sabato 9 maggio 2015

10 maggio 2015

Letture - VI domenica di Pasqua - Anno B

Prima Lettura At 10, 25-27. 34-35. 44-48
Il racconto della conversione e del battesimo della famiglia di Cornelio, il centurione romano, ci presenta la discesa dello Spirito sui pagani. Mentre ascoltano la parola di Pietro, in modo inatteso Dio dona lo Spirito. L'evento farà mutare la prassi tradizionale all'interno della Chiesa. L'episodio segna l'inizio dell'apertura della Chiesa ai pagani, sottolineando la prospettiva universale dell'amore che viene da Dio, il quale non fa preferenze di persona.
Dagli Atti degli Apostoli
Avvenne che, mentre Pietro stava per entrare [nella casa di Cornelio], questi gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi per rendergli omaggio. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati: anche io sono un uomo!».
Poi prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga».
Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio.
Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell'acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Quindi lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.

Salmo Responsoriale
Il salmo, come già gli Atti degli Apostoli, annuncia una salvezza universale, dove tutti i popoli sono chiamati a lodare il Signore. In mezzo a loro Dio manifesta se stesso e compie meraviglie di amore.
Dal Salmo 97
Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d'Israele.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

Seconda Lettura 1 Gv 4, 7-10
Il testo giovanneo conduce alle sorgenti della carità, a Dio che ci ha donato il suo Figlio perché avessimo la vita. Un dono che si è concretizzato nel rendere il Figlio vittima di espiazione per i nostri peccati. Da questa verità scaturisce il comandamento dell'amore: il cristiano deve amare i fratelli con quell'amore che gli è stato donato, cioè con amore divino.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l'amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.
In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

Dal vangelo secondo Giovanni
Vangelo Gv 15, 9-17
È la continuazione del vangelo sulla vite e i tralci. Il tema centrale è l'amore che dal Padre, attraverso il Figlio, raggiunge i credenti i quali, a loro volta, lo diffondono attorno a loro. L'espressione «Rimanete nel mio amore» indica una permanenza che si realizza attraverso l'osservanza dei comandamenti. Il comandamento di Gesù consiste nell'amore reciproco. È l'amore di Gesù che rende possibile la sequela dei discepoli, chiamati a seguire il suo impegno di amore, a vivere da amici mettendo in pratica quello che egli comanda.
Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri

6a domenica di Pasqua - B
Lunedì 11 maggio le nostre tre parrocchie di Peschiera vivono il loro pellegrinaggio al Santuario del Frassino. Per noi il rotrovo è  alle ore 20.00 davanti alla chiesa. Ci porteremo, poi, al supermercato e inizieremo la processione, verso le 20.30, pregando con il rosario. Sono invitati, in particolare, i ragazzi della MESSA DI PRIMA COMUNONE, CON I GENITORI. (In caso di maltempo… direttamente al Frassino)
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Martedì 12 -ore 20.45:  2° incontro formativo per lettori.
Possono partecipare anche altri che intendessero offrirsi  in seguito come lettori (il gruppo è aperto…)
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I luoghi del ritrovo per la preghiera del ROSARIO

* in cappella (parrocchia) * nella zona Colombara e in via Veneto presso una  famiglia  * al capitello di via Marche * al capitello in via Forte Laghetto  * al capitello in loc. Dolci
* al capitello al Villaggio - in via Friuli  * via “traverse”, alla zona sportiva  * capitello in loc. Marinoni  * in via Cesare Battisti
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VENERDì 22 MAGGIO - ore 20.45
  in preparazione alla Pentecoste (di domenica 24 maggio), intendiamo proporre una
VEGLIA DI PREGHIERA rivolta a tutti e,
in particolare, ai ragazzi di 2a e 3a media (con i genitori) che hanno ricevuto e stanno per ricevere la CRESIMA. L’invito è esteso anche agli ADOLESCENTI, ai loro animatori (e alle loro famiglie..) La Veglia inizierà all’aperto (nella zona parcheggio, vicino alla chiesa)
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Preghiera sul Vangelo della domenica
L'amore che ci lega a te, Gesù, viene dal Padre tuo: lo impariamo   da te e tu che ce lo doni perché rimanga in noi.
L'amore che ci lega a te, Gesù, è solo la risposta al tuo amore smisurato: tu hai donato la tua vita per noi. Come potremo mai ricambiarti? Come potremo illuderci
di aver colmato la distanza che ci separa da una misura così alta? Ma tu non vuoi affatto umiliarci. Tu guardi al nostro cuore e ci chiedi di allargare agli altri per vivere in modo autentico da fratelli, perché figli dello stesso Padre, perché tutti redenti dal tuo sangue.
Questo amore non si costruisce sulle belle parole, sulle dichiarazioni
di fede, sull'onda dei sentimenti. È con i fatti che siamo chiamati a mostrare quanto ci sta a cuore la relazione del tutto unica che vogliamo vivere con te. Così non ci scoraggiamo se vi sono momenti in cui ci sembra che tu sia assente, giorni nei quali non avvertiamo la consolazione di sentirti vicino. Fare la tua volontà, osservare i tuoi comandamenti, anche quando si tratta di avanzare come in zone desertiche ed aride: ecco quello che è determinante.


