sabato 13 febbraio 2021

CATECHESI RAGAZZI 













*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°

14 febbraio 2021: 6a dom. tempo ordinario

Prima lettura (Lv 13,1-2.45-46)

Dal libro del Levìtico

Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse: 
«Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli.
Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: “Impuro! Impuro!”. 
Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento».

 

Salmo responsoriale (Sal 31)

Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia.

Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.  

Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.

Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia! 

 

Seconda lettura (1Cor 10,31-11,1)

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio. 
Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza.
Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo.

 

Vangelo (Mc 1,40-45)

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. 
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». 
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

^*^*^*^*^*^^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^^

omelia 6a domenica del tempo ordinario-  2021

 

 

La forza della parola di Gesù ha attirato i primi discepoli, ha conquistato la gente riunita nella Sinagoga di Cafarnao, ha riportato vittoria sugli spiriti immondi e sulle infermità fisiche degli uomini.  Ora… il racconto della guarigione di un lebbroso. 

Tra tutte le malattie, la lebbra era considerata dagli israeliti quella che più di tutte rendeva impuro l’uomo perché distruggeva la sua integrità fisica ed era il segno massimo del peccato e della sua gravità. E condannava l’uomo anche a una grave emarginazione sociale. 

(v.1a lettura… descrizione drammatica della condizione del lebbroso). La lebbra ha sempre suscitato terrore per il suo terribile potere di disgregare il corpo umano e per il suo carattere contagioso che sradica il malato dalla comunità e lo confina in una solitudine quasi maledetta.

 

il lebbroso e Gesù...

Un lebbroso viene incontro a Gesù, si prostra dinanzi a lui e lo supplica di guarirlo. 

Così manifesta la sua fede-fiducia e la speranza che ripone nel maestro di Nazareth:

«Se vuoi, puoi purificarmi». Nessuna pretesa di guarigione, solo una umile richiesta: “Se vuoi… Mi affido a te, tu solo puoi farlo… forse tu sei disposto a subire, come me, la situazione di impuro che diventerai! Puoi purificarmi, cioè liberarmi dal male fisico ma anche dalla maledizione che mi pesa come un macigno. Io, considerato peccatore  e perciò colpevole in questa mia condizione! ”

Gesù si muove a compassione. E’ una compassione che indica la partecipazione profonda  alla miseria di quell’uomo e un profondo sentimento di solidarietà. È la sua tenerezza che lo porta a commuoversi fino a compiere un gesto di contatto: “lo toccò…”. Quindi non una guarigione a distanza, ma nella vicinanza fisica.. Gesù rompe le norme rigide della legge che vietava il contatto fisico con queste persone impure e tocca il lebbroso. Significava anche diventare impuro come lui… Il gesto di stendere la mano ha anche una senso simbolico perché indica la protezione di Gesù sul lebbroso. Le parole di Gesù, «Lo voglio, sii purificato!”, esprimono la potenza di Gesù, una parola semplice e  forte.

 

Nel congedare il lebbroso lo invita a non dire nulla e a presentarsi ai sacerdoti. Ma il lebbroso, lo comprendiamo, non è in grado di trattenere la gioia contagiosa della guarigione, in seguito a quell’incontro! Diventa, così, missionario della bontà di Gesù annunciata a tutti!  Gesù non trattiene il lebbroso al suo seguito.. gli dà la possibilità di essere testimone.

E Gesù si ritira in luoghi deserti… E’ molto probabile che Gesù, da solo, accetti la sua condizione di impuro, avendo toccato e guarito il lebbroso. Veramente ha preso su di sé le nostre miserie, si è caricato delle nostre iniquità…per toglierci da questi legami che ci imprigionano e ci tolgono la libertà! 

 

La malattia è sempre qualcosa di cui non riusciamo a comprendere pienamente il senso. L’atteggiamento di Dio nei confronti della malattia è quello di un disagio. Dio non ama la malattia; Gesù infatti ha compassione per tutti gli ammalati. La malattia non è un bene per l’uomo, è un momento di prova, di sofferenza. Lottare con tutte le forze contro la malattia è quindi non solo un atteggiamento legittimo, ma significa mettersi dalla parte di Dio.

