sabato 8 giugno 2019

9 giugno 2019

SOLENITA' di PENTECOSTE

Prima lettura (At 2,1-11)
Dagli Atti degli Apostoli

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proséliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Salmo responsoriale (Sal 103)
Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.
Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.  

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.  

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore.

Seconda lettura (Rm 8,8-17)
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. 
Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete. Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. 
E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

Vangelo (Gv 14,15-16.23-26)
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre. 
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto»




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AVVISI
Ricordo che il Grest parrocchialesarà organizzato anche quest’anno da lunedì 1 luglio a venerdì 26 luglio. 

Venerdì 14 ore 19.00 a Cavalcaselle, incontro dell’Unità pastorale del lago sud

preghiera sulla PENTECOSTE 



Vieni, Spirito santo come soffio creatore che rianima le nostre comunità diventate a volte tiepide e stanche. Fa’ avvertire la nostalgia, il desiderio di un rapporto autentico con Dio. Strappale ai troppi compromessi che indeboliscono il Vangelo di Gesù e gli tolgono forza ed efficacia. Vieni, Spirito Santo, come un rombo che scuote le nostre comunità assonnate, come un rumore potente che le invita ad aprire gli occhi sulla loro condizione, sulla storia in cui sono, immerse, sui tanti drammi  dell’ umanità che attendono da tempo una risposta. Vieni, Spirito Santo, come un fuoco che brucia ogni gesto ed ogni atteggiamento meschino, ogni inganno ed ogni astuzia, ed  accende i cuori dei discepoli, facendoli vibrare di amore per Dio e per i fratelli. 
Vieni, Spirito Santo, e rinnova i prodigi della prima Pentecoste. Non permettere che Babele, cioè la confusione delle lingue provocata dalla nostra arroganza, prende il sopravvento. Donaci il linguaggio della carità, che raggiunge e consola ogni uomo.


sabato 1 giugno 2019

2 giugno 2019

ASCENSIONE DEL SIGNORE

Prima lettura (At 1,1-11)
Dagli Atti degli Apostoli

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

Salmo responsoriale (Sal 46)
Ascende il Signore tra canti di gioia.
Popoli tutti, battete le mani! 
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni.

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo.

Seconda lettura (Eb 9,24-28;10,19-23)
Dalla lettera agli Ebrei

Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte. 
Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza.
Fratelli, poiché abbiamo piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù, via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne, e poiché abbiamo un sacerdote grande nella casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero, nella pienezza della fede, con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è degno di fede colui che ha promesso.


Vangelo (Lc 24,46-53)
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.
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 2 giugno 2019: ASCENSIONE DEL SIGNORE

AVVISI

La prossima domenica 9  giugno è la SOLENNITA’ di PENTECOSTE

SABATO 8 GIUGNO IN CATTEDRALE VERRANNO ORDINATI  TRE NUOVI SACERDOTI 

  
Ricordo che il Grest parrocchialesarà organizzato anche quest’anno da lunedì 1 luglio a venerdì 26 luglio. 

Mercoledì 5  giugno alle ore 20.30 viene proposta una preghiera-veglia in preparazione alla solenità di Pentecoste
preghiera sul Vangelo dell’ ASCENSIONE 

Gerusalemme è stato il traguardo del tuo viaggio, Signore Gesù: 
lì è avvenuto il compimento  in modo del tutto inaspettato, il punto di partenza attraverso la tua passione, morte e risurrezione.
Gerusalemme ora diventa il punto di partenza perché il tuo Vangelo deve raggiungere tutti i popoli della terra. 
Comincia un capitolo nuovo della storia della salvezza in cui c'è bisogno di testimoni: non di spettatori che stanno a guardare e non si impegnano di persona, ma di protagonisti che parlano in base a quello che hanno visto e sperimentato.
C’è bisogno di uomini e di donne che rischiano la loro esistenza, con 
fiducia, per contribuire a costruire un mondo nuovo, una terra  abitata dalla fraternità e dalla giustizia. I tuoi discepoli, di ieri e di oggi, 
sanno che ora tocca a loro: la tua missione deve essere continuata,
ma tu resti vicino, anche se in modo nuovo.
  Ecco perché non c'è ombra di tristezza sui loro volti e nei loro cuori.
  Al contrario sono custoditi dal tuo amore e per questo sono ricolmi di gioia.
  Sanno che un giorno condivideranno la tua pienezza, presso Dio.
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Un messaggio del Vescovo
Carissimi fedeli dell’ Unità pastorale del lago sud,

