sabato 1 dicembre 2018



1a domenica di Avvento - anno C



PRIMA LETTURA
Farò germogliare per Davide un germoglio giusto..

Dal libro del profeta Geremìa 33,14-16
Ecco, verranno giorni – oràcolo del Signore – nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d’Israele e alla casa di Giuda.
In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra.
In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla, e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 24 (25)
R. A te, Signore, innalzo l’anima mia, in te confido.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,

perché sei tu il Dio della mia salvezza.
Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.
Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà
per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti.
Il Signore si confida con chi lo teme:
gli fa conoscere la sua alleanza.

SECONDA LETTURA
Il Signore renda saldi i vostri cuori al momento della venuta di Cristo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési 3,12 – 4,2
Fratelli, il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi.
Per il resto, fratelli, vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Gesù affinché, come avete imparato da noi il modo di comportarvi e di piacere a Dio – e così già vi comportate –, possiate progredire ancora di più. Voi conoscete quali regole di vita vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù.
Parola di Dio

VANGELO
La vostra liberazione è vicina.

Dal Vangelo secondo Luca 21,25-28.34-36
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».
Parola del Signore

******************************** AVVENTO 2018 (da Avvenire)
la "corona d'Avvento" nella nostra chiesa

Che cos'è l'Avvento? Quanto dura? Quali paramenti indossa il sacerdote? Come si articola questo tempo liturgico? Quali letture sono proposte nella Messa? Ecco le risposte
Inizia domenica 2 dicembre 2018 l’Avvento, il tempo forte dell’Anno liturgico che prepara al Natale. La prima domenica di Avvento apre il nuovo Anno liturgico. Quattro sono le domeniche di Avvento nel rito romano.
Si tratta di un «tempo che ci è dato per accogliere il Signore che ci viene incontro, anche per verificare il nostro desiderio di Dio, per guardare avanti e prepararci al ritorno di Cristo»,e alle sue continue venute.

La liturgia
L’Avvento inizia con i primi Vespri della prima Domenica di Avvento e termina prima dei primi Vespri di Natale. Il colore dei paramenti liturgici indossati dal sacerdote è il viola; nella terza domenica di Avvento (ossia, la domenica Guadete) facoltativamente si può usare il rosa, a rappresentare la gioia per la venuta di Cristo. Nella celebrazione eucaristica non viene recitato il Gloria, in maniera che esso risuoni più vivo nella Messa della notte per la Natività del Signore.
I nomi tradizionali delle domeniche di Avvento sono tratti dalle prime parole dell’Antifona di ingresso alla Messa. La prima domenica è detta del Ad te levavi («A te elevo», Salmo 25); la seconda domenica è chiamata del Populus Sion («Popolo di Sion», Isaia 30,19.30); la terza domenica è quella del Gaudete («Rallegratevi», Filippesi 4,4.5); la quarta domenica è quella del Rorate («Stillate», Isaia 45,8).

L’origine dell’Avvento

Il termine Avvento deriva dalla parola “venuta”, in latino adventus. Il vocabolo adventus può tradursi con “presenza”, “arrivo”, “venuta”. Nel linguaggio del mondo antico era un termine tecnico utilizzato per indicare l’arrivo di un funzionario, la visita del re o dell’imperatore in una provincia. Ma poteva indicare anche la venuta della divinità, che esce dal suo nascondimento per manifestarsi con potenza, o che viene celebrata presente nel culto.
I cristiani adottarono la parola Avvento per esprimere la loro relazione con Cristo: Gesù è il Re, entrato in questa povera “provincia” denominata terra per rendere visita a tutti; alla festa del suo avvento fa partecipare quanti credono in Lui. Con la parola adventus si intendeva sostanzialmente dire: Dio è qui, non si è ritirato dal mondo, non ci ha lasciati soli. Anche se non lo possiamo vedere e toccare come avviene con le realtà sensibili, Egli è qui e viene a visitarci in molteplici modi.