Gesù ha guarito gli ammalati che lo hanno accostato; oggi tocca all’uomo continuare l’opera di Gesù, compiere altri ‘miracoli’ servendosi dei mezzi che la scienza mette a sua disposizione.

Marco presenta Gesù che annuncia la vicinanza del regno di Dio (1,15):  Dio è il Dio della compassione e lo serviamo solo quando ci prendiamo cura dell’uomo.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

14 febbraio 2021 – 6a domenica del tempo ordinario

Avvisi

 

Lunedì 15 alle ore 20.30 in chiesa incontro del C.P.P. (che ha preso il nome di “Cenacolo”)  per vedere assieme le principali iniziative della Quaresima nella catechesi, liturgia e carità. L’incontro è aperto a tutti coloro che volessero collaborare…

………………………………………..

 

 

Mercoledì 17 è il Mercoledì delle Ceneri e inizio della Quaresima, con il rito dell’imposizione delle Ceneri. 

Per i giovani e gli adulti è giorno di astinenza e di digiuno.

Ci sono due S. Messe: alle ore 15.00 e alle 20.30. 

Inoltre è proposta una celebrazione di preghiera (non la S. Messa) per i ragazzi delle elementari e delle medie, alle ore 11.00

 

 

Nel pomeriggio sono particolarmente invitati gli adulti e gli anziani che difficilmente potrebbero essere presenti alla sera.

……………………………………………………………………………………………………

 

Preghiera sul Vangelo

Gesù, tu non compi miracoli per fare pubblicità alla tua causa,

per importi all’attenzione della folla. 

A muoverti è l’amore, la compassione: conosci bene le sofferenze provocate dalla lebbra, il calvario che diventa la vita di una persona quando si scopre aggredita dal male che deturpa e sfigura il suo corpo e per questo viene subito cacciata dalla sua famiglia, dal suo paese ed è costretta a vivere in luoghi solitari, priva di sostegno, di cure, di gesti di bontà e di tenerezza. Per questo tu non esiti a compiere anche gesti rischiosi e pericolosi, che espongono al contagio. 

Tu non ti limiti a parlare, tu tocchi quell’uomo perché avverta quanto sia preziosa la sua vita, quanto ti stia a cuore la sua felicità. E tuttavia gli chiedi di non divulgare la notizia, ma di limitarsi a far certificare la sua guarigione. Perché? A te non sfugge il terribile equivoco che si potrebbe creare se ti prendessero solo per un guaritore, uno che fa tanti miracoli. Quelli che tu offri sono solo segni dell’amore di Dio in azione, ma solo davanti alla croce ognuno potrà capire


sabato 6 febbraio 2021

 7 febbraio 2021 

catechesi per bambini e ragazzi



Gesù guarisce la suocera di Pietro
Gesù guarisce i malati



Gesù in preghiera





************************************************************

Liturgia 5a domenica tempo ordinario







Dal libro di Giobbe

Giobbe parlò e disse: 
«L’uomo non compie forse un duro servizio sulla terra
e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario?
Come lo schiavo sospira l’ombra
e come il mercenario aspetta il suo salario,
così a me sono toccati mesi d’illusione
e notti di affanno mi sono state assegnate.
Se mi corico dico: “Quando mi alzerò?”.
La notte si fa lunga e sono stanco di rigirarmi fino all’alba.
I miei giorni scorrono più veloci d’una spola,
svaniscono senza un filo di speranza.
Ricòrdati che un soffio è la mia vita:
il mio occhio non rivedrà più il bene». 

 

Salmo responsoriale (Sal 146)

Risanaci, Signore, Dio della vita.

È bello cantare inni al nostro Dio,
è dolce innalzare la lode.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele.

Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite.
Egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome.  

Grande è il Signore nostro,
grande nella sua potenza;
la sua sapienza non si può calcolare.
Il Signore sostiene i poveri,
ma abbassa fino a terra i malvagi.

