sabato 15 dicembre 2018

16 dicembre


Prima Lettura - Il Signore esulterà per te con grida di gioia.
Dal libro del profeta Sofonìa 

Rallègrati, figlia di Sion,
grida di gioia, Israele,
esulta e acclama con tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme!
Il Signore ha revocato la tua condanna,
ha disperso il tuo nemico.
Re d'Israele è il Signore in mezzo a te,

tu non temerai più alcuna sventura.
In quel giorno si dirà a Gerusalemme:
«Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!
Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te
è un salvatore potente.

Gioirà per te,
ti rinnoverà con il suo amore,
esulterà per te con grida di gioia». Parola di Dio

Salmo Responsoriale - Is 12,2-6
R. Canta ed esulta, perché grande in mezzo a te è il Santo d'Israele.

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,

perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza. R.

Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime. R.

Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,

le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d'Israele. R.

Seconda Lettura - Il Signore è vicino!
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési - Fil 4,4-7
 
Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!
Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù. Parola di Dio


Vangelo - E noi che cosa dobbiamo fare?
Dal Vangelo secondo Luca - Lc 3,10-18

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
 Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo. Parola del Signore
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16 dicembre 2018 - 3a domenica di Avvento - anno C

Avvisi
Continua la catechesi di Avvento per gli adulti

lunedì        ore 15.30
fam. Bresciani Ivana
don Attilio
mercoledì  ore 9.00
fam. Tomellini-Marconi
Maria Teresa e Cristina
mercoledì  ore 21.00
fam. Idone-via Palladio
don Attilio
giovedì     ore 15.00
in cappella feriale
Maurizio Santellani
venerdì    ore 20.30
fam. Caldogno - via Lazio
Caldogno Francesco
Domenica 16 dicembre i volontari del carcere di Montorio chiedono un aiuto per i detenuti, ricevendo  prodotti vari per l’igiene personale.
Viene proposta l’iniziativa “LA CESTA DELLA CARITA” fino a domenica 23 dic. . Si ricorda ancora la possibilità di mettere a disposizione medicinali non scaduti e occhiali con montatura integra
venerdì 21 dicembre a Garda: Celebrazione-Confessione per gli adolescenti del lago orientale
venerdì 21 - ore 18.30: incontro in chiesa per i ragazzi di 5a elementare.
                                      Segue in salone lo scambio di auguri di Natale

 

