sabato 22 maggio 2021

 23 maggio : PENTECOSTE



Prima Lettura

Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.

Dagli Atti degli Apostoli - At 2,1-11

 

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e proséliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Parola di Dio

 

Salmo Responsoriale - Dal Sal 103 (104)

R. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra. 

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature. R.

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra. R.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore. R.

 

Seconda Lettura

Il frutto dello Spirito. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati - Gal 5,16-25

Fratelli, camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c'è Legge.
Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.


SEQUENZA


Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto.
O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza, nulla è nell'uomo, nulla senza colpa.
Lava ciò che è sórdido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sánguina.
Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano, i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.

Vangelo

Lo Spirito di verità vi guiderà a tutta la verità.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 15,26-27; 16,12-15


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

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Pentecoste - omelia anno B

 

La solennità della Pentecoste ci consegna un dono grande, anzi il primo per importanza, il dono più grande del Signore Risorto per la nostra vita di credenti: lo Spirito Santo! 

La Pentecoste, dagli ebrei era celebrata cinquanta giorni dopo la Pasqua. 

All'epoca di Gesù era solo la festa di ringraziamento per agricola per mietitura e la vendemmia. Poi era diventata, soprattutto, il vivo ricordo della rivelazione dei dieci comandamenti al Sinai. Ora, con Gesù, lo Spirito Santo ci consegna la nuova legge scritta nel cuore, quella che si riassume nel comandamento nuovo dell’amore. E’ possibile, ora, che questo comandamento diventi la nostra regola di vita, accolta con profonda convinzione, fatta propria con un nuovo modo di vivere e di aderire alla volontà di Dio… 

 

“Al compiersi della Pentecoste tutti riuniti nello stesso luogo”.  La Pasqua di Gesù e la sua resurrezione consegnano lo Spirito Santo alla chiesa. Per questo Gesù è morto e risorto: per donarci lo Spirito santo. Per cui si compie ora la promessa, fatta molte volte  da Gesù. E’ il suo regalo più grande!

La discesa dello Spirito è descritta attraverso alcune immagini- simbolo:  

le lingue di fuoco in cui si divide l’ unico Spirito, sono il segno che questo dono è destinato a tutti. E il fuoco riscalda e dà vigore ad una persona tiepida e stanca e nello stesso tempo purifica dalle impurità e dalle scorie che inquinano.

Lo Spirito ricostruisce quell’unità che l’umanità aveva perduto. E’ il contrario della torre di Babele. Questa torre (nel libro della Genesi) era simbolo del potere perverso di regni umani fondati sulla forza e sulla violenza… Quella torre doveva arrivare fino al cielo, nel tentativo di estromettere Dio dalla vita, costruendo una città umana senza Dio. La conseguenza, nel libro della Genesi, è la confusione delle lingue, la rivalità e la discordia. Volendo estromettere Dio, gli uomini non si capiscono più, parlano linguaggi diversi, diventano nemici tra loro, condannati alla dispersione. 

 

Lo Spirito è poi il coraggio della testimonianza infuso negli apostoli fa nascere la missione della Chiesa. Lo Spirito Santo, donato nel Battesimo ad ogni cristiano, è il vero motore della comunità che non è più chiusa in se stessa, ma capace di annunciare la parola senza paura o incertezza.

 

Nella lettera ai Galati Paolo tira le conseguenze, per la vita del cristiano, del messaggio cristiano… La conseguenza principale è il dono della libertà che non vuol dire (come molti intendono in modo banale…) fare quello che si vuole, in cui ciascuno si fa legge a se stesso… Nel linguaggio cristiano, invece, io sono libero solo se mi libero da tutte le tendenze negative che vogliono impossessarsi di me e rendermi schiavo delle azioni che mi degradano. Paolo ne fa un elenco preciso: sono i mali di quel tempo e di ogni tempo, anche oggi… Paolo si riferisce ai diversi settori della vita umana: la vita sessuale disordinata e solo istintiva senza amore, la falsa religione come la magia e pratiche simili,(quella di santoni e di presunti carismatici  che plagiano e rovinano persone deboli e indifese per denaro e istinti brutali)…), la vita comunitaria rovinata da inimicizie, discordie, gelosie, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, la vita personale: ubriachezze, orge. Da queste miserie morali l’uomo può essere liberato solo affidandosi al dono e alla forza dello Spirito Santo.

Sequenza: “Lava ciò che è sordido, cioè sporco e malvagio, piega ciò che è rigido!

(quante rigidità e cattiverie… pregiudizi e incapacità compatire e essere solidali!) 