Il tempo dell’attesa, della conversione e della speranza

L’Avvento è «tempo di attesa, di conversione, di speranza», come spiega Direttorio su pietà popolare e liturgia. È il tempo dell’attesa della venuta di Dio che viene celebrata nei suoi due momenti: la prima parte del tempo di Avvento invita a risvegliare l’attesa del ritorno glorioso di Cristo; poi, avvicinandosi il Natale, la seconda parte dell’Avvento rimanda al mistero dell’Incarnazione e chiama ad accogliere il Verbo fatto uomo per la salvezza di tutti. Ciò è spiegato nel primo Prefazio di Avvento, ossia la preghiera che “apre” la liturgia eucaristica all’interno della Messa dopo l’Offertorio. In essa si sottolinea che il Signore «al suo primo avvento nell’umiltà della nostra natura umana, portò a compimento la promessa antica, e ci aprì la via dell’eterna salvezza». E poi si aggiunge: «Verrà di nuovo nello splendore della gloria, e ci chiamerà a possedere il regno promesso che ora osiamo sperare vigilanti nell’attesa».

L’Avvento è poi tempo di conversione, alla quale la liturgia di questo momento forte invita con la voce dei profeti e soprattutto di Giovanni Battista: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» (Matteo 3, 2). Infine è il tempo della speranza gioiosa che la salvezza già operata da e le realtà di grazia già presenti nel mondo giungano alla loro maturazione e pienezza, per cui la promessa si tramuterà in possesso, la fede in visione, e «noi saremo simili a lui e lo vedremo così come egli è» (1 Giovanni 3, 2).
Le letture dell'Avvento
Le letture – nel 2018 vengono seguite quelle dell’Anno C con il Vangelo di Luca – testimoniano questa suddivisione dell’Avvento. Nella prima domenica di Avvento – 2 dicembre – il Vangelo (Luca 21,25-28.34-36) descrive «il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria» e ricorda che «la vostra liberazione è vicina». Nella seconda domenica di Avvento – 9 dicembre – il Vangelo (Luca 3,1-6) ha al centro Giovanni Battista che predica «un Battesimo di conversione» ed è «voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore». Nella terza domenica di Avvento – 16 dicembre – il Vangelo (Luca 3,10-18) si sofferma ancora sul Battista che spiega: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali». Infine il Vangelo dell’ultima domenica di Avvento (Luca 1,39-45) – 23 dicembre – è quello dell’incontro fra Maria ed Elisabetta che si rivolge alla Vergine con queste parole: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?».

Maria, icona dell’Avvento

Nei ritmi dell’anno liturgico l’Avvento è ilo tempo mariano per eccellenza. Lo ricorda chiaramente Paolo VI nel paragrafo 4 della Marialis Cultus: «In tal modo i fedeli, che vivono con la Liturgia lo spirito dell’Avvento, considerando l’ineffabile amore con cui la Vergine Madre attese il Figlio,sono invitati ad assumerla come modello e a prepararsi per andare incontro al Salvatore che viene, vigilanti nella preghiera, esultanti nella sua lode». Il tempo dell’Avvento ha quindi come icona quella della Vergine. Papa Francesco ha sottolineato che «Maria è la “via” che Dio stesso si è preparato per venire nel mondo» ed è «colei che ha reso possibile l’incarnazione del Figlio di Dio, “la rivelazione del mistero, avvolto nel silenzio per secoli eterni” (Romani 16,25)» grazie «al suo “sì” umile e coraggioso». La presenza della Solennità dell’Immacolata Concezione – 8 dicembre – fa parte del mistero che l’Avvento celebra: Maria è il prototipo dell’umanità redenta, il frutto più eccelso della venuta redentiva di Cristo. E in questo tempo forte la figura della Vergine viene presentata come l’icona dell’attesa fiduciosa e vigilante, della disponibilità attenta e concreta al mistero di Dio.
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2 dicembre 2018 – 1a domenica di Avvento - anno C
Avvisi
 Ci prepariamo a vivere la solennità dell’ Immacolata. La Messa del  venerdì sera è quella prefestiva. Le altre Messe del giorno 8 dic. mantengono l’orario festivo. (il 7.12 non c’è la Messa delle 8.00)
Continua la catechesi di Avvento per gli adulti. Guardate con attenzione il prospetto degli incontri e scegliete il luogo a voi più comodo per partecipare ai 4 incontri previsti prima del Natale. Valorizziamo con impegno questa possibilità!
                          