 

Seconda lettura (1Cor 9,16-19.22-23)

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo! 
Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.
Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero. Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io.


Vangelo (Mc 1,29-39)

Dal Vangelo secondo Marco


In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». 
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

5a dom. B – (2021)- omelia 

 

Come viveva Gesù le sue giornate? Quali erano i momenti più significativi? Certo, il Vangelo non è un diario o una cronaca… Ma dalle scelte che Gesù fa, possiamo capire i punti di forza del suo agire che lo hanno sempre guidato. E Marco ci presenta una giornata tipica di Gesù, come dovevano essere anche molte altre giornate…

E così ci descrive il volto interiore di Gesù stesso. 

Il brano presenta tre momenti: Gesù, uscito dalla sinagoga,  guarisce la suocera di Simone (vv. 29-31); la sera, dopo il tramonto del sole, guarisce molti malati (VV. 32-34); il mattino seguente si porta a pregare in un «luogo deserto» per prepararsi a un nuovo annuncio missionario (vv. 35-39). Quindi: l’annuncio della parola, le guarigioni e la preghiera sono le azioni dominanti…

L’azione di Gesù, poi,  si svolge in due spazi della vita quotidiana: la casa, spazio della vita privata con l’ intimità e gli affetti, e la porta della città, luogo della vita pubblica.

Gesù è nella casa di Pietro che rappresenta il luogo  dell’intimità, dei rapporti profondi dentro una famiglia… e  compie il gesto per chi si trova in stato di bisogno: per la suocera di Pietro. La casa di Simone è quasi immagine della futura comunità, della chiesa che sperimenta la misericordia di Dio e vive rapporti cordiali e fraterni.

In un ambiente e per una mentalità che considerava la malattia come «segno» e conseguenza del peccato (cfr. Gv 9,2), la guarigione della suocera di Pietro (vv. 30-31) è segno della vittoria sul potere della morte e del peccato e della misericordia stessa di Dio.  

«Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò». La parola «alzare» è lo stesso verbo usato per la risurrezione di Gesù. La mano di Gesù è per questa donna la stessa mano di Dio che interviene a liberarla (Sal 73,23: «Tu mi hai preso per la mano destra e mi hai risollevato»).

La suocera di Simone, liberata dalla febbre, si alza per servire Gesù e i discepoli. Il verbo «servire» è ciò che farà lo stesso Gesù: «Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti»(Mc 10,45)!

La suocera di Pietro è esempio per quel servizio reciproco che la chiesa è chiamata a vivere. Dall’ incontro con lui si esce liberati e, proprio per questo, liberi di servire, come Gesù.  Importanti sono anche gli altri due brevi aspetti del racconto: le guarigioni (vv. 32-34) e la preghiera di Gesù (vv. 35-38). 

La gente non ha potuto condurre a Gesù i malati durante il sabato, a motivo del riposo, ma, a sera, quando il riposo è finito, quella piccola piazza davanti alla casa di Simone si riempie di poveri che chiedono guarigione e aiuto. È l’intera città che, secondo Marco, si raduna davanti alla porta, una città che si presenta con i suoi malati a testimoniare la fatica e i problemi dell’esistenza quotidiana. L’esperienza della malattia, le tante fragilità della vita…le paure per la nostra salute  sono aspetti che stiamo sperimentando in questo tempo di pandemia… E sappiamo che Gesù non ci è indifferente e ci dà risorse e coraggio per sperare ancora…



Infine, la preghiera solitaria di Gesù, al mattino presto, richiama  l’ atteggiamento del fedele orante che prolunga la sua preghiera tutta la notte (Sal 16,7-8; 134,1) e desidera  essere in preghiera al sopraggiungere del nuovo giorno (Sal 57,9: «Svegliati, mio cuore, voglio svegliare l’aurora». Gesù ritrova ogni volta nella preghiera il vero orientamento della sua vita. Per noi un invito forte. Come la preghiera accompagna la nostra vita? Si dice: “Importante è fare, agire, vivere 

il Vangelo nella pratica della vita…” E’ vero. Ma come ti sarà possibile fare questo, e ispirarti nel tuo agire al Vangelo se non ricevi luce, forza ed energia interiore dal dialogo costante con il Signore? Come puoi essere vicino e familiare di Dio se non lo cerchi, se non trovi momenti di ascolto e di dialogo con Lui? …anche, a volte, in una certa aridità della stessa preghiera.