martedì 11 dicembre 2018

11 dicembre: Corinaldo

sulla tragedia di Corinaldo

riflessioni del medico- psicologo Alberto Pellai 


Oggi di fronte alla notizia della strage di Corinaldo ho provato gli stessi brividi che devono aver provato tutti i genitori che hanno figli adolescenti. Mi sono identificato con i genitori che hanno perso i loro figli giovanissimi. E ho pianto. E con i genitori dei giovanissimi che ieri sono entrati al concerto con una bomboletta spray di gas urticante. E ho provato i brividi. Potenzialmente io potrei essere genitori di un figlio che appartiene ad entrambe le categorie. I miei figli adolescenti amano andare ai concerti. E ho figli che sono ancora nell’età dello tsunami, e quindi so bene che potrebbero fare un bel po' di stupidaggini, senza pensare a tutte le conseguenze che ne potrebbero derivare. All’ inzio ho provato paura e sgomento. Poi, quando oggi al telegiornale ho scoperto che a fronte di 850 posti disponibili sono stati venduto più di 1400 biglietti ho sperimentato anche una grandissima rabbia. Che però vorrei trasformare in riflessione educativa. Ecco perché vi propongo una lettura impegnativa. Se non avete dieci minuti disponibili non andate avanti. Se li avete e volete affrontare un tema così tremendo anche da un punto di vista educativo, proseguite la lettura. E possibilmente fornite il vostro commento e condividete con più genitori ed educatori possibili. 
Per parlare della strage di Corinaldo potremmo partire dalle tante cose stupide che fanno i preadolescenti e i giovani adolescenti. E su questo non potremo mai smettere di fare educazione e formazione. Non potremo mai abbassare la guardia con i nostri figli e con gli amici dei loro figli. Dovremo costantemente portarli a riflettere su tutte le cose stupide che possono fare, ma che devono decidere di non fare. Su tutti quegli scherzi che sembrano “ragazzate” e che possono trasformarsi in stragi. Quindi, è cruciale che noi adulti non smettiamo mai di promuovere un lavoro educativo con chi sta crescendo, che gli instilli empatia e senso della responsabilità affinchè i giovanissimi possano essere in prima persona protagonisti della prevenzione di eventi tremendi come quello successo ieri notte a Corinaldo. Perché a 12, 13, 14, 15 anni si può decidere di vivere facendo finta che “tutto è uno scherzo….. cosa vuoi che sia….su dai, non fare il bigottone”. Ma si può anche invece investire in “responsabilità” per sé e per gli altri e dirigere le proprie energie verso azioni che proteggono se stessi e gli altri, invece che in azioni che sfidano le norme, colludono con la trasgressione e che possono avere conseguenze e implicazioni inaspettate e molto gravi. Sarebbe bastato ieri sera che chi è entrato al concerto sovraffollato, con bombolette di gas urticanti avesse deciso di non farlo, per evitare oggi di trovarci sconvolti di fronte alle conseguenze di ciò che questa scelta scellerata ha portato con sé. Per evitare la strage, sarebbe bastato che un amico o un’amica del cuore di chi ieri aveva in tasca una bomboletta spray, sulla strada per andare al concerto, avesse detto al proprietario di questo oggetto che ha fatto più danni di un ordigno bellico: “Dai non fare lo scemo/la scema. Butta via quella roba lì…. altrimenti io con te al concerto non ci vengo…. E informa le guardie di sicurezza di quello che hai in tasca” e forse oggi tutto sarebbe stato diverso”.