… come il sentirsi offesi e irritati per l’ abbraccio della ragazza spagnola a Ceuta che ha assistito con tenerezza un migrante marocchino … e che è sta coperta di insulti!

Ed ecco, invece, i frutti dello Spirito Santo, il contrario delle  opere malvagie. Sono gli atteggiamenti vissuti da Gesù stesso:

l’amore unito a gioia e la pace; la pazienza, un cuore grande capace di aprirsi agli altri con benevolenza e bontà. Poi gli aspetti della vita personale: la fedeltà e la fiducia, la mitezza e il dominio di sé, cioè la capacità di autocontrollo. L’uomo animato dallo Spirito è in una corretta relazione con Dio,  con gli altri, con se stesso. 

Nel Vangelo lo Spirito Santo è Spirito di verità e la verità è Gesù. Dunque Lo Spirito santo ci conduce verso Gesù, ce lo fa capire, accogliere  e amare perché sia  al centro della nostra vita.

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^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^23 maggio 2021 – PENTECOSTE 

AVVISI

 

Oggi, Solennità della Pentecoste. A Viila  Buri 30a edizione FESTA DEI POPOLI 

 

Domenica prossima: Solennità della SS.Trinità

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Sabato e domenica prossimi alcuni volontari che sostengono e aiutano i detenuti del carcere di Montorio, chiedono la nostra solidarietà in prodotti per l’igiene personale ed eventuali offerte in denaro. In particolare:

 

biancheria intima (non usata)  bagno schiuma 

shampoo - saponette  - rasoi da barba monouso 

sapone da barba (non bombolette!) 

spazzolini da denti - 
dentrificio - carta igienica -  assorbenti igienici 

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preghiera sulla Pentecoste


Spirito Santo, soffio di Dio tu puoi trasformare le nostre lande solitarie, i nostri deserti devastati dall’egoismo, le nostre regioni lacerate dal sopruso, dall’odio, dalla vendetta, dalla brutalità cieca del terrorismo, in una terra di giustizia e di pace, rigenerata dall’amore e dalla solidarietà.

Spirito Santo, soffio di Dio, tu ci aiuti ad abbattere i muri

costruiti per separare i popoli nel nome del sospetto, dell’ostilità e del privilegio e ci dai la forza di lanciare ponti per ridurre le distanze che impediscono la comprensione, la stima,

il dialogo, la collaborazione. Spirito Santo, 

soffio di Dio,  tu dai inizio ad  un’ epoca nuova, abitata dal vangelo di Gesù, guarita dall’individualismo, risanata da ogni sentimento cattivo, ravvivata dalla tua fantasia, che ispira iniziative nuove di riconciliazione e di misericordia. Spirito Santo, soffio di Dio, tu sciogli la durezza dei nostri cuori e ci fai ritrovare la strada

della mitezza e della semplicità, tu rendi limpido il nostro sguardo e ci permetti di trattare ogni uomo non da estraneo, ma da fratello, non da concorrente, ma da collaboratore.

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lunedì 17 maggio 2021

 16 maggio: Celebrazione della Prima Confessione

Domenica pomeriggio 16 maggio, 27 tra bambini e bambine ci sono accostati per la prima volta al sacramento della riconciliazione

All’inizio un po’ di timore e qualche volto un po’ tirato, come quello di Zaccheo sull’albero, mentre aspettava l’arrivo di Gesù. 

Ma la gioia e i sorrisi dei bambini sono riapparsi dopo aver incontrato Gesù, che è il volto e Il segno visibile di Dio, Padre misericordioso. 

Il perdono è tra i doni più grandi. Se lo accogliamo come cuore pronto, siamo disposti a donare anche gli altri il perdono che riceviamo da Gesù. Allora l’amicizia buona con gli altri diventa possibile.

 

Chiedendo e accogliendo il perdono di Dio attraverso il sacramento della riconciliazione, proviamo quella gioia che ci aiuta a sentire Dio presente in noi. Carissime bambine e bambini il nostro augurio come catechisti, insieme a quello di don Attilio, è cercare e richiedere sempre l’incontro con Gesù e con il suo amore generoso: Lui ce lo dona sempre e volentieri !

Tenetevi pronti perché, con i prossimi appuntamenti, ci prepareremo ad un altro grande incontro  Avete indovinato? È quello con Gesù nell’Eucaristia.