Pietro vuole quasi interrompere la preghiera di Gesù…”Tutti di cercano..” Forse intendeva dire: “Approfitta di questa grande popolarità 

che ti è piovuta addosso…ne guadagneremo anche noi!…”

 La  risposta ai discepoli: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!» (v. 38),

Gesù è sempre intento a svolgere la sua missione, non si lascia imprigionare da nessun posto e di nessun gruppo umano. E’ libero.. Di qui la sua prontezza e decisione nello scegliere la via segnata dal Padre per la sua missione.  La sua missione è  itinerante: Gesù incammino! Un Gesù sempre in attività, ma che si ferma per chi ha veramente bisogno di lui, che sente necessaria la preghiera anche prolungata, che sfugge al pensiero di una popolarità pericolosa. Abbiamo tutto da imparare!

°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*

7 febbraio 2021 – 5a domenica del tempo ordinario

 

Avvisi

……………………………………………………………………………………………………



Questa domenica 7 febbraio è la 43a GIORNATA PER LA VITA sul tema: “Libertà e vita”. 

Ci sarà la possibilità di aiutare il Centro aiuto vita di Verona e di Peschiera (S. Martino). E’ a disposizione anche la rivista periodica “NOI, FAMIGLIA E VITA”, edita da Avvenire, che presenta il messaggio della giornata e altri aspetti ad essa collegati.

 


…………………………………………………………………………………………………

Giovedì 11 febbraio è la 29a giornata mondiale del malato.

……………………………………………………………………………………………………

Preghiera sul Vangelo

 

Nei tuoi gesti, Gesù, c'è tutto il tuo amore e la tua compassione verso una persona malata. 

Ecco perché tu ti avvicini, ti fai prossimo, vieni accanto:

non puoi guarire a distanza, senza essere troppo coinvolto,

senza toccare con mano un corpo che soffre, che pena.

Ecco perché hai voluto assumere la nostra carne, sperimentare in prima persona quello che passa per le nostre membra, condividere tutto ciò che appartiene alla nostra esistenza umana. 

Tu prendi per mano come fa un padre con il figlio o che non sa ancora orientarsi, come una madre che sostiene il suo passo incerto, come un amico che non ti abbandona quando sei debole, fragile, incapace di rialzarti da solo, di venirne fuori con le tue forze.

Tu prendi per mano e manifesti la tua dolcezza e la tua forza,

senza ferire, senza umiliare. E rimetti in piedi, accompagni, aiuti ognuno di noi perché ritrovi l’energia per camminare, per andare avanti. Rialzi ora e sei pronto a rialzare ogni volta che cadiamo.

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Libertà e vita: Messaggio dei vescovi italiani nella 43a GIORNATA PER LA VITA

 (7 febbraio2021 )

 

La pandemia ci ha fatto sperimentare in maniera inattesa e drammatica la limitazione delle libertà personali e comunitarie, portandoci a riflettere sul senso profondo della libertà in rapporto alla vita di tutti: bambini e anziani, giovani e adulti, nascituri e persone in fin di vita. Nelle settimane di forzato lockdown quante privazioni abbiamo sofferto, specie in termini di rapporti sociali! Nel contempo, quanta reciprocità abbiamo respirato, a riprova che la tutela della salute richiede l’impegno e la partecipazione di ciascuno; quanta cultura della prossimità, quanta vita donata per far fronte comune all’emergenza!

Qual è il senso della libertà? Qual è il suo significato sociale, politico e religioso? Si è liberi in partenza o lo si diventa con scelte che costruiscono legami liberi e responsabili tra persone? Con la libertà che Dio ci ha donato, quale società vogliamo costruire?