giorno
luogo
animatore

lunedì
ore 15.30
fam. Bresciani Ivana
 via S. Francesco, 12
don Attilio
mercoledì
ore 9.00
fam. Tomellini-Marconi
via Piemonte, 18
Maria Teresa e
Cristina
mercoledì
ore 21.00
fam. Idone D. e
Elena
don Attilio
giovedì
ore 15.00
in cappella feriale
Maurizio Santellani
venerdì
ore 20.30
fam. Caldogno
via Lazio
Caldogno Francesco
In questo tempo di Avvento viene proposta ancora l’iniziativa LA CESTA DELLA CARITA”. La domenica, chi lo desidera, può mettervi gli alimenti non deperibili che verranno dati alle persone bisognose.
E’ già a vostra disposizione il libretto “Preghiera in famiglia”, preparato dalla nostra diocesi
Valorizzate questo semplice ma utile sussidio per la preghiera familiare o personale!
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Si ricorda ancora la possibilità di mettere a disposizione medicinali non scaduti e occhiali con montatura integra: potete portarli alla domenica.
Verranno poi consegnati all’Ospedale di Negrar
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La Caritas diocesana in Avvento fa alcune proposte caritative.
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preghiera sul Vangelo della domenica

Ti preghiamo, però, Gesù, non permettere che ci lasciamo distrarre da ciò che non conta, incantare da lusinghe ingannevoli da preoccupazioni che ci distolgono da quello che conta di più. Liberaci da tutto ciò che rende affannosa la nostra vita e le impedisce di cogliere le tracce evidenti della tua presenza che ci dona coraggio e ci rinnova. Sgombra le nostre menti e i nostri cuori da ogni tendenza sbagliata, da ogni prigionia che impedisce di scegliere, da ogni dipendenza che ci sottomette agli idoli di questo tempo. Donaci di continuare a vegliare nell’ attesa gioiosa delle tue continue venute e di quella ultima, quando il tuo disegno si compirà.
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proposte della Caritas di Verona 






sabato 24 novembre 2018

AscoltarTi è una festa - XXXIV Domenica del Tempo Ordinario - Solennità ...

25 novembre 2018


Gesù Cristo, Re dell’universo

Prima lettura - Dal libro del profeta Daniele

Guardando nelle visioni notturne,
ecco venire con le nubi del cielo
uno simile a un figlio d’uomo;

giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
Gli furono dati potere, gloria e regno;
tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:
il suo potere è un potere eterno,
che non finirà mai,
e il suo regno non sarà mai distrutto.

Salmo responsoriale (Sal 92)

Il Signore regna, si riveste di splendore.
Il Signore regna, si riveste di maestà:
si riveste il Signore, si cinge di forza.

È stabile il mondo, non potrà vacillare.
Stabile è il tuo trono da sempre,
dall’eternità tu sei.

Davvero degni di fede i tuoi insegnamenti!
La santità si addice alla tua casa

per la durata dei giorni, Signore.

Seconda lettura  - Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Gesù Cristo è il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra.
A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.
Ecco, viene con le nubi e ogni occhio lo vedrà,

anche quelli che lo trafissero,
e per lui tutte le tribù della terra
si batteranno il petto.
Sì, Amen!
Dice il Signore Dio: Io sono l’Alfa e l’Omèga, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente!

Vangelo - Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».
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25 novembre 2018 – Gesù, Re dell’universo - anno B
Avvisi
La prossima domenica è la 1a di Avvento
Inizia già in questa settimana la catechesi di Avvento per adulti.   Guardate con attenzione il prospetto degli incontri e scegliete il luogo a voi più comodo per partecipare ai 4 incontri previsti prima del Natale. Valorizziamo con impegno questa possibilità!
                          
giorno
luogo
animatore
lunedì
ore 15.30
fam. Bresciani Ivana
 via S. Francesco, 12
don Attilio
mercoledì
ore 9.00
fam. Tomellini-Marconi
via Piemonte, 18
Maria Teresa e
Cristina
mercoledì
ore 21.00
fam. Idone D. e
Elena
don Attilio
giovedì
ore 15.00
in cappella
Maurizio Santellani
venerdì
ore 20.30
fam. Caldogno
via Lazio
Caldogno Francesco

In anticipo, a nome del gruppo della carità,  vi ricordo che In Avvento viene proposta ancora l’iniziativa LA CESTA DELLA CARITA”.
La domenica, chi lo desidera, può mettervi gli alimenti non deperibili che verranno dati alle persone bisognose, in particolare della nostra parrocchia o segnalate dal “Centro ascolto” della parrocchia di S. Martino, seguendo anche le indicazioni dei servizi sociali del Comune di Peschiera.