Lucia Bazzoli con i catechisti e don Attilio


Ho aggiunto l' immagine, con il commento, della parabola del Padre misericordioso... di REMBRANDT


(il piccolo segno/regalo che i ragazzi(e) hanno ricevuto dopo la Confessione, 

si riferisce proprio a questo dipinto)

Il Padre rappresenta Dio stesso che accoglie il figlio che si é allontanato da casa... In quel figlio siamo rappresentati anche noi...
Questo figlio ha pensato che la casa paterna fosse una specie di prigione e ha creduto che, andandosene da essa, avrebbe trovato la libertà e la felicità...
Il Padre non lo costringe: non vuole che il figlio resti in casa, accanto a lui, per forza e gli dà la parte del patrimonio che gli spettava. DIO, Padre buono, rispetta le nostre decisioni, anche se non é indifferente alle scelte sbagliate che ci allontanano da lui. 

Il figlio spendaccione finisce male la sua avventura... e rimane senza niente! 
A questo punto l'unica possibilità per cavarsela, (dopo essersi ridotto  a pascolare i porci), é quella di ritornare alla casa paterna: "Mi alzerò e andrò da mio Padre". E' stato un vero pentimento? Solo in parte!
La profonda nostalgia della casa paterna é accompagnata anche dal bisogno di nutrirsi per vivere! E quindi é anche un ritorno "interessato": ("Io qui muoio di fame!"). 
Il Padre, però, non ha mai smesso di sperare nel ritorno di questo figlio e non ha mai ritirato da lui il suo amore! Non lo sgrida, non minaccia punizioni o castighi!
"Lo vide quando era ancora lontano, gli corse incontro gli si gettò al collo e lo  baciò...". 

E così Dio Padre si comporta verso ciascuno di noi! 
E' lui che per primo prende l'iniziativa per venirci incontro e non guarda al nostro passato, quando abbiamo detto di no al suo amore sempre fedele! Addirittura organizza una festa con un ricco banchetto e riammette il figlio nella sua dignità! Gli mette l'anello al dito e i calzari ai piedi: "Tu sei ancora il mio figlio amato"!  

Che cosa farà ora il figlio che se n'era andato da casa? Come si comporterà verso suo Padre?  La parabola non ci dice nulla di questo... il risultato rimane come sospeso... Perché? Perché quel figlio gli darà una risposta generosa, solo se avrà capito veramente l'amore del Padre, se si renderà conto che all'amore si risponde con la riconoscenza fedele, libera e gioiosa! 
Così é per noi... Una volta ricevuto e compreso il perdono, siamo chiamati ad esservi fedeli. Ne va della nostra felicità!
(don Attilio)







sabato 15 maggio 2021

Nei cieli un grido risuonò, alleluia!

catechesi ragazzi

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16 maggio: ASCENSIONE DEL SIGNORE    

Prima Lettura

Dagli Atti degli Apostoli Fu elevato in alto sotto i loro occhi. At 1,1-11

 

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l'adempimento della promessa del Padre, «quella - disse - che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand'ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo».

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale. Dal Sal 46 (47)

R. Ascende il Signore tra canti di gioia. 

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l'Altissimo,
grande re su tutta la terra. R.

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni. R.

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo. R.

 

Seconda Lettura

Raggiungere la misura della pienezza di Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni - Ef 4,1-13

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell'amore, avendo a cuore di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo è detto: «Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini». Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose.
Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all'uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo. Parola di Dio.

 

Vangelo - Il Signore fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco - Mc 16,15-20

 

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Parola del Signore.

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Ascensione - omelia


Ascensione: giorno della scomparsa di Gesù o della sua assenza? E quindi, giorno della nostalgia? 

Fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi…” Non dobbiamo pensare che questo fatto sia avvenuto, prendendo il racconto alla lettera… Il corpo di Gesù non è lievitato in alto, scomparendo tra le nuvole. Il testo usa un’immagine simbolo, che non significa falsa! Ci vuol dire che Gesù, apparso dopo la sua resurrezione per 40 giorni, davanti ai suoi amici (gli apostoli e non soltanto loro…) si è fatto vedere per l’ultima volta, davanti ai loro occhi del corpo. 

E gli apostoli hanno capito che non avrebbero più potuto godere della sua presenza fisica… Questo fatto, però, non è stato un dramma per loro… Subito si accenna a un qualche segno di rimpianto (espresso dalle parole  angeliche.. ”Perchè ve ne state a guardare in alto…?). E questo è comprensibile!

Ma un po’ alla volta gli apostoli hanno letto il tutto con gli occhi della fede:

C’é stata una maturazione interiore profonda: “il nostro Gesù è tornato nella sua dimora celeste e vive nella pienezza della gloria presso il Padre. S.Paolo ai cristiani di Efeso: “Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose”. Il Vangelo dice: “Sedette alla destra di Dio”.
Ma ora il Signore non ci ha abbandonato, non ci ha lasciato soli, senza guida… Ci ha promesso lo Spirito Santo, l’altro Consolatore”.