sabato 2 maggio 2015

AscoltarTi è una festa - V Domenica del Tempo ordinario

3 maggio 2015

V domenica di Pasqua - Anno B

Prima Lettura At 9, 26-31
Il libro degli Atti degli Apostoli, dopo aver posto in luce la difficoltà di Paolo ad essere accettato dalla comunità di Gerusalemme, si chiude con un piccolo sommario. La Chiesa è comunità di credenti uniti e in pace che, confortati dallo Spirito Santo, crescono e camminano nel timore del Signore ed annunciano con forza la sua risurrezione.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Saulo, venuto a Gerusalemme, cercava di unirsi ai discepoli, ma tutti avevano paura di lui, non credendo che fosse un discepolo.
Allora Bàrnaba lo prese con sé, lo condusse dagli apostoli e raccontò loro come, durante il viaggio, aveva visto il Signore che gli aveva parlato e come in Damasco aveva predicato con coraggio nel nome di Gesù. Così egli poté stare con loro e andava e veniva in Gerusalemme, predicando apertamente nel nome del Signore. Parlava e discuteva con quelli di lingua greca; ma questi tentavano di ucciderlo. Quando vennero a saperlo, i fratelli lo condussero a Cesarèa e lo fecero partire per Tarso.
La Chiesa era dunque in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samarìa: si consolidava e camminava nel timore del Signore e, con il conforto dello Spirito Santo, cresceva di numero.

Salmo responsoriale
Il perseguitato che ha sperimentato la morte, anticipa nel testo proclamato dalla liturgia, nella fede, la propria riconoscenza per essere stato esaudito e salvato. Il testo è canto di Cristo risorto e dei credenti.
Dal Salmo 21
A te la mia lode, Signore, nella grande assemblea. Scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.
I poveri mangeranno e saranno saziati, loderanno il Signore quanti lo cercano;
il vostro cuore viva per sempre! Ricorderanno e torneranno al Signore tutti i confini della terra;
davanti a te si prostreranno tutte le famiglie dei popoli.
A lui solo si prostreranno quanti dormono sotto terra, davanti a lui si curveranno
quanti discendono nella polvere. Ma io vivrò per lui, lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene; annunceranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno: «Ecco l'opera del Signore!».

Seconda Lettura 1 Gv 3, 18-24
Credere e amare sono i frutti dell'azione dello Spirito Santo effuso nei nostri cuori dall'alto della croce. Questa presenza divina garantisce che il Cristo dimora in noi e ci insegna a rimanere fedeli ai suoi comandamenti: ad amare con i fatti e nella verità.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità.
In questo conosceremo che siamo dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito. Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.

Vangelo Gv 15, 1-8
La vite e i tralci è un'immagine biblica che esprime il rapporto tra Dio e il popolo d'Israele. Gesù riprende questa immagine per indicare ai suoi discepoli l'intima comunione che esiste con il Padre. È rapporto di intimità, di amore e fedeltà al quale tutti i credenti, in lui, sono resi partecipi mediante l'ascolto attento della Parola, in profonda docilità allo Spirito Santo, segno della presenza di Cristo nella sua Chiesa.
Dal vangelo secondo Giovanni 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

AVVISI PARROCCHIALI
Da lunedì 4 maggio la S.Messa feriale è alle ore 8.00
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martedì 5 - alle 20.30 - in salone si tiene il 
1° incontro formativo per i lettori.
Terrà l’incontro fr. Vincenzo, Camaldolese.
Gli altri saranno il 12 e il 19 maggio.
Possono partecipare anche altri che intendessero offrirsi  in seguito come lettori (il gruppo è aperto…
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Siete invitati a partecipare alla preghiera del Rosario nei luoghi che conoscete (anche dagli altri anni) e che sono:
* in cappella (parrocchia)  * nella zona Colombara e in via Veneto,    presso una  famiglia  * al   capitello di via Marche
* al capitello in via Forte Laghetto        
 * al capitello in loc. Dolci
* al capitello al Villaggio, in via Friuli  
* via “traverse”, alla zona sportiva  
* capitello in loc. Marinoni     
* in via Cesare Battisti
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Lunedì 11 maggio le nostre tre parrocchie di Peschiera si uniranno per celebrare la S.Messa, preceduta dalla processione mariana che inizierà verso le 20.15 / 20.20. In seguito saranno precisati altri particolari 