Inoltre la prossima domenica verrà messo a disposizione il libretto “Preghiera in famiglia”, preparato dalla nostra diocesi.
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Si ricorda ancora la possibilità di mettere a disposizione medicinali non scaduti e occhiali con montatura integra: potete portarli alla domenica.
Verranno poi consegnati all’Ospedale di Negrar
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preghiera sul Vangelo della domenica
Il tuo potere, Gesù, non ha nulla a che vedere con quello dei grandi di questa terra. Probabilmente ti hanno presentato a Pilato come un ribelle, come uno che pretendeva di prendere il posto dei romani sul suolo di Palestina, una bugia che aveva lo scopo di convincere il procuratore romano a condannarti senza tanti problemi. Ma anche lui non può fare a meno di notare che sei un re davvero fuori dal comune: senza gli emblemi soliti, senza qualcuno che ti difenda,
senza propositi bellicosi, senza neppure minacce di vendetta.
Il tuo potere, Gesù, è in effetti il potere dell’ amore, che non si impone,
non ricorre alla forza, non punisce e castiga, ma piuttosto si dona,
si offre interamente, è pronto a soffrire e addirittura a morire.
Al di là delle apparenze il tuo potere è l'unico veramente efficace,
l’unico che resiste al tempo perché perdona e salva.
 
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sabato 10 novembre 2018

AscoltarTi è una festa - XXXII Domenica del Tempo Ordinario

11 novembre 2018


Letture 32a domenica – anno B

Prima lettura (1Re 17,10-16)
Dal primo libro dei Re

In quei giorni, il profeta Elia si alzò e andò a Sarèpta. Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che raccoglieva legna. La chiamò e le disse: «Prendimi un po’ d’acqua in un vaso, perché io possa bere».

Mentre quella andava a prenderla, le gridò: «Per favore, prendimi anche un pezzo di pane». Quella rispose: «Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo».
Elia le disse: «Non temere; va’ a fare come hai detto. Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore, Dio d’Israele: “La farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra”».
Quella andò e fece come aveva detto Elia; poi mangiarono lei, lui e la casa di lei per diversi giorni. La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elia.

Salmo responsoriale (Sal 145)

Loda il Signore, anima mia.
Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,

il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

Seconda lettura (Eb 9,24-28)
Dalla lettera agli Ebrei

Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte.
Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza.

Vangelo (Mc 12,38-44)
Dal Vangelo secondo Marco



In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».

Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Parola del Signore.

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11 novembre 2018 - 32a domenica del tempo ordinario- anno B
Avvisi
Lunedì 12 - ore 20.30: Consiglio pastorale parrocchiale

importante incontro:
Si ricorda la possibilità di mettere a disposizione medicinali non scaduti: potete portarli alla domenica.
Verranno poi consegnati all’Ospedale di Negrar
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La prossima domenica 18 novembre ricorre la 2a giornata mondiale dei poveri. Giovedì 15, alle 20.30 viene proposta una preghiera in preparazione a questa giornata.
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preghiera sul Vangelo della domenica

Il tuo sguardo, Gesù, non si ferma alla superficie, ma va in profondità e distingue con precisione l’amore autentico, dalla generosità apparente.

Per questo presenti ai tuoi discepoli l'offerta della vedova povera,

perché vale molto di più delle somme consistenti di denaro che i ricchi hanno gettato - non senza produrre un certo rumore - nel tesoro del Tempio.

C'è una bella differenza tra dare tutto e dare una parte del superfluo.

C'è una bella differenza tra l’offrire tutto quello che si ha per vivere

oppure semplicemente qualcosa di quanto godiamo con abbondanza.

