sabato 20 ottobre 2018

21 ottobre 2018


domenica 29a tempo ordinario

Prima lettura (Is 53,10-11)
Dal libro del profeta Isaìa

Al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà le loro iniquità.

Salmo responsoriale (Sal 32)
Donaci, Signore, il tuo amore: in te speriamo.
Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra.

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.

L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo.

Seconda lettura (Eb 4,14-16)
Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede. 
Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato. 
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno.

Vangelo (Mc 10,35-45)
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». 
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

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AUTORITARIO O AUTOREVOLE?
Un grande pensatore francese, Emmanuel Mounier, la cui filosofia è conosciuta come "personalismo cristiano", ha insegnato a distinguere tra due profili umani: la persona autorevole, e la persona solo investita di autorità.
- La persona investita di autorità ha ricevuto la sua carica dall'esterno, da un decreto, una nomina, o magari l'ha carpita con l'astuzia e la forza.
- Invece la persona autorevole emerge per le sue qualità morali, perchè ci sa fare, ha capacità di amare e di donarsi agli altri. E per questo viene stimata, accettata e obbedita.
Gesù non era persona investita di autorità, almeno secondo le gerarchie umane. Ma era autorevole. Così si aspetta che siano i cristiani.

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21 ottobre 2018 - 29a domenica del tempo ordinario
Avvisi

In questa domenica 21 ottobre

si celebra la

92a GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE.
MESSAGGIO PER LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE 2018

