giovedì 24 dicembre 2020

                        Festa della S.Famiglia 


Prima lettura (Gen 15,1-6; 21,1-3)

Dal libro della Genesi

In quei giorni, fu rivolta ad Abram, in visione, questa parola del Signore: «Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande». Rispose Abram: «Signore Dio, che cosa mi darai? Io me ne vado senza figli e l’erede della mia casa è Elièzer di Damasco». Soggiunse Abram: «Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede». Ed ecco, gli fu rivolta questa parola dal Signore: «Non sarà costui il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede». Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle»; e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.

Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso. Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato. Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito.

 

Salmo responsoriale (Sal 104)

Il Signore è fedele al suo patto.

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.

Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto. 

Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca,
voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto.

Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco.

 

Seconda lettura (Eb 11,8.11-12.17-19)

Dalla lettera agli Ebrei

 

Fratelli, per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.

Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare e non si può contare.

Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito figlio, del quale era stato detto: Mediante Isacco avrai una tua discendenza. Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come simbolo.

Dal Vangelo secondo Luca

 

 

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.

Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:

 

«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo

vada in pace, secondo la tua parola,

perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,

preparata da te davanti a tutti i popoli:

luce per rivelarti alle genti

e gloria del tuo popolo, Israele».

 

ll padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.  Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

Mantegna: Presentazione al Tempio (Berlino)

C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. ll bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
omelia

don Vincenzo
Senza  la testimonianza del Creato, non potremmo venire a sapere che esiste Dio. San Paolo dice che attraverso le meraviglie dell'universo possiamo conoscere  le qualità invisibili Dio. Noi possiamo aggiungere anche quest'altra osservazione: senza l'esperienza dell'amore della famiglia, non potremmo neanche sapere  che cosa è l'amore e quindi non potremo neanche capire che Dio è amore. Che cosa sia amore, lo capiamo soltanto attraverso l'amore che i coniugi vivono tra di loro e anche attraverso l'amore che i genitori provano verso i loro figli. Per questo anche la Bibbia quando parla dell'amore di Dio verso gli uomini, adopera la metafora del matrimonio e afferma  che Dio ama il suo popolo come uno sposo ama la sua sposa. Il matrimonio possiede questo valore di Rivelazione: rivela al mondo il bene più importante che è quello dell'amore. Questo vale sempre, anche se gli uomini vivono questo bene  in maniera inadeguata e nella fragilità. 

Del resto anche gli astri che rivelano le qualità invisibili di Dio, non sono affatto perfetti. Gli antichi credevano che la luna fosse perfetta, ma poi Galileo col suo cannocchiale vide che era piena di buche. Ciononostante la luna, con le sue buche e i suoi acciacchi continua a testimoniare nel suo silenzio le qualità invisibili di Dio. Allo stesso modo lo fa qualsiasi famiglia.

 La prima lettura  ci fa capire che famiglia è una creazione di Dio e un dono primario che egli concede agli uomini. Infatti Dio unisce Abramo con la moglie Sara e concede loro, in modo miracoloso, il figlio Isacco. In questo testo è importante rilevare il sentimento religioso di Abramo.  Egli è capace di avere fiducia in Dio anche quando dal punto di vista umano sembra impossibile poter ancora confidare in lui. 

Questo sentimento è quello che Dio apprezza di più negli uomini ed  è l'unico  che possiamo avere sempre  e che ci può salvare in qualsiasi circostanza della vita. Infatti non possiamo essere sempre innocenti né possiamo essere sempre pieni di meriti.  Anzi forse non lo siamo mai ma possiamo, per grazia di Dio, rimanere persone di fiducia e di speranza. E questa è la porta che teniamo aperta per poter far entrare il Signore nella nostra esistenza.  Infatti il dono più grande che Dio ci può fare e quello di accompagnarci nella nostra esistenza ed Egli ci accompagna attraverso il dono di Gesù. Il vecchio Simeone ed Anna ricevono  la grazia di capire l'importanza di Gesù e di accoglierlo nella loro vita. Di Simeone non sappiamo niente. Sembra una persona sola e anziana. Vive quindi una grande povertà ma proprio a questo povero Dio affida  la sua  più grande ricchezza. Anna invece è una vedova e quindi  ha sofferto la distruzione del suo affetto, la frammentazione della sua famiglia. Vivendo questa povertà ha recuperato però la ricchezza più grande, quella della comunione con Dio che forse durante la sua vita felice aveva trascurato.  Adesso vive sempre  con il Signore e  per il Signore e diventa la rappresentante di tutto il popolo di Israele. E lei ad accogliere il Messia a nome di tutti. Allora questi testi ci insegnano a capire la grande ricchezza della famiglia ma anche a capire che la ricchezza della famiglia sta nella comunione con Dio. Rimane la vera ricchezza di ogni uomo.