Sono domande che in certe stagioni della vita interpellano ognuno di noi, mentre torna alla mente il messaggio chiaro del Vangelo: “Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8,31-32). I discepoli di Gesù sanno che la libertà si può perdere, fino a trasformarsi in catene: “Cristo ci ha liberati – afferma san Paolo – perché restassimo liberi; state saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù” (Gal 5,1).

Una libertà a servizio della vita

La Giornata per la Vita 2021 vuol essere un’occasione preziosa per sensibilizzare tutti al valore dell’autentica libertà, nella prospettiva di un suo esercizio a servizio della vita: la libertà non è il fine, ma lo “strumento” per raggiungere il bene proprio e degli altri, un bene strettamente interconnesso.

A ben pensarci, la vera questione umana non è la libertà, ma l’uso di essa. La libertà può distruggere se stessa: si può perdere! Una cultura pervasa di diritti individuali assolutizzati rende ciechi e deforma la percezione della realtà, genera egoismi e derive abortive ed eutanasiche, interventi indiscriminati sul corpo umano, sui rapporti sociali e sull’ambiente. Del resto, la libertà del singolo che si ripiega su di sé diventa chiusura e violenza nei confronti dell’altro. Un uso individualistico della libertà porta, infatti, a strumentalizzare e a rompere le relazioni, distrugge la “casa comune”, rende insostenibile la vita, costruisce case in cui non c’è spazio per la vita nascente, moltiplica solitudini in dimore abitate sempre più da animali ma non da persone. Papa Francesco ci ricorda che l’amore è la vera libertà perché distacca dal possesso, ricostruisce le relazioni, sa accogliere e valorizzare il prossimo, trasforma in dono gioioso ogni fatica e rende capaci di comunione (cfr. Udienza 12 settembre 2018).

Responsabilità e felicità

 Il binomio “libertà e vita” è inscindibile. Costituisce un’alleanza feconda e lieta, che Dio ha impresso nell’animo umano per consentirgli di essere davvero felice. Senza il dono della libertà l’umanità non sarebbe se stessa, né potrebbe dirsi autenticamente legata a Colui che l’ha creata; senza il dono della vita non avremmo la possibilità di lasciare una traccia di bellezza in questo mondo, di cambiare l’esistente, di migliorare la situazione in cui si nasce e cresce. L’asse che unisce la libertà e la vita è la responsabilità. Essa è la misura, anzi il laboratorio che fonde insieme le virtù della giustizia e della prudenza, della fortezza e della temperanza. La responsabilità è disponibilità all’altro e alla speranza, è apertura all’Altro e alla felicità. Responsabilità significa andare oltre la propria libertà per accogliere nel proprio orizzonte la vita di altre persone. Senza responsabilità, libertà e vita sono destinate a entrare in conflitto tra loro; rimangono, comunque, incapaci di esprimersi pienamente.

Dire “sì” alla vita è il compimento di una libertà che può cambiare la storia. Ogni uomo merita di nascere e di esistere. Ogni essere umano possiede, fin dal concepimento, un potenziale di bene e di bello che aspetta di essere espresso e trasformato in atto concreto; un potenziale unico e irripetibile, non cedibile. Solo considerando la “persona” come “fine ultimo” sarà possibile rigenerare l’orizzonte sociale ed economico, politico e culturale, antropologico, educativo e mediale. L’esercizio pieno della libertà richiede la Verità: se desideriamo servire la vita con vera libertà occorre che i cristiani e tutti gli uomini di buona volontà s’impegnino a conoscere e far conoscere la Verità che sola ci rende liberi veramente. Così potremo accogliere con gioia “ogni vita umana, unica e irripetibile, che vale per se stessa, costituisce un valore inestimabile (Papa Francesco, 25 marzo 2020, a 25 anni dall’Evangelium vitae). Gli uomini e le donne veramente liberi fanno proprio l’invito del Magistero: “Rispetta, difendi, ama e servi la vita, ogni vita, ogni vita umana! Solo su questa strada troverai giustizia, sviluppo, libertà, pace e felicità!”.