Cari giovani, insieme a voi desidero riflettere sulla missione che Gesù ci ha affidato. Rivolgendomi a voi intendo includere tutti i cristiani, che vivono nella Chiesa l’avventura della loro esistenza come figli di Dio. Ciò che mi spinge a parlare a tutti, dialogando con voi, è la certezza che la fede cristiana resta sempre giovane quando si apre alla missione che Cristo ci consegna. «La missione rinvigorisce la fede» (Lett. enc. Redemptoris missio, 2), scriveva san Giovanni Paolo II, un Papa che tanto amava i giovani e a loro si è molto dedicato. L’occasione del Sinodo che celebreremo a Roma nel prossimo mese di ottobre, mese missionario, ci offre l’opportunità di comprendere meglio, alla luce della fede, ciò che il Signore Gesù vuole dire a voi giovani e, attraverso di voi, alle comunità cristiane.
La vita è una missione. Ogni uomo e donna è una missione, e questa è la ragione per cui si trova a vivere sulla terra. Essere attratti ed essere inviati sono i due movimenti che il nostro cuore, soprattutto quando è giovane in età, sente come forze interiori dell’amore che promettono futuro e spingono in avanti la nostra esistenza. Nessuno come i giovani sente quanto la vita irrompa e attragga. Vivere con gioia la propria responsabilità per il mondo è una grande sfida. Conosco bene le luci e le ombre dell’essere giovani, e se penso alla mia giovinezza e alla mia famiglia, ricordo l’intensità della speranza per un futuro migliore. Il fatto di trovarci in questo mondo non per nostra decisione, ci fa intuire che c’è un’iniziativa che ci precede e ci fa esistere. Ognuno di noi è chiamato a riflettere su questa realtà: «Io sono una missione in questa terra, e per questo mi trovo in questo mondo» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 273).
Vi annunciamo Gesù Cristo La Chiesa, annunciando ciò che ha gratuitamente ricevuto (cfr Mt 10,8; At 3,6), può condividere con voi giovani la via e la verità che conducono al senso del vivere su questa terra. Gesù Cristo, morto e risorto per noi, si offre alla nostra libertà e la provoca a cercare, scoprire e annunciare questo senso vero e pieno. Cari giovani, non abbiate paura di Cristo e della sua Chiesa! In essi si trova il tesoro che riempie di gioia la vita. Ve lo dico per esperienza: grazie alla fede ho trovato il fondamento dei miei sogni e la forza di realizzarli. Ho visto molte sofferenze, molte povertà sfigurare i volti di tanti fratelli e sorelle. Eppure, per chi sta con Gesù, il male è provocazione ad amare sempre di più. Molti uomini e donne, molti giovani hanno generosamente donato sé stessi, a volte fino al martirio, per amore del Vangelo a servizio dei fratelli. Dalla croce di Gesù impariamo la logica divina dell’offerta di noi stessi (cfr 1 Cor 1,17-25) come annuncio del Vangelo per la vita del mondo (cfr Gv 3,16). Essere infiammati dall’amore di Cristo consuma chi arde e fa crescere, illumina e riscalda chi si ama (cfr 2 Cor 5,14). Alla scuola dei santi, che ci aprono agli orizzonti vasti di Dio, vi invito a domandarvi in ogni circostanza: «Che cosa farebbe Cristo al mio posto?».
Trasmettere la fede fino agli estremi confini della terra 
Anche voi, giovani, per il Battesimo siete membra vive della Chiesa, e insieme abbiamo la missione di portare il Vangelo a tutti. Voi state sbocciando alla vita. Crescere nella grazia della fede a noi trasmessa dai Sacramenti della Chiesa ci coinvolge in un flusso di generazioni di testimoni, dove la saggezza di chi ha esperienza diventa testimonianza e incoraggiamento per chi si apre al futuro. E la novità dei giovani diventa, a sua volta, sostegno e speranza per chi è vicino alla meta del suo cammino. Nella convivenza delle diverse età della vita, la missione della Chiesa costruisce ponti inter-generazionali, nei quali la fede in Dio e l’amore per il prossimo costituiscono fattori di unione profonda. 
Questa trasmissione della fede, cuore della missione della Chiesa, avviene dunque per il “contagio” dell’amore, dove la gioia e l’entusiasmo esprimono il ritrovato senso e la pienezza della vita. La propagazione della fede per attrazione esige cuori aperti, dilatati dall’amore. All’amore non è possibile porre limiti: forte come la morte è l’amore (cfr Ct 8,6). E tale espansione genera l’incontro, la testimonianza, l’annuncio; genera la condivisione nella carità con tutti coloro che, lontani dalla fede, si dimostrano ad essa indifferenti, a volte avversi e contrari. Ambienti umani, culturali e religiosi ancora estranei al Vangelo di Gesù e alla presenza sacramentale della Chiesa rappresentano le estreme periferie, gli “estremi confini della terra”, verso cui, fin dalla Pasqua di Gesù, i suoi discepoli missionari sono inviati, nella certezza di avere il loro Signore sempre con sé (cfr Mt 28,20; At 1,8). In questo consiste ciò che chiamiamo missio ad gentes. La periferia più desolata dell’umanità bisognosa di Cristo è l’indifferenza verso la fede o addirittura l’odio contro la pienezza divina della vita. Ogni povertà materiale e spirituale, ogni discriminazione di fratelli e sorelle è sempre conseguenza del rifiuto di Dio e del suo amore. Gli estremi confini della terra, cari giovani, sono per voi oggi molto relativi e sempre facilmente “navigabili”. Il mondo digitale, le reti sociali che ci pervadono e attraversano, stemperano confini, cancellano margini e distanze, riducono le differenze. Sembra tutto a portata di mano, tutto così vicino ed immediato. Eppure senza il dono coinvolgente delle nostre vite, potremo avere miriadi di contatti ma non saremo mai immersi in una vera comunione di vita. La missione fino agli estremi confini della terra esige il dono di sé stessi nella vocazione donataci da Colui che ci ha posti su questa terra (cfr Lc 9,23-25). Oserei dire che, per un giovane che vuole seguire Cristo, l’essenziale è la ricerca e l’adesione alla propria vocazione.
Testimoniare l’amore. Ringrazio tutte le realtà ecclesiali che vi permettono di incontrare personalmente Cristo vivo nella sua Chiesa: le parrocchie, le associazioni, i movimenti, le comunità religiose, le svariate espressioni di servizio missionario. Tanti giovani trovano, nel volontariato missionario, una forma per servire i “più piccoli” (cfr Mt 25,40), promuovendo la dignità umana e testimoniando la gioia di amare e di essere cristiani. Queste esperienze ecclesiali fanno sì che la formazione di ognuno non sia soltanto preparazione per il proprio successo professionale, ma sviluppi e curi un dono del Signore per meglio servire gli altri. Queste forme lodevoli di servizio missionario temporaneo sono un inizio fecondo e, nel discernimento vocazionale, possono aiutarvi a decidere per il dono totale di voi stessi come missionari. Da cuori giovani sono nate le Pontificie Opere Missionarie, per sostenere l’annuncio del Vangelo a tutte le genti, contribuendo alla crescita umana e culturale di tante popolazioni assetate di Verità. Le preghiere e gli aiuti materiali, che generosamente sono donati e distribuiti attraverso le POM, aiutano la Santa Sede a far sì che quanti ricevono per il proprio bisogno possano, a loro volta, essere capaci di dare testimonianza nel proprio ambiente. Nessuno è così povero da non poter dare ciò che ha, ma prima ancora ciò che è. Mi piace ripetere l’esortazione che ho rivolto ai giovani cileni: «Non pensare mai che non hai niente da dare o che non hai bisogno di nessuno. Molta gente ha bisogno di te, pensaci. Ognuno di voi pensi nel suo cuore: molta gente ha bisogno di me» Cari giovani, il prossimo Ottobre missionario, in cui si svolgerà il Sinodo a voi dedicato, sarà un’ulteriore occasione per renderci discepoli missionari sempre più appassionati per Gesù e la sua missione, fino agli estremi confini della terra. A Maria Regina degli Apostoli, ai santi Francesco Saverio e Teresa di Gesù Bambino, al beato Paolo Manna, chiedo di intercedere per tutti noi e di accompagnarci sempre.
 