Gesù, infatti, dà una consegna: Dovete attendere l'adempimento della promessa del Padre, «quella - disse - che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo». Con l’invio dello Spirito inizia, quindi, il tempo della chiesa: non un imprevisto storico che segnerebbe  una frattura tra Gesù e noi… C’è un disegno unico, senza rotture.

Gesù, infatti, dà un compito importante agli apostoli, proprio a coloro che l’ avevano tradito. La sua fiducia in loro è sorprendente: “Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura”.

Inizia su quell'altura la "Chiesa in uscita" (papa Francesco). Inizia con l'invio che chiede agli apostoli, un cambio di sguardo. Devono passare da una comunità, da una Chiesa che mette se stessa al centro, che accende i riflettori su di sé, ad una Chiesa che si mette al servizio di tutti, che non ha timore di proporre Gesù e il suo Vangelo, che non si nasconde, che non paura di offrire la parola del Signore…

E questo è compito di tutti! compito di tutti!

 

Nel documento “La gioia del Vangelo” di Papa Francesco ci dice: “In virtù del Battesimo ricevuto, ogni membro del Popolo di Dio è diventato discepolo missionario (cfr Mt 28,19). Ciascun battezzato, qualunque sia la sua funzione nella Chiesa e il grado di istruzione della sua fede, è un soggetto attivo di evangelizzazione… La nuova evangelizzazione chiede un nuovo protagonismo di ciascuno dei battezzati. Questa convinzione si trasforma in un appello diretto ad ogni cristiano, perché nessuno rinunci al proprio impegno di evangelizzazione, dal momento che, se uno ha realmente fatto esperienza dell’amore di Dio che lo salva, non ha bisogno di molto tempo di preparazione per andare ad annunciarlo, non può attendere che gli vengano impartite molte lezioni o lunghe istruzioni. Ogni cristiano è missionario nella misura in cui si è incontrato con l’amore di Dio in Cristo Gesù”.

Una fede fatta convinzione e scelta di vita… è espansiva e contagiosa. Offre dei significati per la vita stessa, pone delle domande che anche stimolano a pensare, ad uscire dalla superficialità. S. Paolo agli Efesini ci dà una traccia per essere chiesa:

 

“Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell'amore, avendo a cuore di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo e un solo spirito…”

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Giotto: Ascensione (Cappella degli Scrovegni-Padova)


Da “Bibbia giovane”

 

“Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato  di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo»”. 

 

Con un linguaggio nuovo e moderno, Giotto descrive quanto narrato negli Atti degli Apostoli suddividendo la scena in due registri: in quello inferiore su un promontorio brullo e roccioso raffigura gli undici apostoli (Giuda si era tolto la vita) e Maria, tutti genuflessi, in atteggiamento orante e con lo sguardo rivolto verso l’alto. Nel registro superiore ritrae Gesù che sale al Cielo ammantato in candide vesti e avvolto da bagliori di luce che seguono tutto il profilo del Suo corpo. E la nube citata negli Atti degli Apostoli viene modellata dall’artista con una forma di nuvola-tappeto che sospinge il Risorto in maniera dolce e decisa.

 

Completano l’ambientazione due schiere di angeli e santi che ordinati in file sovrapposte, con un gusto squisitamente medievale, accompagnano l’Ascensione ripetendo le mani di Gesù alzate e tese verso l’alto, come per volere condividere con Lui l’evento straordinario.

Appunto, straordinario. Come Giotto che rompe con la tradizione iconografica descrivendo Gesù di profilo e con una figura possente, molto fisica e descritta con una meticolosità tale da far intravedere perfino i denti. Straordinarie sono anche le mani del Risorto che Giotto non termina andando a chiudere la scena con la cornice dell’opera stessa: sono mani che continuano e anelano al Cielo, a Dio verso cui Gesù sta facendo ritorno e, magari, i Suoi occhi Lo stanno già contemplando. 

 

Ma la contemplazione degli apostoli, invece, viene interrotta da “ i due uomini in bianche vesti” che l’artista raffigura subito sopra gli apostoli mentre indicano cosa sta avvenendo sopra di loro e li invitano a non attardarsi nella pura visione dell’evento in modo passivo, ma a farne parte diffondendo la Sua Parola. Ed è proprio nel momento dell’Ascensione che la dicotomia tra cielo e terra viene superata. Viene ribadito che è il Cielo, ovvero il Paradiso, il destino cui l’uomo deve aspirare. 

E la meravigliosa figura della Vergine Maria anch’Ella ritratta in adorazione del Figlio.