In questo, è vero, i poveri ci fanno da maestri.

Ci insegnano a fidarci di Dio e della sua provvidenza,

senza esigere continuamente garanzie ed assicurazioni.

Ci mostrano la solidarietà vera, quella che si priva dell'unico boccone a disposizione, dell’unico soldo in tasca, dell'unico sostentamento possibile pur di soccorrere quelli che stanno peggio, quelli che hanno più bisogno, quelli che non ce la fanno più.

sabato 3 novembre 2018

AscoltarTi è una festa - XXXI Domenica del Tempo Ordinario

4 novembre 2018


 31a domenica del tempo ordinario
Prima lettura (Dt 6,2-6)
Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Temi il Signore, tuo Dio, osservando per tutti i giorni della tua vita, tu, il tuo figlio e il figlio del tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandi che io ti do e così si prolunghino i tuoi giorni.
Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica, perché tu sia felice e diventiate molto numerosi nella terra dove scorrono latte e miele, come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto.
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze.
Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore».

Salmo responsoriale (Sal 17)
Ti amo, Signore, mia forza.
Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore.

Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.


Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato.
Seconda lettura (Eb 7,23-28)

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, [nella prima alleanza] in gran numero sono diventati sacerdoti, perché la morte impediva loro di durare a lungo. Cristo invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio: egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore.

Questo era il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli. Egli non ha bisogno, come i sommi sacerdoti, di offrire sacrifici ogni giorno, prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo: lo ha fatto una volta per tutte, offrendo se stesso.
La Legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza; ma la parola del giuramento, posteriore alla Legge, costituisce sacerdote il Figlio, reso perfetto per sempre.

Vangelo (Mc 12,28-34)
Dal Vangelo secondo Marco



In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».

Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo. 

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aforismi (da LDC)

- Siamo tentati ancora e sempre dall'egoismo, fa parte della natura umana. Siamo come l'eroe dei fumetti Charlie Brown, che diceva: «Io amo l'umanità!». Poi aggiungeva: «È la gente che non sopporto!».

- Il guaio di chi ama tutti in generale, è che non ama nessuno in particolare (Claudio Lamparelli).

- Perciò, «Pensiamo meno all'umanità, e più agli uomini» (Elisabeth Leseur).

- In pratica, «Il più bel viaggio che si possa fare quaggiù, è quello che si fa andando l'uno verso l'altro» (Paul Morand).

- L'amore di Dio e l'amore del prossimo sono due battenti di una porta, che non si possono aprire e chiudere se non insieme (Soeren Kierkegaard).

- «Signore, fammi vivere a braccia aperte. Non farò carriera, ma avrò tanta gente da abbracciare» (Pino Pellegrino).

- La ricetta: «Là dove non c'è amore, mettete amore e raccoglierete amore»; «Alla sera della vita, saremo giudicati sull'amore» (San Giovanni della Croce).

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 Commento spirituale di Doroteo di Gaza


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4 novembre 2018 - 31a domenica del tempo ordinario- anno B
Avvisi
In questa domenica catechismo per i bambini di 2a elementare


Preghiera (sul Vangelo della domenica)
Gesù, tu riconduci ogni cosa alla sua sorgente, a ciò che è essenziale, a quello che conta veramente nella nostra esistenza.

SÌ, è una questione di amore: non di regole a cui sottomettersi, non di pratiche da compiere, non di preghiere da recitare. Se non c'è l'amore, tutto questo perde ogni significato. È una questione di amore: non di calcoli più o meno esatti, non di prescrizioni da osservare, non di codici da far rispettare. Se non c’è amore tutto rimane irrimediabilmente prigioniero

di strettoie e di passaggi obbligati che adorano di vecchio e di stantio. Tu ci chiedi di amare, amare prima di tutto e a modo tuo,

senza mettere limiti, senza accampare diritti, senza pretendere garanzie, senza evitare i rischi che inevitabilmente affronta chi si dona e si spende fino in fondo. Tu ci domandi di amare perché è questa la strada della vita, ma ci suggerisci di farlo non solo con il sentimento,ma con tutti noi stessi: con l'intelligenza e con la volontà, con propositi e scelte decisive.