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In questa Domenica 21 ottobre alla Messa delle ore 11.00
30 ragazzi(e) di 3a media ricevono il sacramento della Cresima da mons. SERGIO FASOL (che è stato parroco della nostra parrocchia
dal 1977 al 1985).
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Martedì 23 ottobre-17.000-18.000 catechismo per i ragazzi 1a media
Sabato 27 ottobre catechismo per i ragazzi 5a elementare
Domenica 28 ottobre: catechismo per i bambini di 3a e 4a  elementare
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preghiera sul Vangelo
Gesù, tu non vuoi che la tua Chiesa funzioni al modo delle altre società
e adotti gli stessi criteri di comportamento.
Tu non accetti che tutto sia regolato  da criteri di forza, da quote di potere,
dalla logica del grande che viene servito, assecondato, accontentato, riverito, e del piccolo che invece deve rassegnarsi a servire e a obbedire. Se qualcuno ha deciso di rispondere alla tua chiamata,
 se qualcuno aspira ad essere il primo, tu gli fai una proposta decisamente strana:
diventare servo dei suoi fratelli, non servirsi di loro per realizzare
i suoi propositi, i suoi intendimenti, ma piuttosto impiegare le proprie energie, le proprie qualità per dare compimento ai loro desideri. Sogno utopistico, impossibile da realizzare?
No, perché proprio questa è stata la tua scelta di vita.
Tu non hai considerato un privilegio il fatto di essere Figlio di Dio,
tu non hai richiesto il trattamento dovuto alla tua dignità,
ma hai offerto tutto te stesso, servo che soffre per salvare la moltitudine.
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sabato 13 ottobre 2018

AscoltarTi è una festa - XXVIII Domenica del Tempo Ordinario

14 ottobre 2018


Dal libro della Sapienza 7,7-11

Pregai e mi fu elargita la prudenza, implorai e venne in me lo spirito di sapienza.
La preferii a scettri e a troni, stimai un nulla la ricchezza al suo confronto, non la paragonai neppure a una gemma inestimabile, perché tutto l’oro al suo confronto è come un po’ di sabbia e come fango sarà valutato di fronte a lei l’argento.