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AVVISI

 

Oggi, Solennità dell’Ascensione, i ragazzi(e) di 4a elementare celebrano la loro PRIMA CONFESSIONE. RIcordiamoli al Signore perché vivano questo momento di grazia come impegno per la loro fede, accompagnati dai loro genitori e dai catechisti (e).

 

Oggi è anche la 55a giornata mondiale delle comunicazioni sociali sul tema: “«Vieni e vedi» (Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone dove e come sono”. (v. blog)

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Domenica prossima – 23  maggio 

SOLENNITA’ DELLA PENTECOSTE

 

Ci prepariamo, invocando lo Spirito Santo ricevuto nel Battesimo e confermato in noi con  l a CresimaChi può, è invitato a partecipare alla Messa feriale, sempre alle ore 8.00.

C’è la possibilità di accostarsi al sacramento della Riconciliazione.

Sabato 22, pomeriggio, dalle ore 16.00, è presente anche mio fratello Vincenzo, Camaldolese per offrire questa opportunità…. 

in particolare ai ragazzi (e) che si stanno preparando alla Cresima e che sono invitati anche alla Messa di sabato 22 alle ore 18.00 o della  domenica 23 ale ore 11.00. Sono confermati gli orari delle Messe festive.

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preghiera sul Vangelo

 

Non sono superuomini, immuni da cedimenti, 

da dubbi, senza ombra di paura, con una fede priva di incrinature…

Eppure tu, Gesù, li mandi in missione.

Chiedi loro di partire, di mettersi in cammino per raggiungere ogni uomo e ogni donna, di qualsiasi regione della terra.

Affidi loro il tuo Vangelo perché lo portino dovunque.

Non è una parola qualsiasi: ha la capacità unica di cambiare la vita di trasformare i cuori, di guarire nel profondo e di donare uno slancio nuovo.

Per questo è accompagnata da segni eloquenti che ne confermano la forza: le divisioni vengono superate con i linguaggi molteplici dell’amore; il male, anche il più velenoso, il più pericoloso e devastante, risulta sconfitto, umiliato,

e tutti coloro che attendono compassione e consolazione

sono sanati e rimessi in piedi. Non possono più contare sulla tua presenza fisica, terrena, ma ricevono molto di più: asceso al cielo, tu ora vivi nella gloria,  al modo di Dio, e quindi sei vicino ad ognuno di loro, senza limiti di spazio e di tempo.

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La Presidenza della CEI Sulla legge Zan: nota dei vescovi italiani

 

La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, riunitasi lunedì 26 aprile, coerentemente a quanto già espresso nel comunicato del 10 giugno 2020, nel quadro della visione cristiana della persona umana, ribadisce il sostegno a ogni sforzo teso al riconoscimento dell’originalità di ogni essere umano e del primato della sua coscienza. Tuttavia, una legge che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l’obiettivo con l’intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna.

In questi mesi sono affiorati diversi dubbi sul testo del ddl Zan in materia di violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere, condivisi da persone di diversi orizzonti politici e culturali. È necessario che un testo così importante cresca con il dialogo e non sia uno strumento che fornisca ambiguità interpretative.

L’atteggiamento che è stato di Gesù Buon Pastore ci impegna a raggiungere ogni persona, in qualunque situazione esistenziale si trovi, in particolare chi sperimenta l’emarginazione culturale e sociale.

Il pensiero va in particolare ai nostri fratelli e sorelle, alle nostre figlie e ai nostri figli, che sappiamo esposti anche in questo tempo a discriminazioni e violenze.

Con Papa Francesco desideriamo ribadire che «ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza» (Amoris Laetitia, 250).

Alla luce di tutto questo sentiamo il dovere di riaffermare serenamente la singolarità e l’unicità della famiglia, costituita dall’unione dell’uomo e della donna, e riconosciamo anche di doverci lasciar guidare ancora dalla Sacra Scrittura, dalle Scienze umane e dalla vita concreta di ogni persona per discernere sempre meglio la volontà di Dio.

Auspichiamo quindi che si possa sviluppare nelle sedi proprie un dialogo aperto e non pregiudiziale, in cui anche la voce dei cattolici italiani possa contribuire alla edificazione di una società più giusta e solidale.


CEI 

 

 



sabato 8 maggio 2021

video bambini 

9 maggio 2021: 6a domenica di Pasqua

Prima Lettura

Anche sui pagani si è effuso il dono dello Spirito Santo.

Dagli Atti degli Apostoli - At 10,25-26.34-35.44-48

Avvenne che, mentre Pietro stava per entrare [nella casa di Cornelio], questi gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi per rendergli omaggio. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati: anche io sono un uomo!».

Poi prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga».

Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio.

Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell'acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Quindi lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.