La solennità della Pentecoste, compimento della Pasqua, ci fa vivere liturgicamente ciò che è avvenuto agli inizi della Chiesa: lo Spirito Santo fa di noi il popolo di Dio, unito da comunione fraterna, sotto lo sguardo di Maria, Madre di Gesù e madre nostra. Lo spirito Santo compie il miracolo del creare dell’ insieme delle nostre parrocchie un’ unità dei comunione fraterna. Preghiamolo perché predisponga ogni comunità cristiana a mettere insieme le risorse di ognuna e a farsi carico delle situazioni di difficoltà. Con questa prospettiva, auguro di cuore Buona Pentecoste ad ognuno di voi, alle vostre famiglie, ai vostri giovani, ai vostri anziani malatie disabili.

Un abbraccio fraterno
il  vescovo Giuseppe

sabato 18 maggio 2019

19 maggio 2019

Prima lettura (At 14,21-27)
Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Paolo e Bàrnaba ritornarono a Listra, Icònio e Antiòchia, confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede «perché – dicevano – dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni». 
Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto. Attraversata poi la Pisìdia, raggiunsero la Panfìlia e, dopo avere proclamato la Parola a Perge, scesero ad Attàlia; di qui fecero vela per Antiòchia, là dove erano stati affidati alla grazia di Dio per l’opera che avevano compiuto.
Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede.

Salmo responsoriale (Sal 144)
Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Per far conoscere agli uomini le tue imprese
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è un regno eterno,
il tuo dominio si estende per tutte le generazioni.

Seconda lettura (Ap 21,1-5)
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c’era più. 
E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 
Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva: 
«Ecco la tenda di Dio con gli uomini!
Egli abiterà con loro 
ed essi saranno suoi popoli
ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio.
E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi
e non vi sarà più la morte
né lutto né lamento né affanno,
perché le cose di prima sono passate».
E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose».

Vangelo (Gv 13,31-35)
Dal Vangelo secondo Giovanni

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. 
Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. 
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».
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19 maggio 2019: 5a domenica di Pasqua 


AVVISI
Il rosario viene proposto nelle seguenti zone:

ä zona “Villaggio”, piazzetta di via Friuli  äPortovecchio, via Marche
ä  in Chiesa parrocchiale äForte Laghetto, al capitello
ä  Parco giochi, al capitello zona Colombara ( o in casa)
ä  Via Cesare Battisti äParco giochi  di via Silvestro Lega
ä  Contrada Dolci (Capitello di Strada Peschiera, 55) 

preghiera sul Vangelo (5a di Pasqua)
Ai tuoi discepoli non hai affidato un distintivo da esibire, né una divisa da indossare e neppure un documento particolare che serva da contrassegno. 
Come riconoscerli, allora, Gesù, mescolati alla folla variopinta e multietnica? Ciò che li rivela perché segnala in modo chiaro la loro identità é l'amore che dimostrano gli uni per gli altri, in qualsiasi frangente. Un amore fraterno, nonostante le differenze di condizione sociale, di provenienza, di cultura, di lingua. Un amore capace di superare ogni ostacolo pur di offrire solidarietà, un amore che vince la paura, che supera la diffidenza, che ignora pregiudizi e sospetti. Un amore che si esprime mediante sfaccettature diverse: diventa misericordia verso chi ci ha offeso, si fa servizio umile dei più disagiati, sa offrire tenerezza per sostenere chi vacilla e chi è caduto, chi ha commesso sbagli terribili. Un amore che non è sottomesso a criteri formulati da noi, ma si gioca fino in fondo proprio come hai fatto tu