L’ho amata più della salute e della bellezza, ho preferito avere lei piuttosto che la luce, perché lo splendore che viene da lei non tramonta.
Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni; nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 89 (90)
R. Saziaci, Signore, con il tuo amore: gioiremo per sempre.

Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Rendici la gioia per i giorni in cui ci hai afflitti,
per gli anni in cui abbiamo visto il male.
Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e il tuo splendore ai loro figli.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,

l’opera delle nostre mani rendi salda.

SECONDA LETTURA
La parola di Dio discerne i sentimenti
     e i pensieri del cuore.
Dalla lettera agli Ebrei 4,12-13

La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto.
Parola di Dio

VANGELO
Vendi quello che hai e seguimi.
Dal Vangelo secondo Marco 10,17-30


In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».

Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».
Parola del Signore
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14 ottobre 2018 - 28a domenica del tempo ordinario
Avvisi

Sabato 13 ottobre: catechismo per i ragazzi di 5a elementare
Domenica 14 ottobre: catechismo per i bambini di 3a e 4a  elementare
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Sabato 6 e domenica 7 ottobre, in cappella feriale viene proposta una interessante mostra delle icone, opera di Annalisa Simonelli Reversi
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Martedì 16 ottobre - ore 18.00: catechismo per  i ragazzi della Cresima


Martedì 16 ottobre - ore 20.30: Spazio aperto, su proposta del Consiglio pastorale parrocchiale, propone il

3° incontro sulla BIBBIA

tenuto dal prof. don Vincenzo Bonato, monaco Camaldolese.
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Domenica prossima 21 ottobre alla Messa delle ore 11.00
i ragazzi(e) di 3a media riceveranno il sacramento della Cresima da mons. SERGIO FASOL che è stato parroco della nostra parrocchia
dal 1977 al 1985.

Preghiamo per loro: il Signore, con la presenza e la forza dello Spirito Santo li accompagni in questo giorno ed anche nel periodo dopo la Cresima perché possano continuare il loro cammino formativo nella crescita della loro fede.
preghiera sul Vangelo

L’intenzione era buona: «ricevere in eredità la vita eterna»,
e il suo comportamento risultava del tutto ineccepibile.
Ma tu gli hai chiesto, Gesù, qualcosa che ha bloccato sul nascere
ogni entusiasmo, ogni velleità:

«Vendi quello che hai e dallo ai poveri.
Poi vieni e seguimil».

Così la sua disponibilità si è mutata in tristezza, il suo volto aperto e limpido
si è improvvisamente oscurato.
La ragione ci viene subito svelata: possedeva molti beni.
Ecco perché le tue parole, Gesù, rivolte a tutti i discepoli,
diventano franche e senza equivoci: la ricchezza costituisce
un serio pericolo per chi vuole entrare nel Regno.
Da strumento, infatti, finisce spesso col diventare un padrone.
Assoggetta il cuore e lo rende incapace di vivere
un'autentica libertà, costruisce una prigione dorata
dalla quale non si riesce ad uscire se non a prezzo di gesti
colmi di determinazione e soprattutto impedisce
di vedere coloro che attendono una condivisione generosa.
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lunedì 8 ottobre 2018

7 ottobre


PRIMA LETTURA
I due saranno un’unica carne.
Dal libro della Gènesi 2,18-24
Il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo:
voglio fargli un aiuto che gli corrisponda».
Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse.
Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.
Allora l’uomo disse:
«Questa volta
è osso dalle mie ossa,
carne dalla mia carne.
La si chiamerà donna,
perché dall’uomo è stata tolta».
Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 127 (128)
R. Ci benedica il Signore tutti i giorni della nostra vita.
Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.

La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;

i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.
Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!
Possa tu vedere i figli dei tuoi figli!
Pace su Israele!


SECONDA LETTURA
Colui che santifica e coloro che sono santificati
     provengono tutti da una stessa origine.