Bene, questa è la parte che riguarda noi, i nostri figli e le loro responsabilità. Poi, però, c’è una parte che riguarda il mondo adulto. Che sulla pelle delle passioni giovanili dei nostri figli, spinge sull’acceleratore del guadagno, ad ogni costo, senza alcuna valutazione delle responsabilità che quel guadagno porta con sé. E così si scopre che per un evento organizzato in un locale che poteva contenere al massimo 850 persone, gli organizzatori avevano venduto più di 1400 biglietti, violando ogni norma di protezione e sicurezza imposta per legge. E quindi, per loro, organizzatori e gestore dell’evento, quegli spettatori di concerto ieri erano semplicemente pedine di un progetto di guadagno che spreme i desideri dei giovanissimi fino all’ultima goccia, che non ha alcun rispetto dei loro bisogni di crescita, che non si pone alcuna remora (legale, etica, morale) a generare guadagni illegali sulla loro pelle. Proprio settimana scorsa ho acquistato un biglietto per un concerto al quale mio figlio vuole andare nel 2019. Il biglietto ha un costo dichiarato di 38 euro. Poi ho dovuto pagare 5,70 di diritti di prevendita. Poi ho dovuto pagare 9,90 euro di spese di spedizione, perché per guadagnare ulteriormente sulla pelle dei nostri figli, questi grandi gestori e manager degli eventi cui i ragazzi vogliono partecipare non ti permettono di ritirare il biglietto alla cassa del luogo dell’evento, né di scaricarlo da internet o di riceverlo via mail, cosa che avviene in quasi tutte le altre nazioni del mondo. Così un biglietto da 38 euro viene a costare in totale 53,6 euro, cioè circa il 40% in più. Uno dice: pagherò tutti questi soldi in più, perché ci sarà una cura e una qualità totale dell’evento. Poi si scopre quello che abbiamo letto oggi sul giornale. E già sulle vendite dei biglietti per i concerti ne avevamo lette un bel po' nei mesi scorsi comprendendo che livello di avidità – e lasciatemelo dire – disonestà si nasconda dietro alle grandi società di gestione delle biglietterie online.
E allora, comprendiamo che il male del mondo oggi è che non c’è più rispetto per nulla, nemmeno per chi è minorenne e dovrebbe essere protetto e aiutato a crescere nel miglior modo possibile. I nostri figli sono diventati oggi “il parco giochi” degli strateghi del marketing, dell’avidità delle multinazionali, del cannibalismo di sistema economico-finanziario liberista e senza codici etici e morali che nei minori vede solo potenziali consumatori, soggetti a cui noi genitori abbiamo riempito le tasche di soldi e che quindi quei soldi possono spendere, non importa come. E così abbiamo l’emergenza gioco d’azzardo tra i minorenni, l’emergenza droghe, l’emergenza pornografia, l’emergenza dipendenza da videogiochi. Eccetera eccetera eccetera. Noi genitori abbiamo di certo sbagliato. Ma è profondamente sbagliato anche il villaggio globale in cui noi li stiamo crescendo. E al quale dobbiamo “urlare” con tutta la nostra forza “Adesso basta”. Bisogna permettere ai nostri ragazzi di tornare a ritrovarsi in luoghi dove non ci sono sempre biglietti di ingresso da pagare, consumazioni obbligatorie da fare, oggetti da comprare se vuoi metterti in coda tre ore per fare un selfie con il tuo cantante preferito di cui devi avere comperato l’ultimo CD. Altrimenti non hai diritto a nulla.
Ci sono responsabilità che ci riguardano come adulti. Come genitori. Come gestori di un locale. Come manager di un artista amato dai ragazzini. E si tratta di responsabilità educative. Formative. Non solo economiche. Se non impariamo a farcene carico, i nostri figli rischieranno sempre più di perdere. La loro vita. Le loro speranze. Il loro futuro.
Se condividete queste riflessioni, rendete virale questo messaggio. Se non le condividete, aiutatemi a capire cosa c’è di sbagliato in quello che ho scritto, secondo voi.
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Sulla tragedia della discoteca…