Parola di Dio

 

Salmo Responsoriale
Dal Sal 97 (98)

R. Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia. 
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

 

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. R.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d'Israele. R.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! R.

 

Seconda Lettura

Dio è amore.Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
1Gv 4,7-10

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l'amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.
In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.


Vangelo

Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.

Dal Vangelo secondo Giovanni  - Gv 15,9-17


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

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6a Pasqua B- omelia

 

 

Continua il discorso di Gesù a partire dalla vite e dai tralci… Ora Il simbolo della vite lascia il posto al tema centrale che questo simbolo voleva esprimere: è l’amore del quale  il Padre è la fonte. Noi dovremmo capire che ogni vera espressione di amore, come Gesù ce lo presenta, deriva da quello, come da una sorgente… perché il Padre è l’origine dell’amore.

La parola “amore” oggi (e non solo oggi,..) è inflazionata, cioè è una delle parole più usate e abusate e prende una quantità grandissima di significati… amor di patria,  per la professione, tra amici, per il lavoro, tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra fratelli e familiari e infine amore del prossimo e amore per Dio.. E qui ci avviciniamo al senso del Vangelo … 

Il Padre ama Gesù, e questo amore fonda quello che egli ha per gli uomini. Dal modo con cui il Padre ama Gesù e con cui questi ama i discepoli, nasce anche la possibilità dell’amore reciproco che deve esistere tra i discepoli stessi. È quindi un unico amore! Inizia dal Padre, arriva  al Figlio e  dal Figlio si riversa sui discepoli e dai discepoli si espande su tutti, anzitutto sui credenti in Gesù, ma non solo! E’ come un filo rosso che tiene unite tutte le vere possiblità dell’amore, a partire dal primo, quello di Dio stesso.

 

Al centro di tutto sta la frase “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici”.  La morte di Cristo è l’ultimo e supremo atto d’amore che ci illustrato , con i fatti, il volto stesso di Dio…

 

Poi Gesù aggiunge: Rimanete nel mio amore…”

Non si tratta di vivere sentimenti o esperienze passeggere, solo emotive (anche se le emozioni, prese con maturità, sono importanti!...). Rimanere vuol dire conservare l’amore come un tesoro prezioso, restarvi fedeli, coltivarlo anche quando sembra debole (perchè noi siamo deboli), tenerlo acceso, come si alimenta una fiamma che sta calando…

Ne sanno qualcosa gli sposi, quando imparano ad amarsi nella fedeltà che spesso richiede costanza e tenacia e bisogna superare il capriccio di sentimenti, di stati d’animo che nascono da chiusure e da egoismi nascosti e che spesso sono contrabbandati come espressione di spontaneità senza regole!

Ma la fedeltà costante è patrimonio e impegno per tutti!

 

Voi siete miei amici. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.”

Se noi facciamo ciò che Gesù ci chiede, cioè se amiamo e crediamo, lui ci riconosce come amici. Non servi, nella condizione di chi si sente obbligato e costretto a osservare certe regole sotto minaccia o ricatto! La vita cristiana, liberamente scelta 

e accolta, matura nel terreno dell’amicizia con Dio per cui Dio non ci è estraneo, assente, lontano e disinteressato alla nostra vita. Amicizia vuol dire vicinanza, presenza e sostegno.  E Gesù ci ha rivelato i segreti stessi di Dio.  Noi abbiamo conosciuto  le intenzioni e il progetto di Dio per noi. 

 

«Vi ho detto queste cose perché  la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena». Nessuno di noi è indifferente al tema della gioia. Ebbene, rimanere nell’amore del Padre è la causa di una grande gioia. In una visuale della fede (che va corretta), sentiamo dire che la vita cristiana é sacrificio, dolore e rinuncia faticosa… sembra poco attraente un cristianesimo di questo tipo!

Se la rinuncia non viene sentita come impegno necessario che esprime la capacità di amare, non ha senso! La rinuncia per la rinuncia non vale! Gesù ci prmette una gioia come qualità del nostro essere cristiani. E Papa Francesco ha intitolato la sua enciclica( lettera universale) Evangelii gaudium-la gioia del Vangelo

 

2. Il grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo, è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata. Quando la vita interiore si chiude nei propri interessi non vi è più spazio per gli altri, non entrano più i poveri, non si ascolta più la voce di Dio, non si gode più della dolce gioia del suo amore, non palpita l’entusiasmo di fare il bene. Anche i credenti corrono questo rischio, certo e permanente. Molti vi cadono e si trasformano in persone risentite, scontente, senza vita. Questa non è la scelta di una vita degna e piena, questo non è il desiderio di Dio per noi, questa non è la vita nello Spirito che sgorga dal cuore di Cristo risorto.