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
NATALE DEL SIGNORE

Natale del Signore

Vangelo Messa della notte- Luca 2, 1-14 


In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.  Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria.  Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.  Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide.  Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.  Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.  Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge.  Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:  oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:

«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^^^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*

Messa della notte - omelia

 

Siamo qui… per un richiamo che sentiamo forte e suggestivo… anche nei tempi difficili che stiamo vivendo… Il Natale porti un messaggio di speranza a tutti, soprattutto a chi è segnato dalla solitudine, da delusioni personali o familiari, da problemi economici o altro…! Tutto questo può nascere anche la solidarietà…v. le tante forme di volontariato che sono cresciute 

nche in questo periodo!

Ma non vogliamo ridurre il Natale  semplicemente ad festa dei buoni sentimenti, una festa dove la presenza del Bambino Gesù svanisce quasi subito, in un’atmosfera che svapora come una bolla di sapone… che non cambia la vita e lascia tutto come prima! 

Comunque benvenuti a tutti, anche a chi si trova crisi di fede, a chi si domanda che senso ha credere e ha ancora tanti dubbi! Il Signore accoglie tutti e provoca anche un ripensamento della propria vita!

 

Ha letto l’intervista su un quotidiano ad un pensatore-filosofo laico:…: ”Io che non sono credente mi interrogo: c'è un fatto (la nascita di Gesù) che ha dato un contributo straordinario alla nostra storia, alla nostra civiltà, alla nostra sensibilità.

Che cosa è per lei il cristianesimo?

«Il cristianesimo è una parte fondamentale del mio percorso, della mia vicenda, è qualcosa con cui mi confronto tutti i giorni».

Dio che si fa uomo. Capisce? …Dio che viene sulla terra attraverso Cristo.

 

Allora facciamo memoria di quel fatto sconvolgente…Tutti possiamo  essere toccati dal Natale… lasciamoci prendere e rianimare… e percorriamo il Vangelo…

 

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento…

 

La famiglia di Gesù deve obbedire ai sovrani terreni e sottostare ai loro decreti …Gesù non distrugge gli ordinamenti del mondo ma annuncia una verità mai sentita prima. Il regno di Dio  si fa strada anche in mezzo agli intrighi, alle ambizioni dei potenti.. per offrire un’altra logica: quella di  rinunciare a dominare sugli altri ma a servirli, quella del perdono e della riconciliazione..

 

Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme….

 

La storia di Dio si inserisce nelle vicende di questo mondo…quasi di nascosto… I due sposi incontrano la fatica di tutte le altre famiglie. Sperimentano i disagi che i potenti creano ai poveri. Le persone scelte da Dio  non hanno una strada spianata... Dio crea opere grandi nelle normalità, in persone semplici. I disagi della vita non sono solo disgrazie…possono portare il credente a sperimentare l'aiuto e la vicinanza di Dio. 

 

Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. 

 

Luca descrive la scena con estrema sobrietà… Giuseppe e Maria non possono stare in un alloggio destinato ai viandanti e cercano un riparo di fortuna. Non c’era posto per loro perché non c'era materialmente o perché furono considerati sgraditi? Al di là dei particolari, il Vangelo mostra la povertà reale di Gesù, che viene così unito ai poveri del tempo e di ogni tempo. «Da ricco che era si fece povero per noi, per arricchirci mediante la sua povertà». Gesù si identifica con i poveri. Diventa uno di loro perché li onoriamo. 


C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. 

 

I pastori erano persone disprezzate perché facevano un mestiere che li isolava dagli altri; li rendeva uomini piuttosto grezzi, non erano stinchi di santi; esposti a contrarre impurità. 

Gli uomini peggiori riceveranno da Gesù l'annuncio di essere amati da Dio perché ricevono il suo perdono e la possibilità di cambiare vita. 

 

Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia…

 

Il Vangelo è gioia e non timore. La fede diventa matura, quando l'annuncio ricevuto suscita gioia. Il cristiano é pervaso da un senso di leggerezza e di fiducia. Ogni volta che accettiamo una parola del Vangelo, sperimentiamo consolazione e gioia. I pastori diventano subito annunciatori: Chi fa una vera esperienza di Dio ha sempre qualcosa di importante da annunciare. Cristo è dichiarato Salvatore, Messia e Signore. Sono tutti titoli che già annunciano  il Signore Risorto. Il Natale preannuncia già la Pasqua! 

 

E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

 

Ogni incontro con Dio culmina nella lode.  Anche noi, in questo Natale,  impariamo a ringraziare, presi dallo stupore e dalla gioia. La pace annunciata è in primo luogo pace con Dio. Ma questa pace si allarga e diventa annuncio e proposta di riconciliazione con il nostro prossimo.