Siamo tutti amareggiati per la tragedia di Corinaldo… Assieme alla partecipazione emotiva per un fatto così sconvolgente, al pensiero commosso per le giovani vittime e per lo strazio di dolore delle loro famiglie, una riflessione si impone. Cerchiamo di far nascere in noi un pensiero  che ci aiuti a valutare in modo equilibrato quanto è accaduto.
Partiamo dai ragazzi, preadolescenti, giovanissimi, precocemente disponibili a sensazioni forti, ad esperienze quasi al limite, che sembrano attraversare, come uno tsunami le loro giovani vite.
Sembra una realtà ineluttabile, una corrente travolgente alla quale non si possa resistere.
E’ il fascino di una musica proposta da giovani trapper come Sfera Ebbasta, che hanno un seguito incredibile! E’ a questi fascinosi demagoghi del consenso che i ragazzi si rivolgono, facendosi catturare da una musica (ma si può chiamarla veramente così?) che ti può portare in modo irresistibile in un mondo che ti prende e ti trascina! La realtà é questa: ai ragazzi, si sa, piace!
Io faccio fatica a capire, ma bisogna prenderne atto… Ci sarebbe da dire molto anche sui testi: che contenuto propongono?  Mi hanno riferito che in una trasmissione alla Tv hanno fatto vedere le parole di una “canzone di Ebbasta: robe da far accaponare la pelle!
Mi concedo comunque un dubbio legittimo: queste musiche permettono un clima di aggregazione sano, capace di creare sensazioni positive di incontro? I ragazzi in discoteca possono parlarsi, scambiare le loro sensazioni, raccontarsi il loro vissuto, godere serenamente della compagnia degli altri?  O l’ inevitabile stordimento per musiche o “rumori” a tutto volume, rende praticamente quasi impossibile un incontro che sia veramente tale? Ma forse i ragazzi non cercano più questo modo per loro troppo semplice o “banale” di stare assieme.  La mia, sembra una pretesa eccessiva!
E poi, diciamocelo seriamente: le sensazioni forti nella discoteca aumentano anche con le frequenti deviazioni come l’abuso di alcool, come le pasticche di droga sintetica e non, che si possono trovare facilmente … Lo riconosceva senza alcun dubbio un sorvegliante addetto alla sicurezza alla discoteca di Corinaldo (un “buttafuori”) che, intervistato in TV, diceva candidamente che molti ragazzi arrivano già “fatti”  o sono disposti a certe devianze come eccesso di bevute e simili. E i controlli ci sono? Fare soldi sulla pelle dei ragazzi è quello che interessa di più: i controlli vadano a farsi benedire!
E le famiglie dei ragazzi che posizione prendono? Sono coscienti dei rischi reali che i loro figli stanno correndo? Sono preoccupate per le conseguenze negative che sono in agguato? A Corinaldo certi genitori hanno accompagnato i figli in discoteca e una mamma è deceduta nella tragedia. Per la volontà di accontentare il figlio(a) e di vivere, poi, avvertendo un possibile pericolo, un’ istintiva protezione che va compresa ma che non è andata a buon fine.  
Si ha la sensazione, comunque, che molti adulti stiano sottovalutando alcune problematiche.
Se hai il timore fondato che tuo figlio possa cadere in certe trappole, volutamente presentate da una interessata e sapiente regia mediatica come esperienze irresistibili, perchè dire sempre di sì? Perché non sei capace di proporre un’alternativa che sia godibile in altro modo? Una famosa pedagogista di Milano e medico, Giuliana Ukmar,  qualche anno fa ha scritto un libro controcorrente rispetto all’attuale andazzo: “Se mi vuoi bene, dimmi di no!”. Un no motivato, dettato da una preoccupazione educativa che si ispira all’amore e alla premura sincera per la crescita dei propri figli.
Certi genitori hanno il timore che i loro figli, quando scelgono altre strade che non siano quelle massificanti di tanti altri, siano tagliati fuori, perdano le amicizie, siano chiamati bigotti o considerati diversi. Si teme un pericolo di bullismo o di emarginazione.
E’ certamente un problema.
Ma se tuo figlio(a) è rinforzato e sostenuto nelle sue convinzioni e regole di vita e trova in te genitore una conferma solida, un ancoraggio sicuro, di che cosa avere paura? Certo: lui ha il diritto di vedere riflessi nei comportamenti del padre e della madre, i valori che gli vengono proposti e che non sono svenduti per nessuna ragione: le semplici “prediche” non bastano.
E’ questa la mia speranza, guardando, nonostante tutto, con fiducia al futuro di questi ragazzi.
Resta da aggiungere (ma è un capitolo che richiederebbe ancora molto spazio…): quali devono essere gli apporti delle varie agenzie educative come la scuola, le istituzioni pubbliche, le comunità ecclesiali, che sono chiamate a collaborare con le famiglie?
don Attilio Bonato, parroco del Beato Andrea
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Senigallia 09/12/2018 
Noi Vescovi delle chiese che sono nelle Marche, esprimiamo viva compartecipazione alle famiglie colpite dalla tragedia del 7 dicembre scorso nella discoteca di Corinaldo, e che ha fatto registrare la morte di sei persone, cinque delle quali giovanissime più una giovane mamma, e numerosi feriti, alcuni dei quali molto gravi.
Non ci nascondiamo le eventuali responsabilità che vanno rigorosamente accertate. Non si può accettare che giovani vite vengano stroncate da fatti simili. Ribadiamo anche in questa occasione la nostra ferma convinzione della necessità di sviluppare una cultura di difesa e di promozione della vita, come dono da custodire e da sviluppare.
Ci appelliamo inoltre a tutti i soggetti educativi, in particolare alla famiglia, alla scuola ed alla comunità cristiana affinchè sappiano affrontare la questione educativa come assoluta priorità del momento che viviamo e come premessa per il futuro che ci attende. Affidiamo alla preghiera le vittime, le loro famiglie e tutte le persone toccate da questo tragico evento, perché la luce della fede le guidi anche in questa difficile situazione. Per tutti chiediamo l’intercessione della Madonna di Loreto.