Preghiera nella 5a domenica di Pasqua
Ognuno di noi, Gesù, desidera che la sua vita sia feconda e porti un frutto buono ed abbondante.Ognuno di noi vorrebbe sfuggire ad una sterilitàche mortifica e rende inutile la sua esistenza.
Ognuno di noi si attende di poter esprimere il meglio di se stesso,
quanto di più prezioso e nobile si porta dentro.
Eppure tutto questo non è possibile se non rimaniamo uniti a te,
se ci lasciamo afferrare dall' illusione di poter fare da soli,
contando unicamente sulle nostre forze. Liberami, dunque, Signore, dall'orgoglio che non mipermette di riconoscere le mie debolezze.
Liberami dalla presunzione di non aver bisogno di te e degli altri, della tua grazia e del loro aiuto. Donami la gioia di accogliere con rinnovata riconoscenza
la linfa vitale che tu immetti nel circuito della mia vita.
Donami la perseveranza che mi permette di rimanere attaccato a te anche quando arriva
il tempo doloroso della potatura e non solo la festa del raccolto.





sabato 25 aprile 2015

AscoltarTi è una festa - IV Domenica di Pasqua

4a domenica di Pasqua

26 aprile
   Questa domenica 26 aprile - ore 11.00: S. Messa Prima Comunione
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Prima Lettura At 4, 8-12
Pietro approfitta di un miracolo compiuto nel nome di Gesù per presentare l'annuncio kerigmatico: solo in Gesù Cristo, il crocifisso risorto, c'è salvezza. Colui che non è stato riconosciuto dalle guide del popolo d'Israele, è divenuto la «pietra angolare» che dà fondamento e coesione e garantisce stabilità al popolo di Dio.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro:
«Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato.
Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d'angolo.
In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».

Salmo Responsoriale   Dal Salmo 117
Il salmo, risposta pregata alla parola proclamata, presenta la Chiesa che si edifica grazie al nome di Gesù. Pertanto, l'azione di grazie celebrata un tempo per sventure del popolo, diventa nella liturgia un inno di grazie a Cristo vincitore della morte.

La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d'angolo.
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell'uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti.
Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d'angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.
Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.

Seconda Lettura 1 Gv 3,1-2 -  
Il cristiano è visto nella sua realtà di figlio di Dio, ad immagine dell'unico Figlio, in relazione e in comunione con il Padre e con Cristo. Egli conosce ed è conosciuto intimamente dal Padre. Questo è dono di grazia ricevuto per mezzo del battesimo, ed è anche la vocazione a cui tutti gli uomini sono chiamati. È un cammino tra il «già» e il «non ancora», quando nella piena manifestazione del Figlio ci sarà rivelata la nostra autentica identità.
Dalla prima lettera di san Giovanni Apostolo
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.

Vangelo Gv 10, 11-18
Cristo compie un'autorivelazione: è il buon pastore. Attraverso quest'immagine si fa conoscere come colui che offre la vita liberamente per compiere la volontà del Padre e quindi per la salvezza degli uomini; è colui che raduna e si prende cura delle pecore, va in cerca delle disperse, le conduce, ha con loro un reciproco rapporto di conoscenza che è presenza ed esperienza d'amore.
Dal vangelo secondo Giovanni
IL "BUON PASTORE" (catacombe di S.Priscilla)
In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio»
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26 aprile (4a di Pasqua):
GIORNATA MONDIALE
DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI
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Tra poco inizieranno  in parrocchia alcuni incontri formativi che sono offerti ai lettori, cioè  a coloro che svolgono il servizio di leggere i testi biblici durante l’Eucarestia domenicale o in altre occasioni. Gli incontri previsti sono tre, alle 20.30, in salone, nei seguenti giorni:
                             martedì  5 - 12 - 19  maggio
Possono partecipare anche altri che intendessero offrirsi  in seguito come lettori 
(il gruppo è aperto…)
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Sabato 2 inizieremo il mese di maggio, unendoci alla Comunità del Frati del Frassino, con la processione mariana, alle ore 20,30. Poi, nei giorni seguenti del mese, siete invitati a partecipare alla preghiera del Rosario nei luoghi che conoscete (anche dagli altri anni) e che sono:
* in cappella (parrocchia)  
* nella zona Colombara, presso una  famiglia  
* al capitello di via Marche
* al capitello in via Forte Laghetto      
* al capitello in loc. Dolci
* al capitello al Villaggio, in via Friuli    
* via “traverse”, alla zona sportiva  
* capitello in loc. Marinoni     
* in via Cesare Battisti
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Lunedì 11 maggio le nostre tre parrocchie di Peschiera si uniranno per celebrare la S.Messa, preceduta dalla processione mariana che inizierà verso le 20.15 / 20.20. In seguito saranno precisati altri particolari 
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COMUNICATO STAMPA - Migrantes (organismo dei vescovi italiani)
Una nuova strage nel Mediterraneo che implora il dovere della solidarietà europea e internazionale per popoli in fuga