 

Natale: festa della fede (Papa Francesco alla Curia r. per gli auguri di Natale)

 

“Una fede che non ci mette in crisi è una fede in crisi; una fede che non ci fa crescere è una fede che deve crescere; una fede che non ci interroga è una fede sulla quale dobbiamo interrogarci; una fede che non ci anima è una fede che deve essere animata; una fede che non ci sconvolge è una fede che deve essere sconvolta. In realtà, una fede soltanto intellettuale o tiepida è solo una proposta di fede, che potrebbe realizzarsi quando arriverà a coinvolgere il cuore, l’anima, lo spirito e tutto il nostro essere, quando si permette a Dio di nascere e rinascere nella mangiatoia del cuore, quando permettiamo alla stella di Betlemme di guidarci verso il luogo dove giace il Figlio di Dio, non tra i re e il lusso, ma tra i poveri e gli umili”

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^



Messa dell'aurora

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 2,15-20


Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere».
Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

George La Tour, L’adorazione dei pastori, 1644, Museo del Louvre, Parigi 


COMMENTO di don Antonio Scattolini

 

Un’opera «silenziosa», sicuramente. Una tavola che ci presenta al centro un neonato dormiente, con gli occhi chiusi, stretto nelle fasce, disteso su un giaciglio di paglia. Questo bambino raccoglie intorno a sé l’attenzione di cinque personaggi disposti a semicerchio come una corona immobile, silenziosa: un semicerchio che parte da Maria e arriva a Giuseppe e che trova il punto di maggiore profondità nel pastore centrale un poco più sfumato, in penombra, dipinto con colori bruni. 


Ma questo artista chi era? Si chiamava George La Tour. Nato nel 1593 nella Lorena, regione alla frontiera tra Francia, Germania e Paesi Bassi.

 Fu uno dei primi pittori francesi ad aderire al rinnovamento stilistico di Caravaggio. Ha il merito di avere accolto il realismo ed il tenebrismo caravaggesco adattandoli al proprio temperamento intimista. Le sue opere rivelano la capacità di concentrarsi sull’essenziale, lavorando specialmente sugli effetti di luce creati da una candela. Le sue opere sono sempre caratterizzate da intensità di espressione e da marcata attenzione al quotidiano. La sua è un’arte semplice e monumentale: la notte, il silenzio, l’immobilità sono le caratteristiche dei pittori dell’anima e La Tour seppe illustrare i testi degli autori spirituali del suo tempo con una pittura che diventa rivelazione-manifestazione


Il bambino. 


Al centro della tela troviamo un bambino che è presentato come una piccola mummia, ben fasciato e dormiente. Impersona l’incarnazione, presenza fragile di un mondo divino, luminoso, esposto alle frontiere dell’oscurità, del male, della morte. Il richiamo pasquale di questo bambino è evidente: lo vediamo infatti vinto dal sonno, immobile e paralizzato nelle bende. Sembra una pietà in miniatura, un anticipo del Cristo deposto nel sepolcro il sabato santo. Dio che dorme! Un Dio presente in modo così discreto che si abbandona nel sonno. L’ illuminazione soprannaturale, amplificata su fondi oscuri, ci rivela la sua divinità. Questo tema ci rimanda al capitolo primo del Vangelo di Giovanni, il Prologo, in cui la luce è un soggetto natalizio/pasquale. Normalissimo, dipendente delle cure di altri, che diventa la demolizione dell’idea-idolo di un «dio onnipotente di tipo pagano». È un bebé ordinario in mezzo a persone ordinarie, che non ci fa dono di sguardi dolci o sorrisi commoventi: assente... e tuttavia sacramento della presenza del «Dio con noi», l’Emmanuele

 

 

I pastori

«Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia» (Luca 2,12). Intorno a questo bambino si raccoglie il gruppo silenzioso. Il tema principale dell’arte paleocristiana era quello dell’annuncio ai pastori, distinto dalla natività. La raffigurazione resta qui fedele al testo di Luca 2,16. 

Il gruppo qui è ben attualizzato: pochi dettagli, nessun movimento; una scena familiare, austera, senza folclore, di contadini semplici della Lorena del ’600, contemporanei dell’autore. Pastori semplici, ma con la loro dignità: qualche colletto di merletto, vestiti «della festa», pettinature curate, attenzioni speciali come la terrina con il coperchio (le dita della donna la sfiorano appena perché forse è troppo calda...). Anche alcuni tratti: il pastore al centro



in penombra, si tocca il cappello forse per toglierglielo in segno di rispetto. Ha interrotto il suo concerto col flauto.
 

 

L’altro pastore guarda assorto, silenzioso.Le sue mani non hanno lasciato lo strumento di lavoro, il bastone, ma il suo volto adesso è attratto da qualche cosa che va più in là: questo è un vedere interiore, un intuire qualche cosa,

 che ha bisogno di uno spazio interiore di accoglienza. 

Anche noi con queste persone, poco a poco, contemplando quest’opera, siamo condotti alla soglia del mistero. Si tratta di educare lo sguardo a d
iscernere nella modestia del quotidiano tutto lo splendore della presenza di Dio.

 

Maria. Sopra il bambino, figura dominante sulla sinistra, raccolta in preghiera, veglia Maria. È rivolta a suo figlio, ma guarda più avanti.