venerdì 29 gennaio 2021

 31 gennaio 2021

Catechesi bambini(e) e ragazzi(e)
































^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
UNA PICCOLA STORIA.... per riflettere
°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°
31 gennaio : GIORNATA MONDIALE  DEI MALATI DI LEBBRA: 

Raoul Follereau: Un testimone speciale 

**************************

LITURGIA DELLA DOMENICA 4a del tempo ordinario


PRIMA LETTURA

 

È Dio che sceglie i suoi profeti, e Mosè preannuncia per Israele un grande profeta, simile a lui. Egli parlerà a nome di Dio, che metterà sulla sua bocca le sue parole. In realtà Gesù è ben più grande di Mosè.  

 

Dal libro del Deuteronomio.    (Dt. 18,15-20)

 

Mosè parlò al popolo dicendo: «Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto. Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: “Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia”.
Il Signore mi rispose: “Quello che hanno detto, va bene. Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi
, quel profeta dovrà morire”».

 

salmo responsoriale Dal Salmo 94 (95)                                                                   

R. Ascoltate oggi la voce del Signore.

 

Venite, cantiamo al Signore,acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia.

 

Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce.

 

Se ascoltaste oggi la sua voce! «Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere».

 

SECONDA LETTURA

Continua la lettera di Paolo ai Corinzi. A quella città moderna ed evoluta Paolo propone come valore non solo il matrimonio, ma anche la verginità per il regno dei cieli. Chi si sposa, dice Gesù, si preoccupa di piacere alla moglie o al marito, mentre chi rimane vergine si preoccupa prima di tutto delle cose del Signore.  

  

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi. (1Cor, 32- 35).  

                                          

Fratelli, io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!
Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito. Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni..

 

VANGELO.  Dal vangelo secondo Marco (Mc 1,21-28)

 

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°

4a domenica t. ord. B – 2021 *omelia

 

Il primo gesto potente di Gesù è nella sinagoga di Cafanao, città del suo ministero profetico, come nella regione della Galilea. Nella Palestina del tempo c'erano sinagoghe non solo nei grandi centri, ma anche nelle piccole città e nei villaggi. Gli israeliti sono lì, come ogni sabato, per la preghiera, per la lettura e la spiegazione della Scrittura. Gesù, (come era previsto…) prende la parola per insegnare.  La domanda che sta sotto il fatto raccontato oggi e in tutto il Vangelo è questa: chi è Gesù?. Ce lo chiediamo anche noi, oggi e sempre: Chi sei Gesù? Che cosa conosco di te? “E voi, chi dite che io sia?”, chiederà Gesù agli apostoli.

La risposta non è mai scontata, né  facile… Ce lo diciamo con sincerità: ho ancora molto da imparare…e desidero  che la mia ricerca non sia mai conclusa. Sapendo, poi, che non si tratta solo di conoscere, ma di vivere secondo il suo stile!

 

«Erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava come uno che ha autorità e non come gli scribi». Più o meno, la stessa cosa è ripetuta alla fine dell'episodio: «Che è mai questo? Una dottrina nuova, insegnata con autorità».

 

Marco non precisa in questo brano il contenuto dell'insegnamento di Gesù, (lo farà In tutto il Vangelo che segue…), ma ci dice, fin d’ora, che il suo insegnamento colpisce e pone domande serie, è nuovo e diverso da quello degli scribi che, di solito, si limitavano  a ripetere anche a memoria le parole della Bibbia, ma, come dirà Gesù di loro: “Parlano e non fanno”…cioè non vivono secondo quello che dicono.   Insegnamento nuovo di Gesù, sia  per parole mai  dette prima… ma soprattutto perché si avverte una forza che rigenera e che dà nuovo vigore alla vita!  Lo dimostra il fatto dell’indemoniato nella sinagoga, un “fuori programma” che deve aver creato molto scompiglio in quell’assemblea ordinata di preghiera!