sabato 11 maggio 2019

12 maggio 2019

Prima lettura (At 13,14.43-52)
Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Paolo e Bàrnaba, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia in Pisìdia, e, entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, sedettero.
Molti Giudei e prosèliti credenti in Dio seguirono Paolo e Bàrnaba ed essi, intrattenendosi con loro, cercavano di persuaderli a perseverare nella grazia di Dio.
Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola del Signore. Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono ricolmi di gelosia e con parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo. Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore: “Io ti ho posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra”».
Nell’udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero. La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione. Ma i Giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li cacciarono dal loro territorio. Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio. I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.

Salmo responsoriale (Sal 99)
Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.
Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.

Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.

Perché buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione.

Seconda lettura (Ap 7,9.14-17)
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. 
E uno degli anziani disse: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide col sangue dell’Agnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo tempio; e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.
Non avranno più fame né avranno più sete,
non li colpirà il sole né arsura alcuna,
perché l’Agnello, che sta in mezzo al trono,
sarà il loro pastore
e li guiderà alle fonti delle acque della vita.
E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi».

Vangelo (Gv 10,27-30)
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. 
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. 
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».
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AVVISI
Oggi, 12 maggio: 56a Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.
Domenica prossima 19 maggio- alla  Messa ore 11.00: conclusione del catechismo 2018-2019. Giovedì 16 - ore 21.00 incontro catechiste in preparazione…
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 “SENIOR FESTIVAL”. Lunedì 13 maggio  Spazio aperto presenta il tema: IL DOLORE 
Un mistero da condividere sulle tracce di Giobbe. (Conversazione di mons. M.Signoretto) - Sottotetto Caserma dell’Artiglieria- ore 17.00
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Il rosario viene proposto nelle seguenti zone:
ä zona “Villaggio”, piazzetta di via Friuli  äPortovecchio, via Marche
ä  in Chiesa parrocchiale äForte Laghetto, al capitello
ä  Parco giochi, al capitello zona Colombara ( o in casa)
ä  Via Cesare Battisti äParco giochi  di via Silvestro Lega
ä  Contrada Dolci (Capitello di Strada Peschiera, 55) 

preghiera sul Vangelo (4a di Pasqua )


Hai evocato la figura del pastore, Gesù, per rivelarci più facilmente la tua identità. Tu ci vuoi bene, non sei un mercenario, uno che non vuol rischiare più di tanto e non intende esporsi al pericolo perché le pecore non gli appartengono.
Tu ci vuoi bene al punto di dare la tua vita, pur di strapparci al potere
del male e del peccato, pur di farci conoscere una libertà autentica.
Tu ci conosci uno per uno, con i nostri slanci e i nostri dubbi,
le nostre fragilità e le nostre risorse.
Ai tuoi occhi, Gesù, non siamo una massa indistinta di persone.
No, tu vedi nel profondo del cuore e nulla ti è ignoto dei nostri pensieri.
L’immagine del pastore, Gesù, in fondo getta una luce nuova
sul nostro rapporto con te.
Si tratta di una relazione originale che passa attraverso una voce 
che distinguiamo tra mille perché è la tua, la voce del pastore.
Ed è un ’esperienza unica sentirsi chiamare per nome.
Proprio per questo siamo disposti a seguirti, dal momento
che ci fidiamo di te, della tua saggezza e del tuo amore.
In fondo, venendoti dietro, ti affidiamo la nostra esistenza.


sabato 4 maggio 2019

5 maggio 2019

3a domenica di Pasqua

Prima lettura (At 5,27-32.40-41)
Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, il sommo sacerdote interrogò gli apostoli dicendo: «Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest’uomo». 
Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce. Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati. E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono».
Fecero flagellare [gli apostoli] e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù. Quindi li rimisero in libertà. Essi allora se ne andarono via dal Sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù.