La Tour ci ripropone qui una «maestà» della tradizione medioevale, donna solenne, ieratica, senza aureola ma non senza gloria, come una Madre di Dio bizantina. Il rosso-arancione vivissimo del suo vestito la mette molto in evidenza. Come lei, anche noi siamo chiamati qui a confrontarci con l’incomprensibile: come lei, anche noi sappiamo adesso che la nostra vita sarà chiamata a giocarsi nella relazione con questo Figlio, uscito dal suo seno. Da Betlemme fin sotto la croce: «Anche a te una spada...».
 L’effetto dell’ombra è come quello di un’ala proiettata sul cuore di Maria. Mani celesti dunque. Eppure queste sono anche le mani umanissime di una madre che prega per il suo bambino, per affidarlo a Dio. Formidabile è la danza delle mani in questo quadro: c’è lavoro, nutrimento, festa, cura-protezione, preghiera. 

 

Giuseppe. 


Ancora, si incontra Giuseppe: si vede lo sviluppo della sua iconografia di anziano. Egli guarda verso il bambino e le sue mani sono impegnate con la luce: deve proteggerla come poi sarà chiamato a custodire e proteggere il bambino dal vento omicida di Erode. Molto bello il suo viso, il viso di un patriarca, di un uomo di Dio. Il particolare della sua candela accesa stretta nella mano sembra un’eco della liturgia della notte pasquale. 

Agnello. 

Infine, il dettaglio dell’agnello pasquale e delle spighe: è qui esplicita l’allusione alla dimensione sacrificale e salvifica del Bambino. Questo agnellino bellissimo è l’essere più vicino al Cristo: è l’agnello che riconosce il vero Agnello di Dio... colui che rende sempre attuale il suo farsi carne nel sacramento dell’Eucaristia, corpo di Cristo. Uno spunto davvero molto ricco di teologia


Sguardo conclusivo... Intorno al bambino prendiamo posto anche noi e completiamo il cerchio aperto da Maria, Giuseppe e i pastori. E restiamo in silenzio davanti a colui che l’evangelista chiama fin dalla mangiatoia «il Salvatore, il Cristo Signore». Impariamo dal Natale a vedere sul volto di questo Bambino la gloria del Risorto. Allora riconosciamo, commossi, che sotto le fasce, nascosta tra le bende, anche oggi, anche in noi, c’è la presenza di Dio. 

Colui che vediamo qui è già il Signore della Pasqua. Tutto non è ancora compiuto, ma se sappiamo davvero contemplare, percepiamo sotto le apparenze umili la bellezza divina che prefigura la nostra trasfigurazione definitiva all’immagine del Figlio.  

«Tutto è accaduto nel silenzio. Bisogna tacere e ritornare ai pittori del silenzio come George La Tour. E partire nell’oscurità, fiduciosi, perché la stella del mattino si è alzata anche nei nostri cuori». (O. Clement) 

 ************************************************************************************

il Natale nella nostra chiesa...




scorcio del presepe.....

*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*

testi di riflessione sul Natale

Lambert Nobel

 

Sono nato nudo, dice Dio,
Affinché tu sappia spogliarti di te stesso.

Sono nato povero,
Affinché tu possa considerarmi l’unica ricchezza.

Sono nato in una stalla,
Affinché tu impari a santificare ogni ambiente.

Sono nato debole, dice Dio,
Affinché tu non abbia mai paura di me.

Sono nato per amore,
Affinché tu non dubiti mai del mio amore.

Sono nato di notte,
Affinché tu creda che posso illuminare qualsiasi realtà.

Sono nato persona, dice Dio,
Affinché tu non abbia mai a vergognarti di essere te stesso.

Sono nato uomo,
Affinché tu possa essere “dio”.

Sono nato perseguitato,
Affinché tu sappia accettare le difficoltà.

Sono nato nella semplicità,
Affinché tu smetta di essere complicato.

Sono nato nella tua vita, dice Dio,
Per portare tutti alla casa del Padre.

 

A mani vuote… (Silvano Fausti)

 

 

Ai tempi di Erode, la notte in cui nacque Gesù, gli angeli portarono la buona notizia ai pastori. C’era un pastore poverissimo, tanto povero che non aveva nulla. Quando i suoi amici decisero di andare alla grotta portando qualche dono, invitarono anche lui. Ma lui diceva: “Io non posso venire, sono a mani vuote, che posso fare?”.

Ma gli altri tanto dissero e fecero, che lo convinsero. Così arrivarono dov’era il bambino, con sua Madre e Giuseppe.

Maria aveva tra le braccia il bambino e sorrideva, vedendo la generosità di chi offriva cacio, lana o qualche frutto.

Scorse il pastore che non aveva nulla e gli fece cenno di venire. Lui si fece avanti imbarazzato.

Maria, per avere libere le mani e ricevere i doni dei pastori, depose dolcemente il bambino tra le braccia del pastore che era a mani vuote…



sabato 19 dicembre 2020

 20 dicembre - 4a domenica di Avvento

Prima Lettura - Dal secondo libro di Samuèle - 2Sam 7,1-5.8-12.14.16

Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all'intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l'arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va', fa' quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te». Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va' e di' al mio servo Davide: Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa. Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me, il tuo trono sarà reso stabile per sempre».