Arcivescovi e Vescovi delle Marche


sabato 8 dicembre 2018

9 dicembre


PRIMA LETTURA
Dio mostrerà il suo splendore a ogni creatura.

Dal libro del profeta Baruc 5,1-9
Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto
e dell’afflizione,

rivèstiti dello splendore della gloria
che ti viene da Dio per sempre.
Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio,
metti sul tuo capo il diadema di gloria dell’Eterno,

perché Dio mostrerà il tuo splendore
a ogni creatura sotto il cielo.
Sarai chiamata da Dio per sempre:
«Pace di giustizia» e «Gloria di pietà».
Sorgi, o Gerusalemme, sta’ in piedi sull’altura
e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti,
dal tramonto del sole fino al suo sorgere,
alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio.
Si sono allontanati da te a piedi,
incalzati dai nemici;
ora Dio te li riconduce
in trionfo come sopra un trono regale.
Poiché Dio ha deciso di spianare

ogni alta montagna e le rupi perenni,
di colmare le valli livellando il terreno,
perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.
Anche le selve e ogni albero odoroso
hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio.
Perché Dio ricondurrà Israele con gioia

alla luce della sua gloria,
con la misericordia e la giustizia
che vengono da lui.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 125(126)
R. Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.
Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».

Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.

Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.

SECONDA LETTURA
Siate integri e irreprensibili per il giorno di Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési 1,4-6.8-11
Fratelli, sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.
Parola di Dio

CANTO AL VANGELO Lc. 3,4.6
Alleluia, alleluia
Preparate la via del Signore,
   raddrizzate i suoi sentieri!
      Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

Alleluia

VANGELO
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!
Dal Vangelo secondo Luca 3,1-6

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:
«Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».

Parola del Signore
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Catechesi per adulti - Avvento 2018- 2° incontro. 2a di Avvento- anno C

Il momento difficile che stiamo vivendo, a tutti i livelli (sociale, politico, economico, di caduta dei valori...) porta molte persone a un atteggiamento di passività totale o di pessimismo: non serve più darsi da fare, perché ormai i giochi sono fatti e non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Come reagiamo noi credenti in questa situazione? La buona notizia dell’Avvento è che Dio stesso entra nella nostra storia e si impegna per la sua buona riuscita, aprendo per tutti noi
una via di salvezza.

PREGHIERA DI INIZIO: Salmo 146

Alleluia, gloria al Signore. Voglio lodare il Signore. A lui canterò per sempre, loderò il mio Dio finché avrò vita.
Non contate su gente influente: sono uomini, non possono salvarvi;
muoiono, ritornano alla terra, ogni progetto vien sepolto con loro.
Felice l’uomo fedele, che conta sull’aiuto del Dio di Giacobbe
e mette ogni sua speranza nel Signore suo Dio.
Il Signore ha fatto il cielo e la terra, il mare e tutto quello che esiste;
mantiene la sua parola, difende la causa dei perseguitati.
Il Signore libera i prigionieri, dà il pane agli affamati; il Signore apre gli occhi ai ciechi, rialza chi è caduto e ama gli onesti.
Il Signore protegge lo straniero, difende l’orfano e la vedova
e sbarra il cammino agli oppressori.
Questo è il tuo Dio, o Sion. Egli è il re in ogni tempo; il suo potere rimane per sempre. Alleluia, gloria al Signore.

Da uno scritto di d. Tonino Bello

Se date uno sguardo a tutti i grandi maestri della non-violenza, vedrete come elaborano in modo straordinario il tema della convivialità. La pace è convivialità come mangiare il pane insieme con gli altri, senza separarsi... L’altro è un volto da scoprire da contemplare, da togliere dalle nebbie dell’appiattimento; un volto da contemplare, da guardare, da accarezzare... La carezza non è mai un prendere e portare a sé, è sempre un dare...
La pace cos'è? La convivialità delle differenze, quando si mettono a sedere alla stessa tavola persone diverse, che noi siamo chiamati a servire... Credo che se potessimo cambiare i versetti della Bibbia che dicono “Fammi scorgere, o Signore, il tuo volto, il tuo volto Signore io cerco” e dire “Il tuo volto, fratello, io cerco, fammi vedere il tuo volto”, allora avremmo trovato non solo le radici, ma anche gli alberi, i rami, i fiori, i frutti della non-violenza.

Dal Vangelo secondo Luca (3,1 -6)

Nell’anno decimoquinto dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’lturèa e della Traconìtide, e Lisania tetrarca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto; Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato; i passi tortuosi siano diritti; i luoghi impervi spianati. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

Luca, nel suo Vangelo, mostra grande interesse nel ricordare che gli
inizi della missione di Gesù sono stati preparati da Giovanni il Battista. Si tratta di un dato importante. L’evangelista lo sottolinea con un’ introduzione solenne (3,1-2) e per due domeniche successive la liturgia dell’Avvento ci propone la sua figura. Questo brano di Luca presenta tre aspetti rilevanti: un’ambientazione storica generale, la presentazione di Giovanni come profeta, il suo messaggio.
L’ ambientazione storica. All’interno dell’impero romano (il mondo che conta di allora) Luca ricorda le autorità che reggevano le regioni dove si svolge il ministero di Gesù (Pilato per la Giudea, Erode per la Galilea) e quelle dei territori pagani confinanti (Filippo per l’ Iturea e la  Traconitide, Lisania per l’Abilene). L’ evangelista vuole così far capire che la salvezza annunciata dal Battista supera i confini di Israele. Viene poi ricordata l’autorità religiosa e la sua condizione ambigua: il sommo sacerdote era Anna, ma di fatto Caifa, deposto per indegnità, continuava a esercitare l’autorità.
Il quadro dipinto da Luca mostra una condizione poco favorevole: Erode ha rubato la moglie a Filippo e la più alta autorità religiosa copre la carica indegnamente. Sembrerebbe che in un contesto così, ci sia poco spazio per la parola di Dio.
E  invece, proprio in questa situazione, essa irrompe attraverso la figura di Giovanni il Battista. L’espressione «la parola di Dio scese su Giovanni» è un modo per dire che riaffiora in Israele l’esperienza della profezia, cioè che la parola di Dio entra di nuovo in azione.

