3-6.11-12
 
Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d'amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati - secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà -
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
Parola di Dio.

 

Vangelo . Dal Vangelo secondo Luca - Lc 1, 26-38


In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».
E l'angelo si allontanò da lei.
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omelia Immacolata 

 

Per capire il dono di Maria per noi, fatto dal Signore, possiamo fermarci sulla 1a lettura del libro della Genesi…e trovare dei confronti utili… con l’esperienza di Maria…

Adamo ed Evo sono i nostri progenitori,...in realtà rappresentano tutti noi, uomini e donne… la loro esperienza è anche la nostra…

 

Dopo il peccato dell’uomo e della donna il  Signore Dio viene nel giardino…per trovarli. 

A prima vista…potrebbe sembrare solo per dare un giudizio severo, per una condanna senza possibilità di appello, dopo la colpa. E così, in effetti, Adamo ed Eva sentono la presenza di Dio come una minaccia: hanno paura e perciò fuggono nel folto del giardino per nascondersi ed evitare l’incontro con Dio. Eppure, (ecco la sorpresa… !) se Dio va nel giardino per incontrarli, non è tanto per condannare, ma per salvare, per aprire una via nuova, per offrire un rimedio alla colpa ormai consumata e alle sue conseguenze.

In altre parole, il primo peccato è visto nella prospettiva della redenzione, cioè della misericordia di Dio che offre sempre. 

Dio fa una prima domanda  all’uomo: «Dove sei?»… non vuol dire: “dove ti sei nascosto, vieni qui che facciamo i conti !…. Ma in quale situazione sei finito? Come ti senti dopo il peccato? 

La domanda di Dio é un atto di premura e di amore… Infatti il Signore Dio sa bene dove si è nascosta la sua creatura, ma è l’uomo a non sapere più dove si trova, perché ha smarrito se stesso. La domanda tende a far sì che l’uomo si interroghi, comprenda di essersi smarrito, perché solo così potrà davvero poi ritrovare se stesso.

 

La risposta di Adamo: “Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto”. Questa paura di Dio descrive la nuova situazione nel cuore umano con il peccato. Il peccato, qualsiasi tipo di peccato, è la decisione di prendere le distanze da Dio: la sensazione che senza Dio si possa stare meglio, che la nostra vita sia più libera senza di Lui.

Che è come dire: “Io non voglio più essere creatura di Dio, nata dal suo amore, ma voglio essere indipendente… Dio non vuole la mia felicità, è quasi un ostacolo alla mia realizzazione… Posso decidere da solo quello che è bene e quello che è male per me…”. 

Adamo mangia dell’albero della conoscenza del bene e del male perché vuole mettersi al posto di Dio e decidere da solo quello che è bene e quello che è male per lui. Il peccato ha come conseguenza il sospetto su Dio… alimenta quindi la distanza e la fuga da Lui.

Vincere il peccato, allora, è ridare fiducia a Dio, rendere vivo il nostro dialogo con Lui, accettare che sia Dio a indicarci la strada giusta della vita. Isaia: “Io sono Dio che ti insegno per il tuo bene…”

Quando è rotto il rapporto con Dio, si complicano anche le relazioni tra gli uomini… Adamo accusa Eva... Eva dà la colpa al serpente… Se Dio non è accolto, facilmente si creano distanze e le barriere tra le persone. Si evita di guardarsi dentro nella coscienza per riconoscere il male come una responsabilità personale… senza scuse o alibi e senza incolpare gli altri.

 

La parte finale del testo si apre ad una prospettiva di speranza… Al serpente verrà schiacciata la testa… Il serpente è simbolo di una visione della vita opposta a Dio e che alimenta il sospetto su Dio. Il serpente sarà sconfitto, cioè il male non avrà l’ultima parola, non è più forte di Dio. 

Questa vittoria ha come protagonista Maria che non fugge davanti alla promessa dell’angelo, ma che si lascia trovare da Dio in un’ umile casa di Nazaret…

Il Figlio di Dio che Maria concepisce nel suo grembo è frutto della sua obbedienza piena di fiducia. La invochiamo perché ci insegni la strada della fedeltà, della fiducia in Dio che viene in cerca di noi perché noi ci facciamo trovare da Lui… la strada del servizio, di chi svolge con attenzione il suo compito e le sue responsabilità… Ci sentiamo sotto il suo sguardo di Madre che riflette quello di Dio stesso: un unico sguardo che ci ha messi dentro un disegno grande che S.Paolo ha espresso così con queste parole della 2a lettura:
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo..”