Parola di Dio

 

Salmo Responsoriale - Dal Sal 88 (89)

R. Canterò per sempre l'amore del Signore.

Canterò in eterno l'amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». R.

 

«Ho stretto un'alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono». R.

 

«Egli mi invocherà: Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza.
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele». R.

 

Seconda letturaDalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani – Rm. 16,25-27

Fratelli, a colui che ha il potere di confermarvi nel mio vangelo, che annuncia Gesù Cristo, secondo la rivelazione del mistero, avvolto nel silenzio per secoli eterni, ma ora manifestato mediante le scritture dei Profeti, per ordine dell'eterno Dio, annunciato a tutte le genti perché giungano all'obbedienza della fede, a Dio, che solo è sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli. Amen.

 

Vangelo - Dal Vangelo secondo Luca - Lc 1,26-38


In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.

******************************************************************************

omelia

"L'Annunciata" - Antonello da Messina 

In questa domenica 4a di Avvento viene riproposto il Vangelo dell’Annunciazione.

Poiché è già stato commentato nella Solennità dell’Immacolata, preferisco fare dei richiami alla “Marialis cultus” (1974) di S. Paolo VI che delinea….

 

le principali caratteristiche  di Maria, modello esemplare per ogni discepolo..

 

Maria è la Vergine in ascolto, che accoglie la parola di Dio con fede; e questa fu per lei la via alla sua maternità divina. Piena di fede, concepì il Cristo prima nella sua mente che nel suo grembo. “Ecco la serva del Signore, sia fatto di me secondo la tua parola”.

  


L’ascolto è la qualità del credente. Ascoltare è dare     

il primo posto al Signore che ci parla. Prima di dire le nostre parole, ascoltiamo le sue…  “Beati coloro che ascoltano la mia parola e la mettono in pratica…”

 

Maria è la Vergine in preghiera. Nella visita a Elisabetta, effonde il suo spirito di umiltà, di fede, di speranza: questo è il cantico “L'anima mia magnifica il Signore” , la preghiera per eccellenza di Maria, il canto dei tempi messianici. Nella sua esultanza Maria ha dato inizio al canto della chiesa perché  il cantico della Vergine è divenuto preghiera di tutta la Chiesa in tutti i tempi.

Vergine in preghiera appare Maria a Cana…Soprattutto: “Tutto quello che Gesù vi dirà, fatelo!”

Gli Atti degli apostoli, il libro della chiesa, animata dallo Spirito Santo nella Pentecoste,  ce la presenta  in preghiera… Infatti “Gli Apostoli erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la Madre di Gesù, e con i fratelli di lui (At 1,14)”: la presenza orante di Maria nella Chiesa nascente e nella Chiesa di ogni tempo, poiché Maria, assunta in cielo, non ha terminato la sua missione di intercessione verso di noi…

 

Maria é Madre della chiesa.  Generò sulla terra lo stesso Figlio del Padre, fecondata dallo Spirito Santo. 

Modello della Chiesa-Madre: Perché?  Con la predicazione e il Battesimo la chiesa è come un grembo fecondo che genera a vita nuova i figli di Dio. Giustamente gli antichi padri insegnavano che la Chiesa, nel sacramento del Battesimo, prolunga la maternità verginale di Maria.

 

Maria è, infine, la Vergine offerente. Nell'episodio della Presentazione di Gesù al tempio (cfr Lc 2,22- 3) viene messa in  messo in luce la relazione profonda tra il Figlio Gesù e la Madre…Nela lettera agli Ebrei, l’autore mette sulla bocca del Figlio di Dio, che sta entrando nel mondo, queste parole (che sono il progetto del Signore in tutta la sua vita): “Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà”. E Maria presenta e offre Gesù, che sarà “luce delle genti e gloria del suo popolo”. Così farà ancora Maria ai piedi della croce. (don Attilio)

Preghiera (Maria nell’Avvento)

 

 

 

 

Santa Maria, Vergine dell'attesa, riaccendi nelle nostre anime gli antichi fervori che ci bruciavano dentro, quando bastava un nonnulla per farci trasalire di gioia: l'arrivo di un amico lontano, il rosso di sera dopo un temporale, il crepitare del ceppo che d'inverno sorvegliava i rientri in casa, le campane a stormo nei giorni di festa, l'incurvarsi tenero e misterioso del grembo materno…

Se oggi non sappiamo attendere più, è perché siamo a corto di speranza. Se ne sono disseccate le sorgenti. Soffriamo una profonda crisi di desiderio. E, ormai paghi dei mille surrogati che ci assediano, rischiamo di non aspettarci più nulla neppure da quelle promesse ultraterrene che sono state firmate col sangue dal Dio dell'alleanza.

Santa Maria, Vergine dell'attesa, donaci un'anima vigiliare. Giunti nel terzo millennio, ci sentiamo purtroppo più figli del crepuscolo che profeti dell'avvento. 