Dalla lettera agli Ebrei 2,9-11
Fratelli, quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti.
Conveniva infatti che Dio – per il quale e mediante il quale esistono tutte le cose, lui che conduce molti figli alla gloria – rendesse perfetto per mezzo delle sofferenze il capo che guida alla salvezza.
Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli.
Parola di Dio


VANGELO
L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto.
Dal Vangelo secondo Marco 10,2-16
In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.
Parola del Signore

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sabato 29 settembre 2018

30 settembre 2018

etture 26a domenica del tempo ordinarioi

Prima lettura (Nm 11,25-29)
Dal libro dei Numeri

In quei giorni, il Signore scese nella nube e parlò a Mosè: tolse parte dello spirito che era su di lui e lo pose sopra i settanta uomini anziani; quando lo spirito si fu posato su di loro, quelli profetizzarono, ma non lo fecero più in seguito. 
Ma erano rimasti due uomini nell’accampamento, uno chiamato Eldad e l’altro Medad. E lo spirito si posò su di loro; erano fra gli iscritti, ma non erano usciti per andare alla tenda. Si misero a profetizzare nell’accampamento. 
Un giovane corse ad annunciarlo a Mosè e disse: «Eldad e Medad profetizzano nell’accampamento». Giosuè, figlio di Nun, servitore di Mosè fin dalla sua adolescenza, prese la parola e disse: «Mosè, mio signore, impediscili!». Ma Mosè gli disse: «Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!».

Salmo responsoriale (Sal 18)
I precetti del Signore fanno gioire il cuore.
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

Il timore del Signore è puro, 
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.  

Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze, chi le discerne?
Assolvimi dai peccati nascosti.

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile,
sarò puro da grave peccato.

Seconda lettura (Giac 5,1-6)
Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Ora a voi, ricchi: piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi! Le vostre ricchezze sono marce, i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme. Il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si alzerà ad accusarvi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni! 
Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore onnipotente. Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per il giorno della strage. 
Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non vi ha opposto resistenza.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».
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30 settembre 2018 - 26a domenica del tempo ordinario


Avvisi

Martedì 2 ottobre - ore 18.00: catechismo per  i ragazzi della Cresima 


Martedì 2 ottobre - ore 20.30:Spazio aperto, su proposta del Consiglio pastorale parrocchiale, propone il

1° incontro sulla BIBBIA

tenuto dal prof. don Mauro Caurla, docente di S. Scrittura allo Studio teologico S.Zeno di Verona. (prendete il depliant illustrativo)
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Domenica prossima 7 ottobre, alla Messa delle ore 11.00, faremo l’inizio ufficiale del catechismo per le elementari e per le medie
…………………………………………………………………………
Leggete con attenzione i manifesti alla porta della chiesa e gli altri, accanto al foglio degli avvisi. 
Presentano il programma della nostra festa parrocchiale del Beato Andrea (6 e 7 ottobre). Il Consiglio pastorale ha pensato di segnalare per tempo questo programma e di riproporre, con qualche variante, le iniziative già sperimentate negli anni precedenti. 
E’ l’ occasione per vivere assieme momenti di incontro, alcuni dei quali hanno anche una valenza spirituale, culturale e artistica. Ciò è possibile per l’impegno generoso di molti volontari, che ringraziamo per la loro disponibilità.

In cappella feriale viene proposta una interessante mostra delle icone, opera di Annalisa Simonelli Reversi. 

sabato 15 settembre 2018

16 settembre 2018

Prima lettura (Is 50,5-9a)
Dal libro del profeta Isaìa

Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.
È vicino chi mi rende giustizia:
chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.
Chi mi accusa? Si avvicini a me.
Ecco, il Signore Dio mi assiste:
chi mi dichiarerà colpevole? 

Salmo responsoriale (Sal 114)
Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi.
Amo il Signore, perché ascolta
il grido della mia preghiera.
Verso di me ha teso l’orecchio
nel giorno in cui lo invocavo. 

Mi stringevano funi di morte,
ero preso nei lacci degli inferi,
ero preso da tristezza e angoscia.
Allora ho invocato il nome del Signore:
«Ti prego, liberami, Signore».

Pietoso e giusto è il Signore,
il nostro Dio è misericordioso.
Il Signore protegge i piccoli:
ero misero ed egli mi ha salvato.