 

 

 

 

 


sabato 4 dicembre 2021

 5 dicembre 2021

2a domenica di Avvento C 

 

Prima Lettura - Dal libro del profeta Baruc - Bar 5,1-9
 
Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione,
rivèstiti dello splendore della gloria
che ti viene da Dio per sempre.
Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio,
metti sul tuo capo il diadema di gloria dell'Eterno,
perché Dio mostrerà il tuo splendore
a ogni creatura sotto il cielo.
Sarai chiamata da Dio per sempre:
«Pace di giustizia» e «Gloria di pietà».
Sorgi, o Gerusalemme, sta' in piedi sull'altura
e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti,
dal tramonto del sole fino al suo sorgere,
alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio.
Si sono allontanati da te a piedi,
incalzati dai nemici;
ora Dio te li riconduce
in trionfo come sopra un trono regale.
Poiché Dio ha deciso di spianare
ogni alta montagna e le rupi perenni,
di colmare le valli livellando il terreno,
perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.
Anche le selve e ogni albero odoroso
hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio.
Perché Dio ricondurrà Israele con gioia
alla luce della sua gloria,
con la misericordia e la giustizia
che vengono da lui. Parola di Dio

 

Salmo Responsoriale - Dal Salmo 125 (126)

 

R. Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia. R.
 
Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia. R.
 
Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia. R.
 
Nell'andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni. R.

 

Seconda Lettura -.Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési - Fil 1,4-6.8-11
 
Fratelli, sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest'opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell'amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio. Parola di Dio

Vangelo - Dal Vangelo secondo Luca - Lc 3,1-6

 
Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell'Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.


Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:
«Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!». 

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omelia - 2a Avvento C

 

“Avvenne che la Parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto»

(Lc 3,2). Così comincia il Vangelo di oggi… Questo evento - apparentemente semplice – è inserito da Luca non solo all'interno della storia ebraica, ma anche all'interno della storia universale. Per questo il testo del Vangelo conclude: “Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!”. Si abbraccia tutto l’orizzonte di Dio…

Abbiamo sentito i nomi degli attori più importanti della politica e dell’impero di allora. Nella solennità di questo quadro che sembra essere dominante, si inserisce la piccola storia, che pare insignificante, di un profeta sconosciuto: in realtà Gv. Battista è la presenza umile ma forte dell’azione di Dio cambia la storia umana…

Dio parla anche in queste circostante che sembrano sfavorevoli per accogliere il suo messaggio… “Egli percorse tutta la regione del Giordano… nel deserto”.

E’ il compimento di un’antica profezia che ora si realizza. La voce del profeta incontra le persone là dove sono… nel luogo, come il deserto, che richiama tutta una storia precedente.

Deserto: luogo della prova, dell’infedeltà e della tentazione di abbandonare Dio, (come di fatto era avvenuto nel cammino del popolo verso la terra promessa…); ma anche luogo dell’intervento provvidenziale di Dio che prende l’iniziativa per ricostruire l’alleanza, per un nuovo fidanzamento, nel quale il Signore recupera il suo popolo infedele in vista di una nuova fedeltà che è quella proposta da Dio stesso, come alleanza di amore…

 

Secondo la Bibbia - e per la fede - l'arrivo della Parola di Dio comporta sempre svolte decisive. “Predicava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati”. 