(don Tonino Bello)

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^\

 

20 dicembre 2020 – 4a domenica di Avvento- anno B

 

Avvisi

La prevista preghiera, questa domenica 20 a S. Benedetto, non si fa per gli ultimi provvedimenti restrittivi del governo.

Giovedì 24- Vigilia di Natale - dalle ore 15.00 alla 19.00 c’è la possibilità della Confessione. E’ presente don Vincenzo Bonato, monaco camaldolese.

 

La Messa della  Notte di Natale di giovedì 24 dicembre è alle ore 20.30 

 

Natale: S. Messe ore 8.00- 9.30- 11.00

 

Sabato 26 dicembre (S. Stefano)  S. Messa alle ore 9.30. 

Alla sera (ore 18.00) si celebra la Messa anticipata della domenica

……………………………………………………………………………….

Domenica 27 dicembre è la Festa della S.FAMIGLIA. 

Le Messe hanno il solito orario festivo. 

……………………………………………………………………………….

 

Preghiera di Natale

 

L’annuncio della tua nascita, Gesù, arriva di sorpresa, nella notte, a persone che non erano stinchi di santi e che non si aspettavano di essere i primi destinatari di un messaggio così importante. 

L'annuncio della tua nascita, Gesù,  è un fiume di gioia che irrompe nella nostra esistenza travagliata, per regalare consolazione e speranza ai poveri della terra e agli emarginati, a coloro che penano sotto carichi pesanti. Trasmette la notizia di un evento che cambierà il corso della storia. 

Sì, Gesù, perché se Ottaviano, l’imperatore, pretende di essere il divino e la guida suprema, se vuole contare gli abitanti dei suoi domini per imporre dovunque il suo potere, tutto questo è destinato a sparire in una pietosa illusione. Il vero Salvatore, l’ lnviato di Dio, il Signore autentico sei tu, il bambino nato in un alloggio di fortuna, che ha come prima culla una mangiatoia. Con te, Dio sembra farsi gioco delle apparenze e impartirci una lezione fondamentale: solo l’amore rimane ed edifica per sempre.  Dio mostra un amore viscerale per tutti: per questo tu, il suo Figlio, ti sei fatto uomo.


*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*

Ma Gesù è nato proprio a mezzanotte?

 

1-Il Vangelo non dice che Gesù sia nato a mezzanotte ma  che la sua nascita è avvenuta nel corso della notte, perché le grandi opere di Dio avvengono nel nascondimento e nel silenzio. La dicitura “Messa di mezzanotte” vuole alludere semplicemente al cuore della notte. Da sempre alcune parrocchie concludevano o cominciavano la Santa Messa a quell'ora, senza che sorgessero polemiche. 

2. Gli storici stanno cercando di stabilire l'anno e il giorno della nascita di Gesù. La data del 25 dicembre non è certa dal punto di vista storico. La Chiesa ha cominciato a celebrare il Natale in maniera solenne a partire dal sec. IV (abbiamo documenti a partire da quest'epoca, ad esempio le Omelie sul Natale di S. Gregorio di Nissa). Nel periodo precedente si ricordava la nascita senza un particolare rilievo, perché la Chiesa festeggiava soltanto la Pasqua, che rimane, anche oggi, la festa più importante. Se le chiese si accordarono per stabilire la data del 25 dicembre, si può pensare che ci fosse un ricordo oramai tradizionale legato a questa data. 

3. In molte culture il sole era considerato una divinità o un simbolo di essa. Non è certo, però, che sia stato scelto il 25 dicembra per contrastare la festa pagana del dio Sole, celebrata, più spesso, dopo il solstizio invernale. Si tratta di una congettura. In ogni caso, prima che gli imperatori Aureliano ed Eliogabalo sostenessero il culto del Sole, i cristiani celebravano Gesù come Sole di giustizia, già alle origini, almeno due secoli prima. 

4. Nei Vangeli le vicende di Gesù bambino anticipano gli eventi di Pasqua: è un povero (oppresso) ma viene proclamato Signore, il Kyrios (titolo pasquale). Sfugge ai potenti, come farà da Risorto; viene adorato dai Magi, come un giorno sarà riconosciuto dai pagani ecc. La salvezza è stata preparata nel corso della vita di Gesù; è iniziata con la sua Morte e Risurrezione; sarà completa nella vita futura. 

5. É difficile dal punto di vista storico documentare gli episodi della nascita, ma questo non significa che essi siano privi di storicità. Qualsiasi storia è più vasta dei documenti che la narrano, anche quella della nostra vita. I Vangeli annunciano la verità secondo l'insegnamento degli Apostoli. A volte è possibile confermarla con documenti, altre volte non è possibile. Dal momento che molte verità sono comprovate, possiamo accogliere con fiducia quelle che non possono esserlo, almeno per il momento. 

6. La predicazione della Chiesa non annuncia le problematiche storiche, ma la testimonianza degli Apostoli,  offerta nel Nuovo Testamento, ossia il Cristo, ieri e oggi, che è il medesimo nei secoli. Quando si affrontano questi argomenti, ciò che confonde in misura maggiore ed offusca la stessa scientificità, è la polemica.  