Sì, hai liberato la mia vita dalla morte,
i miei occhi dalle lacrime,
i miei piedi dalla caduta.
Io camminerò alla presenza del Signore
nella terra dei viventi.

Seconda lettura (Giac 2,14-18)
Dalla lettera di san Giacomo apostolo

A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha opere? Quella fede può forse salvarlo? 
Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta. 
Al contrario uno potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede».

Vangelo (Mc 8,27-35)
Dal Vangelo secondo Marco


In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti». 
Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. 
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

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16 settembre 2018 - 24a domenica del tempo ordinario
Avvisi

Lunedì 17 ore 20.30: incontro per le catechiste 2a media
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Martedì 18 - ore 20.30: incontro genitori ragazzi della Cresima 
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preghiera sul Vangelo

Quante volte anch'io, come Pietro, ti ho riconosciuto con gioia come il Cristo, il Figlio venuto a salvare il mondo. E tuttavia basta poco per incrinare il mio entusiasmo: appena tu cominci ad annunciare il passaggio doloroso e angusto che tu hai attraversato
e che proponi anche a me, subito mi lascio afferrare dalla paura
e quasi quasi pretendo di farti cambiare itinerario.
Sì, lo ammetto: sono allergico alla sofferenza e alla croce…
Gesù, non abbandonarmi a tutte queste paure, non permettere che a parlarmi siano le tenebre e l'angoscia, ma una fiducia co/ma di speranza!

SABATO 29 SETTEMBRE ABBIAMO PROGRAMMATO
UNA GITA A TRIESTE

In questa occasione avremo la possibiltà di incontrare e salutare suor Marcella…

Il programma prevede:
partenzadavanti alla chiesa alle ore 6.30 
arrivo a Trieste previstoper   le 10.30 -11.00  visita alla città pranzo in pizzeria
continua la visita alla città e dintorni.
  Rientro previsto: ore 21.00 / 21.30

Tenendo conto del costo del pullman e dell’assicurazione, la quota richiesta è di  40 €uro.
Per avere la certezza del pullman, è assolutamente    necessario dare l’iscrizione, versando la quota intera, entro  e non oltre la prossima domenica 16 settembre
NB: Quando il numero previsto sarà raggiunto, saranno meglio 
precisati, su indicazione della guida, l’itinerario e i luoghi storico-artistici che verranno visitati
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   da “Servizio della parola”- settembre 2018

“Il mio nome è Shahbaz Bhatti”. Così inizia il testamento scritto dal Ministro pakistano delle minoranze religiose, ucciso il 2 marzo di sei anni fa da terroristi islamici perché «cristiano, infedele e bestemmiatore».

Uno 
straordinario testamento

Il documento è uno dei testi più belli che mi è capitato di leggere sul valore e il senso dell’esperienza cristiana.
«Sono nato in una famiglia cattolica. Mio padre, insegnante in pensione, e mia madre, casalinga, mi hanno educato secondo i valori cristiani e gli insegnamenti della Bibbia, che hanno inluenzato la mia infanzia. [. . .] Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte
in me che mi considererei privilegiato qualora - in questo mio battagliero sforzo di aiutare i bisognosi, i poveri, i cristiani perseguitati del Pakistan - Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita. Voglio vivere per Cristo e per lui voglio morire. Non provo alcuna paura in questo paese. Molte volte gli estremisti hanno desiderato uccidermi, imprigionarmi; mi hanno minacciato, perseguitato e hanno terrorizzato la mia famiglia. Io dico che, finché avrò vita, fino al mio ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa povera, sofferente umanità, i cristiani, i bisognosi, i poveri. Credo che i cristiani del mondo, che hanno teso la mano ai musulmani colpiti dalla tragedia del terremoto del 2005, abbiano costruito dei ponti di solidarietà, d’amore, di comprensione, di cooperazione e di tolleranza tra le due religioni. Se tali sforzi continueranno, sono convinto che riusciremo a vincere i cuori e le menti degli estremisti. Ciò produrrà un cambiamento in positivo: le genti non si odieranno, non uccide-ranno nel nome della religione, ma si ameranno le une le altre, porteranno armonia, coltiveranno la pace e la comprensione in questa regione. [...] I passi che più amo della Bibbia recitano: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi”. Così, quando vedo gente povera e bisognosa, penso che sotto le loro sembianze sia Gesù a venirmi incontro. Per cui cerco sempre di essere d’aiuto, insieme ai miei colleghi, di portare assistenza ai bisognosi, agli affamati, agli assetati. Credo che i bisognosi,i poveri, gli orfani qualunque sia la loro religione vadano considerati innanzitutto come esseri umani. Penso che quelle persone siano parte del mio corpo in Cristo, che siano la parte perseguitata e bisognosa del corpo di Cristo. Se noi portiamo a termine questa missione, allora ci saremo guadagnati un posto ai piedi di Gesù ed io potrò guardarlo senza provare vergogna».