3. Invito ogni cristiano, in qualsiasi luogo e situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta.


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avvisi

 

Martedì 11 maggio ricorre l’anniversario dell’Apparizione della Madonna del Frassino. 

Al mattino - ore 11.00- Concelebrazione, presieduta dal Vescovo di Mantova, con i sacerdoti del lago veronese. 

 

 MARTEDì 11 maggio - Pellegrinaggio delle nostre 3 parrocchie di  

 Peschiera alla Madonna del Frassino

 NEL PIAZZALE  DELLA CHIESA sarà proposta la preghiera del rosario. 

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preghiera sul Vangelo

L’amore che ci lega a te, Gesù, non si costruisce sulle belle parole, sulle dichiarazioni di fede, sull’onda dei sentimenti.

È con i fatti che siamo chiamati a mostrare quanto ci sta a cuore

la relazione del tutto unica che vogliamo vivere con te.

Così non ci scoraggiamo se vi sono momenti in cui ci sembra che tu

sia assente, giorni nei quali non avvertiamo

la consolazione di sentirti vicino. Fare la tua volontà, osservare i tuoi comandamenti, anche quando si tratta di avanzare

come in zone difficili e aride: ecco quello che vale.


L’amore che ci lega a te, Gesù, è solo la risposta ad un amore

del tutto smisurato: tu hai donato la tua vita per noi.

Come potremo ricambiarti? Come potremo illuderci

di aver colmato la distanza che ci separa da una misura così alta?

Ma tu non vuoi affatto umiliarci. Tu guardi al nostro cuore

e ci chiedi di allargare agli altri la nostra attenzione, la nostra solidarietà, per vivere in modo autentico da fratelli, perché figli dello stesso Padre, perché tutti redenti dal tuo sangue.

 

 


sabato 1 maggio 2021

 

maggio 2021

5a domenica di Pasqua - B 

Prima Lettura

Bàrnaba raccontò agli apostoli come durante il viaggio Paolo aveva visto il Signore.

Dagli Atti degli Apostoli At 9,26-31

 

In quei giorni, Saulo, venuto a Gerusalemme, cercava di unirsi ai discepoli, ma tutti avevano paura di lui, non credendo che fosse un discepolo.
Allora Bàrnaba lo prese con sé, lo condusse dagli apostoli e raccontò loro come, durante il viaggio, aveva visto il Signore che gli aveva parlato e come in Damasco aveva predicato con coraggio nel nome di Gesù. Così egli poté stare con loro e andava e veniva in Gerusalemme, predicando apertamente nel nome del Signore. Parlava e discuteva con quelli di lingua greca; ma questi tentavano di ucciderlo. Quando vennero a saperlo, i fratelli lo condussero a Cesarèa e lo fecero partire per Tarso.
La Chiesa era dunque in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samarìa: si consolidava e camminava nel timore del Signore e, con il conforto dello Spirito Santo, cresceva di numero. Parola di Dio.


Salmo Responsoriale
Dal Sal 21 (22)

A te la mia lode, Signore, nella grande assemblea. 

 

Scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli. I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano; il vostro cuore viva per sempre! R.

Ricorderanno e torneranno al Signore tutti i confini della terra;
davanti a te si prostreranno tutte le famiglie dei popoli. R.

A lui solo si prostreranno quanti dormono sotto terra,
davanti a lui si curveranno quanti discendono nella polvere. R.

Ma io vivrò per lui, lo servirà la mia discendenza.

Si parlerà del Signore alla generazione che viene; 

annunceranno la sua giustizia; al popolo che nascerà diranno:
«Ecco l'opera del Signore!». R.

 

Seconda Lettura

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo :1Gv 3,18-24

Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità.
In questo conosceremo che siamo dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa. Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.

Vangelo

Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto.

Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 15,1-8

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

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Omelia 2021-  5a Pasqua 

 

Uno spunto dalla 1a lettura… Paolo si è appena convertito sulla via di Damasco, nel misterioso incontro con il Signore Risorto e sente il bisogno di unirsi alla comunità-madre di Gerusalemme. Ma deve superare un momento critico. Il gruppo dei cristiani sospetta di lui, lui poco tempo prima persecutore violento e non si fida della sua conversione, lo vede come una spia per  controllare i cristiani e per condurli in prigione…come era avvenuto poco prima.

E allora Barnaba, uomo sapiente e generoso, si interessa di Paolo, lo garantisce di fronte alla comunità, si fa garante del suo cambiamento profondo… E Paolo non perde tempo: una vota rassicurato, inizia la sua opera di evangelizzatore, pieno di entusiasmo!