Salmo responsoriale (Sal 29)
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato,
non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.
Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,
mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa.

Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
della sua santità celebrate il ricordo,
perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita.
Alla sera ospite è il pianto
e al mattino la gioia.

Ascolta, Signore, abbi pietà di me,
Signore, vieni in mio aiuto!
Hai mutato il mio lamento in danza,
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre.

Seconda lettura (Ap 5,11-14)
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vidi, e udii voci di molti angeli attorno al trono e agli esseri viventi e agli anziani. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia e dicevano a gran voce:
«L’Agnello, che è stato immolato,
è degno di ricevere potenza e ricchezza,
sapienza e forza,
onore, gloria e benedizione».
Tutte le creature nel cielo e sulla terra, sotto terra e nel mare, e tutti gli esseri che vi si trovavano, udii che dicevano:
«A Colui che siede sul trono e all’Agnello
lode, onore, gloria e potenza,
nei secoli dei secoli».
E i quattro esseri viventi dicevano: «Amen». E gli anziani si prostrarono in adorazione.

Vangelo (Gv 21,1-19)
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Parola del Signore.
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AVVISI
in questa Domenica 5 maggio - alle ore 11.00 -
“Messa di Prima Comunione” per  24 ragazzi (e) di 4a elementare.

Lunedì 6 maggio  a Cavalcaselle (ore 19.30) : riunione dei rappresentanti delle parrocchi.e con i rispettivi parroci, in vista della costituzione dell’UNITA’ PASTORALE della nostra zona.

Sabato 11 (anniversario dell’apparizione della Madonna al Frassino, le tre parrocchie di Peschiera, con i bambini della  Prima Comunione,  si ritroveranno nel piazzale del Santuario alle ore 20.10/15. Seguirà l’Eucarestia alle 20.30. 

Sabato 11 rimane in parrocchia la Messa delle ore 18.00.

Spazio aperto presenta il tema: IL DOLORE.  Un mistero da condividere sulle tracce di Giobbe. (Conversazione di mons. M.Signoretto)- Sottotetto Caserma dell’Artiglieria- ore 17.00
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Il rosario viene proposto nelle seguenti zone:

zona “Villaggio”, piazzetta di via Friuli -  Portovecchio, via Marche
 in Chiesa parrocchiale - Forte Laghetto, al capitello
Parco giochi, al capitello zona Colombara ( o in casa)
Via Cesare Battisti -  Parco giochi  di via Silvestro Lega
  Contrada Dolci (Capitello di Strada Peschiera, 55) 

preghiera sul Vangelo (3a di Pasqua )

Sono tornati al lago, Gesù, là dove tutto è cominciato.
Sono tornati al loro mestiere dal momento che la prospettiva
di essere «pescatori di  uomini» sembra del tutto svanita
con la tua morte sulla croce.
Sono tornati alle reti e alle barche, con il cuore gonfio di tristezza
e gli occhi incapaci di leggere quanto è accaduto al mattino di Pasqua. Pronti a mettere in movimento le mani, a provare la fatica ben conosciuta, pur di far tacere le pene dell’ anima.
Ed è lì che tu li raggiungi, al termine di una notte senza fortuna, mentre guadagnano la riva a mani vuote, senza aver pescato nulla.
A loro tu avanzi una proposta ardita: tornare al largo, gettare di nuovo le reti. Ed essi ti ascoltano, anche se il loro sembra un gesto inutile, senza senso.
Solo allora, solo quando le reti si riempiono di pesci,
il grido di Giovanni squarcia le tenebre in cui sono immersi. 
È lui a riconoscerti per primo, ma è Pietro a buttarsi in acqua
per venirti incontro. 
A lui, che ti ha rinnegato, tu chiedi di suggellare  
con una triplice dichiarazione d’amore, la missione che gli affidi.