Sembra ormai delinearsi in queste ore che la tragedia dell’imbarcazione in viaggio dal Nord Africa (proveniente dalle coste egiziane o libiche) verso l’Europa, travolta dalle onde del Mediterraneo, si configura come la più grave strage degli ultimi anni nel Mediterraneo. Infatti, ai 950 morti dall’inizio dell’anno ad oggi, si sono aggiunti, secondo le tragiche conferme di queste ore, altre 700 vittime, che hanno perso la vita nel loro viaggio della speranza, in fuga da guerre disperazione. Le vittime sono “uomini e donne come noi” – ha ricordato il S. Padre al Regina Caeli di ieri mattina -: ragazzi, giovani e bambini, famiglie, persone cristiane e di altre religioni in fuga dalla guerra e dalla fame, mossi dalla disperazione.
Parafrasando la costituzione apostolica Gaudium et spes, ripresa dal beato Paolo VI nell’enciclica Populorum progressio, di fronte a queste ripetute tragedie nate da un contesto internazionale segnato da guerre e povertà, “le nazioni sviluppate hanno l’urgentissimo dovere di aiutare le nazioni in via di sviluppo” (n.48). Un dovere di solidarietà che chiama in causa l’Europa, ma anche le potenze economiche del mondo, le organizzazioni internazionali come l’ONU, sollecitando tre azioni. La necessità immediata di un’azione navale europea e internazionale nel Mediterraneo, che sull’esempio di Mare nostrum, possa non solo limitarsi a presidiare i confini, ma a costruire veri e propri percorsi di salvezza, canali umanitari per le persone e i popoli in fuga. E’ vergognoso nascondersi dietro ai supposti costi di un’operazione per abbandonare a se stessi famiglie, giovani, donne e bambini alla morte. In secondo luogo, alimentare un piano sociale europeo che vada a rafforzare con risorse non solo l’accoglienza di chi chiede una protezione internazionale nelle sue diverse forme, ma valuti anche forme nuove di riconoscimento in tempi brevi, che permettano una circolazione e una tutela dei richiedenti asilo in tutti e 28 i Paesi europei. In terzo luogo, ripartire da un’azione internazionale congiunta che abbia l’obiettivo della pace e della sicurezza nel Nord Africa, nel Medio Oriente e nel Corno d’Africa, così che le persone, grazie anche a un efficace programma di cooperazione internazionale, possano ricostruire il proprio Paese e averne il diritto di viverci. L’Italia, con la sua storia straordinaria di solidarietà, nonostante la crisi che segna anche i giovani e le famiglie italiane, non può rinunciare a condividere risorse per la tutela di un diritto e dovere fondamentale verso chi oggi, disperato, si mette in viaggio. Non si può sacrificare alla ragion di Stato o a ragioni politiche o elettorali il dovere della solidarietà, lasciando alla discrezionalità di organismi e istituzioni l’esercizio di tale dovere. Come comunità cristiana non si può indebolire il dovere dell’ospitalità di chi ci mostra in maniera rinnovata il volto sofferente di Cristo, “la carne sofferente di Cristo” - come ci ha ricordato più volte papa Francesco -, valutando con coerenza e coscienza di rafforzare una rete ecclesiale, sociale e familiare di accoglienza, segno anche di una sussidiarietà, fondamentale valore sociale.

Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni

Vergine per sempre offerta a Dio, ti offriamo il nostro cuore: insegnaci l'Amore.
Vergine umile e attenta custode della Parola, apri le nostre menti, perché sappiamo accogliere la Verità. Vergine orante, con te preghiamo:  rendici testimoni della Bellezza della sua chiamata.
Vergine pellegrina, che cammini sui passi di Gesù, nostra guida sicura, mostraci la strada del Vangelo. Vergine, docile serva del Signore, aiutaci a dire il nostro ”Sì", piantato nella terra buona del cuore perché, toccati dalla sua Bellezza, portiamo frutti di vita nuova. Amen