 

don Vincenzo Bonato


Nato a Sona nel 1952, nel 1978 é  diventato monaco camaldolese. Dopo la laurea in filosofia e il dottorato in teologia, ha insegnato per un decennio all’Istituto di Scienze religiose di Verona. 

Ordinato sacerdote all’Eremo del Garda nel 2014.

Tra i suoi libri ricordiamo  vari commenti spirituali: “I salmi nell’esperienza cristiana”, “Il libro dell’Esodo”, “Il Cantico dei cantici”, “L’amico della parola: la spiritualità biblica di Gregorio di Nissa


lunedì 14 dicembre 2020

documento di Assisi 


 21 novembre 2020- Assisi

 

Noi giovani economisti, imprenditori, change makers del mondo,

convocati ad Assisi da Papa Francesco, nell’anno della pandemia di COVID-19, vogliamo mandare un messaggio agli economisti, imprenditori, decisori politici, lavoratrici e lavoratori, 

cittadine e cittadini del mondo, per trasmettere la gioia, le esperienze, le speranze, le sfide che in questo periodo abbiamo maturato e raccolto ascoltando la nostra gente e il nostro cuore. Siamo convinti che non si costruisce un mondo migliore senza una economia migliore e che l’economia è troppo importante per la vita dei popoli e dei poveri per non occuparcene tutti.

Per questo, a nome dei giovani e dei poveri della Terra, noi chiediamo che:

 

le grandi potenze mondiali e le grandi istituzioni economico – finanziarie rallentino la loro corsa per lasciare respirare la Terra. Il COVID ci ha fatto rallentare, senza averlo scelto. Quando il COVID sarà passato, dobbiamo scegliere di rallentare la corsa sfrenata che sta asfissiando la terra e i più deboli;


venga attivata una comunione mondiale delle tecnologie più avanzate perché anche nei paesi a basso reddito si possano realizzare produzioni sostenibili; si superi la povertà energetica – fonte di disparità economica, sociale e culturale – per realizzare la giustizia climatica;

 

il tema della custodia dei beni comuni (specialmente quelli globali quali l’atmosfera, le foreste, gli oceani, la terra, le risorse naturali, gli ecosistemi tutti, la biodiversità, le sementi) sia posto al centro delle agende dei governi e degli insegnamenti nelle scuole, università, business school di tutto il mondo;

 

mai più si usino le ideologie economiche per offendere e scartare i poveri, gli ammalati, le minoranze e svantaggiati di ogni tipo, perché il primo aiuto alla loro indigenza è il rispetto e la stima delle loro persone: la povertà non è maledizione, è solo sventura, e responsabilità di chi povero non è;

 

che il diritto al lavoro dignitoso per tutti, i diritti della famiglia e tutti i diritti umani vengano rispettati nella vita di ogni azienda, per ciascuna lavoratrice e ciascun lavoratore, garantiti dalle politiche sociali di ogni Paese e riconosciuti a livello mondiale con una carta condivisa che scoraggi scelte aziendali dovute al solo profitto e basate sullo sfruttamento dei minori e dei più svantaggiati;

 

vengano immediatamente aboliti i paradisi fiscali in tutto il mondo perché il denaro depositato in un paradiso fiscale è denaro sottratto al nostro presente e al nostro futuro e perché un nuovo patto fiscale sarà la prima risposta al mondo post-COVID;

 

si dia vita a nuove istituzioni finanziarie mondiali e si riformino, in senso democratico e inclusivo, quelle esistenti (Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale) perché aiutino il mondo a risollevarsi dalle povertà, dagli squilibri prodotti dalla pandemia; si premi e si incoraggi la finanza sostenibile ed etica, e si scoraggi con apposita tassazione la finanza altamente speculativa e predatoria le imprese e le banche, soprattutto le grandi e globalizzate, introducano un comitato etico indipendente nella loro governance con veto in materia di ambiente, giustizia e impatto sui più poveri;

 

le istituzioni nazionali e internazionali prevedano premi a sostegno degli imprenditori innovatori nell’ambito della sostenibilità ambientale, sociale, spirituale e, non ultima, manageriale perché solo ripensando la gestione delle persone dentro le imprese, sarà possibile una sostenibilità globale dell’economia;

 

gli Stati, le grandi imprese e le istituzioni internazionali si prendano cura di una istruzione di qualità per ogni bambina e bambino del mondo, perché il capitale umano è il primo capitale di ogni umanesimo;

le organizzazioni economiche e le istituzioni civili non si diano pace finché le lavoratrici non abbiano le stesse opportunità dei lavoratori, perché imprese e luoghi di lavoro senza una adeguata presenza del talento femminile non sono luoghi pienamente e autenticamente umani e felici;