Accogliendo anche oggi la stessa parola di allora ci sentiamo provocati, in senso buono, per una revisione della nostra vita e per sentire ancora la voce forte che ci incoraggia e ci scuote. Ci sono strade storte da raddrizzare. Quando facciamo scelte di testa nostra, che non sono quelle suggerite a noi dal Signore, possiamo pregare: “Indicami, Signore le tue vie, insegnami i tuoi sentieri”, come dicono i salmi e … “La tua parola è più che ricchezza d’oro e d’argento…”

Ci sono monti da abbassare. Sono il simbolo della nostra volontà di prevalere sugli altri, del protagonismo, di avere sempre l’ultima parola, di voler essere i primi, con un’aria di superiorità…

E ci sono valli da colmare. Segno delle nostre insufficienze, dei nostri difetti, delle carenza da correggere, e che il Signore ci aiuta a superare… Le valli sono il segno anche delle omissioni, cioè del nostro adagiarci sulle nostre pigrizie. E’ importante che ce ne rendiamo conto, che non scarichiamo sugli altri le responsabilità che ci riguardano e che tocca a noi prendere in mano…

Anche S. Paolo ci dà indicazioni utili: “Fratelli, sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo..”

La preghiera di intercessione gli uni per gli altri è una forma squisita di carità, perché presentiamo al Signore, come cosa preziosa, la vita dei nostri fratelli che ci interessano e per i quali facciamo memoria dell’interesse, cioè della preoccupazione 

che ha il Signore stesso per loro… Continua ancora S.Paolo: 

“..E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri”.


Bisogna crescere, cioè alimentare le risorse spirituali che ci muovono, in particolare, nell’ambito della carità. (Tra cui anche le iniziative di carità del tempo di Avvento..).

“Per distinguere ciò che è meglio..”. Quindi non solo per distinguere il bene dal male

(cosa, peraltro, molto importante e che non bisogna mai dare per scontata), ma anche per scegliere quello che è meglio, cioè fare le scelte che ci aiutano a progredire, quelle che il Signore ci suggerisce, per dare il meglio di noi stessi… Perchè il Signore non ci vuole persone mediocri, ma desiderose di crescere secondo il suo disegno…

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preghiera sul Vangelo della domenica 2a Avv.

 

Tu non sei un Dio che rimane alla finestra, che assiste da spettatore neutrale 

a ciò che accade nel mondo.

Fin dai tempi antichi tu hai deciso di entrare in questa nostra storia 

per schierarti dalla parte degli oppressi, per assumere le difese 

dei deboli, per offrire libertà e speranza.

E attraverso Gesù, il tuo Figlio, hai voluto piantare la tua tenda

in mezzo agli uomini. 

La tua parola ha raggiunto Giovanni, il profeta, nel deserto, 

in un momento preciso del cammino dell’umanità  perché egli preparasse la stradaal tuo Inviato, l’Atteso.

Per aiutarci ad identificare quel momento, Luca squaderna 

davanti a noi nomi importanti di gente che deteneva  il potere civile, militare, religioso.

Ma non saranno loro a dare una svolta alla storia:  solo colui che sta per giungere, porterà la salvezza di Dio.

Ecco perché è importante facilitare l ’incontro con lui,

togliere di mezzo tutto ciò che costituisce un ostacolo e

un inciampo sulla strada che ci conduce a Lui.

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Il nostro programma di Avvento

(Ci accompagna la figura di S.Giuseppe)

 

 

CATECHESI ADULTI

 

1° incontro in salone parrocchiale

Venerdì 3 dicembre alle ore 20.30:

l’attesa della salvezza nell’oggi (parte 1a)

 

2° incontro in salone parrocchiale

Venerdì 10 dicembre alle ore 20.30

l’attesa della salvezza nell’oggi (parte 2a)

 

Questi due incontri sono proposti da don Vincenzo,

 monaco Camaldolese

 

Venerdì 17 dicembre alle ore 20.30 - chiesa parrocchiale

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               

Riflessione in arte e musica (proposta da “Spazio aperto) sul Natale, accompagnati dalla figura di S.Giuseppe.

 

Domenica 19 dicembre ore 15.30-18.00 (chiesa S.Benedetto)

 

Riflessione e preghiera comunitaria in preparazione al Natale, con possibilità del sacramento della riconciliazione.

La proposta è per tutti gli adulti delle nostre parrocchie 

dell’ UNITA’ PASTORALE DEL LAGO SUD

 

 

Avvento di carità. Continua la raccolta di generi alimentari non deperibili a favore dell’Emporio della carità di Sommacampagna - Sona. Raccolta anche di medicinali.

Domenica 19 dicembre: raccolta di coperte e indumenti pesanti a favore della “Ronda della carità