Per capire

Poco tempo fa, Paul, fratello di Shahbaz, ha pubblicato un testo -Shahbaz, la voce della giustizia - edito dalla San Paolo. Un testo utile per capire il percorso interiore di un uomo capace di mostrare che di fronte alla prova le ragioni per le quali si vive (e per le quali si è disposti a morire) valgono più della vita. Un cristiano che ha mostrato fino in fondo che cosa vuol dire prendere la propria croce e vivere la sequela del Signore. Un testimone della radicalità evangelica in una parte del mondo lontana dai riflettori dei media (e dunque spesso anche dalla nostra coscienza di credenti), un martire che non ha scelto la morte, ma un modo di vivere, quello di Gesù di Nazaret.
Come scrive nella sua introduzione Monica Maggioni, presidente della Rai: «È nei campi assolati di Khushpur che si costruisce il senso di questa storia epica. Nella dinamica tra un fratello grande chiamato a proteggere e guidare, e un fratello piccolo, Shahbaz, che ha un dono, uno sguardo, una diversità, alla quale nessuno è immune. Un carisma “dono di Dio”. Da questo villaggio povero e agricolo del Pakistan, a maggioranza cristiana, creato da un missionario nel 1901, Shahbaz giunge al suo incarico politico e poi al suo destino immenso e tragico che affronta con serenità e determinazione».

Paul Bhatti ha lavorato come chirurgo in diversi Paesi del mondo. Dopo l’assassinio del fratello è stato eletto presidente del Pakistan Minorities Alliance e Ministro per 1’Armonia Nazionale sotto il governo di Asif Ali Zardari. Egli confessa che «a volte non comprendevo e non condividevo il comportamento di mio fratello» e faceva fatica a «capirne i gesti di attenzione ai deboli e agli emarginati».
Per capire il Pakistan e le minoranze cristiane perseguitate Il libro, arricchito anche da una prefazione del Segretario di Stato vaticano, il cardinale Parolin, è anche l’occasione per
comprendere la vicenda di un Paese — il. Pakistan — di quasi duecento milioni di abitanti, dove il 95 per cento sono musulmani, il 3 per cento indù o buddhisti, il 2 per cento cristiani. Un Paese chiave negli assetti geopolitici dell’area, spesso al centro del terrorismo talebano. Un Paese dove l’Islam è la religione di Stato (art. 2 della Costituzione) e il Corano e la Sunna “la legge suprema e la fonte guida nella promulgazione delle leggi».
Dove spesso i non musulmani subiscono pesanti discriminazioni religiose, sociali, economiche ed educative. Esemplare, a questo proposito, è la vicenda di Asia Bibi, la giovane donna cattolica condannata a morte con l’accusa di aver offeso il profeta 
Mao metto.
Ricordare Shahbaz Bhatti — un cristiano che si è speso per intero per la tutela dei poveri, degli emarginati e dei perseguitati di ogni culto — è ricordare anche la fede coraggiosa e il silenzio di decine di migliaia di cristiani pakistani che cercano di custodire la fede nonostante le molte prove che ogni giorno devono affrontare. Disposti a perdere la vita per il Vangelo.