 

chiediamo infine l’impegno di tutti perché si avvicini il tempo profetizzato da Isaia: “Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra” (Is 2, 4). Noi giovani non tolleriamo più che si sottraggono risorse alla scuola, alla sanità, al nostro presente e futuro per costruire armi e per alimentare le guerre necessarie a venderle. Vorremmo raccontare ai nostri figli che il mondo in guerra è finito per sempre.
Tutto questo – che noi viviamo già nel nostro lavoro e nei nostri stili di vita – lo chiediamo sapendo che è molto difficile e magari da molti considerato utopico. Noi invece crediamo che sia profetico e quindi che si possa chiedere, richiedere e chiedere ancora, perché ciò che oggi sembra impossibile, grazie al nostro impegno e alla nostra insistenza, domani lo sia meno. Voi adulti che avete in mano le redini dell’economia e delle imprese, avete fatto molto per noi giovani, ma potete fare di più. Il nostro tempo è troppo difficile per non chiedere l’impossibile. Abbiamo fiducia in voi e per questo vi chiediamo molto. Ma se chiedessimo di meno, non chiederemmo abbastanza. 

Tutto ciò lo chiediamo prima di tutto a noi stessi e ci impegniamo a vivere gli anni migliori delle nostre energie e intelligenze perché l’economia di Francesco sia sempre più sale e lievito dell’economia di tutti.


---- Una bella domanda. Nel messaggio dei giovani, puoi trovare dei suggerimenti concreti per la tua vita!
*****************************************************************

La mia breve riflessione…

 

Mi ha colpito il fatto che I grandi protagonisti dell’evento sono stati giovani che in questo ultimo periodo hanno lavorato su 12 argomenti che sono stati chiamati “villaggi tematici”: lavoro e cura, finanza e umanità, agricoltura e giustizia, energia e povertà, profitto e vocazione, politiche per la felicità, economia e donna, imprese in transizione, vita e stili di vita.

 

Sono di ottimo rilievo le osservazioni e le proposte fatte, con grande respiro e molto concrete… sintetizzate nel messaggio finale.

Se gli stati e gli organismi internazionali ne tenessero conto, sarebbe l’inizio di un cambiamento forte per un’ economia che tenga conto dei più svantaggiati e si possa basare sulla giustizia sociale.

Penso, tra i tanti spunti offerti, all’invito per una vera dignità nel lavoro, al rispetto di tutti diritti, dove a comandare non sia una economia che guarda solo al profitto, calpestando la dignità e  e le esigenze minime dei lavoratori… Vedi il problema del caporalato in tante zone d’Italia, dello sfruttamento sistematico, di un salario da fame, di uno sistema quasi di schiavitù …

 

Un altro rilievo che guarda al futuro del nostro pianeta…la custodia dei beni comuni…la cura dell’ambiente…  Interessa tutti noi, le comunità cristiane, dopo che il Papa ce lo ha ricordato, come stimolo e impegno, già  nella lettera enciclica :  Laudato sii…

 

Preghiera cristiana con il creato (a conclusione dell’enciclica Laudato si’! )

 

Ti lodiamo, Padre, con tutte le tue creature,
che sono uscite dalla tua mano potente.
Sono tue, e sono colme della tua presenza 
e della tua tenerezza.
Laudato si’! Figlio di Dio, Gesù,
da te sono state create tutte le cose.
Hai preso forma nel seno materno di Maria,
ti sei fatto parte di questa terra,
e hai guardato questo mondo con occhi umani.
Oggi sei vivo in ogni creatura
con la tua gloria di risorto.
Laudato si’!

Spirito Santo, che con la tua luce
orienti questo mondo verso l’amore del Padre
e accompagni il gemito della creazione,
tu pure vivi nei nostri cuori
per spingerci al bene.
Laudato si’!

Signore Dio, Uno e Trino, 
comunità stupenda di amore infinito,
insegnaci a contemplarti
nella bellezza dell’universo,
dove tutto ci parla di te.
Risveglia la nostra lode e la nostra gratitudine
per ogni essere che hai creato.
Donaci la grazia di sentirci intimamente uniti
con tutto ciò che esiste.
Dio d’amore, mostraci il nostro posto in questo mondo
come strumenti del tuo affetto
per tutti gli esseri di questa terra,
perché nemmeno uno di essi è dimenticato da te.
Illumina i padroni del potere e del denaro
perché non cadano nel peccato dell’indifferenza,
amino il bene comune, promuovano i deboli,
e abbiano cura di questo mondo che abitiamo.
I poveri e la terra stanno gridando:
Signore, prendi noi col tuo potere e la tua luce,
per proteggere ogni vita,
per preparare un futuro migliore,
affinché venga il tuo Regno 
di giustizia, di pace, di amore e di bellezza.

(a cura di don Attilio)
************************************************************************************

...il nostro impegno nella carità...


il furgone della "Ronda della carità", con le coperte e il vestiario pesante che abbiamo offerto... 
**************************************************


i bambini e ragazzi(e)
del catechismo  hanno portato in chiesa dei pacchi-dono 
per gli anziani e le anziane 
della struttura "Centro servizi" del Pederzoli e
della Casa "S.Elisabetta" 
al Beato Andrea


.... a tutti i donatori, un grazie speciale per la sensibilità dimostrata !

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°