C’è sempre bisogno nella chiesa di persone sagge che insegnano a superare i pregiudizi, che fanno da ponte tra gruppi diversi, che sostengono e lavorano per l’unità contro le divisioni.

 

Oggi la liturgia ci fa ascoltare il brano evangelico della «vera vite». 

Gesù, osservatore attento, prende un’ immagine dalla vita agricola e si presenta come la vite vera … un'affermazione che va letta alla stregua delle altre analoghe affermazioni di Gesù. «Sono il vero pane», «Io sono la luce». In queste affermazioni c'è una nota polemica: Gesù è la vera vite, il vero pane, la vera luce. Tutte queste affermazioni indicano che Gesù, e non altri, è in grado di offrirci quella vita che andiamo cercando.

L'affermazione di Gesù («Io sono la vite») si inserisce in un tema molto presente nella Bibbia del Primo testamento, ma è anche nuova e diversa. 

Là si dice che Dio ha una vigna, che la coltiva con premura e amore, senza essere ricambiato, perchè questa non é all'altezza delle attese di Dio! Qui si afferma che Gesù stesso è la vite…finalmente rispondente alle aspettative di Dio.

Ma qual è il punto di vista di Giovanni nel costruire questo esempio? 

E’ anzitutto un atto di riconoscenza e di ringraziamento, perché ora il discepolo, unito al Cristo, può finalmente portare frutti C’é anche un elemento di avvertimento, di serietà e di responsabilità. Infatti il tralcio, cioè ogni credente, può portare frutto solo se rimane attaccato alla vite. 

Si dice che anche il cristiano può essere un ramo secco e improduttivo! 

La comunità è in Cristo, unita a lui e quindi protetta, salvata e feconda, ma la possibilità del peccato è sempre possibile. Quello che conta sono i frutti da portare: il ramo fruttifero viene potato, il ramo sterile bruciato. E’ evidente il tema del giudizio: Dio prende atto di una vita pigra, senza segni di amore e di fedeltà attiva, senza frutti di bontà…

Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto». Che vuol dire rimanere?  Gli altri Vangeli parla di seguire Gesù: si tratta di fare strada dietro a lui, di sentirlo come guida, di non perderlo mai di vista! Giovanni dice: rimanere. Vuol dire perseverare, restare fedeli alla scelta, non vivere una vita sprazzi, a momenti, 

coltivare la relazione con lui nell’ascolto nella preghiera, nella disponibiltà che nasce dall’amore in tutte le sue forme!

Per noi è un motivo di grande gioia il sapere che, grazie alla nostra unione con Gesù, la nostra vita è veramente feconda. In che modo? Qual è il frutto che dobbiamo portare? Gesù non lo precisa qui, ma lo possiamo capire da altri passi del Vangelo di Giovanni e del Nuovo Testamento: il frutto principale che i tralci uniti alla vite devono portare è l’amore. «Non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità», ci dice Giovanni nella sua Prima lettera. Questo è veramente il frutto che la vita di Gesù in noi produce. La vita di Gesù è una vita di amore.

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2 maggio 2021 - 5a dom. di Pasqua 

 AVVISI

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Ci prepariamo a vivere il mese di maggio con la recita del rosario: Il rosario sarà proposto in alcune zone per le persone che vorranno continuare la tradizione di pregare assieme.

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Martedì 11 maggio ricorre l’anniversario dell’Apparizione della Madonna del Frassino. Al mattino -ore 11.00- Concelebrazione, presieduta dal Vescovo di Mantova, con i sacerdoti del lago veronese. 

 

Alla sera -ore 20.30- nel piazzale del chiesa del Frassino- è proposta la preghiera guidata del rosario, in particolare per le nostre tre parrocchie di Peschiera. (Non c’è la Messa)

preghiera sul Vangelo

 

Il nostro rapporto con te, Gesù, è chiamato ad essere stabile e duraturo e a resistere a tante seduzioni e lusingheche ci distolgono da ciò che è essenziale.

Per questo richiede cura  ed attenzione e non può essere abbandonato alle sensazioni del momento. Il nostro rapporto con te, Gesù, passa anche attraverso potature,

percorsi dolorosi, frangenti oscuri in cui ci sembra di conoscere la morte, ma che poi ci aprono ad una fecondità sconosciuta e

ci permettono un frutto abbondante.

È questa l’avventura decisiva, sorprendente ed eccezionale

che siamo chiamati a compiere.

Diventare tuoi discepoli - è vero -  non è "una passeggiata, 

ma quando ti si prende sul serio, quello che riceviamo è molto di più di quanto possiamo donarti.

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