Un indemoniato: qual era la sua malattia? Poteva trattarsi, forse, di un grave problema psichico, di una forma di schizofrenia, diremmo oggi…  Al tempo di Gesù non si distingueva molto tra malattia psichica e presenza del male o del demonio. Di fatto, però, si trattava di una situazione di alienazione, di un grave disagio, forse dovuto anche a situazioni interiori negative e da risanare in quel povero malcapitato! 


Gesù è venuto per restituire all’uomo la sua dignità perduta, la sanità fisica e morale, la salute spirituale nella lotta contro il principe del male,  contro colui che vuole dividere l’uomo da Dio e dagli  altri… E comincia la sfida e la provocazione: “Che vuoi da noi, Gesù? Sei venuto a rovinarci! ” E’ vero quello che dice satana!  Gesù è venuto per mandare in rovina e vincere il potere del male, per liberare l’uomo dalle catene che lo imprigionano e che lo degradano in tutti i sensi…E’ il vero Liberatore e noi dobbiamo sempre invocarlo, come nel Padre nostro: “Liberaci dal male (e dal maligno!)”. Da soli, non ce la facciamo!

Certi fatti dolorosi di cronaca nera, quasi incredibili, ci dicono quale grande sia il potere del male che suggestiona e schiavizza l’uomo e domanda la presenza del Signore, il vero Liberatore!

Gesù mette a tacere lo spirito maligno, seccamente: «Taci ed esci da costui!». 

Lo spirito è costretto ad obbedire e l'uomo, liberato dallo spirito disgregatore, ritrova se stesso. Se lo spirito del male esce da quell’uomo, significa che lui, ora, reso libero, può accogliere dentro di sé, Colui che l’ha risanato… può diventare la dimora di Dio che desidera abitare in lui. Così, tutte le volte che noi siamo liberati dal male (…anche nel sacramento della Penitenza o Confessione…), diventiamo dimora di Dio, tempio del suo Spirito, luogo della sua presenza che possiamo testimoniare anche agli altri, come un cammino aperto per tutti alla potenza di quell’ amore che ci risana!

^*^*^*^^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^

 

31 gennaio 2021 – 4a domenica del tempo ordinario

Avvisi

……………………………………………………………………………………………………

La prossima domenica 7 febbraio è la 43a GIORNATA PER LA VITA sul tema: “Libertà e vita”.

 

Ci sarà la possibilità di aiutare il Centro aiuto vita di Verona e di Peschiera (S. Martino). Sarà messa a disposizione anche la rivista periodica “NOI, FAMIGLIA E VITA”, edita da Avvenire, che presenta il messaggio della giornata e altri aspetti ad essa collegati. 

 

……………………………………………………………………………………………………

Martedì  2 febbraio è la Festa della “PRESENTAZIONE DI GESU’ AL TEMPIO”La Messa è sempre alle ore 8.00, preceduta dalla lettura del Vangelo e dalla processione verso l’altare, con la candela.

……………………………………………………………………………………………………

Preghiera sul Vangelo

Gesù, non c’è nessuno che parli di Dio come fai tu, e la gente se ne è accorta. 

Il tuo insegnamento non nasce da sentenze apprese nel tempo, non è una dottrina costruita  con l ’ascolto di tanti maestri e non è neppure il frutto della consultazione di tanti rotoli.

Quello che dici è, in fondo, il respiro della tua esistenza, I’ amore che ti lega al Padre, il rapporto unico ed originale da cui sgorga ogni parola e ogni gesto. Ecco perché tutti avvertono la forza travolgente che emana da te e che può trasformare ogni persona, liberandola da tutto ciò che la tiene prigioniera, incatenata ad un male che logora, ad una sofferenza che non ha fine. In effetti tu non ti limiti ad indicare la guarigione, ma la realizzi, la rendi possibile. Tu non tracci solamente la strada, ma trasmetti l'energia per affrontarla. Tu non sei uno che esorta ad una vita nuova, ma la doni concretamente con la tua misericordia che trasfigura, con la tua saggezza che orienta, con la tua determinazione nel lottare contro ogni potenza oscura che attenta alla nostra dignità.

……………………………………………………………………………………………………