Il messaggio. Il messaggio di Giovanni, espresso attraverso le immagini
tratte da Isaia (40,3), vuole indicare che Dio entra in azione per attuare le sue promesse e che si impegna a ristabilire una situazione di giustizia: ogni disuguaglianza viene superata (i burroni sono riempiti e i colli spianati). I verbi al passivo (“sarà riempito), sarà abbassato”), suggeriscono che la liberazione dell’uomo e il ristabilimento della giustizia sono prima di tutto iniziativa e opera di Dio, che decide di entrare in azione. I verbi all’attivo (“preparate», raddrizzate”) invitano l’ uomo ad accordarsi all’azione di Dio, cioè a non ostruire la via che egli si sta tracciando nella storia.

Tale accordo avviene attraverso il dono della conversione: un battesimo
per il perdono dei peccati. Dio ci coinvolge in una conversione, ci reimmerge in un cambiamento che libera dal peso degli errori passati,
per consentire alla storia di ripartire su una base nuova. Si apre così
per ognuno il tempo della salvezza.

Così agisce Dio: la sua Parola diviene la via della salvezza. Nell’annuncio di Giovanni il Battista siamo invitati a vedere in Gesù la parola di Dio che si compie e che si rende visibile per tutti.

Riflettiamo insieme sulla Parol
Sottolineiamo la frase di questo brano che ci ha colpito di più…

Proviamo a dire come, nel difficile momento attuale, la parola di Dio continua a farsi sentire con il suo messaggio di salvezza.

«Preparate la via del Signore». Cerchiamo in quale modo possiamo, come credenti, favorire la venuta del Signore.

«Tra le tante voci si distingueva, per il tono austero e minaccioso, quella di Giovanni il Battista. Proclamava come imminente l’ intervento decisivo di Dio nella storia di Israele; intimava di prepararsi ad accoglierlo con una pronta e seria conversione: “La scure è già posta alla radice degli alberi; ogni albero che non porta frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco” (Lc 3,9). Quelli che si recavano da lui e si riconoscevano peccatori, li battezzava nel fiume Giordano. A tutti dava la testimonianza di una vita ascetica, di digiuno e di preghiera, insieme con i suoi discepoli.
Gesù si inserisce nel suo ambiente, inquieto e pieno di aspettative, con continuità e originalità... Il suo annuncio è che il regno di Dio non è
solo da attendere nel futuro; è in arrivo, anzi in qualche modo è già
presente. Viene, in modo assai concreto, a risanare tutti i rapporti dell’uomo: con Dio, con se stesso, con gli altri e con le cose... Bisogna credere innanzitutto all’amore di Dio Padre, che si manifesta attraverso Gesù, e convertirsi dal peccato, che è la radice di tutti i mali.
È sempre attuale, anche per noi oggi, la necessità di prepararsi ad accogliere il Regno, educando desideri e domande.
(dal Catechismo degli adulti: “La verità vi farà liberi”)

PREGHIERA FINALE
Signore nostro Dio, quando la paura ci prende, non lasciarci disperare!
Quando siamo delusi, non lasciarci diventare amari! Quando siamo caduti,
non lasciarci a terra! Quando non comprendiamo più niente e siamo allo stremo delle forze, non lasciarci perire! Facci sentire la tua presenza e il tuo amore che hai promesso ai cuori umili e spezzati che hanno timore della tua Parola. È verso tutti gli uomini
che è venuto il tuo Figlio diletto, verso gli abbandonati: poiché lo siamo tutti. Egli è nato in una stalla e morto sulla croce. Signore, destaci tutti e tienici svegli per riconoscerlo e confessarlo. Karl Barth
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